Attenzione, questo è un esperimento che ho deciso di portare avanti sul mio dominio. Un esperimento per sfruttare uno degli elementi più importanti di un blog. Sto parlando dei tag, tassonomie che aiutano a mettere ordine nel calendario editoriale. Quindi questo articolo non spiega ma mostra.

esperimento seo tag blog

Anzi, racconta. Oggi non voglio dare consigli ma voglio condividere con te un lavoro che sto facendo. E che, almeno in linea teorica, dovrebbe portare dei benefici. Ma non sono sicuro, quindi prima di iniziare il mio racconto voglio chiamare in causa esperti SEO per contestare, rivalutare, mettere in discussione il mio lavoro. Sono qui per imparare e migliorare. Allora, iniziamo? Ecco la premessa.

I tag sono in noindex

Pur conoscendo l’importanza dei tag nella buona organizzazione del blog, e comprendendo l’importanza di queste pagine nella strategia SEO, ho mantenuto le tassonomie in noindex con la funzione di WordPress SEO by Yoast. Quindi i tag sono ancora oggi nascosti all’attenzione di Google. Quando ho aperto My Social Web ignoravo tanti dettagli: ho fatto un errore di gioventù, ecco.

In ogni caso ho lasciato queste pagine lontane dal crawler. Mentre le categorie sono state indicizzate e ottimizzate, a volte conquistando posizioni interessanti, i tag hanno occupato un posto marginale nella vita di My Social Web. Lo so quello che stai pensando: è un errore. O meglio, è giusto occuparsi in modo concreto dei tag.

Senza ignorarli. Perché i tag sono pagine web a tutti gli effetti. Possono essere utili al lettore e interessanti per il motore di ricerca che cerca nuove risorse. Quindi ho deciso di prendere in mano la situazione. In che modo? Ecco la mia attività di content marketing rivolta ai tag del blog.

Da leggere: come utilizzare tag e categorie come un ninja

Individua i tag migliori

Ho analizzato i tag e ho iniziato a lavorare su un principio base: individuare le tassonomie abbastanza corpose e capaci di affrontare un argomento interessante. Ad esempio, un tag con un articolo dentro non mi interessa. Anzi, in futuro quell’articolo verrà spostato altrove e il tag eliminato.

Io cerco tag con molti articoli, quindi particolarmente vivaci, e dedicati a un topic con un buon interesse da parte del pubblico. Un interesse maturato grazie a tool come Semrush che mi hanno aiutato a capire e valutare le ricerche dei lettori. E a metterle in relazione con i tag ancora in noindex.

Scopri i problemi dei tag

I problemi on-page delle pagine tag su My Social Web sono quelli che riguardano le tassonomie di molti blog. Dopo aver passato il dominio su Screaming Frog la situazione è stata ancora più chiara: tag title troppo brevi, meta description mancanti, H1 inconsistenti. E zero testo unico.

Sì perché i tag hanno questa caratteristica, proprio come le categorie: riproducono le anteprime dei post caratterizzati dalle etichette. Uno dei principali consiglio per l’ottimizzazione SEO on page delle tassonomie è proprio questo: aggiungere del testo. Per accogliere il lettore con un contenuto utile.

Lavora sulla SEO on-page

Fase operativa: metti in pratica i passaggi necessari per una buona ottimizzazione on page. Con WordPress SEO by Yoast ho fatto praticamente tutto: ho migliorato il tag title, e ho inserito la meta description. Il testo l’ho inserito grazie alla funzione base di WordPress e il tag H1 è rimasto uguale.

noindex tag
Passiamo da noindex a index con WordPress SEO by Yoast

Niente cambio di permalink, per ora non ne ho avuto bisogno. Infine, ovviamente, ho tolto il noindex solo del singolo tag, quello che è stato ottimizzato. Con WordPress SEO by Yoast è possibile, basta usare il menu a tendina che si trova nella sezione in basso. In questo modo Google ha indicizzato il contenuto. Poi ho inserito qualche link interno. Puoi dare uno sguardo ai tag completati:

Sono voci semplici e dirette. Enciclopediche. Infatti ho deciso di creare un glossario di web marketing. Questo per riunire, passo dopo passo, tutti i tag con collegamenti interni divisi in ordine alfabetico. Ho messo in preventivo anche la possibilità di guadagnare qualche link di qualità da altri blog.

