Le regole della punteggiatura sono indispensabili per garantire un contenuto qualitativamente superiore. Ciò che scrivi è importante, ma devi fare attenzione a come esponi i tuoi pensieri. Devi immedesimarti nel tuo target, non puoi rendere il lavoro difficile al pubblico.

punteggiatura

Questo vale per ogni forma di scrittura, soprattutto per il web writing che contempla l’esposizione dei contenuti attraverso pagine, articoli e aggiornamenti social. Quando scrivi il testo devi puntare su una scrittura fluida, senza ostacoli. Il risultato si ottiene anche con i segni di interpunzione.

Grazie al buon uso di punti e virgole puoi dare significato al testo, puoi migliorare la leggibilità e rendere piacevole la permanenza del pubblico sul blog. Ma quali sono le regole principali della punteggiatura? Ecco i passaggi indispensabili per una buona scrittura sul web.

A cosa serve la punteggiatura

La punteggiatura è un insieme di segni, definiti anche di interpunzione, che hanno un compito ben preciso: terminare e separare frasi, parti di una frase e parole. Appare chiaro, quindi, che il successo di un articolo dipende dal buon uso di tutto ciò. Quali sono i principali elementi che fanno parte della punteggiatura nella lingua italiana?

Punto, virgola, due punti, punto e virgola, punto esclamativo e interrogativo: sono questi i protagonisti della punteggiatura. Poi ci sono altri segni che aiutano a costruire e gestire le frasi come le virgolette, le parentesi, i punti sospensivi, le linee orizzontali e oblique. Come ad esempio i trattini, le lineette e le barre. L’insieme di questi segni aiutano il web writer a lavorare bene e presentare il miglior testo possibile.

Le funzioni della punteggiatura sono diverse. C’è quella segmentatrice che crea distanza tra gli elementi del testo, quella sintattica che gestisce le gerarchie di una frase e quella emotivo-intonativa. Quest’ultima viene risolta dai punti esclamativi e interrogativi. Vuoi altre informazioni?

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Punto fermo, decisivo per la leggibilità

L’uso della punteggiatura è importante per migliorare la fruizione del testo. Ma c’è un passaggio che merita particolare attenzione: il punto fermo. Questo segno viene inserito per chiudere un’abbreviazione o alla fine di una frase. Ed è questa la funzione essenziale che fa la differenza.

Uno dei principi della leggibilità è questo: scrivi frasi brevi. Il nucleo di un’espressione si basa su una combinazione di soggetto, verbo e oggetto. La banalità non è il tuo obiettivo, ma la semplificazione è alla base di un testo facile da digerire. Quindi, quando mettere il punto?

Quando cambia il soggetto all’interno della frase, quando quest’ultima esaurisce l’informazione. O semplicemente quando vuoi dare risalto a un concetto. Sto parlando di un segno di punteggiatura forte, capace di dettare il ritmo della lettura. Un testo leggibile è fatto di frasi armoniose, non per forza brevi da troncare il fiato. Ma la lunghezza rischia di rovinare tutto, fidati.

Quando mettere i punti sospensivi

I punti sospensivi sono una combinazione di tre punti fermi. Hanno un valore evocativo, indicano una frase non compiuta o qualcosa che potrebbe continuare. Sono sempre tre e non c’è spazio tra la parola che precede, ma i punti sospensivi rischiano di peggiorare la leggibilità di un testo. Usali con parsimonia, soprattutto nei testi tecnici: qui non c’è spazio per il sottinteso.

Punto esclamativo e interrogativo

Un discorso simile vale per punti esclamativi e interrogativi. Se l’uso di quest’ultimi è regolato dalla presenza di un’interrogazione, spesso si assiste a un abuso di esclamazioni. È sconveniente inserire un punto del genere ogni due o tre frasi, punta alla semplicità anche in questo caso.

Virgola, la pausa breve nella frase

Se il punto è un segno che chiude una frase, la virgola tende a sottolineare un passaggio. Con questo segno, infatti, si suggerisce una sosta, non un blocco. La frase continua, c’è altro da dire e non c’è bisogno di fermarsi. L’informazione non è esaurita e il lettore deve continuare.

Quindi anche la virgola ha un ruolo decisivo nella buona struttura della frase. Al tempo stesso la virgola aiuta il lettore a riflettere: la virgola dà riposo all’occhio, suggerisce di non correre e di prendere fiato. D’altro canto questo non significa abbondare, ci sono situazioni che non esigono esitazioni. Questo segno di punteggiatura all’interno di una frase deve essere aggiunto per creare equilibrio.

