Dove trovare buone idee per i social network e per pubblicare post vincenti

Quali sono le idee per post Facebook o Twitter da sfruttare ogni giorno per avere successo su queste piattaforme? Come ottenere attenzione da vendere sui social network?

Quante volte hanno copiato le tue idee per i social network? Inutile farne un problema, succede. Nulla nasce da zero, ci sono sempre dei rimandi a qualcosa di precedente. A volte nascono delle situazioni casuali che possono essere comprese.

idee per i social network
Dove trovare idee per i social?

Ma cosa succede quando una pagina Facebook conquista oltre un milione di fan grazie a un’idea sui social che viene rielaborata da una campagna istituzionale?

Non sto parlando di Tizio che prende spunto da Caio, ma di una pubblicità che usa l’opera di Guerrera sulla pagina Se i quadri potessero parlare. Ecco come.

Idee per i social network

Questo è uno dei campi più delicati del social media marketing: hai trovato una chiave da sfruttare per i tuoi social ma non sai come svilupparla. Ti guardi in giro e scopri che qualcuno ha avuto l’illuminazione prima di te. Sarà un problema rubare l’idea?

In fin dei conti nessuno ti vede e ti giudica, è così difficile gestire quel calendario editoriale social inserendo sempre nuove idee e notizie, che male ci sarà nel prendere spunto da un’altra persona che ha avuto – guarda un po’ – proprio la mia stessa illuminazione ma solo qualche istante prima. Ok, sono due anni ma non cambia molto. Vero? In realtà non funziona così.

Da leggere: perché ignorare chi copia le tue idee

L’idea vincente dei quadri

Stefano Guerrera inserisce delle frasi popolari e contestualizzate con i quadri. Come suggerisce La Repubblica, sono esternazioni irriverenti che creano un contrasto divertente. Proprio per questo l’idea ha avuto un gran successo.

Il successo porta emulazione. Non è un dramma, devi affrontare anche questo se lavori bene. Di solito ignori il ragazzino che sta iniziando, sorvoli sul competitor che purtroppo non riesce a prendere una strada propria. Però ti aspetti un comportamento diverso da un’istituzione, da chi dovrebbe essere esempio.

Giustifichi il ragazzo che non sa dove mettere mano, chiudi gli occhi nei confronti del concorrente perché sai già che finirebbe a ceffoni, però da chi è più in alto di te pretendi il buon esempio. Un comportamento morale, degno delle istituzioni.

Sfruttare l’idea senza citare

Invece la campagna del comune di Roma per promuovere i musei è stata impostata nel modo peggiore. Ovvero riprendendo idee sui social già usata da Stefano Guerrera: quadro, frase divertente, effetto assicurato. Un atteggiamento tipico di chi può fare come crede, e pensa di poter prendere senza chiedere.

Le idee per i social network non sono gratis, rappresentano valore che le persone dovrebbero rispettare lavorando nel modo indicato. Come avviene con le immagini Creative Commons. Ma cosa succede quando non ci sono indicazioni?

Basta chiedere il permesso

Sai quell’azione che ti consente di prendere o fare qualcosa, e di rimanere nei limiti del consentito anche quando devi creare un post su Facebook? Questo è il concetto.

Forse nessuno perseguirà il Campidoglio, ma l’idea è questa: c’è qualcuno che ha fatto qualcosa utile? Citalo. Rendilo partecipe. Proprio come ha suggerito Guerrera:

Mi sarebbe bastata una mail, ma anche un messaggio su Twitter, o ancor più semplicemente un tag. Avrei potuto aiutarli, fare parte di questo progetto, se me lo avessero chiesto. Quella che vorrei difendere è la proprietà intellettuale del mio lavoro. Questa idea è mia, ed è – a detta di molti – palesemente copiata.

Beh, sì. Si tratta di un’idea copiata. Un buon modo per pubblicare qualcosa di interessante sui social che non ti appartiene. Ma la via d’uscita è semplice.

Devi citare la fonte. Dire al pubblico che c’è una persona diversa dietro a quel concetto, e che il lavoro è stato possibile solo grazie a un’idea precedente.

D’altro canto questo processo viene messo su carta da secoli grazie alle fonti bibliografiche, e sul web i link ipertestuali servono anche a questo. A citare una fonte.

Ti dirò di più: le idee devono essere pagate. Nel coinvolgere le persone proprietarie dell’opera intellettuale devi anche essere disposto a elargire un giusto premio. Anche se in questo caso, mi rendo conto, stiamo andando verso lidi sconosciuti.

