Lavorare come web writer da casa: incubi, risorse e vantaggi

Quali sono i vantaggi del lavoro casalingo per un web writer? E quali sono, invece, i punti a sfavore? Ecco quello che devi sapere, qui trovi una guida da seguire in ogni occasione.

Bello essere un web writer da casa, vero? Sai quante volte mi hanno proposto questa domanda retorica e dal sapore polemico? Questa è l’idea dominante: lavorare da casa è facile, divertente, rilassante. Sembra quasi un passatempo: lavori in pigiama, non devi perdere tempo nel traffico.

web writer da casa
Si alvora bene da casa?

Un tempo si chiamava telelavoro domiciliare, oggi i freelance abbattono i costi di uffici e coworking per lavorare a casa. Ma è possibile? È vantaggioso? Quali sono i passi da muovere per lavorare come web writer da casa? Forse non lo sai ma non ci sono solo vantaggi in questa realtà.

A volte ho pensato di affittare uno spazio per allontanarmi da tutto e da tutti. Perché essere freelance non è facile, ed è ancora più difficile quando devi gestire un mondo che collassa intorno a te. Le offerte di lavoro non mancano, è la serenità che diventa merce rara per chi vuole lavorare da casa.

Ci sono vantaggi, è vero. Ma ci sono anche svantaggi, incubi, piaghe da curare e scuse da trovare. Ci vorrebbe una piccola guida per chi si muove in questo campo minato, non credi? Niente paura, ho 5 anni di lavoro freelance da raccontare.

I vantaggi del lavoro a casa

I vantaggi sono quelli che puoi immaginare senza tanto impegno: lavori come preferisci, non devi per forza vestirti come un damerino per coccolare i tuoi clienti.

Sì, in linea di principio puoi rimanere in pigiama quando fa freddo o in mutande quando incalza il caldo estivo. Puoi fare come preferisci, il valore è solo in quello che crei. In questo caso è la scrittura a essere al centro del processo valutativo.

Puoi seguire l’istinto e alimentare la creatività come preferisci. Queste dinamiche sono particolari, basta un dettaglio per fare la differenza. Io inizio a lavorare alle 6.00. Non alle 18.00 ma alle 6.00 del mattino. E funziona, scrivo tanto e bene. Ma lo posso fare perché lavoro come web writer da casa.

Però i vantaggi si fermano qui. Almeno per me, questo è chiaro. Poi c’è la questione della comodità che non deve essere ignorata, soprattutto se hai uno spazio da dedicare all’ufficio come ho fatto io. Ma poi? Quali sono gli svantaggi? E le ossessioni di chi lavora da casa? Ecco la mi esperienza.

Da leggere: lavorare da casa, piccola guida per sopravvivere

Oddio, mio nipote non lavora

Sai qual è il primo svantaggio del lavorare come web writer da casa? La perdita di credibilità nei confronti del tuo nucleo familiare e di tutte le persone non avvezze al digitale. Ci sono persone che non ti percepiscono come individuo con un’occupazione. Hai trovato un lavoro da casa online?

lavoro da casa
Mio non non ha capito che lavoro faccio.

Per molte persone tutto questo è illusione. Così nascono le ansie delle feste comandate, quando a Natale o a Pasqua i nonni cercano ti estorcere informazioni: “Dove lavori a nonna? A casa? Ahhhh…“. Questa vocale prolungata, dal sapore rinfrancate, in realtà nasconde grande pena per il nipote che si vergogna di ammettere la disoccupazione. E si inventa un lavoro casalingo.

Le vecchie generazioni dividono la sfera del lavoro dalla casa, non è ammesso portarsi l’ufficio in un’area privata. La dimora è quello spazio da vivere durante le ore libere, la domenica. Oggi la storia è differente, ma molte persone ignorano questo sviluppo. La soluzione? Evangelizzare o ignorare.

Il lavoro conquista la tua vita

Quando lavori a casa non riesci a trovare un limite tra vita privata e impegni. Quindi fai colazione e ti tuffi nei tuoi impegni, il pranzo diventa una parentesi davanti al computer e dopo cena riprendi il laptop. Magari sul divano, davanti alla televisione. Dov’è il confine tra vita privata e lavoro?

