Fred Update cambierà la scrittura dei contenuti?

Questo update sta dando filo da torcere a chi scrive contenuti per il web. Ma quindi le cose cambiano sul serio? Come? Ho chiesto spiegazioni a un SEO specialist che se ne intende.

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Già da qualche tempo è iniziato il tormentone: arriva Fred Update, un aggiornamento dell’algoritmo di Google che colpisce i contenuti. Le voci si rincorrono, i comunicati ufficiali sono sempre vaghi, ci sono poche indicazioni. Ma gli esperti SEO confermano: c’è una particolare attenzione ai contenuti.

Fred Update

Non tutti i contenuti, quelli che puntano verso un posizionamento strategico. Come sottolinea il Tagliablog, Fred Update dovrebbe colpire le pagine pensate per i motori di ricerca e non per soddisfare gli utenti. Una stoccata decisa al SEO copywriting?

Dipende. Gli studi, come quello di SEOzoom, parlano di un Fred Update in grado di premiare risposte mirate, specifiche. E di frenare in qualche modo i contenuti che non si concentrano sulle esigenze degli utenti. Ma cercano di posizionarsi, solo di posizionarsi. Meglio approfondire questo tema, non credi?

Cos’è il Fred Update e chi colpisce?

Allora, Fred Update non è una vera e propria penalizzazione ma influenza, anche pesantemente, il posizionamento dei contenuti. Ma quali esattamente?

Sempre secondo SEOzoom l’attenzione si focalizza sui famosi pillar article: post molto lunghi che affrontano un argomento in profondità.

Google prova a individuare la migliore risposta possibile. Invece di scegliere un tutorial che parla anche di un argomento specifico, se le persone cercano quest’ultimo Google preferisce un articolo dedicato. Secondo Ivano Di Biasi:

Potrebbe esserci un articolo che parla di mal di schiena, impostato come pillar, e che menzioni anche i materassi ortopedici. Ma esistono anche molti articoli che trattano l’argomento da un punto di vista diverso, ad esempio, “Quale materasso ortopedico scegliere per il mal di schiena”. Con il Fred Update ora Google è in grado di scegliere esattamente l’articolo giusto per l’esigenza giusta, non ha più la necessità di risponderci con un pillar.

Quindi la domanda nasce spontanea: come cambia la scrittura dei contenuti con Fred Update? Ma cambia? C’è veramente qualcosa di nuovo da aggiungere alle tecniche SEO applicate al blogging? Lo ammetto, è un argomento troppo SEO oriented per me.

Ecco perché ho chiesto aiuto a Marco Maltraversi. Sono media partner del Marketing Business Summit, infatti per gli iscritti alla mia newsletter è previsto uno sconto. Ma ho deciso di fare qualcosa in più. Ho chiesto un piacere al buon Marco: mi spieghi come cambiano (se cambiano) i contenuti con il Fred Update?

Cambia la valutazione di Google dei contenuti?

Secondo Google non esiste un Fred Update. Possiamo parlare di una serie di aggiornamenti che vanno ad agire su macro aree generiche tra cui la qualità. Ovviamente, come vuole la tradizione, i portavoce di Google non si sono mai sbilanciati e ribadiscono concetti sentiti e risentiti:

  • Evitare di fare contenuti utili solo per i motori di ricerca.
  • Evitare keyword stuffing.
  • Scrivere contenuti di qualità.
  • Ridurre la pubblicità aggressiva sui propri siti web.

Nulla di nuovo, ma è vero che qualcosa di grosso è successo. Molti sono stati i siti in Italia interessati. Non voglio trovare la formula perfetta con correlazione dei siti colpiti: la questione, dal mio punto di vista, è semplice. Google dice da anni che la qualità è fondamentale per emergere nel web.

Da leggere: come fare SEO con WordPress.com

Il concetto di qualità sul web si è ampliato?

Ovviamente sotto il cappello “Qualità” c’è davvero un mondo: si va dalla reattività di risposta di un sito web, ai contenuti (non solo il contenuto stesso, ma quanto questo è leggibile all’interno di un sito), alla pubblicità, al contesto (se sei un sito di meteo, perché parli delle partite di calcio?).

