Quanto deve essere lungo un articolo?

Scrivere un post lungo vuol dire soddisfare le esigenze del lettore? Non è detto, a volte la soluzione migliore è nella sintesi. Quindi è meglio un articolo lungo o breve? La risposta la trovi qui.

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La domanda che attanaglia tutti i blogger di questo mondo: quanto deve essere lungo un articolo? Forse già lo sai, forse no. In realtà la risposta non esiste, è impossibile definire a priori il numero esatto di parole per un articolo.

Quanto deve essere lungo un articolo?
Quanto deve essere lungo un articolo?

Immagino le proteste: “Ma non esiste una misura, un’indicazione di base, una linea guida per capire qual è la strada da seguire per fare un buon lavoro e ottenere un risultato degno di nota?”.  Ecco, questo è il punto. Tutto dipende dall’obiettivo del contenuto che hai creato. Anzi, dal contesto che circonda il tuo lavoro.

Ci sono parametri per prendere una decisione? Non esistono cifre nette. Il punto di partenza: devi mettere al centro il pubblico. Solo le esigenze delle persone che vuoi raggiungere possono dare indicazioni sulla lunghezza di un contenuto di qualità.

Perché questo è il fine della tua attività online: pubblicare un post qualitativamente superiore e soddisfare il pubblico. Quindi, quanto deve essere lungo un articolo? Voglio risolvere questa domanda, ma prima lasciami affrontare un punto.

L’approccio di un blog professionale

Non esistono regole scritte. Nel senso che la lunghezza di un post non è un fattore stabilito a tavolino come può essere, ad esempio, il tag title. Non conosco un numero magico da rispettare ma delle indicazioni di massima. Chi ha deciso di guadagnare con il blog, o di sfruttare questo strumento per dare vantaggi strategici alla propria azienda, deve sposare questo approccio.

Sto parlando di dare spazio alle esigenze del pubblico. Un blogger che pubblica solo per portare su carta il proprio amore per la scrittura può muoversi come preferisce. Può scrivere senza giudizi, può ignorare le necessità del target. In realtà non ha un destinatario: scrive per passione.

L’importanza del piano editoriale

Questo è il tuo blog personale. L’approccio professionale è diverso. Ha un piano editoriale da seguire e delle regole da rispettare in termini di SEO copywriting.

Insomma, nel mondo del blogging non sei tu il cuore del processo creativo. Ma quanto deve essere lungo un articolo? Lo decide il pubblico. Anzi, lo decide il piano editoriale. Studio le esigenze della mia realtà, analizzo il target e gli obiettivi.

Creo una mappa degli argomenti e li trasformo in titoli sul calendario editoriale. Con caratteristiche differenti che un bravo web writer deve rispettare.

Per approfondire: come fare un piano editoriale per il blog

Seguo la SEO o il piacere di scrivere?

Molti colleghi sbattono i piedi di fronte a questa situazione. Mi è capitato durante un corso di blogging, mentre spiegavo questo approccio una ragazza ha interrotto:

Ma quindi non esiste il piacere di scrivere nel mondo del web writing? Devo solo analizzare le query con i SEO tool e scrivere contenuti tagliati intorno a queste esigenze? Devo solo pubblicare per soddisfare gli utenti?

Un blog professionale ha degli obiettivi. Entra in un processo di inbound marketing e intercetta il bisogno dei clienti. Conosci il funnel? Le persone non conoscono il tuo brand poi arrivano sul tuo blog grazie a contenuti, SEO e Social Media Marketing.

inbound marketing

Dal blog poi passano alle landing page, fino alle call to action con link e form. Ecco come trovare nuovi clienti e monetizzare la propria presenza su internet.

Questo è possibile se ascolti le esigenze del pubblico e scrivi articoli capaci di soddisfare le domande espresse. Questo vale per gli argomenti, ma anche per la lunghezza. A proposito di misure e scrittura: perché dovrei scrivere un post lungo?

Perché scrivere un post lungo sul blog?

Alcuni articoli hanno bisogno di testo per spiegare nel miglior modo possibile un argomento. Ci sono dei contenuti che hanno questa caratteristica: sono abbondanti.

Ciò significa che non hanno paura di approfondire e spiegare al meglio un tema. Per questo vengono apprezzati. La lunghezza di un articolo diventa un valore.

scrivere un post lungo
Guarda cosa succede quando scrivi un post lungo.

