Funzioni avanzate di Google, per la precisione. Tutti conoscono la principale attività di Mountain View: dare risposte alle domande. Le migliori risposte possibili. Ci sono gli articoli dei blog, le pagine statiche, i video su YouTube, le immagini di ogni forma e dimensione. Insomma, questo è Google.

funzioni avanzate di google

Solo questo? Un semplice archivio di risultati? No, in realtà puoi fare tanto con i progetti messi in campo da questa grande azienda. Immagino che tu conosca AdWords, giusto? Poi c’è AdSense e come dimenticare Google Analytics o Google Drive: questa è arte digitale allo stato puro.

Anche perché tutto questo ha un obiettivo: trasformare l’opera di Larry Page e Sergey Brin in un punto fermo nell’esperienza web. Operazione riuscita, non credi? Oggi non puoi fare a meno di questo motore di ricerca, come utente e come professionista del settore web marketing. Senza dimenticare che ci sono ben 10 funzioni avanzate di Google che cambieranno la tua vita di blogger.

La giusta prospettiva: cosa è Google?

Prima di iniziare voglio farti una domanda: cosa è Google? Voglio dire, sai bene che il punto di partenza di questo colosso del web è il motore di ricerca. Ma cosa è esattamente? Cosa rappresenta questo tool per chi si occupa di web marketing in generale?

Te lo dico io: un archivio. Google è un immenso archivio che organizza le informazioni. Ora, so bene che vedi questo motore di ricerca solo come una fonte di potenziali problemi o guadagni.

Per ottenere il massimo dalle sue funzioni, però, devi guardarlo da una prospettiva differente: Google è sinonimo di informazioni. Raggruppate in forme differenti. La tua abilità? Comprendere come scardinare i dati che ti servono e, soprattutto, sfruttare le funzioni avanzate di Google. Ecco quelle che preferisco e che uso tutti i giorni per migliorare la mia attività di web copywriter.

Scopri chi commenta con Google

Vuoi individuare quali sono gli utenti più attivi su un blog? Devi usare la search di Big G. Fai una prima analisi sul blog e seleziona un paio di nomi, i più vivaci. Adesso vai nella ricerca di Google e usa gli operatori nel modo giusto: per isolare i risultati della piattaforma e l’autore del commento.

Digitare site:https://www.mysocialweb.it/ “Riccardo Esposito” vuol dire fare una richiesta specifica. Ovvero, all’interno del sito in questione cerca i contenuti che portano questo nome. Così puoi avere un elenco di tutti i commenti lasciati da questa persona. A cosa serve questo processo?

Io lo uso per individuare i lettori più interessanti in un determinato settore. Se voglio aumentare i commenti di un blog vado alla ricerca, sui siti dei miei concorrenti, del pubblico più attivo e inizio a farmi notare. Rispondo alle domande, faccio il primo passo, condivido o lascio la mia opinione.

Per approfondire: come rubare i lettori ai competitor

Search console e SEO copywriting

Il SEO copywriting esiste? C’è chi nega con fermezza questa variabile, chi si certifica come tale. Google usa i testi per capire cosa vuoi comunicare, e io devo scrivere per le persone. Unendo questi elementi si arriva alla conclusione: la buona scrittura online passa anche dai risultati di Google.

Un punto è chiaro però: ci sono dei campi dell’ottimizzazione on-page che devono essere pensati intorno alle regole di Google. Mi riferisco a tag title e meta description, due stringhe di contenuto che vengono visualizzate nelle serp. E influenzano i click dei lettori. Il title è indispensabile per definire il ranking, ma anche per spingere il pubblico a cliccare e a preferire il tuo lavoro.

Stesso discorso vale per la description. Come posso sapere se il mio lavoro funziona? Vado nella Search Console, raggiungo la funzione analisi delle ricerche e inizio a lavorare sui contenuti. Metto a confronto posizione nella serp, impressioni, visite e il gioco è fatto: se un risultato è posizionato above the fold (1/5), riceve tante impression ma pochi click forse posso ottimizzare il copy della meta description e del tag title. Valutando con attenzione posizione e presenza delle keyword.

Condivisione documenti di Google Drive

Tra le funzioni avanzate di Google, la condivisione dei documenti è quella che ha rivoluzionato il mio lavoro di web writer. Sul serio. Non ho fatto altro che condividere documenti con clienti, colleghi, amici e parenti da quando ho iniziato la mia attività di copywriter freelance.

C’è un aspetto interessante di Google Drive che però prescinde dalla tua attività professionale e si lega al blogging, alla pubblicazione dei contenuti. Ogni documento che crei su questa piattaforma può essere condiviso con altre persone, ma può essere anche raggiungibile da tutti.

Le opzioni sono varie: il file può essere privato, raggiungibile solo da chi ha il link oppure pubblico. Io uso quest’ultima funzione quando voglio condividere dei file con i lettori. Ad esempio un modello di calendario editoriale, un brief, un modulo per un determinato lavoro: è una soluzione semplice.

Usa gli alert di Google Analytics

Tra le funzioni avanzate di Google Analytics che tutti i blogger dovrebbero usare: gli alert personalizzati. Puoi suggerire al sistema di mandarti una email, ad esempio, se il blog ha un calo o un aumento di una determinata percentuale rispetto allo stesso giorno della settimana precedente.

