Alt, prima di iniziare voglio dare indicazioni chiare: qui parlo di Freshness, SEO e contenuti in un esperimento che ho fatto sul mio blog. Non è il mio lavoro, quando si parla di ottimizzazione per i motori di ricerca sono un curioso esploratore. Ma ho un risultato interessante da mostrare.

freshness seo

Parto dal principio. Nel mio piano editoriale ho individuato un topic fondamentale per il mio progetto: guadagnare online, e in particolar modo come monetizzare un blog. Argomento interessante, vero? Così decido di riprendere un vecchio articolo pubblicato nel 2009 con buone potenzialità.

Come scalare la serp con un post

L’articolo affrontava le principali tecniche per guadagnare con un blog, ma senza grande attenzione per i dettagli.

Stiamo parlando di un post scritto quasi 8 anni fa, all’epoca non ero un web writer così raffinato. E avevo scelto un titolo infelice: perché investire in un blog se non guadagni niente? Brutto, vero?

Quindi inizio ad aggiornare e ad arricchire l’articolo con contenuti unici. Scelgo una headline migliore, modifico l’immagine e creo il post perfetto: come guadagnare con un blog. Ho aggiunto ogni dettaglio possibile, nel corso dei mesi l’articolo è arrivato a 5.000 parole. Ma i risultati? Niente, sono rimasto per tempo immemore sul fondo della serp. Triste come uno che rimane sul fondo della seconda pagina. Ma non mi sono arreso: o prima pagina o niente. Ecco cosa ho fatto.

Il famoso aggiornamento non funziona

Il testo viene migliorato e aggiornato, ho lavorato sui link in entrata e acquisito menzioni verso quell’articolo. Ma i risultati non arrivano. Per molto tempo il mio articolo è rimasto parcheggiato intorno alla 20esima posizione con la query in questione. Una query particolarmente interessante per me per coerenza editoriale e per qualità del traffico: qui potrebbero esserci clienti.

freshness seo

Vedi quest’immagine? È uno screenshot di Semrush che mostra i dati della query e, soprattutto, la posizione del contenuto circa due mesi fa. Quando mi ero limitato solo all’aggiornamento del testo. Perché spesso si parla solo di questo, al massimo di un miglioramento del visual.

Per migliorare i vecchi post devi procedere in maniera scientifica. Jacopo Matteuzzi ha dato indicazioni chiare su questo punto: devi studiare cosa hai ottenuto dal tuo contenuto, dove puoi migliorare, cosa devi mantenere e cosa devi aggiungere. Non devi buttare testo a caso nelle tue pagine.

E così ho fatto. Ho cercato e ho aggiunto approfondimenti utili. Ho messo al centro del contenuto l’utente, proprio perché conoscevo il concetto di freshness: Google ama i contenuti freschi, aggiornati, sempre tonici. Ma aspetta, cosa significa contenuto fresco? È solo una questione di testi?

Freshness, la freschezza del contenuto

Il concetto di freshness dei contenuti viene introdotto da Google nel 2011 e descritto da un comunicato stampa ufficiale. Ecco un passaggio importante: “Search results, like warm cookies right out of the oven or cool refreshing fruit on a hot summer’s day, are best when they’re fresh”.

Come si divide la freshness? Eventi ricorrenti, hot topic e argomenti che hanno bisogno di aggiornamenti. Questa freschezza viene definita da Google attraverso la data di prima scansione da parte dello spider, e diminuisce con il passare del tempo. Come suggerisce Cyrus Shepard:

Initially, a web page can be given a “freshness” score based on its inception date, which decays over time. This freshness score may boost a piece of content for certain search queries, but degrades as the content becomes older. The inception date is often when Google first becomes aware of the document, such as when Googlebot first indexes a document or discovers a link to it.