Vuoi trovare lavoro come web writer da casa perché non sopporti l’ufficio. Vuoi indipendenza. Vuoi emergere, trovare nuovi clienti online, conquistare il mercato e la nicchia legata a te. Al tuo brand. Ma attenzione al vortice degli impegni: si alimenta con la passione e lentamente si impone. Rosicchiando spazi di libertà, di felicità, di spensieratezza. E ti costringe di puntare sul digital detox.

Lavorare con il pigiama, sembra bello. Però rappresenta una passaggio da evitare: rimani tutta la giornata in uno stato vegetativo e cadi in un vortice di abbandono. Anche se sei un web writer a casa comportati come un pendolare: vestiti, preparati, ritorna alla vita.

Mille distrazioni per te

Ci sono persone che amano avere una gestione superiore e preferiscono vivere in gabbie fisiche. Perché non sanno come gestire il proprio tempo, si distraggono, non riescono a essere realmente produttive. A casa tutto questo si eleva all’ennesima potenza: devi scegliere gli strumenti giusti, ma soprattutto devi evitare tutto ciò che potrebbe attirare l’attenzione. Ci riuscirai?

Da leggere: come trovare lavoro online

Non ci sono spazi adeguati

Vuoi lavorare come web writer da casa e hai trovato nuovi lavori online. Perfetto, devi solo iniziare a scrivere. Ma dove? In salotto? In cucina? Dove la famiglia si ritrova per godersi i momenti liberi, ma magari anche per mangiare e cucinare?

Ti sembra facile lavorare in queste condizioni? La casa è territorio comune, non puoi pretendere che il mondo intero giri intorno a te. Ultima soluzione: punta sul coworking.

Non, non è così. Anzi, può diventare veramente difficile la convivenza. In questi casi al soluzione è semplice: o trovi uno spazio da dedicare alla tua professione di web writer, oppure organizzi il lavoro in modo da evitare flussi di individui turbolenti.

In realtà l’aspetto relativo al coworking è un punto da valutare in ogni caso: anche se a casa hai uno spazio adeguato, puoi sempre aver bisogno di un’alternativa. Ad esempio devi organizzare una riunione con i clienti che dovresti portare in ufficio.

Sei solo contro tutti

Quando lavori a casa non hai confronto, sei solo contro il mondo. Un vantaggio sotto un certo punto di vista, ma a lungo andare questo isolamento si sente. E non poco. Ecco perché devi ritagliarti momenti di confronto, anche di semplice networking. Altrimenti rischi di impazzire.

Questa condizione si definisce non solo come un problema relazionale, ma ci possono essere anche problemi legati alla carriera e alle opportunità di lavoro. Chi sta a casa non è presente nei momenti in cui si decidono i punti essenziali della strategia, rimane fuori dal cerchio magico. I giochi si fanno altrove. Questi sono svantaggi che possono portare conseguenze gravi.

Tanto non lavori, sai?

Un dramma contemporaneo. Chi lavora a casa, in realtà, non sta facendo qualcosa di serio. Può interrompere in qualsiasi momento la propria attività. Per fare la spesa, ad esempio. Per dare una mano a quello che mette le finestre, o a scaricare le bombole del gas. O magari per portare il cane a spasso. Insomma, per il mondo tu non lavori. Sei un luogo comune, chi sta a casa non lavora.

web writer da casa
Veramente è un lavoro difficile da casa?

Anche in questo caso devi essere in grado di trovare degli accordi, delle soluzioni condivise. Siediti a tavola insieme alle persone che vivono gli spazi con te e metti in chiaro le tue esigenze: sei un web writer a casa, sei un freelance con un lavoro che ha bisogno di spazio. I tuoi parenti devono capire.

Da leggere: cos’è il web writer, in cosa consiste questo lavoro?

Anche tu web writer da casa?

Anche tu sei un web writer da casa? Anche tu combatti contro mariti, mogli, padri, madri, zie e sorelle per conquistare i tuoi spazi? Devi affrontare il gatto che si addormenta sulla tastiera e i nonni che buttano il computer perché non si vede Rai Uno? Perfetto, racconta la tua storia nei commenti.

