Definizione di inbound marketing: un insieme di strategie per attirare i clienti verso servizi o prodotti. Questa logica supera il concetto di pubblicità e sfrutta i contenuti per portare le persone verso i tuoi interessi. Anche attraverso SEO e social media. Ma cos’è l’inbound marketing nel concreto?

Cos'è l'inbound marketing

Io ho la mia idea. Certo, in questo settore non puoi inventarti strade e visioni da seguire sulla pelle dei clienti. C’è uno studio da fare, una strategia da seguire. Ma sono convinto, dietro al concetto di inbound marketing non ci sia solo esecuzione tangibile. Questa è necessaria, ma non totalizzante.

L’inbound marketing è web umanizzato. Un web che si lascia alle spalle il pubblico come bersaglio. C’è un confronto tra outbound marketing? Sono universi paralleli, due facce della stessa medaglia. Al centro ci sono gli obiettivi da raggiungere, una buona strategia decide cosa utilizzare.

Inbound Vs outbound marketing

La vera differenza tra inbound e outbound marketing è questa: c’è una presa di coscienza, c’è una consapevolezza in più. Le persone sono stanche della pubblicità che interrompe, non credono più alle promesse gridate, ai comunicati stampa che sbandierano successi e acquisizioni degne di nota.

Questo non funziona. L’idea di poter raggiungere tutto e tutti con un unico messaggio pubblicitario sta lentamente, ma inesorabilmente, tramontando. Per lasciare spazio all’inbound marketing: un paradigma che considera le persone come tali. Individui con idee, bisogni, necessità. Non sei tu a raggiungere il cliente, a bussare alla sua porta, ma è lui a cercare te. Questo avviene con umanità, utilità, abilità nell’ascoltare i bisogni altrui.

Da leggere: inbound marketing non teme AdBlocker

Il significato di inbound marketing

Contenuti utili, questa è la logica. Il blog diventa approccio preferito da tanti esperti di inbound marketing. Il motivo si ritrova in questo schema: da un lato ci sono le ricerche transazionali che contemplano anche obiettivi commerciali. Ovvero, si traducono con l’acquisto di un bene o servizio.

Cos'è l'inbound marketing (secondo me)

Dall’altro lato, invece, ci sono le ricerche informazionali. Ovvero le query di chi non punta all’acquisto, almeno in un primo momento. Ma fa delle ricerche correlate al tuo business che dovresti intercettare.

Il sito web, con le pagine pensate per la conversione (schede prodotto o landing page), viene ottimizzato per farsi trovare con le query che si traducono in vendita. Ma hai bisogno d’altro. Ovvero di un blog. Che non sempre è necessario, non è indispensabile, però può fare la differenza.

Attenzione, c’è anche la pubblicità

Non mi fraintendere, l’inbound marketing non è metafisica. C’è il target, ci sono le analisi SEO e i piani editoriali per decidere cosa scrivere, cosa pubblicare e quali landing page ottimizzare. E c’è anche la pubblicità. L’advertising fa parte del funnel, permette all’azienda di farsi trovare in ogni occasione.

Vedi, non è la pubblicità a essere fuori dalle logiche dell’inbound marketing. Ma è l’approccio, l’idea che si cela dietro all’uso delle sponsorizzate. Questa è la grande rivoluzione, questa è l’idea innovativa: puoi usare banner, puoi investire in Google AdWords e in Facebook Advertising, puoi lavorare con l’email marketing. Anzi, è un passaggio indispensabile. Ma tutto cambia se ragioni in termini di utilità.

Inbound, strategia multidisciplinare

Blog, video marketing, influencer marketing, native advertising, public speaking, community building: tutto questo è importante. Non esiste solo il blogging, anzi. All’interno dell’inbound marketing si mescolano una serie di competenze che vanno oltre la singola professione. Infatti è utile avere una figura capace di orientare, evangelizzare e guidare un progetto verso una strategia inbound.

inbound marketing

Poi vogliono conoscenze precise. C’è l’esperto SEO che si occupa dell’ottimizzazione on-page, che lavora sui fattori off-page come la link building e sulla strategia. Poi c’è chi opera con i social, c’è chi crea la landing page e chi sviluppa il copy. Insomma, non è facile. Per questo devi studiare.

Corsi e libri sull’inbound marketing

La formazione può avere diverse sfumature. Il primo piano metto la gavetta: la buona, cara, vecchia pratica. Qui devo essere spietato: preparati a lavorare sodo con risultati scarsi e guadagni minimi. L’inizio è sempre in salita e l’inbound marketing, a prescindere dalle chiacchiere che si sentono in giro, non fa sconti a nessuno. La semplicità dell’approccio si scontra con la complessità delle variabili.