Interessante. Molto interessante. Dal punto di vista del contenuto avevo fatto tutto il possibile, avevo aggiunto tutta la qualità necessaria per aggiornare un vecchio articolo, ma la situazione non cambiava. Ho esposto il problema all’amico Francesco Margherita e mi è arrivato un consiglio.

Per approfondire: come fare SEO Copywriting con WordPress

Cambia la data di pubblicazione del post

Esatto, Francesco mi ha consigliato di associare all’ennesima evoluzione del post un cambio di data. Non devi far capire a Google che hai migliorato il post, ma che hai pubblicato una versione aggiornata. Buona idea. Così il 23 ottobre ho svolto alcune operazioni sull’articolo in questione.

  • Ho aggiornato l’articolo migliorando e aggiungendo testo.
  • Ho eliminato molti link interni e ho lasciato solo quelli riconducibili a ricerche correlate.
  • Ho cambiato l’URL dell’articolo e ho fatto il redirect.
  • Ho velocizzato di molto il sito (non credo sia legato però).
  • Ho cambiato la data di pubblicazione.

Anche il passaggio dei link interni è stato interessante. Ho tolto quelli inutili e ho lasciato i collegamenti correlati. Ad esempio ho notato che c’è una connessione tra il guadagnare con un blog e il successo. Di conseguenza ho lasciato il link all’articolo: come creare un blog di successo.

Il testo ha subito pochi aggiornamenti mirati per far capire a Google che era una nuova versione, ho aggiunto qualcosa e ho modificato il vecchio URL con una sequenza di parole: come-guadagnare-con-un-blog. Il tutto condito con il cambio di data. Dal 2009 all’ottobre 2016. Detto in altre parole, ho dato in pasto a Google un articolo nuovo. Il risultato è stato interessante.

Attenzione, non improvvisare senza una guida adeguata. Io mi sono fatto seguire da Francesco Margherita che è un SEO e da Sara Palmieri che è webmaster. Loro mi hanno aiutato in tutti i passaggi, anche nel redirect. Se non sai cosa stai facendo evita di improvvisare con i permalink.

Sono passato in prima pagina su Google

Esatto, dalla 20esima posizione sono arrivato in prima pagina. Subito dopo la pubblicazione, addirittura, ho guadagnato la terza posizione con uno snippet particolare. Vedi lo screenshot in basso: ho il titolo, la descrizione e un box con immagine tutto per me. Roba interessante, vero?

Poi per qualche giorno l’articolo è scomparso dalla serp. Ansia, terrore, paura. All’improvviso ritorna in prima pagina e si assesta intorno alla sesta posizione. Subito dopo Salvatore Aranzulla e un paio di risultati storici. In questo grafico preso dalla Search console puoi vedere l’andamento dei lavori.

freshness

In verde c’è la posizione nella serp per quell’articolo, in blu i click. ricevuti. Prima del 23 ottobre la situazione è piatta: zero lettori e seconda pagina fissa. Poi l’impennata, l’assestamento e l’arrivo delle visite. Ora, perché è successo questo? Il tutto si riassume con la freshness, con la freschezza?

L’opinione di Francesco Margherita

A ispirare questo lavoro sulla freshness è stato Francesco Margherita, quindi avevo già intenzione di chiedere una piccola intervista per approfondire l’argomento freshness e SEO. Poi ho notato qualche movimento della community intorno all’argomento, accompagnato da riflessioni particolari.

Quindi basta aggiornare la data per ottenere buoni risultati? È così facile imbrogliare Google? No, secondo me questo approccio è sbagliato. Non bisogna pensare al cambio di data come un buon modo per gabbare il motore di ricerca, ma come la ciliegina sulla torta per un buon aggiornamento.

L’intervista a Francesco Margherita, noto esperto SEO, affronta proprio questo argomento: è utile aggiornare la data? Basta fare solo quello? Cosa ne pensa Google? per approfondire l’argomento ti consiglio di ascoltare il podcast che ho caricato su Archive.org e prestare attenzione ai consigli!