Pensa ai tutorial, ai case study, ai cornerstone content e ai pillar article: sono contenuti che non hanno problemi a superare le 1.000 parole. Non sono articoli generali che affrontano un’opinione personale: prendono in considerazione ogni singolo aspetto di una questione e offrono al lettore la migliore risposta.

Come scrivere un post lungo per la SEO

La lunghezza di un articolo si intreccia con la SEO. Più parole, più keyword differenti (secondarie e correlate) proposte a Google per ampliare il topic, più attenzione verso un argomento. Per scrivere un post lungo devi seguire una procedura:

  • Raccogliere fonti utili.
  • Approfondire l’argomento.
  • Studiare chi ha scritto sull’argomento prima di te.
  • Approfondire le ricerche degli utenti.
  • Analizzare le domande espresse nelle community.
  • Scrivere un articolo esaustivo.

Questo significa che devi pubblicare un post capace di dare risposte che gli altri non hanno avuto la forza o il coraggio di dare. E lo devi fare usando tutti i mezzi a disposizione. Il testo è centrale, ma ci sono anche le immagini e i video.

I post lunghi soddisfano le esigenze, incontrano i piaceri di Google. Infatti sono tanti gli studi che sottolineano il rapporto tra lunghezza e posizionamento.

Quanto deve essere lungo un articolo
Le migliori posizioni sono degli articoli lunghi

Attenzione, non fraintendere. Non basta scrivere tanto per posizionare un contenuto. Devi sempre scrivere per incontrare i favori del pubblico, offrendo la risposta che le persone cercano. Ma un contenuto approfondito è performante.

Non basta scrivere e abbondare con i caratteri

Un articolo lungo intercetta un maggior numero di ricerche e raccoglie backlink, condivisioni social, commenti. Senza dimenticare tempo di permanenza sul sito. Ma devi rispettare la pertinenza del topic: inutile aggiungere resto se non è necessario.

Il testo inutile appesantisce, non aiuta il posizionamento SEO. Non è capace di soddisfare tutte le esigenze di una determinata domanda, anzi: allontana le persone e le porta a scegliere altri risultati nella serp. E questo è un dramma per il tuo sito.

Quanto deve essere lungo un articolo? Se tra i miei obiettivi strategici di blogging professionale c’è la necessità di conquistare una SERP concorrenziale, forse devo scrivere un contenuto completo. Ma non pesante prolisso e inutile.

Le persone leggeranno articoli lunghi?

Uno dei grandi miti: le persone non leggono sul web. Certo, è vero che all’inizio scannerizzano un testo e cercano di capire se ci sono le risposte che cercano.

Poi, se l’argomento è stato centrato, la lettura segue un filo logico. Per agevolare questo passaggio devi curare la leggibilità del testo. Questo è un punto a tuo favore che devi sviluppare attraverso una serie di elementi virtuosi che trovi qui:

  • Liste puntate.
  • Divisione in paragrafi.
  • Titoli H2, H3, H4.
  • Box di testo.
  • Link di approfondimento.
  • Didascalie.
  • Sottotitoli.

Quanto deve essere lungo un articolo? Molti blogger sostengono che i post approfonditi non funzionano perché le persone si annoiano. Dipende dallo scopo e da come presenti il lavoro. D’altro canto è vero che le cause di abbandono degli articoli riguardano soprattutto la necessità di trovare le informazioni giuste.

lunghezza ideale dei contenuti
Perché le persone abbandonano i tuoi contenuti – Fonte immagine

Se scrivi contenuti lunghi perché giri intorno all’argomento allora è così: parole inutili, periodi superflui e paragrafi senza uno scopo sono micidiali. Un articolo informativo svolge la sua funzione senza parole inutili. E linkando quando serve approfondire.

Perché scrivere un post breve e snello

Quanto deve essere lungo un articolo? Non per forza quanto la Divina Commedia, la regola che vale per gli articoli informativi (danno informazioni precise) si adatta a tutte le situazioni. Gli obiettivi di un blog sono vari e il calendario editoriale li segue.

Il pillar article guadagna posizioni nella SERP e autorevolezza agli occhi del pubblico, ma puoi ottenere vantaggi differenti da articoli diversi. Ad esempio puoi essere il primo a rilanciare una notizia importante per la tua nicchia e guadagnare traffico.

