Mi piace fare formazione in aula. L’ho detto nell’articolo pubblicato una settimana fa, quello dedicato alle buone vibrazioni, e lo ripeto ora: provo una soddisfazione infinita quando trasmetto le mie competenze. E, soprattutto, quando riesco a comunicare le emozioni del mio lavoro.

Sei in piedi davanti a un pubblico più o meno numeroso. Ma motivato. Aspetta la tua versione dei fatti. Inizi a parlare e si apre un mondo, tutto ciò che ami fare diventa miele nelle orecchie di chi condivide la tua passione. Non tutti si lasceranno coinvolgere, qualcuno rimarrà sulle proprie posizioni.

formazione in aula

Ma se lavori con passione (e competenza) tutto diventa più facile. Il successo è una meta raggiungibile, ma non è facile all’inizio. Devi fare esperienza in questo campo, quindi devi trovare la situazione giusta. E devi avere coraggio: alla fine risulta più facile quando lo fai con il cuore.

O forse no? I discorsi si sprecano, parliamo di formazione in aula fatta con passione, amore, dedizione. La realtà è anche questa, ma non solo: devi avere le spalle larghe per affrontare questo compito, per trasmettere conoscenza. E poi ci sono 8 incubi da affrontare senza paura, con il coraggio di chi ne ha passate tante. Ecco la mia esperienza, e le soluzioni che metto in campo ogni giorno.

Non ho capito, scusa

Il primo incubo della formazione in aula: trovarsi di fronte un pubblico che non ha la minima idea di quello che stai dicendo. O magari il contrario, già sa tutto e non ha bisogno della tua lezione. Questo è un problema comune ma al tempo stesso banale: hai bucato il target, non stai parlando alle persone giuste. Se ti trovi in una situazione del genere rischi di far naufragare tutto.

Quindi, condizione essenziale: prima di iniziare chiedi qual è il livello della platea, qual è l’esperienza del pubblico. Chi sarà presente in aula? Cosa si aspettano le persone? Di solito si cerca di raggruppare target simili, quindi non sarà un problema regolarsi una volata conosciuto il profilo dei partecipanti.

Abbiamo tempo per fare tutto?

Uno dei primi incubi di chi fa formazione in aula: il tempo non è sufficiente per chiudere il programma, soprattutto perché le domande degli alunni sono interessanti e meritano il massimo impegno per rispondere. Però hai un percorso prestabilito e non sempre riesci a chiuderlo.

Ci sono diversi metodi per evitare questo problema. Il primo, ovviamente, è quello di avere un timer in bella mostra che ti indica l’avanzare dei minuti e delle ore. Puoi usare il telefonino, magari con un’applicazione tipo Speech Timer for Speakers. In questo modo il tempo è sotto controllo.

timer conferenza per intervento di formazione

Per gestire la situazione ti conviene fare una prova in tempo reale per calcolare, il giorno prima, i tempi del tuo intervento. E pensare sempre ai tempi necessari per domande, pausa caffè, imprevisti che fanno capolino durante una lezione in aula.

In linea di massima calcolo 30 minuti di extra ogni 2 ore di presentazione. In questo modo ho sempre la situazione sotto controllo. Se il tempo abbonda mi dilungo su qualche dettaglio in più, in ogni caso avere il timer sulla scrivania è indispensabile. E ricorda di mettere sempre in primo piano l’alunno.

Il computer in aula non funziona

Chiaro, il computer non funziona. O le slide non si vedono. Il microfono fa i capricci. Da quando ho fatto la mia prima presentazione all’università sono stato accompagnato da questi imprevisti. Non sempre capitano, ma devi essere flessibile e disponibile. Qualche consiglio di sopravvivenza:

  • Prova sempre il computer e microfono prima di iniziare.
  • Porta tutti i cavi e gli adattatori possibili da casa.
  • Piccolo investimento: compra il telecomando per cambiare slide.
  • Porta le slide su penna USB e su computer.
  • Converti le slide in tutti i formati conosciuti.