Secondo te è merito della freshness?

Io non ho risposte. Quello che posso dirti è che le cose hanno funzionato. L’aggiornamento dell’articolo combinato con il cambio di data e di URL ha portato a questo risultato: sono passato dalla 20esima posizione, quindi dal fondo della seconda pagina, al sesto slot della serp più importante.

Il risultato è chiaro: sesta posizione per la keyword che mi interessa, più una serie di risultati legati alle ricerche correlate. Meno interessanti ma altrettanto utili. Solo un punto è rimasto in sospeso e mi piacerebbe rivedere: “guadagnare con un blog”. Ancora in seconda pagina, 11esima posizione.

risultati-seo

I risultati della mia attività li trovi in questa tabella presa da Semrush. Qui trovi i primi 10 slot che ho guadagnato con questa operazione. Ma non è finita qua, è giusto dare spazio a possibili mutamenti del risultato. Infatti, ne prossimo paragrafo trovi qualche informazione in più sullo sviluppo nel tempo.

Finalmente la prima posizione su Google

Dopo qualche mese sono ritornato sui miei passi per analizzare la situazione. Ho interrogato 3 tool – Seozoom, Semrush, Ricerca di Google – e tutti mi hanno dato lo stesso risultato: prima posizione. Questo è importante per la mia soddisfazione, ma soprattutto per i risultati in termini pratici.

scalare la serp google
La prima posizione dal 21 febbraio su Seozoom.

In questo modo, infatti, aumento in click through rate e porto un aumento delle visite. Come puoi ben vedere dal grafico di Search Console, e dalla dashboard di Google Analytics, la crescita delle visite è costante. Forse con questo picco ricevuto con la prima posizione qualcosa cambierà.

prima posizione su Google scalare la serp seo

Il lavoro su questo articolo si è fermato, nel senso che non ho aggiunto altro testo e non ho ampliato gli argomenti. Mi sono limitato a osservare il buon funzionamento della pagina e a monitorare visite, posizioni, condivisioni. Che in ogni caso sono rimaste nella norma, senza particolari picchi.

Il posizionamento è costante nel tempo?

Questa è stata l’osservazione di molti esperti SEO: il posizionamento ha avuto un risultato interessante, ma sarà costante nel tempo? A volte queste evoluzioni possono portare miglioramenti di posizioni che poi rientrano con il passare delle settimane e dei mesi. bene, ho monitorato il tutto e ho registrato i risultati. Risultati che sono sicuramente interessanti. Guarda tu stesso.

freshness seo blog
Prima posizione e risultato 0.

A distanza di 4 mesi ho mantenuto al posizione. Anzi, l’ho migliorata. Tutti i tool confermano la prima posizione su Google: ho superato i competitor e ho guadagnato anche il featured snippet. Ovvero il risultato zero che Google dà ai risultati che riescono a dare risposte immediate ai lettori. Non solo, l’articolo viene arricchito con i sitelink. Insomma, per ora il risultato mantiene e Google mi dà ragione.

Ancora un posizionamento virtuoso

Una rondine non fa primavera e un buon posizionamento su Google non vuol dire niente. O forse sì? In realtà nel tempo ho riservato il cambio della data di pubblicazione a pochi casi, proprio per evitare inutili forzature. Però c’era un contenuto che si era già candidato: quello dedicato alle immagini gratis.

Chi conosce la mia storia sa che ho dedicato sempre grande attenzione a questa directory di siti per scaricare foto CC0. Una risorsa completa e che aveva buoni posizionamenti, poi nel tempo è scivolata in seconda pagina. Pur conquistando tanti link in ingresso, e avendo un testo completo.

Non mi spiegavo questa storia: tanti link ottenuti in modo spontaneo da risorse tematizzate, un testo lungo e approfondito. Perché risorse meno trust, complete e specifiche ottenevano risultati migliori? Mi sono deciso: testo aggiornato, cambio data e URL SEO Friendly, unica modifica extra del post.