Ma anche backlink, menzioni. In questo caso il contenuto è breve, rapido. Ora pensa a un articolo d’opinione, a un testo che scrivi per commentare un dettaglio.

In questo caso la lunghezza è irrilevante, probabilmente non andrà oltre le 700 parole. Così come la notizia può essere anche più breve, e scendere al di sotto del minimo sindacale suggerito da WordPress SEO by Yoast (300 parole).

Attenzione, non è una misura minima ufficiale: questa è solo un’ipotesi che lascia immaginare una dimensione utile per affrontare un tema con un minimo di impegno.

Perché al centro c’è sempre il pubblico

Anzi, c’è l’esigenza. L’articolo informativo deve essere preciso, completo. La notizia deve informare nel minor tempo possibile, non deve approfondire.

Ci penseranno altri contenuti. L’articolo d’opinione deve fidelizzare il pubblico, deve polarizzare i singoli intorno al tuo nome. E per fare questo non servono tante parole, ma quelle giuste. Devi emozionare e riscaldare gli animi.

Articoli lunghi: Google che ne pensa?

Mountain View fa trasparire la sua propensione verso i contenuti lunghi. O quantomeno completi, ben strutturati. Nelle 23 domande di Amit Singhal per costruire un sito web a prova di Panda, lascia una serie di indicazioni interessanti:

  • L’articolo sembra poco curato o prodotto in fretta?
  • L’articolo affronta il tema in modo completo o dettagliato?
  • Gli articoli sono brevi, inconsistenti, privi di dettagli utili?

Sembra quasi che lo stia dicendo chiaro e tondo. Quanto deve essere lungo un articolo? Tanto, ma con equilibrio. D’altro canto John Mueller lascia delle indicazioni che in qualche modo aggiustano il tiro e rassicurano gli amanti della buona scrittura:

There’s no minimum length, and there’s no minimum number of articles a day that you have to post, nor even a minimum number of pages on a website. In most cases, quality is better than quantity.

Non c’è una lunghezza minima dei contenuti, non c’è un numero minimo di articoli da pubblicare o di pagine da mettere in bella mostra. Nella maggior parte dei casi la qualità vince sulla quantità. Ciò significa che se c’è bisogno di poco testo per completare un tema va bene così. Forse devi lavorare con le immagini o con i video.

Lo sai che le linee guida dei quality rater non menzionano un numero preciso di parole? Non riempire il sito web di chiacchiere, fa’ in modo che le persone trovino la risposta giusta. Devi essere il miglior risultato a prescindere dalla lunghezza.

Per approfondire: perché scrivere un contenuto lungo

Quanto deve essere lungo un articolo?

Ogni articolo deve contenere la giusta quantità di testo per raggiungere un obiettivo nel momento in cui soddisfa l’esigenza del pubblico. Devi informare? L’articolo deve essere completo, devi soddisfare tutte le domande che hai individuato durante la ricerca. Cercando di andare oltre la concorrenza, superando la mediocrità.

Devi emozionare? Usa i codici necessari per ottenere il risultato. In entrambi i casi devi essere in grado di mantenere il giusto equilibrio. La scrittura online esige sintesi.

Ma anche completezza. Ed è qui che si riconosce il professionista, chi sa equilibrare gli ingredienti ottenendo la giusta alchimia. Secondo te, invece, quanto deve essere lungo un articolo? Descrivi il tuo metodo e le tue idee nei commenti.

 
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Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

31 COMMENTI

  1. Lungo quel che è necessario per la natura dell’articolo stesso. L’importante è che non sia fuffa. Poi, penso che oggi, epoca di tweet a 140 caratteri, anche i nostri articoli vadano asciugati un poco (che tra l’altro è inutile essere ridondanti o prolissi)

    Moz-

    • Vanno asciugati e non poco. Togliere quello che non serve e lasciare quello che ti serve per ottenere ciò che vuoi, questa è la sintesi. Però attenzione a non ignorare la bellezza della buona scrittura.

    • E la sintesi è uno dei punti più difficili da ottenere nel mondo della scrittura online. Togliere ciò che non serve e lasciare solo ciò che serve: non è questa la vera sfida di un web writer?

