Google Voice Search dovrebbe essere un punto di partenza per le nuove generazioni di web marketer. In particolar modo per chi lavora a stretto giro con le pagine web. Quindi per chi si occupa di search engine optimization.

Sì, sto parlando ovviamente degli esperti SEO. Ma non solo. Anche chi punta sul content marketing deve e può approfondire questo passaggio per creare contenuti adeguati alle necessità del pubblico. E a come vengono espresse sui dispositivi.

Il medium è il messaggio. Partiamo da questo principio di Marshall McLuhan. Il contenuto si adatta alla forma imposta dal contenitore e con Google Voice Search ci sono alcuni dettagli da approfondire. Ma di cosa sto parlando esattamente?

Cos’è Google Voice Search: definizione

Google Voice search è una funzione del motore di ricerca più famoso del web che consente di esprimere una query vocale e di ottenere una serp correlata. In altre parole, con Google Voice Search non devi digitare le parole che ti interessano. Si cambia perché le devi pronunciare.

Per attivare Google Voice Search basta andare sulla home page del motore di ricerca e fare tap sull’icona del microfono. Oppure puoi impostare il telefono (Menu, Setting, Voice, Ok Google Detection) per reagire quando pronunci la formula “Ok, Google”. A questo punto puoi parlare nel microfono e suggerire la tua query. Google ti restituirà una serie di risultati.

Per approfondire: come fare una SEO audit per il tuo sito

Perché la ricerca vocale è importante?

È l’evoluzione dello smartphone. Il ragionamento è semplice: ormai le persone usano soprattutto il telefonino per navigare e per trovare informazioni. Di conseguenza c’è un normale adattamento verso la fruizione mobile dei contenuti.

Contenuti che devono essere pensati per chi legge, ascolta e osserva da un monitor di 4 pollici, in situazioni non sempre comode. Quindi c’è maggior attenzione alla leggibilità del testo, così come per la velocità di WordPress e delle pagine web.

Tutto questo è vero ma non basta. Mobile è anche sinonimo di Google Voice Search, una funzione che toglie all’utente l’obbligo di usare le mani per digitare e trasforma il motore di ricerca in un vero e proprio maggiordomo virtuale. Tu ordini, lui esegue. Questo cosa significa per chi si occupa di web writing e SEO?

L’influenza delle vocal search sulla SEO

Parlare di vera e propria influenza è un po’ esagerato, anche perché il volume delle query vocali non è ancora così importante in Italia. Ma in un contesto di medio termine credo che Google Voice Search sia un punto da tener presente.

Google non premia per la singola keyword, ci sono pagine che si posizionano bene anche se non hanno la parola chiave nel tag title. Piuttosto valuta la capacità del documento (anche un video o un PDF) di rispondere a un intento di ricerca.

google voice search

Però è anche vero che con una vocal search le esigenze espresse possono essere diverse. Google può trovare più interessanti contenuti scritti in modo da soddisfare chi in quel preciso istante si trova sul cellulare. E magari cerca risposte semplici a domande complesse. Insomma, deve cambiare il modo di scrivere per il web?

Come ottimizzare un articolo per Google

In un articolo di www.searchenginejournal.com ho trovato le indicazioni di John Mueller rispetto all’ottimizzazione SEO per Google Voice Search. E voglio iniziare con un punto molto interessante: secondo Mueller non devi esagerare con i tentativi di migliorare il sito e i testi per Google Voice Search. Questo per dire che:

if you write naturally and you write in a clear kind of language that’s consistent across the type of queries you want to target then that’s the type of information that we could pick up for voice as well.

Quanto detto porta a una conclusione interessante prima ancora di elencare le situazioni utili per ottimizzare un articolo in ottica Google Voice Search. Se scrivi in modo semplice e lineare non ci sono problemi, queste sono le informazioni necessarie. Ma poi? C’è qualche attenzione in più? Ecco i punti utili.