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contenuti freschi

Come puoi vedere dai grafici di Seozoom e Semrush dal 25 ottobre, data dell’aggiornamento dell’articolo, sono passato dalla 12esima posizione allo slot numero 3. Prima di me c’è Pixabay. E sai qual è l’aspetto più interessante? Mi sono posizionato anche con la keyword secca “immagini” passando dalla posizione 36 alla prima pagina, quinto posto nella serp principale.

ottimizzazione seo

Questo cosa significa? Niente per ora. In passato ho accorciato il tag title di questo post e ho ottenuto dei miglioramenti che però sono in parte rientrati. Oggi posso solo registrare questi risultati e poi vedremo nelle prossime settimane. Però anche questo è un buon risultato per ora.

Per approfondire: consigli SEO per WordPress

La tua opinione su questo case study

Secondo te cosa mi ha permesso di guadagnare la prima pagina? Il motivo risiede nella freschezza, la cosiddetta freshness. Ma è stato il cambio di URL o solo di data? Lascio a te le considerazioni finali: aspetto la tua opinione nei commenti, parliamo insieme di questo tema.

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Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

43 COMMENTI

  1. Ottimo case study. I contenuti freschi, sempre aggiornati e ricchi di approfondimenti piacciono tanto a Mr G.

    Un caso analogo al tuo è accaduto con un blog che gestisco. Prova a cercare “promuovere un bar” ?

    Rinnovo i complimenti per l’articolo. Keep going ?

    • Ciao, ti ringrazio. Spero che queste indicazioni possano aiutare a ottenere il massimo dai contenuti. A volte la soluzione si trova dietro l’angolo e non la riconosciamo.

  2. Non è che cambiando la data l’articolo è finito nella prima pagina del tuo blog, ricevendo quindi un link direttamente dalla home e da “ultimi post” (che magari è in ogni pagina”?
    Il sito – come spiego al mio corso e come ha spiegato al #mbsummit il SEO di TrovaPrezzi Marco Sidonio – può essere considerato un sistema idraulico dove il PR è l’acqua 🙂

    • Ciao caro,

      Non lo escludo, nel senso che potrebbe anche essere. In realtà non ho widget “Ultimi Post” quindi escluderei la seconda. Resta il discorso home page, ma in realtà questo articolo da sempre ha un link dal menu di navigazione. Si trova in una tendina sotto la voce “guide”. Lo so che non è la stessa cosa, però mi sembrava giusto sottolinearlo 🙂

      • No no hai fatto benissimo a sottolinearlo.
        Probabilmente quanto o scritto io è annullato dal fatto che comunque c’è quel link nel menù primario.

        Purtroppo la tecnica della data è conosciuta ed usata, e Google ci continua a cadere come un pollo 😉

  3. Argomento molto interessante per chi è copywriter, oggi sempre più ci viene chiesto di aggiornare i contenuti e di editarli, e non solo di scriverne di nuovi. Proverò a seguire il tuo metodo 🙂

    • Ciao Valentina, ti ringrazio per il tuo interesse. Come sempre, consiglio sempre di valutare le azioni. Leggi l’articolo che ho linkato, quello di Jacopo: c’è una buona guida per scegliere con cura gli aggiornamenti.

  4. Ciao Riccardo, complimenti per il risultato raggiunto.
    Quello che non sono riuscito a capire dal post sono i cambiamenti di URL registrati e in quanto tempo Google ha assimilato il cambiamento.

    • Allora, il vecchio URL era perche-guadagnare-con-un-blog-se-non-ci-guadagni-niente. L’ho modificato così: come-guadagnare-con-un-blog-lavoro. Poi c’è stato sempre nell’URL il cambio di data, dal 2009 al 2016. Nei primi giorni Google mi la lasciato in prima pagina, terza posizione, poi sono scomparso e infine sono ritornato in prima pagina ma in sesta posizione.