Se crei la presentazione solo in un formato non funzionerà, è una legge certa. Vuoi aprire un Keynote con Power Point? La formattazione salterà, rovinando tutto. La mia soluzione è semplice: il PDF risolve tutto e si vede sempre. Su tutti i computer. A mali estremi questa è la strada migliore, quindi mi porto duplice copia di questa versione. Oltre a versione Keynote e Power Point.

Questione telecomando: sì o no? In realtà la presentazione ha un sapore differente con questo strumento. Non devi fare le maratone per spostarti da una parte all’atra della sala e non devi essere costretto alla scrivania. Io lo preferisco, quando posso lo uso. E magari me lo porto da casa. Il migliore in assoluto: Logitec R400 Presenter Wireless, anche con puntatore laser.

Non ho tempo per preparare le slide

Il lavoro più difficile della formazione in aula: creare le slide. Magari hai una matrice già pronta, un modello da utilizzare in base alle esigenze. Oppure vuoi dare spettacolo e creare ogni volta un’esperienza visual differente. La mia opinione? Tutto dipende dalla situazione che devi affrontare.

  • Formazione – In questi casi preferisco rimanere sobrio e puntare sui contenuti per gli studenti.
  • Intervento – Si tratta di un lavoro illustrativo, d’impatto. Quindi puoi sbizzarrirti.

Se devi preparare slide per 8 ore di corso punta sulla sostanza, sulla qualità delle informazioni. Se hai una presentazione di 30 minuti puoi lavorare con Canva o con altri tool per ottenere il massimo.

Se riesci a fondere questi aspetti sei un genio. Ma in un’ottica di economie delle risorse preferisco essere efficace nella sostanza. E puntare sulla sintesi, spostando gli approfondimenti altrove.

Da leggere: come preparare una presentazione efficace

Ci sono le dispense?

Spesso la domanda è questa: “Darete delle dispense del corso?”, Gli studenti amano avere un resoconto riepilogativo, una sintesi del lavoro svolto, un testo da studiare. Chi ha pubblicato un libro (come me) può giocare la carte del testo ufficiale, ma non è elegante costringere le persone all’acquisto. Meglio prevedere un PDF per i tuoi alunni a costo zero. In che modo?

  • Crea una dispensa ad hoc.
  • Pubblica un documento da scaricare liberamente.
  • Fai una raccolta di documenti.

Il primo caso è piuttosto raro: creare un PDF specifico per la lezione che hai fatto. Bella iniziativa, ma comporta un extra nella fattura. Seconda soluzione: hai un tuo documento che i lettori del blog possono scaricare liberamente, e che regali a tutti i corsisti. In questo modo combini due aspetti positivi, io ad esempio lo faccio con il mio ebook Keep Calm And Write.

Terza opzione: raccogli documenti pubblicati dai tuoi colleghi, li racchiudi in una cartella e regali il tutto ai corsisti. Ovviamente citando le fonti. In questo modo puoi rispondere a un’esigenza concreta e tamponare eventuali mancanze. Come far scaricare le dispense agli alunni? Io metto tutto in una cartella pubblica di Dropbox e condivido il link pubblico, o consegno ai responsabili.

Faremo esercitazioni in aula?

Domanda a bruciapelo che può mettere in crisi anche il formatore navigato: esercitazione in aula? Sì, no, dipende. In realtà devi valutare i tempi e, soprattutto, l’attività per gli studenti. Se lavori nel mondo della scrittura online puoi puntare su un compito semplice: scrivere un articolo in gruppo.