Migliora l’user experience

Sai bene che il lavoro non riguarda solo le keyword, giusto? Perfetto. Dopo aver lavorato con le basi del SEO copywriting ho puntato sull’esperienza utente. Come rendere queste pagine più interessanti? In primo luogo con la base della formattazione: divisione in paragrafi, liste puntate, grassetto.

Ho aggiunto video e immagini, perché con WordPress non puoi solo inserire testo all’inizio delle tassonomie: hai una sezione dove puoi creare un vero e proprio articolo. Ma non è questo lo scopo: il testo della tassonomia deve sempre servire a introdurre. Almeno questa è la mia idea.

social immagini
Carica l’immagine che vuoi mettere come anteprima.

Un aspetto molto importante: ho sfruttato WordPress SEO by Yoast per inserire l’immagine di default da inserire su Facebook e Twitter. I tag hanno immagini che ruotano sempre e questo può creare problemi ai social quando devono prendere un visual come anteprima. Ma con il plugin SEO questo problema si risolve: basta andare nella sezione specifica per caricare l’immagine.

Da leggere: come ottimizzare una pagina web

Secondo te può funzionare?

Secondo me sì. Ho controllato vari SEO tool e qualcosa si muove. Ora voglio vedere cosa succede nel tempo: se riesco a guadagnare qualche serp importante come è successo per la categoria lavoro online che mi vede in prima pagina. Ma so che posso e devo migliorare qualcosa.

Ecco perché chiedo a te, amico mio: cosa posso migliorare? Ti piace questa strategia? Lo so, è banale sotto certi punti di vista ma sto lavorando nella direzione giusta per ottenere vantaggi dai miei tag? Dovrei aggiornare la sitemap secondo te? Lascia la tua opinione nei commenti.

19 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, secondo me è la miglior strategia che potevi portare avanti.
    Personalmente io cambierei solo leggermente le url delle categorie e dei tag
    https://www.mysocialweb.it/category/lavoro-online/ >https://www.mysocialweb.it/lavoro-online/
    Io ho fatto dei test e mi hanno portato dei piccoli vantaggi, ma non hanno valore scientifico, quindi non saprei se effettivamente influenzi il posizionamento.
    Personalmente ritengo che lato utente la seconda url è migliore

    • Ciao Raf,
      Sì, andrebbe fatto. Provo con una e vedo che succede. Se non sbaglio dovrei inviare di nuovo anche la sitemap, giusto?

  2. Bell’articolo Riccardo, anche io inizialmente preferivo lasciare i tag in noindex, per il semplice fatto che la loro gestione deve essere certosina, razionale e contestualizzata, evitando la duplicazione di contenuti. L’errore che spesso vedo nei blog è quello di esagerare con i tag finendo con l’avere qualche tag corrispondente ai nomi di qualche categoria. Io utilizzo accorgimenti particolari tra cui se possibile un tag per articolo, facendo ben attenzione a non far corrispondere l’archivio di questo tag con gli archivi di categoria, eventuali altri tag (oppure archivi author o date che di solito preferisco avere in noindex). A volte sfrutto i tag per intercettare altre parole chiavi o intenzioni di ricerca specifiche e di approfondimento alle categorie. In ogni caso seguo con piacere il tuo esperimento.

    • Intercettano categorie e si sovrappongono. Risultato? Pagine uguali che si cannibalizzano. Questo non è un buon risultato, il noindex risolve questo problema ma non è la strada migliore.

  3. Ciao Riccardo, ho letto con piacere questo articolo. Giusta l’idea di rendere no-index per poi implementare al momento giusto, condivido anche l’idea di utilizzare i tag come strumento di posizionamento. In molti siti (es. immobiliari) utilizzo questa tecnica per posizionare ad esempio categorie trasversali di minore importanza come per esempio “monolocali”, “bilocali”.
    Questo è l’uso che si dovrebbe fare dei TAG: “cross-categorie” che possano essere condivise tra elementi di categorie diverse.
    Grazie per la condivisione.

    • Grazie a te Giulio, mi fa piacere ricevere il tuo commento positivo. Il punto è che spesso si vedono questi tag come risorse minori, in realtà possono fare molto se gestiti bene e non limitandosi a riempirli di articoli. Senza dimenticare la base: mai creare tag capaci di sovrapporti (SEO, Search Engine Optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca).