  5. Ciao Riccardo. Grazie per il case study che hai condiviso. Sono rimasto un pò sorpreso dal consiglio relativo al cambio di data. Mi sfugge come questo dettaglio possa risultare tanto determinante. Ma la cosa che proprio mi spiazza è che sembra che il cambio di data sia risultato più decisivo rispetto al lavoro precedente sui contenuti. Possibile che la spiegazione non vada cercata altrove?

    • Evidentemente, anche secondo il parere di Francesco, il testo era già stato sviluppato nel miglior modo possibile. A Google bastava avere un’informazione in più, anche se in realtà oggi sono qui per esporre un evento e non tanto per avere risposte. Il caso stupisce anche me 🙂

  6. Ciao Riccardo,
    credo che il cambio della data sia un piccolo “hack” di noi SEO per Google. E’ una cosa che incredibilmente impatta ancora molto sul freshness. Credo che il boost lo dia quello insieme all’ottimizzazione della url e successivo redirect. Fatto in passato su diversi articoli (non aggiornando però il contenuto) e il boost in serp c’era sempre.
    Tuttavia a distanza di mesi notavo che tornavano più o meno ai posizionamenti acquisiti in precedenza. Cosa ho capito da ciò? Che Google ha memoria storica di un documento. Anche se si cambia data visibile, la data della prima indicizzazione resta quella che Google ha in memoria e se ci sono documenti più recenti prodotti si darà più spazio a quelli, a parità di fattori on site di ottimizzazione.
    Quindi monitora il ranking per quella query nelle prossime settimane/mesi e poi fammi sapere 😉

    • Ok, mi hai smontato l’entusiasmo 😀 Speriamo che la situazione rimanga stabile. Per ora, a distanza di un mese, la sesta posizione è mantenuta. Vediamo in seguito.

  7. Quindi mi stai dicendo che bisogno, oltre che pubblicare nuovi articoli, anche editare quelli vecchi per mantenere l’intero blog/sito aggiornato? Interessante…

  8. Ciao Riccardo.
    Interessante, avevo già letto altri post sull’ argomento https://ahrefs.com/blog/evergreen-content/ e http://www.shoutmeloud.com/effect-of-showing-date-stamp-on-blog-traffic-case-study.html

    • Sì, quello dell’aggiornamento dei contenuti è un tema molto interessanti. Tanti blogger se ne occupano e anche io ho già scritto qualcosa qui: come aumentare il traffico sul blog con i vecchi post https://www.mysocialweb.it/2016/01/14/aumentare-il-traffico-sul-blog/

        • In realtà tutto dipende dal tipo di blog che gestisci. Nel mio caso è inutile, un piccolo problema in realtà. A che serve la data quando i miei articoli non sono legati al tempo? Possono avere un valore nei quotidiani, nei contenuti che devono avere una presenza temporale.

  9. Bell’articolo. Ho una domanda: potrebbe aver influito il fatto che sulle pagine social del blog hai spinto lo stesso argomento?

    • Nel blog ho affrontato più volte l’argomento e ho inserito link a questa risorsa. Anche i collegamenti interni sono importanti se pensati bene. Io ho fatto del mio meglio, forse anche questo ha influito.

  10. Domanda da profano.
    Non è pericolo in termini di indicizzazione cambiare la url di un post già indicizzato?
    Mi spiego meglio, nel caso Google ci abbia già premiato con le prima pagina per la key che vogliamo, non è pericoloso andare a creare un nuovo link con redirect al link “premiato”?
    Non si rischia di perdere posizioni sul link originale?
    Grazie.

    • Con il redirect 301 (che ho fatto da .htaccess) comunico a Google che quella risorsa ha un nuovo indirizzo. Quindi la pagina c’è sempre, non ho cancellato e poi ripubblicato. Ho solo cambiato l’URL.