30 COMMENTI

  1. Buongiorno! Da mamma della piattaforma http://www.networkmamas.it mi sento chiamata in causa…Lavorare da casa è bellissimo e difficilissimo. Per una mamma, in modo particolare quando il bambino è piccolo, è una soluzione per provare a sfruttare il tempo nel miglior modo possibile. Col tempo, però, ti accorgi che un’organizzazione rigorosa è necessaria. Una collega psicologa consiglia di “dedicare” uno spazio, in casa, al lavoro fisicamente e concettualmente separato dal resto. Io adotto una strategia di multitasking (pc-lavatrice-pc); nei momenti migliori, faccio bozze su carta seduta sul tappeto mentre il bimbo gioca. Ammetto che non sempre funziona.
    Quanto al lavoro di relazioni, una soluzione è avere il tempo (sottolineo: avere il tempo) di “uscire” per incontri di settore: eventi, seminari, pranzi con colleghi o potenziali clienti. La mia esperienza personale: da dipendente non sempre accade di essere più “sociale”. Se il lavoro da scrivania è più urgente, conferenze stampa, momenti formativi eccetera, saltano tutti. Resta solo il rapporto con i colleghi, non basta per considerarsi davvero “aperti” .

    • Certo, se sei anche mamma tutto è molto più difficile. Lavorare in casa e accudire un figlio diventa un’impresa titanica. Io non ci riuscirei. Quindi ammiro come te chi riesce a essere tutto, anche mamma che lavora con internet.

      • mamma che lavora da casa, presente! in questo momento mia figlia dorme ed io prego che aspetti che io abbia finito il prossimo post prima di svegliarsi eheheh. Si diventata matte ad essere mamme e web writer da casa, ma ce la si fa. “Organizzazione” è il nostro mantra.

        • Organizzazione e lavoro di contenimento per mettere una pezza ai vari problemi. Chi lavora a casa non può mai essere al sicuro da imprevisti e distrazioni.

  2. Hai ragione, hai elencato tutti gli svantaggi possibili.
    Specialmente uno è il dramma, al di là della poca credibilità (derivante anche dallo star soli, quindi senza interfacciarsi altrove con qualcuno): è il fatto di poter essere interrotti, perché ci si trova in un ambiente casalingo e lavorare al pc equivale a leggere Topolino o a guardare una puntata in tv.
    Io, che da casa scrivevo per due testate, dovevo ribadire sempre “per un’ora non chiamatemi”, non si sa mai 🙂

    Moz-

  3. Ciao Riccardo! All’inizio me la prendevo e cercavo di spiegare. Poi ho capito che stavo iniziando una battaglia stancante e senza vincitori (io almeno non avrei mai vinto contro questo grande luogo comune). Quindi ho fatto pace prima di tutto con me stessa. Tutto ciò che hai scritto è realtà. A me ancora oggi succede che i familiari al telefono mi chiedano “oggi allora che fai?”. ^_^

    • Oggi lavoro 🙂

      Beh, ne ho tante di soluzioni proposte nel tempo. Allora oggi che fai è un sempreverde, ma la combinazione che mi fa impazzire è: ma tu stai a casa, che ti costa?

  4. Buongiorno a tutti,
    anch’io lavoro a casa… in più ho avuto la brillante idea di ristrutturare ma con la finalità di separare uno spazio solo per l’ufficio (quando finiranno -chissà- i lavori): per poter crescere come attività e per la spendibilità/credibilità col cliente, ricevere in un ufficio non è la stessa cosa che ricevere in casa!

    • Secondo me hai fatto bene: avere uno spazio proprio da dedicare al lavoro è la cosa migliore. Io ho un piccolo ufficio in casa, solo così riesco ad avere la tranquillità necessaria per scrivere e creare.