Ci sono 20 alunni? Crei 4 gruppi da 5 e dai una traccia. Il risultato sarà letto in classe per analizzare aspetti positivi e negativi. Stesso discorso vale per chi preferisce creare una bozza di piano editoriale, o di strategia SEO. Non è facile, ci vuole esperienza per gestire un’esercitazione in aula.

esercitazione formazione

Soprattutto non devi esigere molto, soprattutto se si tratta di un corso base. Crea un percorso adeguato alle persone: pagano per imparare e capire, non per essere sommersi dalle critiche. Regola l’esercitazione e soprattutto lascia spazio alla verifica: tutto deve essere rivolto alla pratica.

Un’idea: attiva la registrazione dello schermo con microfono quando fai la verifica in aula e poi, dopo un po’ di editing, consegna il video ai partecipanti: può essere una risorsa preziosa per ricordare tutto ciò che hai detto. In questo caso puoi utilizzare uno dei tanti software per catturare lo schermo.

Ho sbagliato slide, scusate

Una delle classiche situazioni di chi fa formazione in aula: cambi slide e hai anticipato tutto. Colpa del programma che ti fa vedere la stessa schermata che mandi sul proiettore. Però non deve andare per forza così, di solito c’è una funzione che ti consente di attivare la visualizzazione relatore.

Questa funzione permette di gestire due monitor e di impostare su quello che hai di fronte le slide successive e le note. Sul proiettore, invece, passa la presentazione ufficiale. Per attivare la visualizzazione relatore devi andare su “Presentazione”, poi su “Imposta presentazione” e “Mostra visualizzazione relatore”. Scegli l’opzione “Monitor 2 schermo predefinito” e vai. Ecco le varie versioni:

Ma se ho bisogno di una mano?

Corso finito, non è compito mio aiutarti. Non è un comportamento professionale, vero? Non puoi aiutare tutti, però lasciare un messaggio di accoglienza alla fine della presentazione può essere un buon modo per farsi ricordare in modo positivo. Devi essere disponibile, pronto ad aiutare gli alunni.

Spendere due minuti su Facebook per dare un’indicazione può essere importante. Soprattutto se si tratta di chiarire un punto che forse hai spiegato male. Lascia sempre una porta aperta, renditi raggiungibile ma metti un freno quando il consiglio si trasforma in consulenza.

Ora però aspetto la tua opinione nei commenti: anche tu fai formazione in aula? Quali sono i tuoi incubi peggiori? Come li risolvi? La tua esperienza è importante per questo contenuto.

8 COMMENTI

  1. Avrei dovuto farla, in aula e laboratorio, ma è crollato (letteralmente) tutto.
    Non ho problemi in questo senso… vado molto a braccio pur rispettando delle linee guida.
    Alla fine, le cose più interessanti vengono sempre fuori quando si esce un po’ dal seminato 🙂

    Moz-

    • Capacità di improvvisazione, ecco il punto che mancava. Quando sei in aula non puoi essere rigido, devi avere sempre la soluzione a portata di mano quando c’è una novità o un imprevisto.

    • Grazie,

      Credo che in questi articoli si debbano riassumere le proprie esperienze professionali. Io qui ho dedicato spazio solo a quello che faccio ogni giorno in aula.

  2. Ciao Riccardo: complimenti !!…bell’articolo…molto pratico, ma soprattutto molto reale! Ho rivissuto molte situazioni..
    Condivido in pieno anche l’importanza della capacità di improvvisazione: settimana scorsa. 4 ore di aula, pubblico(per fortuna) limitato:10 persone….ciao, ciao..preparo il mio mac ed il proiettore: PANICO…non ho portato la memoria esterna in cui ho TUTTO (e naturalmente niente pennetta!)
    Respiro profondo, massima tranquillità, me ne sono uscito con “invece no, oggi niente teoria: parliamo di come imposteremo l’esercitazione pratica, la prossima lezione, così ci arrivate già mentalmente preparati”
    Giuro: ho perso un paio di chili !!

    • Improvvisare, questo è il segreto. Per fare una buona formazione in aula devi essere in grado di lasciare spazio all’improvvisazione quando le cose vanno male.

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