Riprenditi il diritto di scrivere solo per te

Questo è un tuo diritto, non perderlo di vista. E non arrenderti all'idea che tutto debba essere pensato, creato e pubblicato per raggiungere obiettivi precisi. Hai ancora tanto da creare.

Esiste la scrittura SEO oriented? In questi casi ho sempre paura di rispondere. Non voglio infrangere aspettative: conosco un unico modo, ed è quello che ti consente di soddisfare le esigenze del pubblico. Ma quindi è impossibile scrivere per te?

scrivere per te
Il piacere di scrivere.

Rispondi ai dubbi, questo è il modo per ottenere risultati sui motori di ricerca. Sul serio. Poi ci sono delle regole da rispettare, dettagli che possono fare la differenza come quelli che riguardano il tag title e l’ottimizzazione SEO delle immagini.

Ma la sostanza è nella strategia. La differenza si trova nella visione d’insieme, nella tua capacità di organizzare i pezzi di un puzzle molto grande. Il testo è solo la protesi per raggiungere l’obiettivo, ma la scrittura non è solo tecnica. C’è anche la tua anima.

L’importanza della pianificazione

Un buon piano editoriale, in armonia con un’analisi SEO ben strutturata, ti permette di gestire un calendario efficace. In grado di far crescere i vari argomenti del topic. Ti occupi di buona scrittura? Perfetto, crei pillar article dedicati al persuasive copywriting e tutorial per scrivere una headline.

Tutto ha uno schema, tutto ha un obiettivo. Anche gli articoli d’opinione hanno uno scopo: fidelizzare il pubblico e comunicare la propria idea su un argomento. Tutto questo però è solo un costrutto. Un artificio che perde di vista qualcosa di più grande e ignora il motivo che ti spinge a scrivere.

Questo non è un post tecnico ma uno spunto per chi la pensa come me, per chi vede nell’incrocio di consonanti e vocali un motivo per esserci. O un modo per mettere in ordine il caos interiore. O ancora una combinazione vincente per non mollare, per non darla vinta al mondo che ti vuole omologato. La buona scrittura è tutto questo.

Per approfondire: come guadagnare con il blog

Comunicare con la buona scrittura

Esatto, comunicare. Anzi, scrivere. La scrittura è un’attività terapeutica. Chi vuole imparare a fare blogging deve prendere coscienza di questo passaggio, deve abbracciare questo punto di vista. E deve fare il possibile per trasformare la sua attività di web writing in un piacere. In un rito catartico.

Il tuo diritto a scrivere per te.

Come diceva Charles Bukowski? “Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo”. Mi ritrovo in questa frase. E per condividere devi concederti un vizio.

Un piccolo vizio che può fare tanto per la tua professione: riprenditi il diritto di scrivere solo per te. Solo per soddisfare la tua ispirazione, il tuo genio, il piacere del creare solo ed esclusivamente ciò che serve alla tua anima. Il tuo spirito di scrittore deve essere alimentato, non puoi metterlo da parte. Anche quando fai blogging.

Allora cosa devi fare per scrivere?

Cosa devi fare, mi chiedi? Imponi la tua scrittura. Riprenditi questo diritto. Concedi allo spirito un articolo dedicato al tuo benessere. Hai un calendario editoriale?

Qui deve esserci spazio per il tuo stile. Per il tuo essere. Basta un articolo al mese? Ogni due? Forse dovresti aprire un progetto parallelo. Decidi tu la situazione.

In molti casi non puoi influenzare i titoli, sei un dipendente e non puoi imporre le regole del gioco. Ma puoi provare, puoi proporre. Oppure puoi seguire il mio esempio: apri un blog personale e scrivi articoli che escono dal cuore.

scrivere solo per te
Devi scrivere solo per te

Senza limiti, solo per il tuo piacere. Vuoi diventare un blogger di successo? La strada è lunga e complessa, non posso farti promesse senza fondo. Però posso darti un consiglio: non trattare la scrittura come un mulo da traino. Non usare le parole solo per accontentare il tuo capo che vuole posizionarsi ripetendo all’infinito le keyword.

 Il diritto di scrivere solo per te

È un diritto preciso. Non puoi ignorarlo. Non devi ignorarlo. Questa è la benzina del tuo stile, questo è il carburante per far andare avanti la baracca. Non puoi scrivere all’infinito senza pagare il dazio, il conto e salato ed esige rispetto. Un rispetto che tu devi trasformare in parola, in creatività quando decidi di scrivere per te.

Ora ti dico questo: riprenditi questo diritto. Riprenditelo ora. Non sei solo una macchina che sforna articoli per spingere progetti degni di nota. Vuoi essere un bravo web writer? Lasciati guidare dal tuo istinto ogni tanto. Lo fai questo?

Ascolti la voce che ti chiede di mettermi al computer per scrivere senza una meta e senza una bussola? Raccontami al tua storia nei commenti, come sempre.

