Ieri ho avuto il piacere di guardare questo video, un contenuto che mi ha acceso una domanda nella testa: cosa condividere su Facebook? Ogni giorno usiamo questo social per comunicare con una platea più o meno ampia, e ognuno lo sfrutta a modo suo. Con risultati più o meno validi.

C’è chi usa il profilo Facebook per pubblicare contenuti informativi, chi per alimentare passioni, chi per avere notizie e informazioni. C’è anche chi sfrutta questo canale per fare personal branding. Pubblicando contenuti pensati per costruire un’idea vincente della propria identità professionale.

Avanti in questa direzione: puntare allo storytelling della propria vita. Ragionare attentamente per capire cosa pubblicare su Facebook. Fino a qualche anno fa notavo grande spontaneità sui social.

Adesso sembra che tutti procedano con il calendario editoriale anche sul profilo personale. Per raccontare una realtà non sempre allineata con ciò che si vive realmente. Ti sembra giusto?

Pubblicare su Facebook per avere tanti Mi Piace

Questo è il problema che rovina, spesso, la tua attività sui social: avere tanti like su Facebook, pubblicare qualcosa solo perché questo fa bene al numero di Mi piace sul singolo contenuto.

Mark Zuckerberg con la sua invenzione ha creato un parametro per misurare l’apprezzamento altrui.

Mostrarsi e piacere: una dinamica antica come il mondo. Vanità, insicurezza e vanagloria non sono pulsioni nate oggi, accompagnano l’uomo dalla notte dei tempi. Con i social tutto questo si amplifica, si gonfia fino a raggiungere dimensioni immani. Così si parla di fare personal branding

Ma cosa condividere su Facebook? I gattini? In fin dei conti sono questi i link per avere tanti mi piace su Facebook. Le frasi belle per avere successo le trovi ovunque, ci sono tante applicazioni per scrivere sulle foto e creare immagini a effetto. Basta questo per farsi apprezzare sui social? No, il personal branding è altro e non si limita a saturare la bacheca di Mi piace inutili.

Da leggere: come creare una pagina Facebook

Devo condividere una vita perfetta sul diario?

Ecco il punto messo in evidenza nel video. Spesso l’idea di personal branding si confonde con il semplice aumentare i Mi Piace su Facebook: fingere per attirare l’attenzione del pubblico, e per appagare il proprio bisogno di vanità. Un peccato capitale che sui social diventa sinonimo di finzione.

Ora mi dirai: “Ok, ma tu non fai lo stesso quando decidi di pubblicare l’ennesima foto durante un congresso?”. Sui social selezioniamo dei contenuti. Non pubblichiamo tutto, io non pubblico tutto. Ci vestiamo con l’abito buono, un po’ come facciamo la mattina quando usciamo di casa.

Cosa condividere su Facebook

Ci pettiniamo, ci laviamo, indossiamo abiti eleganti se c’è una presentazione da fare. Sui social è lo stesso: non cerchi solo frasi sensate da mettere su Facebook, non scatti foto finte e gonfie di menzogna. Non devi per forza mentire o galleggiare senza gloria: puoi anche selezionare, ottimizzare e rendere tutto più interessante per chi ti segue. Senza inventare falsità per i tuoi follower e fan.

Cosa vuol dire condividere un link su Facebook

Vuol dire esporsi, costruire un’immagine del tuo mondo. Foto, video link: ogni azione è un passo verso la creazione della tua identità, di un’immagine che sarà difficile da rimodellare una volta cementificata. Ecco perché il primo passo per condividere un link è la riflessione.

Cosa condividere su Facebook? Cosa mettere sulla bacheca? Racconta quello che sei, non dimenticare la qualità e le informazioni. Magari proprio i link del tuo blog personale. Poi c’è tutto il resto: foto personali, riflessioni, attimi di vita professionale e non. Senza inventare grandi cose, senza mentire a te stesso e alle persone che ti seguono. Ti assicuro che così si vive e si comunica meglio.

Per approfondire: come gestire pagine Facebook

Cosa condividere su Facebook secondo te?

Come avere tanti mi piace su Facebook? Ci sono trucchi e app? Cosa devo pubblicare per avere successo sui social? Dimentica queste domande. Punta sull’onestà, sulla chiarezza, sulla sincerità. Ma anche sulla bellezza, sulle emozioni e sul valore che puoi condividere con le altre persone. Valorizza ciò che sei, questa è la mia idea. Tu, invece, cosa condividi su Facebook?