  5. Mi accodo a Claudia: 3 figli, una ancora a casa con me, gli altri “solo” dopo le 5 e nel w.e. Scrivere è un problema, ma, personalmente, il problema maggiore è il contorno alla scrittura: sono blogger, ho un paio di collaborazioni, delle scadenze che non ho difficoltà a rispettare, ma punto alla narrativa vera, all’editoria, quindi devo promuovermi, cercare risorse, e così via… Si chiama lavoro anche tutto quel (grosso) che non è ancora retribuito ma è investimento per la professione? Secondo me sì, ma impazzisco. Avrei anche uno spazio dedicato alla scrittura, un piccolo studio, ma finché ho la piccola ancora a casa non posso chiudermici dentro. A essere vestita male e interrotta sono anche abituata (entro certi limiti): ai sensi di colpa e alla sensazione costante di “essere dappertutto e in nessun luogo” no.

    • Maddalena, se i tuoi figli sono 3 tu sei un’eroina. Bravissima già così.
      Se parli invece delle azioni di promozione e comunicazione del tuo lavoro…credo sia per tutti così, mamme e non mamme. “Essere dappertutto e in nessun luogo” è la nostra condizione. Forse bisogna concedersi un approccio graduale, anche lento se vuoi, ma sistematico

      • Onestamente credo che il discorso figli sia davvero da ammirare. Nel senso, io così sembro un folle e cerco di mettere insieme mille cose. E convivo. Con i figli tutto questo si amplifica. ma mi rendo conto, forse, che a questo punto le cose cambiano e le prospettive si modificano.

  6. Buongiorno Riccardo, perdonami ma non sono d’accordo. Al di là che lavorare da casa è una scelta, qualora si ha a che fare con un’azienda aperta a questa formula o si svolge attività di altra natura (freelance o simili), del tutto personale che mira ad evidenziare e ad applicare le proprie capacità operative e professionali. Per quanto mi riguarda lavoro da casa da 5 anni ed il lavoro che svolgo è per altro un’attività di coordinamento asset per un grande azienda. La mia credibilità non ha mai subito variazioni anzi, sono un punto di riferimento per fornitori e colleghi non solo per la natura delle attività di cui mi occupo ma anche di altro. Le mie giornate lavorative, grazie alla capacità organizzativa, sono dinamiche e mai noiose. La mia produttività che era già alta quando ero in ufficio oggi è triplicata.
    Pertanto la gestione del tempo, in base agli impegni, mi permette anche di poter conciliare ognuno dei miei impegni personali, dalla casa, alla cura per mio marito, cura della mia persona etc… . Non sto nemmeno ad evidenziare l’inutile vantaggio di evitarsi lo stress dello spostamento per andare e tornare dall’ufficio, alla possibilità di lavorare in modo tranquillo e senza lo stress della confusione dell’ambiente di lavoro, alla produttività che aumenta proprio per i benefici della serenità… altro che distrazioni!!! Lavorare da casa è una benedizione ed un atto di responsabilità che mette in evidenza molteplici capacità e competenze. Se qualcuno poi pensa al problema, che per molti è di vitale importanza, come l’integrazione con le altre persone, beh! Per quanto mi riguarda è continua esattamente come era in ufficio, non c’è il caffè? O la chiacchiera o altro? Beh… sono punti di vista che non giudico per chi li ritiene importanti, ognuno ha la sua bilancia. Al di là di ogni cosa, per le strutture che ancora non hanno applicato questa formula, è che in Italia non è solo un problema culturale ma anche la poca dimistichezza di utilizzo della tecnologia che molte persone ancora hanno. Per forza di cose però anche questi aspetti saranno destinati a cambiare. Sottolineo anche che fino a poco tempo fa le esperienze del work from home è ed era raccontato prettamente da chi in azienda non ha mai messo davvero piede o ha avuto poche esperienze in tal senso e magari su ruoli marginali, pertanto si tratta di esperienze diverse con peso percettivo del mondo del lavoro diverso. Sicuramente la formula più coerente è fatta sulle persone stesse e dalle e delle loro capacità operative e professionali. Non tutti possono lavorare da casa proprio perché mancano di capacità organizzative e responsabilità, ma chi è in grado di farlo deve poter aver il diritto di scegliere senza che esista una comunità che demonizzi questa formula perché potrebbe non percepirla, in base alla responsabilità, all’incarico, alla conoscenza ed anche alla familiarità con la tecnologia in modo errato. Un saluto

