La differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. La citazione di Walt Disney è nota a tutti, e racconta una grande verità. Puoi trasformare le tue idee in realtà, ma devi dare concretezza al lavoro. Devi individuare un momento da dedicare alla pubblicazione, devi decidere il momento giusto.

La differenza tra un sogno e un obiettivo

Lo vedo ogni giorno nel mio settore. Molte persone vogliono seguire un sogno e aprire un blog. Perché con gli articoli sperano di ottenere il risultato tanto atteso: trovare clienti, guadagnare online, trasformare una passione in lavoro. In fonte economica. Però aspettano, trovano mille scuse.

Mille scuse per non portare il proprio nome online. Per non mettersi in discussione. Per non dover affrontare l’ipotesi del fallimento. Meglio non provarci proprio. Quindi, la differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. Ma solo questo? Sul serio basta dare un riferimento temporale ai progetti?

Inizia con il buon senso

Immagino la tua opinione: “Riccardo, non puoi parlare di buon senso quando vuoi raggiungere un sogno”. Sono d’accordo, è un ossimoro. Una figura senza senso che porta all’inganno. Però nel mondo reale devi, per ovvi motivi, affrontare i passaggi con un approccio pratico. Non voglio mettere da parte gli obiettivi.

Voglio suddividerli in passaggi fattibili. Il mio sogno: voglio diventare il blogger più conosciuto d’Italia ed essere ospitato al Maurizio Costanzo Show per parlare della mia professione. Mi presenterò con infradito e bermuda per sottolineare il mio status di freelance sempre in vacanza.

Ora, sembra fattibile tutto questo? No, questa può essere una conseguenza inaspettata. Può essere il passo ultimo di una carriera sfavillante. La differenza tra un sogno e un obiettivo si trova (anche ) nella tua capacità di guardare verso passi semplici, non utopici. Poi i grandi risultati possono arrivare.

Ma occupati dei punti intermedi. Metti online il tuo blog, crea connessioni, punta su un piano editoriale. E lavora sulla costanza, che fa la differenza quando vuoi creare qualcosa di speciale.

Lavora ogni santo giorno

Questa è l’essenza, questo è il punto che voglio evidenziare con forza. Mi chiedi qual è la differenza tra un sogno e un obiettivo? Il primo lo coltivo sul cuscino del letto, mentre dormi e perdi tempo, il secondo lo metti in pratica ogni giorno. Senza scuse, senza tirare in ballo impegni, stanchezza, malori vari.

Non ci sono alternative. Hai un sogno? Realizzalo. In che modo? O sei nato con la camicia e becchi il colpo di fortuna (che devi essere bravo a riconoscere) o lavori sodo. Ogni giorno, ogni ora. Quante volte mi hanno chiesto delucidazioni sul ritmo della mia scrittura? Io rispondi sempre così: mi piace.

La differenza tra un sogno e un obiettivo

È il mio sogno che si concretizza, ogni giorno faccio un passo avanti per raggiungere il mio sogno. Ma lo faccio puntando sulla continuità. Fisso date ogni giorno e lo faccio stringendo i denti. Combattendo contro la stanchezza e contro quella voce che mi vuole sempre stanco, fermo, mediocre, immobile.

Non dimenticare il rischio

Che bello inseguire sogni senza rischiare, con le spalle assicurate. Ma non funziona così: se vuoi volare alto devi essere disposto a rischiare. La storia di Dedalo e Icaro la conosci bene: non devi esagerare se non vuoi bruciarti e cadere rovinosamente. Ma come suggerisce anche Seth Godin, anche chi vola basso sbaglia:

Oltre a dire a Icaro di non volare troppo in alto, Dedalo lo aveva anche avvertito di non andare troppo vicino al mare perché l’umidità avrebbe appesantito le ali.

Il giusto equilibrio non lo conosce nessuno. Per questo è così difficile realizzare i sogni. Però un punto è chiaro: ogni sogno ha la sua dose di rischio. Vuoi diventare un copywriter freelance? Devi aprire una partita IVA. Vuoi essere imprenditore nel mondo del web marketing? Hai bisogno di un’azienda.

La differenza tra un sogno e un obiettivo

Qual è, secondo te, la differenza tra un sogno e un obiettivo? La vera differenza, dico. Qual è la strada da seguire, qual è la soluzione che ti ha permesso di concretizzare i tuoi progetti? Io la vedo in questo modo: va bene la data, utili i paletti temporali. Ma ci vogliono anche altre qualità.

Ci vuole la capacità di cambiare strada, e il buon senso di chi sa fallire senza mollare la presa. La differenza tra un sogno e un obiettivo è nella tua forza di volontà, nella costanza con la quale batti sullo stesso chiodo ogni giorno. Questa è la mia idea, ora aspetto la tua nei commenti.

