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Questo è un tema che riguarda tutti noi, ma un po’ di più chi gestisce blog personali non legati a un tema. E che, quindi, si ritrova a parlare ogni giorni di argomenti differenti. La domanda: puoi scegliere gli argomenti dei post senza problemi?

Scegliere gli argomenti dei post

C’è un punto che dovrebbe frenare il tuo desiderio di affrontare qualsiasi tema? Il blog nasce proprio come spazio personale per commentare, approfondire e mettere in pubblica piazza la propria opinione. Questo vale in ogni occasione?

Passione e hobby: le origini del blog

Quando si parla di blogging la memoria passa sempre al primo diario online nato in America, nel 1997, per mano di Jorn Barger. Vale a dire un appassionato di caccia e pesca che commentava le sue avventure.

Quindi il blog ha nelle sue corde il concetto di democrazia e libertà di parola. Chiunque può aprire uno spazio web, simile al concetto di quotidiano online, e iniziare a scrivere. Con diversi gradi di autorevolezza, non c’è un limite o un organo capace di mettere una censura per evitare che qualcuno parli di un determinato argomento. Ed ecco che la libertà di parola offerta dal blog può trasformarsi in pressappochismo e superficialità. Un dramma?

Per approfondire: come scrivere testi efficaci per il web

Posso parlare di tutto sul mio spazio?

In linea di principio sì, il blog è uno strumento non un organo censore. Però, a prescindere da quelle che possono essere le valutazioni su quale tema scegliere per un articolo, ci sono dei limiti legali che non possono essere superati. Ad esempio quello dell’odio razziale o religioso, non posso creare un blog su questi argomenti.

Ma è proprio sicuro? Come la mettiamo con i blog che affrontano temi legati al calcio e che ospitano interventi violenti? O magari quelli delle ragazze anoressiche che danno consigli su come dimagrire fino a conseguenze gravi?

Denunce esemplari per i blogger Pro Ana

In questi casi la legge si esprime. Per i blog che inneggiano all’anoressia, ad esempio, la legge si è espressa con una denuncia. Si parla di istigazione al suicidio e lesioni gravissime nei confronti di una ragazza che:

“Induceva ragazzine di 14 e 15 anni a perdere peso, le convinceva a seguire una dieta particolare con un apporto massimo di 500 calorie al giorno. Se avessero abbondato con il cibo un rimedio c’era: vomitare. E qui venivano dispensati consigli e metodi”.

Quindi è chiaro il punto: non puoi usare il blog per danneggiare gli altri, per veicolare violenza e per istigare le altre persone verso valori negativi. Ma se questo è abbastanza chiaro nel caso dell’anoressia, vale per altri temi?

Ci sono argomenti molto difficili per un blog

Voglio parlare di web marketing sul mio blog: posso farlo? Certo. Voglio scrivere che guadagnare con il blog e bastano pochi euro per iniziare una fantastica avventura acquistando il tema dal mio link affiliato. Posso farlo? Sì, però adesso stai camminando su un campo minato. Quindi molto pericoloso.

Posso parlare di sport e allenamenti? Sì, ma attenzione a cosa dici. Le persone potrebbero seguire i tuoi consigli (anche ben espressi) e avere dei problemi di salute. Questo esempio può essere espresso all’infinito sui temi più disparati:

  • Medicina
  • Legge
  • Salute
  • Concorsi
  • Adozioni
  • Fisco
  • Economia
  • Diete
  • Ricorsi

Ci sono decine di argomenti che potrebbero diventare un’arma a doppio taglio. Chi sono io per affrontare un tema, in un post del blog, che magari solo un economista potrebbe definire con le giuste parole? Magari in un trattato o in un saggio?

Come affrontare un tema delicato online

In effetti il problema è chiaro. Tutto si basa su due presupposti: mettere in chiaro le proprie competenze e sottolineare la precarietà del contenuto. In primo luogo devi specificare le tue competenze e la tua autorevolezza:

  • Firmando gli articoli con nome e cognome.
  • Inserendo un box con biografia nei post.
  • Scrivendo una buona pagina chi sono.

Ancora una volta i post non formati sono un passaggio da evitare se si vuole dare autorevolezza a un contenuto. Inoltre si dovrebbe sempre chiarire un passaggio: siamo al cospetto di opinioni o di certezze scientifiche? Nel primo caso lo devi mettere in evidenza la natura relativa del contenuto, nel secondo caso devi citare le fonti.