  2. Onestamente la scrittura online e’ gia’ fin troppo sintetica.La lunghezza di un articolo dipende sempre da quello che si vuole comunicare. Mi sembra che
    webwriting punta all immediatezza!?

      • Ah ah non saprei ..?direi che l ideale e’ sempre puntare sui contenuti e non annoiare il lettore! Secondo me nel web writing va bene dilungarsi in un articolo solo se e’ utile! Ma sei tu l.esperto di web writing le mie sono solo opinioni personali !

        • La sindrome del foglio protocollo è quella che ti spinge a scrivere tanto per impressionare il lettore. Un po’ come si faceva alle superiori per fare colpo sulla professoressa: non avresti mai consegnato un compito in classe di 3 colonne del foglio protocollo, vero? Era la quantità a dare forma al voto.

  3. Io trovo che la lunghezza debba variare in base al tipo di argomento che viene trattato.
    Ad esempio, nel caso in cui questo sia già di per se molto interessante e sappiamo (quasi) per certo che il lettore sarà interessato la lunghezza del testo è probabilmente irrilevante e possiamo lasciarci andare completamente al nostro stile, sintetico o prolisso che sia. 😛
    In altri casi invece sta a noi capire quando tagliare e quando no. Ad esempio di fronte ad un argomento noioso e dal “rimbalzo facile” potremmo scegliere di mantenere un testo breve, concentrando i punti salienti per renderlo accattivante a modo nostro. Se al contrario, l’argomento dovesse essere piuttosto noioso potremmo scegliere di inserire digressioni e approfondimenti che diano al lettore una ragione per restare.
    Eccetera, eccetera, eccetera… 😀
    [cit. https://www.youtube.com/watch?v=iSd6-EvBgN4 ]

    • Il testo breve può essere anche imposto dall’immediatezza. Ad esempio una news: non hai altre informazioni, devi essere immediato. Quindi il testo è breve per forza di cose.

  4. Il problema si presenta ribaltato quando la lunghezza degli articoli non è più il povero copy a deciderla, ma il cliente. E se lui è affetto della sindrome di John Mueller, è la fine: ci si trova a dover scrivere pezzi da 3.000 parole parlando del nulla, maledicendo Panda e piangendo la triste sorte del webwriting. 🙁
    A proposito del funnel: alcuni giorni fa, all’Smxl, ho sentito Avinash Kaushik gridare testualmente queste parole: ‘I hate funnels! And if you like funnels, I hate you!’. Giusto per dire che anche gli Evangelist, ogni tanto, non sanno che pesci pigliare.

    • Questo è il punto: a che serve scrivere un articolo lungo se è pieno di fuffa? Andiamo al sodo, sfruttiamo la bellezza della lingua italiana ma evitiamo giri di parole, frasi inutili, approfondimenti ripetitivi.

      • Verissimo. Questi meccanismi, come dici tu, hanno infarcito la rete di fuffa: il problema è riuscire a far capire ai clienti dove posizionare il limite tra le regole di Google e il buon senso (e soprattutto la buona scrittura).

        • Comunque è un problema lasciar decidere la lunghezza del post al cliente, soprattutto se ha solo un’infarinatura delle cose…

          • Sai com’è: alcuni leggono la pagina di Wikipedia sulla SEO e d’un colpo diventano esperti 🙂 . Ed essere troppo selettivi con i clienti talvolta può essere rischioso. Meglio provare a smussare le loro convinzioni articolo dopo articolo.

  5. Ciao Riccardo, ciao ragazzi. Avete detto già tutto e, tra i vostri commenti, condivido soprattutto quelli che affermavano la necessità di differire la lunghezza in base alle tematiche affrontate. Le news ti impongono immediatezza (pochi caratteri), un articolo “guida” ti impone completezza (molti caratteri).

    Dai miei 2 anni da content writer porto i miei 5 centesimi sull’argomento: siate completi, ma mai ridondanti. Date valore all’utente ad ogni riga che scrivete (tenendolo così incollato al testo), e potete fare un post di 4000 caratteri senza risultare noiosi, e un articolo di 200 caratteri senza essere incompleti.

    Faccio un esempio: per il partito dei “post lunghi” mi viene in mente Neil Patel: quanti plotoni di scrittori avrà per sfornare un articolo di 5000 caratteri al giorno? La cosa eccezionale poi è che… sono tutti di valore e di qualità!