14 COMMENTI

  1. Potremmo fare un discorso estremamente schematico su cos’è un sogno e cos’è un obiettivo (righello, matita della giusta durezza, fogli bianchi, pazienza) ma poi forse Walt Disney non sarebbe così fiero di noi.

    Allora seguiamo l’urgenza del momento (certe domande sono urgenti anche quando si riferiscono al futuro, anche quando parlano di qualcosa che potrebbe non essere mai, sono urgenti semplicemente perché sulle risposte che diamo a esse si fonda più o meno una buona metà di tutto ciò che siamo): sogno o mi desto e mi do un obiettivo? Dove sta la differenza? La distanza tra un sogno e un obiettivo è il proverbiale mare che se ne sta lì, placido, tra il dire e il fare? O c’è dell’altro?

    Forse il punto (o almeno “uno dei”) è che non tutti i sogni sono obiettivi e non tutti gli obiettivi sono sogni. E questo complica la cosa già di per sé. Perché ci sono sogni che forse troviamo triviale “obiettivizzare”, come se ci fosse più poesia nel non inseguirli davvero, nel lasciarci trovare. Perché ci sono obiettivi che hanno un peso, certo, un valore, che sono scelte, obiettivi per cui lottiamo e ci battiamo (chissà perché poi siamo così affezionati a queste analogie guerrigliesche) eppure non sono sogni, non esattamente. E poi ci sono loro, i sogni obiettivi.

    Sogni-obiettivi non nel senso di neutrali, né tantomeno di spassionati, ma sogni-obiettivi nel senso che sei riuscito a metterli a fuoco al punto che non ci sono vizi di rifrazione che tengano (questa tienila da parte come citazione per un eventuale futuro guest post). I sogni-obiettivi hanno necessariamente bisogno di costanza? Di un piano? Di un piano non solo pianificato ma poi anche fatto a pezzi e imboccato piano piano? Magari aiuta. Magari. Ma è nella natura stessa dei sogni-obiettivi non poter avere una ricetta fissa, nessun blocchetto medico che ti dica cosa prendere, quante volte al giorno e con che modalità di somministrazione. Che poi, a dirla tutta, ci vorrebbe a volte una ricetta anche per riconoscerli questi sogni-obiettivi e scinderli da tutte le altre possibili “distrazioni”.

  2. Ciao Riccardo, ieri mio suocero mi ha detto: “Diego, ricordo che 25 anni fa mi hai detto: Sandro, voglio aprire un sito internet e vendere prodotti e servizi.” Ho sorriso e ho pensato: “Caspita, sono passati 25 anni! Un lampo!”. Quanta fatica e notti in bianco, soprattutto all’inizio. Ricordo tante porte in faccia. Ma anche tanto entusiasmo e voglia di realizzare un sogno. Il tuo post mi ha messo in crisi, sai?

    • Perché ti ha messo in crisi? Questo mi stupisce, mi piacerebbe sapere la causa di questa (spero superficiale e passeggera) difficoltà ?

      • Mi hai fatto riflettere sulla necessità di continuare a sognare. Senza quella “magia” si rischia di appiattirsi, di diventare parte di un ingranaggio. Il segreto, per me, è quello di circondarsi di persone giovani ed entusiaste, che ti ricordano quello che eri e che dovresti continuare ad essere. Grazie per la riflessione, ci farò un post!

  3. Ciao Riccardo,
    Sono d accordo.con quanto.scrivi la differenza tra un sogno e un obiettivo è che per raggiungere l obiettivo devi dare concretezza alle tue idee o al tuo progetto.e devi insistere battendo sullo.stesso.chiedo. 🙂
    Procastinare se si ha un obiettivo non e’ utile e non è facile mettere concretezza a certi sogni
    Pero’ se hai un obiettivo devi mantenere la ‘ visione’ e penso anche che un bel.colpo.di.fortuna non guasta e aiuta !

    • Chiaro, la fortuna è decisiva. Ma non posso appoggiarmi solo all’idea che prima o poi succederà qualcosa. Da tempo ormai conto solo sulle mie forze, su ciò che posso fare. Il resto è grasso che cola.

  4. Ciao.Riccardo ,
    Io dico che se cap8ta una.”botta di culo ‘ perche’ no ?! Dopo magari anni e anni di impegno.
    Dopo la salita c’è la discesa e la fortuna aiuta ! Sarà mica sempre in salita la strada..ovviamente sono d accordo che bisogna anche sapersi gestire essere organizzati impegnarsi quando serve ma nel lavoro se si hanno buoni collaboratori a volte si può delegare !:-)

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