22 COMMENTI

  1. Infatti io non riuscirei MAI a scrivere solamente per gli altri (lavoro o meno) e con direttive altrui.
    Una volta ho fatto parte di una redazione di un periodico online, tipo blog multiautore, in cui ogni articolo era per forza costruito. Ad esempio dovevi inserire il nome di ciò di cui parlavi almeno tre volte nell’incipit e regole varie che ammazzano la scrittura stessa (e che secondo me non servono a molto nemmeno come ritorno di click)

    Moz-

    • Tre volte nell’incipit? Ma hai detto a chi ti suggeriva queste persone che la gente non è stupida? E che Google, probabilmente, capisce quello che scrivi anche se sbagli? Dio, queste cose rovinano il lavoro di chi scrive…

          • Guarda, posso capire la stringa dell’indirizzo, posso capire il valore di una immagine, posso capire i margini dettati da una buona impaginazione.
            Ma costringersi a delle ripetizioni, o a ficcare frasi solo per la SEO, oltre a essere ridondante appare assurdamente fastidioso per il lettore. Come se non si arrivasse mai al nocciolo della questione, come se si navigasse attorno alla meta… Naah, non è il tipo di scrittura che fa per me, è scrittura da marchettari 🙂

            Moz-

            • Guarda, ci possono essere delle regole da rispettare per il tag title e per altre stringhe. Soprattutto per gli argomenti da affrontare. Ma tutto questo riguarda articoli che hanno degli obiettivi. Ma la buona scrittura dovrebbe essere sempre rispettata.

              • Ma a questo punto il rischio che diventi una gara per ottenere click, con articoli di qualità pari a zero, è tanta.
                Non parlo di te, parlo in generale: un minimo di attenzione sì, ma basare tutto su SEO e regole ammazza la scrittura stessa.

                Moz-

  2. Quando un post è scritto “liberamente” e quando invece è “costruito a tavolino” si vede la differenza, e come se si vede.

    Quei post che nascono dal cuore sono quelli che hanno vita più lunghi e che trovano il calore della gente, questa differenza l’ho vista anche sul mio blog e ho sentito proprio questa differenza anche nei commenti (da un punto di vista di quantità e qualità dei commenti stessi).

    • Anche io noto la differenza. per questo ogni tanto mi prendo queste libertà: sono fondamentali per dare al mio desiderio la linfa vitale per andare avanti. Il lavoro è lavoro, però ho bisogno anche di respirare.

  3. “Il testo è la protesi finale per raggiungere l’obiettivo”

    Il testo ha il potere di poter essere, al tempo stesso, la gamba di legno di chi sa rubare alla vita per dare all’arte (e viceversa) e essere l’uncino del capitano che, a un certo punto, capisce che è meglio allearsi con Peter Pan invece di continuare a dargli la caccia e soffrire entrambi e poi il testo può essere il punto d’appoggio che credevi di aver perso o di non aver mai avuto, il testo è quella cosa che parte da te ma, a un certo punto, diventa una propagine in grado di avere un suo perché anche indipendentemente da te.

    “La scrittura è un’attività terapeutica”
    Qui sai benissimo di sfondare una porta aperta con me, non faccio altro che parlare di “scrittura e medicina” pure con l’accento sulla e, certo.

    “Trasformare il web writing… in un rito catartico”
    Se poi sconfiniamo pure sulla tragedia e andiamo alla catarsi io propongo abluzioni d’inchiostro e gradini di marmo bianco su cui scrivere fino a sentire male fuori ma bene (tanto) bene dentro.

    *Citazione di Bukowski che, per quanto esista tutta una ben precisa categoria di persone che nel taschino, più che la morte, ha Bukowski, comunque può avere sempre il suo perché*

    “Il tuo spirito di scrittore deve essere alimentato, non puoi metterlo da parte”
    Lo spirito di scrittore è peggio del Minotauro, per restare in tema Grecia.

    “Imponi la tua scrittura”
    E poi su questa frase, su questa piccola e apparentemente innocua (?) frase potremmo costruire davvero labirinti e labirinti di parole. Testi che nascerebbero da noi ma che poi prenderebbero la loro strada. E ci aiuterebbero a raggiungere la meta anche costruendo percorsi alternativi per noi.

    • Cara Monia,

      In questo articolo ho messo gran parte del mio essere. Forse hai individuato i punti più importanti, li hai affrontati con il tuo classico stile. Ma secondo te, poi, siamo veramente liberi di scrivere senza influenze esterne?

      • Il mio stile non può fare a meno di rispondere “dipende”, alla tua domanda.
        Perché? Da cosa?
        Dipende da cosa si intende per “scrivere senza influenze esterne”, per esempio.
        Nulla di ciò che facciamo è totalmente scevro dalle influenze esterne.
        Siamo figli della gravità e ci portiamo questa inevitabile influenzabilità nel DNA.
        Siamo più arcipelaghi che isole e nessuna attività può prescindere da questa verità.

        Quindi no, non siamo veramente liberi di scrivere senza influenze esterne… Se per “influenze esterne” intendiamo quelle che condizionano tutta la nostra vita, inevitabilmente.

        Ma sì, siamo liberi di scrivere senza influenze esterne se scegliamo di esserlo e se per “libertà” intendiamo l’essere assolutamente autentici, influenze esterne ormai connaturate comprese.