Usa i dati strutturati

Il primo consiglio utile in questi casi: usa i dati strutturati giusti per permettere a Google di comprendere al meglio cosa si trova in una pagina. Già da tempo i capi di Google incoraggiano i webmaster a usare nel modo giusto, senza sovraottimizzare, ciò che viene pubblicato in questo senso. Per maggiori informazioni puoi consultare la risorsa di Google dedicata ai structured data.

Scrivi come parli

Qualcuno menziona le keyword conversazionali, Mueller sottolinea l’importanza di pensare al come sarebbe un voice snippet, un risultato raccontato a voce. Quello che si ritrova in questo punto è chiaro: devi restituire la risposta come se ci fosse una conversazione in atto. Il cambiamento, secondo Search Engine Land, è questo:

“Your keyword strategy must now be more conversational in nature and mimic how real people talk and ask questions verbally. Start thinking about the types of questions you get when customers call you on the phone to ask questions about your business”.

Non pensare più alla singola keyword, ma a una domanda naturale. Fatta con la voce e non con la tastiera che potrebbe portare a una sorta di economia delle parole (scrivere meno). Quando fai una domanda con la voce ti esprimi in modo diverso.

lunghezza query
Come cambia la lunghezza della query – Fonte immagine

Ecco perché si parla di una particolare attenzione sulle long tail. Certo, non si tratta di vera e propria rivoluzione ma come suggerisce anche il grafico di sulla lunghezza massima c’è sempre una ricerca vocale che supera quella digitata a tastiera.

Pesaci, perché le persone dovrebbero essere predisposte a scrivere con la tastiera dello smartphone quando può usare la voce? Se a questo aggiungi che c’è il solito aumento di penetrazione del mobile che aumenta il numero di persone che usa lo smartphone per fare qualsiasi tipo di ricerca la soluzione è servita.

Attenzione ai Featured Snippet
Spesso i featured snippet vengono utilizzati per i risultati delle ricerche vocali e le attività di Google Assistant. Di conseguenza non devi sottovalutare questo passaggio, ecco come ottenere i risultati zero. O almeno come puoi tentare.

Punta sulla leggibilità

Questo è un aspetto interessante, che però dovrebbe essere già nelle tue corde di web writer. Per ottimizzare un testo in ottica Google Voice Search dovresti puntare sulla leggibilità del testo. Quindi creare dei contenuti con alcune caratteristiche:

  • Divisione in paragrafi.
  • Frasi brevi e semplici.
  • Parole di uso comune.

Passaggi ben noti a chi si occupa di scrittura online da tempo. Aspetto interessante: elenchi puntati e tabelle non sono il massimo se vuoi che il tuo contenuto venga preso in considerazione per queste ricerche. Proprio perché rispondono a una logica di buona organizzazione visuale e non discorsiva. Non puoi esprimere a parole una griglia di informazioni o una lista di numeri incasellati.

Pensa a una buona FAQ

Una buona idea per intercettare ricerche vocali: creare una buona pagina FAQ dedicata alle domande che le persone fanno sul web intorno a un argomento.

Se è vero che tabelle e liste puntate non sono il massimo per questo scopo puoi pensare a una risorsa discorsiva e basata solo sulle necessità di chi cerca risposte.

answer the public

In questo caso la creazione di una pagina FAQ (domande comuni) può essere interessante. Dove trovo gli argomenti e le keyword per costruire questa risorsa?

Uno strumento ce l’hai già, è uno dei SEO Tool più affermati: Answer The Question. Questo strumento ti consente di individuare le domande che ruotano intorno a una keyword: basta una ricerca per avere tutto il materiale utile.

Per approfondire: come fare SEO su WordPress

Google Voice Search: la tua opinione

Adattare il modo di scrivere online con l’avanzare di Google Voice Search è un qualcosa che non ha senso se già ti muovi al meglio per lavorare su un buon web copywriting. Perché, se ci pensi bene, questi consigli non fanno altro che seguire le buone regole della leggibilità online. Con un occhio di riguardo al mobile.

Certo, ci sono dei dettagli che possono fare la differenza. Ma l’uso di parole semplici e comuni, la costruzione delle frasi non impegnativa… Avanti, sono cose che si dicevano ben prima dell’avvento di Google Voice Search. O no? Tu cosa ne pensi? Cambieremo modo di creare contenuti per il web? Ti aspetto nei commenti.