  11. Ciao,
    ho l’impressione che l’aggiornamento di data sia stato la “ciliegina della torta” per fare il botto sulle serp, tanto di cappello per tutto il lavoro a monte di integrazione, studio delle query, ridefinizione visiva e testuale che sicuramente hanno portato a una qualità superiore alla media (nonché, immagino, più condivisioni e menzioni sui social) che infine è stata premiata.

    • Sì, ci sono state anche un bel po’ di condivisioni sui social. Quel che resta da vedere è l’influenza: è solo la data ad aver dato il colpo o anche il cambio URL?

  12. Ciao Riccardo,
    complimenti intanto per adesso. In che misura hai modificato il testo? Secondo me hai migliorato molto il testo dando risposte (entità) al search intent “come guadagnare con un blog” migliori a prima, evitando anche di disperdere troppo l’argomento (“perché investire con un blog” non è certo “come guadagnare online”).

    Non è un fatto solo di lunghezza ma di maggior precisione.  Oltre a tutto il resto che hai scritto nell’elenco puntato (tra cui cambio data).

    Seguirò sicuramente il tuo ranking in serp, in bocca al lupo, intanto bravo perché hai scritto un contenuto di valore… al di là di considerazioni Seo, ottimo lavoro lato utente 😉
    Dovrebbe aiutarti ad acquisire link spontanei, indubbiamente il tipo di contenuto mi sembra mandatorio per attirare link perché è una risorsa veramente completa con molte chicche utili 😉

    • Sì, ho approfondito dei temi precisi. E ho aggiunto le testimonianze che hanno spiegato come guadagnare con un blog di cucina, di moda… Insomma, non solo una questione di quantità. Anzi, in certi casi ho anche accorciato.

  13. Ciao Riccardo, ho un’esperienza molto simile alla tua e che conferma la potenza della “Freshness” di un contenuto.

    Questo articolo per 6 mesi si trova a galleggiare tra la 15esima e la 19esima posizione (fonte Semrush) per la SERP “tone of voice”.

    Allora lo arricchisco con del testo e una case history, ma niente, immobile.

    Non mi abbatto: lo modifico cambiando una buona parte della struttura e lavorando di più sulla leggibilità (sì, metto al centro l’utente, proprio come dici tu), e stavolta aggiorno anche la data di pubblicazione del post.

    Confesso: inizialmente mi sembrava un azzardo cambiarla. Ma poi, in un secondo momento, mi chiedevo “perché non aggiornarla se ora il mio articolo è più completo e dà più valore al lettore?”.

    Dopo 5 giorni esatti (stavo incollato alla SERP navigata in incognito ogni giorno a mò di mastino 🙂 ) Google premia i miei sforzi spostando l’articolo in 7ima posizione.

    Attualmente galleggia tra la terza e la quarta posizione: per quella SERP tra l’altro c’è un tuo contenuto ben saldo in prima posizione (come al solito, scritto benissimo).

    Concludo: dopo 2 anni di web writing e centinaia di contenuti scritti credo che aggiornare semplicemente la data o aggiustare l’url non basti per dare quel “boost” di posizionamento che cerchi.

    Al tempo stesso credo che entrambe le cose possano aiutarti a far notare a Google che il tuo articolo, rispetto all’ultima volta che il bot è passato, è migliorato e dà più valore al lettore rispetto alla sua versione precedente.

    Ah dimenticavo, ma credo sia importante: tutto questo dando per assunto che il sito sia veloce, performante e sicuro.

    Che ne pensi? Ciao e a presto.