    • Dobbiamo trovare anche la forza di imporci. Nei confronti nostri e di chi gestisce il calendario. Non sempre le richieste vengono accettate, ma l’importante è provare a smuovere l’attenzione.

  4. Completamente d’accordo. Complimenti Riccardo, bellissimo post come sempre!
    La mia paura, spesso, riguarda anche questo: il fatto di venire inglobata, con il tempo, in un mondo depersonalizzato dove la cosa importante è solo il guadagno basato su regole altrui. Spesso si rischia di perdere di vista il proprio essere dimenticando quanto, in realtà, la scrittura possa rappresentare un’estrema manifestazione di libertà che deve essere conquistata e manifestata ogni giorno.

    • Manifestazione di libertà. Cosa aggiungere? Questa è la scrittura, questa è la mia idea di scrittura. Riprendiamocelo questo diritto, almeno di tanto in tanto. Basta regole SEO, basta concetti che mortificano la creatività.

  5. Forse uscirò dal tema…o forse no. Poco importa. Quanto è bello scrivere. Scrivere significa lasciare la firma del nostro essere. Quando scrivo contenuti per delle schede prodotto, mi viene chiesto di “blogghizzare”. E’ una bella parola, blogghizzare! Significa che posso rendere quell’articolo un pochino mio senza dover per forza seguire regole SEO definite. Ok, i dettagli del prodotto devo nominarli, ma il resto…il resto è mio! Hahaha, si, diciamo che mi piace credere di avere un pochino di libertà nella stesura di un contenuto strutturato anche se poi devo stare attenta a non uscire dalle righe o a dare giudizi troppo personali. Vabbè. E’ lavoro! Ogni lavoro ha delle regole o un cartellino da timbrare, no? 
Quando invece scrivo per il mio progetto e per il mio sito, mi si apre un mondo! Un mondo che mi permette di studiare e conoscere argomenti nuovi, talvolta anche sconosciuti. Scelgo con cura l’argomento fuori dal comune che voglio trattare, poi a gambe incrociate, nel silenzio assoluto, specie la notte o la mattina alle 6, inizio a navigare il web alla ricerca di idee, consigli, spunti. Poi eccola che arriva, tutto d’un tratto, l’ispirazione! E le parole iniziano a correre da sole. Anche qui, un po’ di attenzione al SEO ci sta, ma minima minima, giusto quel tanto che permetta al mio contenuto di non scomparire in quel mare pieno di argomenti triti e ritriti e che, grazie alle sponsorizzazioni, sono sulla cresta dell’onda, ovviamente prima dei miei. 
Ma che importa?! Io ci metto il cuore! Mi trasformo in 8 personaggi diversi ogni giorno e ad ognuno do una voce, un ruolo. Quale lavoro è meglio dello scrivere? Poi, a correggere virgole, errori, refusi e SEO, ci pensa la copy! Ognuno deve fare ciò che sa fare, no?! 
Io vomito parole e dimentico sempre le virgole. Ma chi mi legge mi vuole bene anche per questo. Sono io, sono spontanea. Quando invece scrivo per me, quando decido di riprendere in mano il mio romanzo o quando apro il mio social preferito e voglio raccontare la mia giornata o il mio punto di vista, non esistono confini, non esistono regole. La mano scivola sulla tastiera e digita parole su parole. Ah, che senso di libertà! Nessuno sa e nessuno si aspetta niente! Scrivo svuotando l’anima e non ho aspettative se non la consapevolezza che il tempo per scrivere è poco e dovrò presto smettere per tornare a scrivere contenuti con una SEO in ordine. Bisogna campare…e chi ti paga vuole la perfezione. Nella speranza che il Dio soldo non mi faccia mai perdere di vista il motivo che mi spinge a scrivere: scrivo lasciare l’anima libera di respirare. Sicuramente OT, ma mi andava di scrivere tutto ciò che avete letto. ^_^

    • Ciao Luana, sono felice che tu abbia condiviso il tuo pensiero sulla scrittura con me. Anzi, con noi. La parte che preferisco? La prima fase: quanto è bello scrivere.

  6. E’ per questo che ho deciso di aprire il blog tipresentoilcommercialista.com : per mettere nero su bianco quanto di buono so sul mondo degli studi professionali, sui commercialisti e sui consulenti del lavoro. E ho deciso di farlo in maniera irriverente, senza obblighi da parte di nessuno, solo con un obiettivo: dare del valore aggiunto. Mi sono solo imposto una cosa: un articolo a settimana. Ed è già tanto con tutto il lavoro di ottimizzazione che c’è dietro.

    • Un articolo a settimana è un ritmo di partenza. Puoi fare di più, questo è chiaro, ma alla base resta sempre la qualità: se questo è il tetto massimo che puoi raggiungere senza influenzare la bontà del testo allora va bene così.

  7. Curare un blog personale certamente lascia spazio alle proprie idee ed alla quasi totale libertà di muoversi nella scrittura.
    Io lo sto facendo e devo dire che è davvero una buonissima palestra!

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