Quindi devi sporcarti le mani. Ma devi anche studiare, perché così che si diventa professionista. Poi ci sono soluzioni sempre più specifiche. Ci sono i webinar, i workshop, le letture che non possono mancare nella tua libreria. Un nome su tutti? Consiglio quello di Jacopo Samo Matteuzzi: Inbound Marketing – Le nuove regole dell’era digitale. Ma c’è un ingrediente che non può mancare.

Cos’è l’inbound marketing (sul serio)

Riprendo la domanda: cos’è l’inbound marketing? Per me è un processo che non si limita ad acquisire lead, prospect o customer. È passione per ciò che fai, per la soddisfazione del cliente al punto di trasformarlo in ambassador. In persona entusiasta di ciò che ha acquistato.

Secondo Guy Kawasaki, chi ha più cervello che soldi deve puntare sull’inbound marketing e chi ha più soldi che cervello può contare sull’outbound marketing. Per me è arrivato il momento di lavorare sulla prima opzione a prescindere dal budget, ci sono settori che non rispondono alle logiche pubblicitarie.

Cos'è l'inbound marketing

Perché sono disilluse, ignorano i messaggi, si fidano di chi riesce a essere utile. Quando serve. Senza forzature. Senza dimenticare il post vendita, il supporto con contenuti capaci di fare la differenza. Oggi chi grida con il megafono rischia di fare un buco nell’acqua, devi essere il fiore che attira l’ape.

La tua opinione sull’argomento

Questo è il mio punto di vista sull’argomento. Mi chiedi cos’è l’inbound marketing? Un processo che mette al centro l’essere umano e non la sponsorizzazione di un messaggio. È un’idea che umanizza la rete, che rende giustizia a tutto ciò che si trova alla base: collaborazione, confronto, aiuto reciproco. Senza dimenticare il fatturato. Ma è, appunto, la mia idea. Ora aspetto la tua nei commenti.

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6 COMMENTI

  1. Rispetto agli approcci outbound, l’Inbound Marketing presuppone un investimento maggiore nelle persone – invece di limitarsi a “bombardarle” di messaggi, si cerca di stabilire una vera relazione con loro. 😉

    • È un cambio di passo: una strategia di inbound marketing ti consente di alimentare l’utente attraverso un percorso continuo, crescente, sempre virtuoso. Non è una soluzione momentanea, ma fidelizzi il cliente nel tempo.

  2. Ciao Riccardo, ammetto che è da molto tempo che non ritornavo sul tuo blog.

    Forse è proprio questo un esempio concreto di inbound marketing:
    Costruire una nuvola d’interesse per non perdersi di vista, avendo interessi comuni su cui ci si può incontrare. Essere sempre nella lista d’interesse delle persone con cui vorresti dialogare. Questo può essere un riassunto metaforico.

    Nell’atto pratico, inbound marketing è analisi, misurazione, strategia. Perché alla fine, nell’economia reale, non conta il fatturato, ma quanto ti rimane in tasca. Per questo motivo, suggerisco di osservare il web come piattaforma da cui ottenere dati ed informazioni utili, e su cui è possibile ricavare attraverso varie forme di redditività.

    (Suggerimento)
    Magari nel prossimo post si potrebbe approfondire il concetto di micro-pagamenti e business milionari.

    Se pensi sia utile, posso condividere anche un e-book free che ho scritto sul tema.

    • L’inbound marketing è guadagnare di più dando soddisfazione e contenuti utili alle persone, è un approccio win-win. Mi fa piacere che tu sia tornato, Daniele. E se lo ritieni utile linka pure il tuo documento.

      • Grazie Riccardo,

        ho colto l’occasione di dare maggiore approfondimento, con un esempio pratico e offrire la possibilità di scaricare l’e-book senza dover lasciare nessuna e-mail, come invece facciamo normalmente.

        Ecco il link dove approfondire e scaricare l’e-book: https://goo.gl/ju9TsV

        Aspetto un tuo ulteriore contributo, al fine di dare maggiore spessore a questa discussione ed aiutare gli altri a comprenderla meglio.

        • Ciao Daniele, ti ringrazio per la possibilità. Quanto prima tornerò sull’argomento, spero di trovare il tempo per approfondire. nel frattempo ancora grazie.

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