Un progetto serio dovrebbe essere seguito giorno per giorno. Però puoi avere qualche impegno di troppo o magari gestisci una marea di siti e blog. Quindi non puoi tracciare tutti. Ma con questa soluzione puoi tamponare al volo eventuali drammi. Come si creano gli avvisi personalizzati di Google Analytics? In questo caso ti rimando alla pagina dedicata di Mountain View.

Completamento automatico e keyword

Sai bene che Google è il primo SEO tool per scrivere bene: restituisce delle correlate per capire quali sono gli argomenti che ruotano intorno alla keyword. Puoi ottenere questo risultato digitandola nel campo di ricerca e aggiungendo una lettera. Per ottenere il massimo risultato puoi usare Ubersuggest, uno strumento imprescindibile che organizza in ordine alfabetico questo lavoro.

correlate google
Il completamento automatico di Google fa miracoli.

Come capire cosa viene prima? E cosa si trova in mezzo? Puoi usare sempre la ricerca di Google e usare il trattino basso come richiesta di consiglio a Google. Ad esempio, se scrivo “come_un articolo” il completamento della ricerca mi suggerisce tutte le alternative digitate dai potenziali lettori.

Brand monitoring con Google Alert

Conosci Google Alert, vero? Il programma di Mountain View ti invia delle email per riassumere tutte le pubblicazioni che hanno per oggetto la query che ti interessa. Non è performante come Mention ma è un valido aiuto per monitorare il tuo brand. Soprattutto se sfrutti al massimo le sue funzioni.

Ogni alert, infatti, può essere settato per ottenere le massime prestazioni. Ad esempio puoi decidere di guardare solo nelle news o nei video, di mandare i risultati a un determinato indirizzo, di filtrare per area geografica. Io, ad esempio, ho un Google Alert su My Social Web puntato solo sui blog: in questo modo evito lo spam che arriva da sito di bassa caratura che provano a fare spam.

Da leggere: 7 parole da monitorare quando fai blogging

Sondaggi e poll per il tuo blog

Un’altra soluzione di Google Drive per chi ama fare blogging: i moduli sondaggi. Attraverso questi documenti puoi interrogare i lettori e avere opinioni su tutto ciò che ti interessa. Come suggerisce la guida ufficiale, creare un sondaggio è facile: bastano pochi click per scegliere e modificare un modulo che puoi condividere come embedded o pagina sui social. Hai anche la pagina dedicata ai risultati.

Ricerche interne con Google Analytics

Non c’è niente di strano nel considerare Google Analytics come punto di riferimento per la propria attività di blogging. In realtà c’è un mondo da ottimizzare se inizi a tracciare le visite con questa piattaforma, però una delle funzioni che devi impostare riguarda le ricerche interne del blog.

Hai un campo search nel tuo diario online? Perfetto, grazie a Google Analytics puoi scoprire cosa vogliono le persone dal tuo blog. Di conseguenza puoi ottimizzare i contenuti già pubblicati e produrre nuovi articoli per soddisfare esigenze che non hai messo nel piano editoriale. Per attivare questa funzione devi seguire le informazioni che trovi nella pagina ufficiale di Google.

Ricorda le visite più importanti

Un’altra funzione essenziale di Google Analytics: le note da segnare rispetto ai vari punti del grafico. Hai ottenuto un picco di visite? Segna cosa hai fatto, se c’è stata una condivisione particolare. C’è una depressione? Fai lo stesso, segna se c’è stato un problema al server. Io uso le note soprattutto per indicare i contenuti che decido di spingere in una determinata occasione.

Ottimizza i link interni

Ci sono mille funzioni avanzate di Google, ma io ritorno sempre verso la ricerca di base: una certezza per chi vuole migliorare la propria attività di blogging. In particolar modo il lavoro dei link interni. Questi elementi sono decisivi per ottimizzare una pagina web, ma la domanda è sempre la stessa.

Dove inserire i link? Magari ci sono più pagine che potrebbero beneficiare del collegamento, quale scegliere? In linea di massima si preferisce quella più utile, secondo Google, rispetto a una determinata ricerca. E per scoprire qual è la preferenza del motore di ricerca basta usare un operatore.

Se digiti site:https://www.mysocialweb.it/ “Piano Editoriale” sfrutti due operatori: il primo definisce la ricerca all’interno del sito, il secondo indica il termine che ti serve. Cosa fa Google? Mette al primo posto il risultato pertinente. Quindi adesso sai qual è la pagina da favorire.

Le tue funzioni avanzate di Google?

Queste sono le soluzioni che hanno cambiato il mio modo di fare blogging, dalla scrittura alla creazione del famoso calendario editoriale per i miei clienti. Adesso voglio la tua opinione: quali sono i punti essenziali per lavorare meglio con Mountain View?  Quali sono i passaggi indispensabili per la tua attività di piccolo editor online? Aspetto la tua opinione nei commenti, come sempre.

6 COMMENTI

    • Ciao Andrea, hai provato mention? Fa la stessa cosa ma è più preciso. Io lo combino con Google Alert perché così posso intrecciare diverse versioni della ricerca.

      • mention sembra molto interessante, peccato che sia a pagamento! Comunque ho creato l’account trial e lo proverò senz’altro. Sai se esistono altre soluzioni free (oltre ovviamente a Google Alert)?

        • In realtà Mention è la migliore alternativa, il rapporto prezzo/risultato è decisivo. Puoi provare anche Talkwalker però, non è male.

    • E quella invece è una funzione molto interessante: in questo modo puoi capire quali sono gli utenti più attivi e iniziare una conversazione virtuosa. per portare buoni lettori sul tuo blog.

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