Scrivere per i motori di ricerca: 5 rischi per il tuo blog

Quali sono gli effetti di un lavoro basato solo sul SEO Copywriting? Rischi di ritrovarti con tante visite e pochi utenti reali. Puoi perdere definitivamente la tua community. Questo non deve succedere.

13

Questo è un bel problema. Ti dicono che devi scrivere per Google e per i motori di ricerca se vuoi emergere e ottenere risultati con il blog. Però c’è un problema: spesso il lavoro di SEO copywriting viene frainteso. E la community soffre.

Ho sempre detto che il blog serve a diminuire la distanza tra chi scrive e chi leggere. E lo ripeto con il mio Etno Blogging sotto braccio, dato che questo è il motto del libro: devi diventare un totem per le persone che hanno bisogno di un riferimento.

scrivere per google

Scrivere per Google vuol dire muovere i passi giusti e usare le keyword con intelligenza. Ma spesso le tecniche SEO diventano la base di partenza per mandare in fumo il tuo lavoro sulla community. Vuoi evitare questo? Perfetto, continua a leggere.

Scrivere senza passione per l’argomento

Google Analytics non lascia speranze e incanta lo sguardo dell’occhio desideroso: vuoi aumentare le visite del blog e vuoi farlo attraverso le ricerche organiche. Vuoi posizionarti in alto, nei primi risultati della serp. Per fare questo hai bisogno di una buona ottimizzazione on page.

Ma devi individuare gli argomenti per portare traffico sulle pagine. Questo significa scrivere articoli pensati solo per far arrivare gente. Spersonalizzando il tuo modo di scrivere perché abbandoni il focus centrale, lasci da parte l’argomento che ti ha spinto a creare il blog.

Questo può essere un elemento grave. Molto grave. Inseguire le visite e trovare gli argomenti del blog solo per aumentare i click al sito può essere il punto di partenza per distruggere la tua community: nella scrittura per il web ci vuole passione. Basta togliere questo passaggio per notare una differenza netta, decisiva, incisiva.

Per approfondire: come creare un blog di successo

Perdere l’appoggio del pubblico fedele

Questa è la condanna peggiore: scegli gli argomenti che portano più traffico ma dimentichi cosa cercano le persone che ti hanno scelto. Quelle che hanno portato le prime visite al tuo blog. E ti hanno permesso di capire, analizzare, monetizzare.

I lettori fedeli non cambiano le sorti di Google Analytics, però ti permettono di diventare autorevole nella tua nicchia. Così puoi raggiungere lo status di un esperto.

Come diventare un influencer? Lavorando e rispettando sempre per il pubblico. Quando innesti temi che non rientrano nel piano editoriale, o lo allarghi a tal punto da risultare innaturale, rischi di diventare qualcosa di diverso per chi ti ha sempre letto. Con un risultato preoccupante: tante visite, poche interazioni, interesse zero.

Dimenticare l’importanza delle relazioni

Un bel problema: continui a scrivere e a creare grandi contenuti. Pubblichi tutto quello che ti serve per essere sempre sulla cresta dell’onda. Ma dimentichi la cosa più importante: le persone. Anzi, le relazioni con le persone che amano il tuo blog.

Sto parlando delle chiacchierate nei commenti, dei confronti fiammanti nei social, degli scambi via email. L’essenziale è invisibile agli occhi: scrivere per Google non può essere un motivo per ignorare le relazioni virtuose con chi ti legge.

Creare titoli noiosi, ripetitivi e monotoni

Altro problema di chi sacrifica la community sull’altare della SEO: titoli così noiosi da far addormentare il pubblico più legato a te. Però funzionano nel tag title perché puntano sulle keyword più importanti, rientrano nei limiti delle 65 battute e magari mettono la parola chiave all’inizio per dare più importanza al topic.

headline efficace

Le regole per creare un titolo: deve essere SEO friendly, persuasivo e informativo. Il tag title resta l’elemento più importante per l’ottimizzazione dei motori di ricerca.

Ma per assecondare un calendario editoriale basato solo sulla SEO rischi di diventare una lista di stringhe funzionali. Ma prive del brio persuasivo che si nota nei blogger più smaliziati. Questo è utile per creare una headline efficace.

Scrivere pensando di far felice Google

Spesso la scrittura per i motori di ricerca diventa semplice ripetere keyword, sinonimi e correlate nel testo. E poi nella description, nel tag H1 e nella URL. Senza dimenticare tutto ciò che riguarda la SEO per le immagini. Molti pensano:

Cerco la keyword più importante, la metto nel tag title, cerco le correlate e creo gli H2. Questo è il segreto per il posizionamento SEO.

Chiaro, questo è un buon modo di procedere. Non basta, però, inserire le parole chiave nei titoli.

È il contenuto a fare la differenza. Scrivere per Google, puntare sul SEO copywriting, non si limita a mettere la keyword nell’H2 per farsi trovare.