Infine, ma non per importanza, c’è l’esperienza utente. Tutti questi fattori servono a determinare i risultati che rispondono meglio all’intento di ricerca dell’utente.

La questione è quando si è colpiti da questo/i update: come fare per uscirne? In molti casi non è facile perché, a prima vista, il sito web sembra pulito, con dei contenuti di buona qualità… ma dopo un’attenta analisi si capisce che:

  • Tutti gli articoli sono stati scritti con un pattern (ripetendo una keyword nei sottotitoli).
  • Il sito risponde lentamente o ha problemi di sovraccarico.
  • Il sito web ha una navigazione difficoltosa e una leggibilità non ottimale.

Interessante, non trovi? Questi sono solo alcuni dei campanelli di allarme ma, con una buona SEO Audit, si può scoprire subito il problema e agire di conseguenza per risolvere il problema.

Il testo è un elemento decisivo della SEO?

I contenuti sono l’anima del web, però Google, come altri grossi player, sta cercando, con algoritmi di intelligenza artificiale aiutandosi con feedback dei Quality Reater, di trovare un giusto compromesso.

Questo per dare risultati precisi e mirati per gli utenti. Se si parla di Intelligenza Artificiale abbinata alla Semantica e all’interpretazione della lingua, si incontrano aspetti molto tecnici. E algoritmi del genere possono commettere errori.

Per tale motivo Google sta cercando di trovare il suo equilibrio. A ogni piccolo update si notano scosse nelle serp, con relativi aggiustamenti nel tempo.

È ovvio che tra fake news, contenuti messi online (soprattutto da siti presenti in Google News) solo per posizionarsi e generare traffico, la qualità è davvero bassa. Ma se scrivi contenuti di valore, senza la fobia di farli lunghi per forza, allora hai trovato il giusto mix per avere una buona visibilità.

Ti ricordo che Marco Maltraversi ha anche pubblicato uno dei libri più completi sul tema SEO e ottimizzazione per i motori di ricerca. Il testo in questione è SEO e SEM, guida avanzata al web marketing, praticamente una guida per chi vuole lavorare in questo settore.

Fred Update: meglio contenuti specifici o pillar?

Dal mio punto di vista non c’è una risposta unica. Ho letto diversi articoli che puntano il dito sui pillar article. Ho avuto modo di analizzare diversi siti colpiti da tali filtri in questi mesi e posso dire che i pillar article sono il male quando sono fatti solo per intercettare diversi intenti degli utenti a casaccio.

In definitiva quando sono così lunghi da poter fare un ebook. In questo caso non rispondono alla domanda specifica dell’utente e quindi è giusto che non siano nelle prime posizioni. Ugualmente se scriviamo contenuti specifici, devono essere approfonditi e dire quello che l’utente vuole sentirsi dire.

Ho sentito diversi copywriter affermare cose del genere: “Ah ma devo fare un articolo almeno di 1200 parole seno non conta nulla”. Chi l’ha detto? Se con 500 parole riesci a spiegare quello che devi, a rispondere a tutte le domande dell’utente, perché lo devi allungare inutilmente?

Ti mostro un esempio concreto: un sito web che da 1 anno ha cercato di organizzare i contenuti, riducendo la pubblicità, migliorando gli articoli, eliminando opportunamente articoli simili e non di valore. Ha avuto un aumento di 8mila visite al giorno a cavallo di uno degli update.

Di contro ho visto altri siti che hanno perseverato a fare articoli e contenuti di qualità mediocre, magari tutti con lo stesso pattern che hanno subito forti cali e ora si devono rimboccare le maniche.

Cosa fare per scrivere contenuti SEO oriented?

Il consiglio, anche se è banale e sempre valido, è quello di non scrivere per i motori di ricerca, non scrivere solo articoli lunghi, ma scrivere qualcosa che faccia la differenza e sia di reale utilità per l’utente che vi legge. Non deve fare nulla di nuovo, seguire le solite linee guida di Google.

Devi intercettare le esigenze, non scrivere per posizionarti.

Stiamo parlando delle regole base per scrivere un articolo in ottica SEO. Devi intercetta un bisogno dell’utente, descrivere l’argomento in modo approfondito (non vuol dire fare articoli di 100 parole o di 2000), fare attenzione a non ripetere le keyword troppo spesso (che novità). Inoltre, se usi plug in che creano un indice interno, attenzione a non ripetere keyword negli h2, h3 e cosi via.

