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Questa è la domanda che assilla un po’ tutti quelli che si trovano coinvolti nella creazione dei contenuti scritti: qual è la differenza tra blogger e giornalista? So bene che sto camminando su un terreno scivoloso, quasi pericoloso.

Qual è la differenza tra blogger e giornalista

Sono articoli come questi che fanno nascere discussioni infinite e magari antipatie personali, solo perché hai affrontato un tasto dolente. E – attenzione, attenzione – hai osato paragonare una figura professionale appena uscita dal tritacarne del codice ateco con una che ha addirittura un ordine. Quale sgarro!

Ebbene sì, ho osato chiedere qual è la differenza tra blogger e giornalista. Problemi? Hai qualche difficoltà con questa domanda? Perfetto, puoi uscire da My Social Web. Se invece vuoi conoscere sul serio la mia opinione continua a leggere.

Chi è e cosa fa un blogger online

Inizio con un passaggio: chi è il blogger e cosa fa per portare il pane a casa? Il punto è che con questo termine-ombrello si intende di tutto.

Hanno buttato nel pentolone quello che scrive articoli per le aziende, quello che si occupa del piano editoriale e anche quell’altro che si propone come influencer.

Queste figure hanno poco da condividere con il giornalista. Restringo il cerchio e metto sul piatto della bilancia, insieme al giornalista, il blogger inteso come autore indipendente che scrive, crea video o pubblica podcast attraverso una prospettiva lontana dalle logiche proprietarie del padrone.

Da leggere: come trovare lavoro come blogger

La vera anima del nostro blogger

Il blogger nasce come appassionato che lascia su uno spazio personale le proprie idee e opinioni su un tema. Oggi le cose sono cambiate, i blogger si prestano alle strategie di marketing e sono al soldo delle aziende. Ma io direi di partire da questo punto, non credi? Il blogger è un autore indipendente e che magari viene ingaggiato per essere tale. Mi sembra una buona partenza, ma forse c’è qualcosa da aggiungere.

Chi è e cosa fa il giornalista

Qui si potrebbe scrivere un libro, non è facile dare tutte le nozioni che ruotano intorno a questa professione. Quindi mi limito a inserire la definizione di Wikipedia:

Il giornalista è un professionista del settore dell’informazione; si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie per poi diffonderle (…). Il giornalista redige articoli, inchieste (o reportage) o editoriali per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, che vengono pubblicate sui mezzi di comunicazione di massa (carta stampata, radio, televisione, internet).

Ok, commentiamo. Qual è la differenza tra blogger e giornalista? Di certo la prima figura non va oltre il web e la carta stampata resta un affare del giornalista. Lo stesso vale per la Tv e la radio, anche se il blogger ri-media queste tecnologie e le trasforma in video e podcast. E a pensarci bene anche il blogger dovrebbe scoprire.

E analizzare, descrivere, scegliere notizie. Solo che lo fa in modo diverso e con mezzi indipendenti. O magari viene ospitato su testate giornalistiche che hanno bisogno di una caratteristica particolare: la sintesi tra stile personale e indipendenza.

Come diventare giornalista

A differenza dei blogger, i giornalisti devono superare un percorso per diventare tali. E per poter conquistare il famoso tesserino. Qual è la strada da seguire? In primo luogo devi sapere che ci sono due figure essenziali in questo scenario:

  • Giornalista pubblicista
  • Giornalista professionista

Il primo scrive in modo retribuito ma non esercita con costanza: per ottenere il tesserino devi pubblicare per minimo due anni con regole che variano. Il secondo, invece, lavora ogni giorno nel campo dell’informazione e deve superare un esame di Stato. Per maggiori informazioni puoi consultare l’Ordine dei giornalisti.

Obblighi, doveri, titoli e possibilità

Mi piace l’idea: il blogger, chiamato nelle redazioni dei giornali online, si intrufola nei portali e pubblica articoli con la propria firma. Che vanno oltre la cronaca, l’enumerazione dei fatti. L’autore prende un tema e lo fa esplodere, oppure conduce un filone in modo indipendente. Senza legami e obblighi. Ma rispettando le regole:

  • Obbligo di rettifica e replica.
  • Presunzione d’innocenza.
  • Verifica e tutela delle fonti.
  • Tutela dei soggetti deboli.