Significa sviluppare quel paragrafo nel modo in cui nessuno ha mai fatto. Ma sempre per rispondere a quell’esigenza specifica. Ti lascio qualche articolo indispensabile per lavorare al meglio sul posizionamento su Google:

Come ottimizzare questi passaggi? Semplice, pensa alla comunicazione semplice ed efficace. L’URL deve essere un manifesto di chiarezza: la leggo e capisco qual è il tema centrale del post. La meta description può puntare alla scrittura creativa e il tag title deve unire i tre punti citati: SEO, persuasive copywriting e informazione.

Scrivere per Google o per il lettore?

Bel dubbio, cosa devi fare? Devi scrivere per le persone, mi sembra ovvio. L’idea di inserire un certo numero di keyword nel testo è superata da anni. Non funziona così, e non serve neanche inserire i famosi sinonimi nel testo.

O meglio, funziona nella misura in cui usi questi elementi per rendere il testo piacevole da leggere. Scrivere per Google – scegliere argomenti che portano traffico e osservare i principali punti per ottimizzare una pagina web – è un passo utile nel momento in cui riesce a convivere con la community, con il pubblico.

Da leggere: come creare un logo efficace

La tua idea sulla buona scrittura SEO

Questa è la mia idea. Puoi avere buoni risultati con il blog, e aumentare le visite del blog senza perdere il pubblico. Sei d’accordo? Come si evolve la situazione sul tuo blog? Secondo te è possibile fare SEO senza perdere il pubblico? Lascia la tua esperienza nei commenti, affrontiamo insieme questo tema.

13 COMMENTI

  1. Fatico a pensare che ci sia ancora chi scrive per Google. Voglio dire, lo stesso signor G cerca di dare il meglio per gli utenti. Se scrivi per gli utenti, di conseguenza, scrivi per Google e, più in generale, per i motori di ricerca.

    • Questo è il ragionamento: scrivere per gli utenti è scrivere per Google. Ora bisogna capire come unire queste cose. Ed ecco la domanda: SEO copywriting esiste o non esiste? Secondo te?

      • Azzardo un no. Nel senso che un copy efficace attrae l’utente, se mantieni la promessa fatta, come già sappiamo, l’utente è felice e, di riflesso, Google.

        • Questo è. Utente felice, Google soddisfatto. Una pagina che si posiziona può essere anche priva di testo e con sole immagini.

      • Questo è il punto, però. Il SEO copywriting serve a scoprire questo aspetto: cosa vogliono gli utenti. Non a inserire keyword a caso, am a studiare le necessità del pubblico.

  2. In base alla mia (per quanto limitata) esperienza, concentrarsi sul pubblico porta di per sé dei benefici anche a livello di SEO.

    Ad esempio, scrivendo in un linguaggio naturale, mi è capitato di trovarmi sorprendentemente ben posizionato per long-tail keyword che mi hanno portato traffico modesto ma costante.

    • Ed è il traffico più prezioso. Perché ti fa arrivare gente che ha veramente bisogno di te. per esempio, ti posizioni con la keyword “Google Image” ma a che ti serve? le persone cercano Google Image, il motore di ricerca delle foto, non la tua definizione.

  3. Io collaboro con PMI italiani affiancandole nelle loro strategie sul Web e lato SEO posso affermare che portare traffico ad un sito a volte è molto ma molto più semplice che convertirlo in cliente 🙂
    A volte il secondo aspetto viene sottovalutato ma in realtà è fondamentale.

    Se invece ci vogliamo focalizzare sull’aspetto SEO il la penso cosi:
    Il testo lo deve scrivere un Copy bravo e competente nella materia da trattare (nei miei casi una risorsa interna all’azienda) guidato da un SEO.
    Ho avuto dei bei risultati solo con Copy che non avevano nessuna competenza SEO, mentre con quelli che avevano letto qualcosa in giro e fatto dei miniCorsi faccio fatica perchè sono li che inseriscono parole chiave “ad cazzum”, meglio non sapere che sapere male. 🙂

    • A volte avere poca competenza può essere peggio di non averne propria. Ci sono persone che nel tentativo di emergere vogliono strafare. E pensano che alla fine sia necessario puntare su una scrittura basata su keyword, correlate, domande latenti. Io la vedo così: devi studiare per capire cosa vuole veramente una persona dietro una ricerca.

      Lo fai con i SEO tool, ma soprattutto studiando la serp e le domande nei luoghi di interazione. Tipo i forum. Guarda cosa cercano le persone e scrivi un testo con le parole più semplici e immediate possibili per il tuo target.

    • Assolutamente a ninete, devi scrivere sempre per le persone. Nel frattempo i motori di ricerca ti sorridono.

  4. Nel copywriting vedo tutta quest’ansia sfrenata per la SEO. Tutti a voler essere primi. Capisco l’importanza di apparire nei primi posti della SERP, ma se si tratta di inficiare gli articoli allora preferisco scrivere per i lettori. E se invece il traffico al proprio sito lo si facesse arrivare dai canali social?

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here