Cosa rispondono i musei?

In realtà è bastato poco tempo per far scattare la risposta istituzionale: su Facebook è stato pubblicato un post con una raccolta di immagini che testimoniano un’attività simile (non uguale) a quella che è stata pubblicata nelle ultime settimane. Ecco l’album in questione: non ti sembra che siano state copiate le idee?

idee per i social network
Rubare idee per i social network.

Ora potrebbe essere infinito il gioco dei rimandi quando si pubblica sui social network. Quello che conta è ragionare in termini di citazioni virtuose, non obblighi.

Di certo non si tratta di plagio, non ci sono soluzioni utili in questa direzione. Ma potrebbe essere utile riflettere sulla necessità di collaborazioni utili per tutti.

Da leggere: la regola 4-1-1- per il calendario social

Nuove idee per i social

Plagio o non plagio? Difficile dirlo da un punto di vista legale, non ci saranno ritorsioni in tribunale. Però la connessione con il lavoro di Guerrera è chiara.

Non dico di pagare diritti d’autore ma – come sottolinea lo stesso Stefano – bastava un messaggio. Una citazione. Il punto è che le istituzioni ancora non hanno capito come funzionano i social: sei d’accordo? Secondo te si tratta di plagio?

13 COMMENTI

  1. Se si configuri quello che il codice definisce come plagio non saprei, certo però che il fatto ci si avvicina di molto. Penso che Stefano Guerrera abbia ragioni da vendere però. Cosa sarebbe costato al Comune di Roma coinvolgerlo? Trattandosi di una istituzione, che si comporti come un privato disonesto di cui il web, come il mondo, è pieno, dà molto da pensare. E contribuisce a far crescere il senso di disaffezione ed allontamento dalle istituzioni e dalla politica di cui tutti, a parole, si lamentano.

    • Questo è il punto: vogliamo cambiare le cose, vogliamo puntare sull’onestà. ma se non iniziamo proprio da queste cose? Dal coinvolgere, dal dare alle persone il giusto merito? Bastava un’email, o magari una collaborazione. Questa è una bella occasione non colta.

  2. Io ne sarei onorato, se prendessero spunto da una mia idea, e ne farei un vanto. Non dramma. A che sarebbe servita una mail? Se ti stanno ringraziando pubblicamente perchè copiano il tuo stile? Più pubblicità di questa?

    • Anche io sarei onorato da questa situazione. Ma non si tratta di dramma, solo di buona educazione online. Le idee si condividono e si menzionano le persone giuste.

  3. A livello legale non ho idea di come Guerrera possa rivalersi o perlomeno tutelarsi. Chiaro che però il lavoro è palesemente copiato: questo capita perché le istituzioni spesso si sentono al di sopra delle regole. E Guerrera fa bene a risentirsi perché almeno una citazione era d’obbligo. Che poi al comune di Roma cosa lo pagano a fare un smm se non riesce nemmeno a rielaborare un’idea?? Ci voleva tanto a prendere un’altra immagine e mettere un’altra frase?? Che poi per inciso quella da loro sfruttata, nemmeno mi sembra così “catchy” (ma questo è un mio personalissimo parere).

    • Ma cosa ci voleva a chiamare Guerrera e proporre una collaborazione… Non è neanche l’aspetto economico, ma proprio l’approccio non collaborativo a stupire.

  4. Avrebbero potuto coinvolgerlo e il messaggio sarebbe stato ancora più potente, se fatto col suo consueto stile.
    Ma sicuramente non è la prima volta che viene fatta un’operazione simile (frase contestualizzata su quadro d’arte classica). Sì, intendo proprio spot del passato, prima della geniale idea di Guerrera (una volta lo fecero con L’ultima Cena, pubblicizzando un prosciutto, ed erano gli anni ’90)… 🙂

    Moz-

  5. credo sia estremamente difficile districarsi in un tema così arzigogolato come quello dei continui rimandi a scatole cinesi proteiformi dei meme sul web. Certo, non so quanta malizia ci sia in questo caso nel rimando diretto da parte di Zètema all’opera di Guerrera, certo è che effettivamente è un’idea elementare e facilmente riproducibile. Bisognerebbe capire anche quanto vi sia di proprio… a volte capita, come per gli artisti, che all’unisono si colga “lo spirito del tempo” e si creino opere simili 🙂

    • Tutto vero, quel che resta è il concetto di base: lo sai che questo lavoro è stato portato avanti da Guerrera. perché non lo coinvolgi? Ci potrebbero essere vantaggi per entrambi.

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