Questi sono solo una parte dei punti espressi dalla carta dei doveri. Un documento che ogni giornalista dovrebbe rispettare. Ma anche ogni blogger. In fin dei conti la mia idea è semplice: il tempo passa e queste figure sono sempre più simili.

Vero, sei giornalista sulla carta quando sei iscritto all’ordine. Ma è veramente questo il punto che fa la differenza nella creazione e nella gestione dell’informazione?

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Differenza tra blogger e giornalista

Questa è la differenza tra blogger e giornalista secondo me. Alla base della riflessione c’è la capacità di questo professionista (perché il blogger è un professionista) di andare oltre determinate regole. E di superare i binari imposti dalle redazioni.

Ma non dai doveri. Fare informazione attraverso il blog è possibile, ma ci sono dei passaggi imprescindibili che secondo me vanno oltre l’iscrizione all’albo dei giornalisti. Sei d’accordo? Qual è la tua opinione? Lasciala nei commenti.

Impara a fare blogging
 
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

32 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, direi che l’argomenro è spinoso. Una delle differenze sta nel rispetto della deontologia e nella responsabilità verso il lettore. Ma c’è una differenza abissale: il giornalista viene pagato da una testata per scrivere un pezzo che dovrebbe, proprio perché è di servizio alla società, contenere le diverse voci sullo stesso argomento. Per offrire un’informazione corretta e completa. Il blogger viene pagato dall’azienda e fa promozione. Noi giornalisti abbiamo il dovere di tenere ben separate informazione e pubblicità o veniamo richiamati dall’Ordine. I blogger no.

    • Sì, i giornalisti hanno obblighi particolari che i blogger non hanno secondo legge. Ma è sempre così? Nel senso, veramente i giornalisti devono rispondere punto per punto? Io noto una certa elasticità…

  2. Ciao Riccardo,
    onestamente l argomento mi interessa poco ma a mio avviso il blogger lavora in maniera indipendente mentre riguardo l “informazione” che passano i giornalisti che siano quotidiani o rotocalchi a mio avviso lascia a desiderare.. Eccetto poche testate.

      • Il blogger a mio avviso è più libero e indipendente mentre i giornalisti come detto da altri avranno delle regole più rigide da seguire e non possono scrivere quello che vogliono sono ‘vincolati’

        • Anche i blogger, però, se assoldati dall’editore, sono vincolati. Pensa ai blogger de Il Fatto Quotidiano: sono liberi di scrivere ciò che vogliono?

  3. Buongiorno Riccardo, sono un giornalista professionista e nella scorsa consiliatura dell’Ordine nazionale ho fatto parte dell’Osservatorio Deontologia che ha riunito nel Testo Unico dei doveri del giornalista le Carte deontologiche esistenti (http://www.odg.it/content/testo-unico-dei-doveri-del-giornalista). Come al solito le generalizzazioni sono fuorvianti: esistono giornali cartacei e online che hanno scelto di fare informazione in modo “anglosassone” ed altri che, per catturare l’interesse e la curiosità dei lettori, si propongono in maniera meno compassata e talvolta volutamente provocatoria. Il blogger non è tenuto a rispettare i codici deontologici e le regole del giornalista, così come – è già accaduto – i giornalisti contravvengono alle norme professionali e, a seguito di segnalazione, vengono poi giudicati dai consigli di disciplina territoriali. Questa è già una differenza. Se guardiamo alla rete e agli online la differenza tra i due professionisti non è data dallo status, quanto piuttosto dalla reputazione e dal grado credibilità che chi scrive, ogni giorno, si costruisce con fatica, impegno e rigoroso controllo delle fonti. Quello che conta, da sempre, è la qualità dei contenuti

    • Secondo te un blogger che, invece, segue le regole del giornalismo può essere affiancato a chi svolge questa professione. Blogger e giornalisti possono essere uguali a parità di correttezza e professionalità.

  4. Ciao Riccardo,
    Non sono d accordo con quanto scrive Barbara, vuoi un commento spudorato e tu quello che scrivono i giornalisti la chiami ‘informazione’?! Io eccetto qualche testata I giornalisti non tutelano niente e nessuno in quello che scrivono.. Preferisco i blogger che seguono regole magari non scritte e non del tutto codificate

    • Però non possiamo fare un discorso generale, i giornalisti in gamba e oggettivi ci sono. Forse qualcuno sbaglia (di proposito?) ma c’è sempre chi informa il pubblico con i migliori intenti possibili.