10 COMMENTI

  1. Caro Riccardo…
    ti ho felicemente “scoperto” appena due giorni fa.
    Sei una di quelle persone che ammiro e affettuosamente invidio per essere riuscite così bene a realizzare questo modello di lavoro e di vita. Anche io aspiro fortemente a questo e spero di riuscire a mettere a frutto le indicazioni preziose che ci offri in queste tue pagine.

    Sono in procinto di iniziare a lavorare sulla mia attività on line e nonostante abbia già letto tanto materiale in proposito, comprato qualche piccolo corso di taglio tecnico e mi sia fatta una buona idea generale sul tutto… non mi abbandona l’incertezza ! A volte mi sembra addirittura che più leggo… più aumentano le paure e più l’impresa mi appare faraonica.

    Trovo i tuoi articoli assolutamente originali e tu inquadri le problematiche dello scrivere per il web da una prospettiva e con uno stile davvero diversi da tutto quello che ho letto finora.
    Anche questo articolo non si smentisce e fornisci generosamente tante indicazioni indispensabili.

    Ma questa gran quantità di soluzioni e strumenti suscita in me due sentimenti contrapposti: da un lato mi sento sollevata, dall’altro mi sento sopraffatta proprio per la gran quantità di azioni e lavori da svolgere e mi pare proprio di non potercela fare da sola.

    Domani mi arriverà il tuo libro Come fare blogging. Non vedo l’ora di leggerlo …soprattutto la parte relativa al piano editoriale che immagino mi aiuterà a fare l’ordine che mi manca.

    Ti farò sapere….
    Grazie, complimenti ancora e un caro saluto !

    • Ciao Susanna, ti ringrazio e ti auguro che il mio libro ti aiuti a strutturare un blog di successo. Tra l’altro con queste novità del Google Voice Search c’è molto da strutturare. Che tipo di blog vorresti aprire?

      • Ciao Riccardo !
        Sono counselor e quindi le mie competenze sono relative alla crescita personale, nicchia peraltro già superinflazionata in cui i competitors sono giganti. Ma spero di avere qualche possibilità rivolgendomi a qualche sotto-sotto-nicchia con prodottini specifici. Ok per la scrittura ma per quanto riguarda gli aspetti tecnici me la vedo brutta e faticosa… pensa che non riesco neanche a capire come funziona lo strumento per le key !!!
        Penso proprio che ci dovremo risentire in privato !

        • Quando vuoi, la mia email è info@mysocialweb.it. Calcola che il discorso keyword oggi è ancora più complicato e affascinante: prima si impostava una parola e si seguiva quella strada, oggi è tutto molto diverso.

  2. Articolo interessante Riccardo, tuttavia siamo ancora molti lontani da Voice, soprattutto in Italia. A mio avviso ancora per un bel pò di anni dovremmo dare la priorità a desktop e mobile.

    • Siamo sempre un po’ lontani noi italiani sulle cose. Però sai che io uso spesso annunciare le ricerche con Ok Google? E mi trovo bene, lo faccio spesso.

  3. Articolo interessante Riccardo, tuttavia siamo ancora molti lontani da Voice Search. Penso che i proprietari dei siti debbano stare più attenti su on page seo, risultati mobili, etc.

    • Certo, non è un discorso da affrontare domani. Ma perché non anticiparsi? Poi magari ci chiediamo: “Perché lui ci riesce?”. Forse perché ha iniziato a fare le cose quando gli altri le snobbavano.

  4. Articolo molto interessante. Sono d’accordo con te, Riccardo. Ho sempre realizzato pagine in ottica utente e non per i motori di ricerca, nel linguaggio più semplice possibile. Sicuramente creare FAQ dà la possibilità di non stravolgere il sito ed il modo di scrivere i contenuti generali.
    Anche il pay per clic quindi si dovrà adeguare a keyword, anzi a “keyphrase”?

    • Ciao Mauro, per il PPC non so darti indicazioni in merito. Purtroppo non seguo l’argomento e rischio di dirti una fesseria!

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