Equilibrio, non divisione. Quindi mai inserire la virgola tra soggetto e verbo o tra verbo e complemento oggetto. Anche formule tipo “stavo dicendo che” non devono essere divise da questo segno di interpunzione. Si mette la virgola prima della e? Molti indicano questa soluzione come un errore di grammatica, in realtà sull’argomento si esprime l’Accademia della Crusca:

L’uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore.

La virgola viene usata per comprendere incisi in una frase ospite. Queste sezioni sono indipendenti, danno informazioni in più. Ma attenzione a non esagerare: frasi incidentali troppo lunghe fanno perdere il senso del messaggio. Peggio ancora se ce ne sono più di una a breve distanza.

Attenzione alle virgolette

Quando mettere le virgolette? Questi segni hanno funzioni differenti e spesso l’autore abusa di questi elementi. Che si usano in diverse occasioni: per indicare un discorso diretto o una citazione, per mettere in risalto un’espressione ironica o gergale. O per indicare una parola usata in un senso diverso.

Questi punti fanno arrivare a una conclusione: meglio evitare questi continui rimandi e giochi di parole racchiusi dalle virgolette. Devi essere preciso, diretto, non puoi continuare a intendere qualcosa di diverso. Devi fare economia di queste soluzioni, e usarle con parsimonia.

Trattini e parentesi: non esagerare

Spesso gli incisi vengono inseriti tra parentesi tonde e lineette (da non confondere con i trattini). Queste combinazioni vengono utilizzate per includere un approfondimento, un ampliamento del discorso. O magari una sezione indipendente. Il mio consiglio è simile a quello delle virgole: attenzione a non gonfiare il testo con incisi complessi. La leggibilità del testo rischia di colare a picco.

Due punti, la scorrevolezza del testo

Uno dei segni di interpunzione che preferisco. I due punti hanno una funzione esplicativa: danno il via a una spiegazione, la proposizione successiva spiega la precedente. Oppure aprono una lista di elementi o sostituiscono, in qualche caso, una congiunzione. Di conseguenza i due punti sono ideali per rendere un testo fluido, ma attenzione a questa regola: mai inserire i due punti più di una volta in una frase.

Già so cosa stai per chiedermi: quando mettere il punto e virgola? In realtà questo segno di punteggiatura ha una funzione differente, indica la fine di un concetto all’interno della frase ma non la fine dell’idea generale. In realtà, soprattutto sul web, questa soluzione lascia il posto al punto fermo, più incisivo e funzionale. Ma soprattutto capace di semplificare la lettura.

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Conosci le regole della punteggiatura?

Questi sono i nodi per migliorare la scrittura di un articolo. Quali sono i punti di un post perfetto? Tra i vari punti inserisco anche le regole della punteggiatura, struttura di un lavoro efficace. Sei d’accordo? Quali sono i passaggi da sottolineare? Hai dubbi? Lascia tutto nei commenti.

8 COMMENTI

  1. Io ho una guerra aperta con la punteggiatura. Quando scrivo di getto partono virgole “involontarie”, devo sempre rileggere il testo a uso punteggiatura per dare ritmo, per sottolineare ciò che al lettore voglio sia trasmesso. Insomma è principalmente una scelta stilistica, da ponderare attentamente. cambiando punteggiature uno stesso testo varia per effetti e finalità. Se mi permetti un consiglio, non è un libro mio, ma un manuale che tengo sempre sulla scrivania: “Prontuario di punteggiatura” di Bice Mortara Garavelli. Forse può essere utile anche ai tuoi lettori.

    • Mi sembra il minimo: è il riferimento migliore per approfondire i temi relativi alla grammatica e alla sintassi.

  2. Scrivo poesie e spesso le pubblico su una pagina di facebook. Io ho fatto studi tecnici e non ho delle basi grammaticali solide, anche se la natura, mi ha dato il dono di scrivere poesie. Vorrei sapere una cosa: in uno scritto poetico è perdonato qualche errore di punteggiatura? A volte non pubblico qualche mio pensiero per paura di essere criticato. Uso spesso la virgola associata alla “e”, ma perchè voglio dare più spazio al pensiero.
    Molte maestre e professoresse mi hanno detto che sbaglio! E’ vero? Grazie e saluti.

    • Allora, prima di potersi permettere delle licenze poetiche bisogna essere poeti. Meglio imparare le regole della punteggiatura e non trovare scappatoie per poter sbagliare.

      Allora, per quanto riguarda la e e la virgola spesso dicono che non si possono usare insieme. Però sono regole vecchie che la pratica ha sdoganato. Anche l’accademia della Crusca sottolinea che la virgola prima della e è una scelta stilistica personale http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-virgola-prima-congiunzione

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