Cura anche la grafica e l’usabilità delle pagine web: il testo può essere troppo piccolo e da mobile l’utente non legge nulla. I consigli sono quelli che circolano in rete da anni, ma molto spesso chi scrive li ignora perché fino ad oggi con poco sforzo ha ottenuto la massima resa.

Google, come altri motori di ricerca, ha un senso ampio della qualità. Devi concentrarti su tutti gli aspetti per fare contenuti utili agli utenti. E, allo stesso tempo, invogliare a rimanere sul sito web.

La risorsa da non perdere

Ti consiglio un tool: dandelion.eu. Ti permette di individuare le entità, e quindi di capire come un probabile algoritmo di un qualsiasi motore di ricerca potrebbe interpretare il testo. È utile per guardare quello che hai scritto sotto un occhio esterno differente, per vedere se hai centrato l’obiettivo.

Da leggere: Freshness, SEO e buoni contenuti

Fred Update: la tua opinione

Mi sembra giusto chiudere questo articolo con un invito alla riflessione. Marco Maltraversi ha dato la sua opinione sugli sviluppi del Fred Update e sulle influenze legate ai contenuti. E io non posso fare altro che appoggiarlo.

Ora però aspetto la tua opinione nei commenti: come si svilupperà il Fred Update? Ci saranno influenze sul mondo del web copywriting? Aspetto la tua idea.

15 COMMENTI

    • Questo articolo è un approfondimento di un aspetto specifico. Una porzione piccola del macro argomento Fred Update. Quindi niente pillar article.

      • Visto solo ora era in Spam. Io parto da SeoZoom e cerco di rintracciare tutti gli intenti di ricerca degli utenti e scrivo un articolo per ogni intento. Poi dopo un mesetto vedo come si comporta Google, e gli utenti e riottimizzo i testi.

        • E per gli intenti simili? Ad esempio: scrivere sulle foto e mettere testo sulle foto. Io ho una risposta, vediamo se coincide 🙂

          • Ciao per gli intenti simili unisco e faccio un articolo. Poi uso anche le categorie e metto del testo in alto per migliorare e puntare anche quello a un intento di ricerca. Scrivere sulle foto? Cosa intendi? Se gli alt e i le didascalie sono in armonia con l’articolo.

            • No, scrivere sulle foto e mettere testo sulle foto sono due esempi di query con intenti simili. Fai due articoli differenti o un solo post?

              • Ora ho capito cosa intendevi. Dipende molto da quanto materiale ho da scrivere per il sito Web, se 1 articolo a settimana faccio un solo articolo. Se un articolo al giorno faccio due articoli. In uno parlo “Perché mettere testo sulle foto” corredato di esempi di altri che lo usano e spiego i vantaggi… Nell’altro articoli spiego “Come mettere testo nelle foto”, quindi dei programmi apposta, tool su internet, app per cellulari…

  1. Scusami, quindi non bisogna inserire le keyword negli h2 e h3? Io sapevo che aiutava nel posizionamento, e anche il plugin Yoast Seo di wordpress lo inserisce come dato positivo. E guai se non ripeti la keyword abbastanza! Qual è la soluzione? Andare contro i suggerimenti del plugin? Sono confusa.

    • Il plugin Yoast è solo un riferimento, un consiglio. Fare SEO pensando a Yoast è come comprare un frullatore e presentarsi come chef. Una le key con naturalezza nel testo e nei titoli.

  2. Ciao, da neofita sto lavorando a un blog ma quello che mi stai insegnando leggendo i tuoi articoli è sempre stato di scrivere pensando alle persone e non al posizionamento SEO. Mi accorgo che seguendo queste regole non mi sembra di correre questo rischio. Grazie!

    • E non lo correrei, stai sicuro. Se insegui con onestà l’idea di scrivere per le persone e non per fare SEO hai preso la strada giusta.

  3. Ciao Riccardo, personalmente non farei la distinzione tra pillar article e specifici. Molti pillar article funzionano bene se linkati internamente ad altre risorse. My 2 cents 🙂

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