  7. Ciao Riccardo,
    Lavorare da casa può essere proficuo io ti posso dire la mia esperienza non come copywriter ma come attivita’ Network marketing o business via web.ma e’ un attività simile perché comunque il lavoro.si svolge da casa via computer.
    Come te ho sperimentato.avere il nucleo familiare contro ma dato che è stata una mia scelta ho deciso di proseguire per la strada intrapresa.anche se poi non ho visto.tutti i risultati che mi aspettavo ma non demordo.
    Concordo.anche sulle ansie alle feste comandate
    E concordo.anche secondo me l ideale e’ avere una stanza della casa da adibire ad ufficio per evitare eventuali.distrazioni.
    Inoltre sicuramente attività di questo genere non sono.consiglibili a chi non sa gestire il.suo tempo.
    Secondo me qualsiasi attività a cui ci si dedica con passione non può che ripagare anche se magari non subito e dare buoni frutti.
    Buon proseguimento 🙂

  8. Eccomi! Sono mamma e lavoro come web writer, rigorosamente da casa. Mi ritrovo in tutti i punti da te citati. Tra casa da gestire, bimba e scadenze da rispettare, a volte mi sembra di andare al manicomio. Ma non cambierei mai questo lavoro. Sia perche’ amo scrivere e leggere di tutto e di piu’. Sia perche’ apprezzo i vantaggi che mi offre. Tra cui riuscire a vedere crescere mia figlia, senza doverla sballottolare troppo, qua e la.

    • Il rapporto con i figli è importante, spesso lavorare da casa ti permette di risolvere tutti i problemi che riguardano la presenza del genitore.

  9. Lavorare da casa o in ufficio? Personalmente ho avuto entrambe le esperienze e, leggendo questi post, mi sono calata perfettamente nei panni di quanti hanno preceduto il mio commento. La professionalità e l’impegno di chi, come noi, dedica il proprio tempo a scrivere non viene lesa nè sminuita sia lavorando da casa che lavorando in un ufficio. Sono i risultati che fanno da indicatore della nostra “resa”. Cosa diversa invece, e qui sono assolutamente d’accordo, dover affrontare il discorso dell'”ubicazione lavorativa” con amici e parenti. Chi non esce al mattino presto, non si sbatte in un’auto in mezzo al traffico , non resta fuori casa 8/10 ore al giorno…praticamente è un “disoccupato”. Ma tranquilli… E’ una mentalità tutta italiana. E comunque i venti stanno cambiando.

    • Dobbiamo essere in grado di cambiare questa mentalità, questo modo di pensare all’italiana: lavorare a casa vuol dire semplicemente lavorare meglio. In modo intelligente e fruttuoso.

  10. Salve, mi chiamo Rosaria ho lasciato il lavoro vent’anni fa per dedicarmi alla famiglia, ero contabile amministrativo in un’azienda di costruzioni edili, mio marito lavorava fuori ed io da sola non riuscivo a gestire la casa e i bambini piccoli così feci questa scelta. Oggi che i ragazzi sono grandi vorrei rimettermi in gioco, a 47 anni è difficile e dopo tanti rifiuti e tanti “le faremo sapere” ho pensato al telelavoro e nello specifico al web writer, mi piace scrivere e tenermi aggiornata su tutto ma sono un po’ scettica, qualcuno può aiutarmi a fare chiarezza? Vi ringrazio di cuore

  11. È vero che spesso chi lavora da casa non è considerato al pari di chi lavora in ufficio. Ma credo che molto dipenda dalla considerazione che noi diamo a noi stessi. Se ci consideriamo lavoratori al pari degli altri, molto probabilmente saremo percepiti più seriamente. Poi, chiaro che non tutti lo capiscono.
    Per le mamme lavoratrici, poi, senza dubbio la cosa più difficile è farlo capire ai bambini che ci vorrebbero tutte per loro, ma col tempo si riesce a ottenere anche questo.

    • Hai ragione, molto dipende da come ci poniamo noi nei confronti degli altri. Lavorare come web writer da casa non vuol dire avere meno diritti ma dobbiamo essere prima noi a prendere coscienza della cosa.

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