12 COMMENTI

  1. Il “bisogno” di piacere e la ricerca dei like ad ogni costo, porta a mentire soprattutto a se stessi..e si finisce per perdere la propria identità, semmai ne avessimo una! Metterci la faccia, sempre..Farci accettare per come siamo..anche accettando il rischio di non piacere! La prima regola è essere coerenti..online come offline!!

    • Il rischio di non piacere è il primo passo per essere felici. Se continuiamo a inseguire i like, ad aumentare i mi piace su Facebook, finiamo per trasformarci in bestie da social. Capaci di cose terribili, come il caso di quel tipo che non chiama i soccorsi ma filma l’incidente. Certo, è un caso estremo ma lineare.

  2. Io, per esempio, trovo che il calendario editoriale, su Facebook, sia un errore. Crea una sorta di artificialita’ che poi finisce per annoiare. Mi capita infatti di avere difficoltà a seguire profili che, pure, avevo trovato interessanti a prima vista. Quelli che ogni giorno (natale, Pasqua e ferragosto compresi) ti postano solo status promozionali,per intenderci…

    • A volte non si tratta di avere un calendario editoriale per il profilo Facebook ma di avere un’idea da seguire. Comunque concordo sull’artificialità: il profilo Facebook è fatto per condividere la propria persona. Poi ci può essere metodo nel farlo.

  3. Su Facebook condivido essenzialmente pensieri-spot personali, ispirati al mio vissuto quotidiano; interpretazioni della realtà che mi circonda: professionali e di vita privata. A queste, aggiungo post che hanno come tematiche la crescita personale, la formazione, la narrativa e la saggistica. Il tutto cercando di non annoiare chi ha piacere a leggermi, motivo per cui mi lascio andare all’ironia e alla leggerezza. Ah! Ogni tanto, intervallo il feed con miei blog post, i quali riprendono quei temi. Onestamente, non so se ho successo tra i miei amici/contatti, né collezioni like. Forse dovrei misurare almeno il gradimento delle condivisioni. Ammetto che se dovessi scoprire di essere percepito come l’ennesimo accentratore pedante, ecco, cercherei di porvi rimedio. Magari ridimensionando la mia presenza online. O calibrando il messaggio che desidero lasciare.

    • Il problema è proprio questo: riusciamo a renderci conto di questa condizione? Se i like e i commenti arrivano quando fingiamo, e quando abbiamo un moro di onestà riceviamo riscontri negativi, siamo in grado di ammettere con onestà che è arrivato il momento di fare diversamente?

      • A mio avviso, di solito, una persona se è integralmente onesta si comporta come tale in ogni ambito. Forse, la risposta è nella domanda, e potrebbe essere: se siamo davvero onesti, sì. Sarebbe anche un buon banco di prova per testare le nostre decantate qualità.

        • Le persone dietro a uno schermo si dimostrano per la loro essenza. A volte dovrebbe essere un buon banco di prova per testare il carattere di un personaggio.

  4. Paradossalmente, si dice che è proprio suo Social che si riesce ad essere veramente se stessi..Fingere di essere diversi da quello che si è diventa un lavoro difficile e “a tempo determinato”! Arriva il momento un cui devi fare i conti con te stesso e chiudere bottega!

    • Fingere vuol dire fallire, è un punto chiave che prevede un dramma definitivo sui social. E il video è abbastanza chiaro.

  5. Se devo dirla tutta, ci sono stati brevi periodi in cui ho sentito “invidia” da social: pareva tutto così roseo e pieno di eventi speciali! Poi la realtà è un po’ diversa, non come l’estremizzazione (giustamente) proposta nel video, ma comunque alquanto differente. Certo sui social non si condividono le cose peggiori, venute male o tristi (sarebbe il problema opposto, magari una ricerca di compatimento!), ma alcuni arrivano appunto a fingere una vita piena di soli successi. Laddove soprattutto chi si mostra agli altri col proprio profilo farebbe migliore impressione comunicando umiltà e voglia di crescere giorno per giorno, piuttosto che un successo già affermato e super mega brillante.

    • Fingere non è mai una cosa buona. Deve essere molto faticoso vivere un’esistenza sempre basata sulla falsità.

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