  4. Mi si sono aperti gli occhi: quindi se io ho una categoria che si chiama “scienza” è praticamente inutile perché la keyword è troppo gettonata e non la vedrei comparire nelle SERP se non abbinata al nome del mio sito. Significa che tutte le mie categorie devono diventare più “ricercate”. Con i tag le cose si complicano in effetti.

    • Partiamo da questo punto: se la categoria è utile al lettore va bene. Ragionare solo in termini SEO, secondo me, non è il massimo. pensa questo però: come posso migliorare una pagina che raccoglie articoli dedicati alla scienza? Non tutti i tag devono per forza diventare pagine da posizionare, magari quelle che hanno più potenziale.

  5. Ciao Riccardo, a mio avviso hai fatto un ottimo lavoro, che può portare delle belle soddisfazioni anche su quelle keyword non posizionate tramite articoli pillar.
    In qualche modo è quello che sto iniziando a fare per il “giovane” blog Garanziaonline.it, che tu conosci bene. Ma ovviamente tu lo hai fatto molto molto meglio 🙂
    L’aggiunta di un cappello introduttivo costruito ad hoc (con H1 e testo) che disambigua il contenuto del tag e lo rende più simile ad un vero e proprio articolo, è una mossa giustissima che bisognerebbe assolutamente fare se si vuole lavorare con i Tag in ottica seo (non tutti i temi wp lo permettono ma come scusa non regge ;-).
    Giusta anche l’idea di limitare a 5 il numero di post per pagina.
    Io ho inoltre disabilitato la sitemap per i tag (che secondo me non dovrebbero richiedere una scansione costante visto che si alimentano sempre di nuovi link, e in più si può liberare un po’ di crawl budget… facci un pensiero su questa ultima cosa).

    • Hai preso in considerazione anche i tag simili? Nel senso, pagine con significati uguali ma scritti in modo diverso? Ad esempio web writer, webwriter… i quotidiani ad esempio sono pieni di queste cose.

    • Sì, anche questo dovrebbe essere un modo per migliorare i permalink. purtroppo sono azioni che devono essere ponderate: vai a togliere la data per ottimizzare e magari ti ritrovi con un calo generale di tutto.

    • concordo pure io nel togliere la data dall’url, strutture di url semplici e pulite (sopratutto senza underscore) sono gradite ai motori di ricerca. In merito alla data, vorrei consigliare di inserirla nei Rich Snippets così da farla apparire nella SERP. Trovo utile sapere quando un post è stato scritto già in fase di ricerca, questo mi permetterà di valutare notizie più aggiornate rispetto ad altri siti che magari sono posizionati meglio in SERP ma con contenuti non aggiornati.

  6. Mi hai convinto, voglio provarci anche io. In questo Settembre 2017 Google mi ha affossato, vediamo se riesco a recuperare con questa e altre strategie. Purtroppo da Febbraio 2017 in poi non sono più contento degli sviluppi che ha preso le Serp di Google, si sta concentrando la visibilità ai soliti noti con siti ad alto trust perché famosi anche offline, per penalizzare i piccoli blogger che nei contenuti hanno fondato la loro strategia. Speriamo bene, ma ora l’ottimismo è poco. Saluti.

    • Ciao Alessandro, attenzione sempre a valutare le azioni. Se ti ha affossato forse il motivo è altrove. Pensi sia una questione di contenuti?

      • Sicuramente ci sono errori dovuti all’inesperienza dei primi anni, troppi argomenti diversi, ora sto cercando di individuare le cause del perché sono sceso. Piuttosto che gli articoli, sto rivalutando la struttura del sito tra categorie e tag, più ovviamente una spintarella off line fatta con cautela. Tuttavia, penso che non sia solo colpa del sito, ma un cambio di strategia di Google. Ultimamente vedo un peso maggiore dell’autorità del sito rispetto ai contenuti. Secondo me, in passato, acquisire visibilità organica per un piccolo blogger era più facile. Vedremo 🙂

        • Beh, il fatto che ci siano troppi argomenti diversi può essere un problema. Non sempre, altrimenti siti generalisti non potrebbero esistere. Ma spesso si tratta di progetti già con una certa autorevolezza.

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