    Dal lato opposto invece penso al nostrano Skande, per il partito “post corti”: se valesse solo la ricerca di “CoSchedule” non dovrebbe essere l’influencer (e il bravo web marketer) che è.

    A presto.
    E, a Riccardo, i miei sinceri complimenti: sempre chiaro e leggibile, anche in versione YouTube. 🙂

    • Ciao Mauro, condivido ogni singola parola. Il pubblico non ha bisogno di post lunghi, ma di articoli completi. Poi dobbiamo essere noi bravi a capire la differenza. Ti ringrazio per aver visto e valutato i miei video!

  6. Personalmente odio quelli che rinviano continuamente e girano e rigirano prima di arrivare al punto. Peraltro creano una aspettativa enorme e poi blufff … arrivati al punto si resta delusi. Concludendo, l’articolo merita la lunghezza che serve per essere esaustivi. Se bastano 1000 parole ok. Se ne occorrono 2500 va bene lo stesso.

    • L’importante è togliere quello che non serve, sono d’accordo. La scrittura è anche questo: correttezza nei confronti del pubblico.

  7. Concordo quando dici di non riempire i siti di chiacchiere, purtroppo però con Google Panda la densità delle parole viene considerata e credo sia opportuno non essere sintetici anche quando si potrebbe esserlo. Questo un po’ mi scoccia.

    • I problemi con Google Panda, quello che un tempo fu aggiornamento di algoritmo e che oggi è parte integrante del core, sono sempre in agguato. I suoi effetti non sono una tantum ma fanno parte dell’algoritmo di Mountain View. Ma perché spaventano tanto chi dovrebbe occuparsi dei contenuti? Dove si trova il problema? Google Panda tende a colpire i siti di bassa qualità con contenuti scadenti o copiati da altri siti. Ma non ci scrive articoli brevi per rispondere a determinate esigenze. Nel senso, se allunghi il brodo inutilmente non serve a niente.

  8. Non so, però rimango un po’ “spaventato” dalle indicazioni del plugin Yoast che mi dice di stare su densità minori di 2,5% di keyword… e credo che abbiano fatto appropriate ricerche. Che poi uno debba scrivere quello che sente di scrivere sono d’accordo, solo che se poi Google lo penalizza un po’ mi urta. Personalmente devo ancora capire come stanno effettivamente le cose. Anche io, però così a intuito, penso che se uno è in buona fede quello che scrive non dovrebbe essere penalizzato, ma oggi come oggi non ne sono più tanto sicuro. Perché c’è gente che scrive contenuti lunghi per diluire le keyword? Sbagliano e basta?

    • Il discorso sulla keyword density è vecchio come la morte. Le parole chiave non si devono né diluire né inserire ad arte. Devi solo scrivere nel modo più semplice e utile possibile per le persone. Le keyword che inserirai saranno quelle che servono veramente alla buona economia del testo.

  9. Io penso che sia molto difficile centrare di volta in volta l’intent dell’utente, in particolare per siti molto di nicchia che trattano un solo argomento (o un paio) da molti punti di vista. Uno pensa di diversificare al massimo per essere più precisi e sintetici possibile per un argomento specifico, e poi ti rendi conto che gli articoli interni si fanno concorrenza a vicenda.

    Nel Web si iscrive senz’altro per l’utente ma ANCHE per posizionarsi, altrimenti il contenuto sarebbe magari perfetto ma altrettanto inutile.

    Io sto pensando che, per certi settori, sia meglio il contenuto corposo e specifico piuttosto che il contenuto troppo breve e magari con 50 link che rimandano fuori, perché la forza di un contenuto in questo modo si disperde.

    E comunque non tutti i siti e blog sono uguali. La risposta su quanto debba essere lungo un articolo è, come sempre, “dipende”. 🙂 Grazie, come sempre, Riccardo Esposito, per i tuoi ottimi contenuti, brevi e lunghi. Per me sei sempre il top.
    María José.

    • Ciao cara, ti ringrazio per il commento. In realtà dobbiamo ritrovare il tempo per leggere. Io scrivo articoli brevi per argomenti semplici, ma approfonditi quando c’è bisogno di scrivere tanto. Poi, come dire… se non piace a qualcuno non lo forzo a leggere 😀

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