    • Ciao Mauro, scusa per il ritardo della risposta. Il tuo caso avvalora quello che ho scritto e ti ringrazio. La mia idea? Non voglio esagerare. Questa soluzione funziona, per ora. Ma non voglio forzare la mano. Anche se sto già pensando a un nuovo aggiornamento…

  14. Ciao Riccardo,
    come sempre grande articolo! Solo una domanda (forse banale ma a me interessa):
    come fai con le condivisioni?
    Nel senso che quando qualche volta ho cambiato gli url dei miei articoli ed ho fatto il redirect 301 il contatore delle condivisioni social si è azzerato… sai quanto è importante la riprova sociale e se l’articolo in questione aveva ricevuto dei buoni risultati, vedere tutto azzerato mette un po’ di sconforto non trovi? 😀

    • Purtroppo le perdo. Infatti non è una tecnica che faccio con piacere, solo quando voglio mettere in pratica un esperimento su una keyword che mi serve. Non lo faccio a cuor leggero, anche per non perdere buoni numeri.

  15. Ciao, interessante. Il cambio data confermo è utilissimo. D’altra parte quando cerchi qualcosa in rete a quali articoli ti affidi? A quelli con data più recente, è ovvio! Io sono on line da solo un anno e mezzo ma sto cominciando a ragionare sulla freshness. Ma non avevo contemplato il cambio url e il redirect. Davvero lo consideri così importante?

    • Ciao Elena,

      Purtroppo ti posso dare solo la mia esperienza, e come puoi ben vedere i risultati sono interessanti. A oggi ci sono ancora le stesse posizioni nella serp. A volte arrivi al 5 risultato. Quindi per me ha avuto un buon risultato ma non la prendo come abitudine.

  16. Ciao Riccardo, incuriosita da questo tuo studio ho voluto cimentarmi anche io nell’esperimento, ripescando un articolo di un anno e mezzo fa, scritto senza nessun occhio al SEO. L’articolo in questione parla di un capo di abbigliamento classico, e non è molto lungo (530 parole). Ho cambiato titolo, la prima parte del testo, i tag2, la data di pubblicazione e ho aspettato 2/3 giorni.
    Oggi il mio articoletto si trova in prima pagina al terzo risultato, quindi direi che l’obiettivo è stato raggiunto! Ora non mi resta che andare indietro ed esaminare tutti gli altri blog post che potrebbero trarre vantaggio dalla “rinfrescata”.
    Grazie per le dritte!

    • Ciao Valeria. Io credo che sia sempre importante, però, affiancare tutto questo a una sana opera di miglioramento da un punto di vista dei contenuto. Detto in altre parole, potrebbe essere sempre pericoloso aggiornare solo la data senza dare un buon motivo a Google per riprendere in considerazione quel contenuto.

  17. Ciao Riccardo, il tuo articolo è molto interessante, ho appena iniziato ad interessarmi di SEO e queste informazioni sono molto utili, faccio anch’io un test nei prossimi giorni, e se ci saranno miglioramenti te lo segnalo, spero non accada ma lo farò anche in caso contrario..

    • Ciao Marco, tieni presente tutte le possibilità del caso. Quello che ho indicato non è legge, è solo una possibilità.Calcola che potrebbero esserci anche dei problemi a seguito delle modifiche.

  18. Ciao Riccardo, complimenti per l’articolo. a me è successa più o meno la stessa cosa, per un sito di recensioni di chitarre, avevo un articolo che non voleva posizionarsi. Ovviamente oltre ad avere aggiornato data e cambiato url, ho modificato leggermente il contenuto. Però stranamente ottengo posizionamenti diversi di giorno in giorno con sbalzi di 10/12 posizioni….boh!

    • Capita che ci siano oscillazioni. Attenzione però: il cambio di data e url presuppone una nuova edizione del contenuto. Quindi una versione profondamente aggiornata.

  19. Buongiorno, grazie per l’ottimo spunto. Anche a me piace aggiornare i vecchi articoli e qualche volta li ripubblico con una data aggiornata. Ti vorrei chiedere però una cosa. Io vorrei evitare che l’articolo dopo la ripubblicazione venga inserito anche nei feed RSS e nella Home Page del sito. Conosci un metodo valido o qualche plugin che faccia al caso mio? Grazie

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