La qualità EAT secondo Google

Quindi, citare le fonti è importante per dare un riferimento al lettore. Ma non basta, devi muoverti con delicatezza seguendo i consigli di Google per le pagine YMYL:

  • Expertize (competenza)
  • Authoritativeness (autorevolezza)
  • Trustworthiness (affidabilità

Nelle linee guida dei quality rater di Google ci sono diversi riferimenti alle pagine Your Money or Your Life. Vale a dire contenuti che trattano di finanza, medicina, legge e altri temi delicati. Per affrontare determinati temi, e avere la giusta attenzione da parte di Google, non basta scrivere. Devi dimostrare di esserne capace.

Da leggere: cosa significa scrivere per i motori di ricerca?

Libero di scegliere gli argomenti dei post?

Tu sei libero di farlo? Puoi scegliere gli argomenti dei post in totale libertà, anche se non ledono i diritti e la salute di altre persone? Tu, ad esempio, come curi la qualità, la coerenza e la qualità dei tuoi post?

Questo argomento ha bisogno del tuo contributo. Non ho certezze, non ho risposte definitive. Per me il blog è uno spazio nel quale posso condividere conoscenze e opinioni, a patto che tutto questo sia chiaro. Secondo te, invece?

Impara a fare blogging
 
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, molto interessante questo post. Ti lascio uno spunto molto “terra terra” da una che intende il blog semplicemente come strumento di costruzione di un business e quindi ancorato alle varie tematiche correlate al biz in particolare. Mettere una sorta di disclaimer potrebbe esonerarti da responsabilità, anche nei casi di blog che affrontano tematiche delicate oppure personali? La butto lì…

    • Il disclaimer è sicuramente un buon modo per evitare un problema. Del tipo: “Questo blog affronta argomenti da una prospettiva personale e non rappresenta opinioni di un professionista” o cose del genere. Lo si deve fare sempre? Anche quando, per esempio, dico che una legge è ingiusta o poco valida? Ogni opinione dovrebbe essere sottoposta a disclaimer? Non dovrebbe essere anche il pubblico a capire la differenza tra pensiero personale e legge oggettiva?

      • Si sfocia sempre in questioni legali, perché nel caso che citi dell’anoressia, rasenta quasi la fattispecie di circonvenzione di incapace. E quindi, non credo esiste una soluzione valida per tutti i casi 🙂

        • Infatti, questo è il punto: secondo me dovrebbe esserci una maggior consapevolezza del pubblico. Insieme a una chiarezza di fondo del blogger.

  2. Io la voglio semplificare.
    Personalmente io non faccio differenza tra il “Mondo reale” e il “Mondo del web”.
    Quindi come ci comportiamo nella vita reale?
    Se al bar il mio meccanico parla di medicina e di come sia guarito dalla polmonite facendo di x….
    lui è libero di parlarne ma io considero la sua opinioni come quello che è, ovvero un opinione di uno che non ha le competenze giuste per parlare di quell’argomento (che dico o meno la verità poco importa).
    Punto 🙂

    • Però vedi, nella vita reale riesci con maggior facilità a individuare una possibile fregatura. Nel senso, il meccanico che parla di medicina lo incornici subito: non si presenta come un medico. E lo scopri grazie anche a una serie di codici che vanno oltre la parola. Sul web è molto più facile nascondersi dietro a un blog e mascherarsi da qualsiasi cosa.

      Maggior consapevolezza del lettore, maggior chiarezza del blogger: sono solo mie opinioni, questo è un buon punto di partenza per chi comunica.

      • Per una volta non sono d accordo 🙂
        Basta vedere il profilo di chi scrive il blog è il suo C.V.
        Anzi nell online è più facile sapere con chi si sta parlando, al bar se parli con una persona non sai che fa nella vita, sul web basta due click e sai tutto su di lui, e se non c è nulla o nessuno che parli di lui nel suo settore allora meglio diffidare.

        • Anche questo è vero.

          Potrei dirti che ci sono persone molto brave a creare un intero sistema per proporsi come esperti anche quando non lo sono. E che le persone non sono sempre così attente da verificare le fonti.

          Ma è un serpente che si morde la coda. Ci vorrebbero continue verifiche sui contenuti, un fact checking continuo anche per evitare fake news. Ma il contesto ci porta a una fruizione e una condivisione rapida dei contenuti.

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