    • Sparare nel mucchio non serve a nessuno: quali sarebbero le “testate” meritevoli di attenzione? Hai mai sentito parlare della Carta dei doveri del giornalista? Allora varrebbe la pena di documentarsi prima di scrivere cose inesatte. E di farlo senza dimenticare le preziose regole che fanno della lingua italiana un efficace strumento di espressione e di comunicazione. Anche i blogger le rispettano

  5. Ciao Riccardo eccomi qui a lasciare il mio contributo. Sicuramente hai toccato un nervo scoperto, te lo dico per esperienza perché ne avevo parlato anche sul mio vecchio blog, perché sicuramente i giornalisti non vogliono essere messi sullo stesso piano dei blogger e viceversa.

    Ci sono differenze? Sicuramente si sulla carta, i giornalisti hanno il proprio Ordine dei Giornalisti e delle regole da seguire a differenza dei blogger. Nella realtà, sei vuoi essere un blogger affidabile, anche i blogger dovrebbero muoversi come fa un bravo giornalista. Quindi documentarsi e verificare le fonti prima di scrivere qualcosa, questo per non rovinare la propria reputazione con post scritti solamente per acchiappare qualche click, hai presente la recente questione dei braccialetti di Amazon?

    Il giornalista viene visto (giustamente) come un professionista che scrive mentre un blogger viene visto (ingiustamente) come il ragazzino brufoloso che smanetta con i computer e con zero professionalità/credibilità. Ecco fino a quando non cambierà la mentalità e non cadranno questi dogmi ci sarà sempre una differenza/odio tra le due figure.

    • Sul fatto che i blogger dovrebbero prendere molto dai giornalisti sono perfettamente d’accordo. Vero però che i giornalisti, a volte, dovrebbero avere l’attenzione di seguire il lavoro dei blogger. Ci sarebbe molto da imparare per entrambe le parti.

  6. Ciao,
    Io sono d accordo con Riccardo ‘blogger e giornalisti possono essere uguali a parità di correttezza e professionalita’ però a quanto pare le due categorie non vogliono mischiarsi e rimanere distinte.
    Giusto non sparare nel mucchio,
    Giornalisti che scrivono in maniera obiettiva non sono tanti..
    Per Fabio :se vuoi il nome di una testata meritevole di attenzione ti segnalo Millionaire una rivista di business anche con poca pubblicità

  7. Quando lavoro come addetta stampa vedo molto bene le differenze tra giornalisti e blogger. I giornalisti cercano storie, si fanno incuriosire dalle novità anche quando non possono ricavarne un articolo. Il blogger cerca contenuti, non notizie e per lo più cerca contenuti sponsorizzati. QUesta differenza giusta e lecita fa in modo, peraltro, che alcuni blogger non siano in reale posizione di ascolto. Quello che manca al blogger è uno sguardo di ricerca, un’attitudine alla comprensione del mondo che invece permea il lavoro del buon giornalista.
    – Ripeto, del buon giornalista, non di quello che copia i comunicati stampa -. Il blogger, del resto, riporta la sua visione del mondo ed è giusto che sia così. Dal giornalista ci si aspetta qualcosa d’altro. Ben vengano le commistioni: abbiamo tutti da imparare dal confronto

  8. Buongiorno Claudia sono d accordo con quello che ha scritto eccetto riguardo che I blogger cercano contenuti sponsorizzati, su questo punto non sono d accordo un contenuto e’ un contenuto che poi i blogger cerchino anche degli sponsor..
    Benvenga il confronto..

    • Cara Elena
      diciamo che molti blogger che ho conosciuto cercano solo contenuti sponsorizzati. Si tratta del loro modello di business e non lo discuto: il fatto è che non hanno uno sguardo sulla notizia, non provano neppure a comprenderla, perché per loro “non esiste”, a meno di un progetto comune. Il giornalista, invece, prima cerca di capire se c’è una notizia, dopo, si interroga sul resto. Possiamo poi discutere sulla differenza tra “notizia” e “contenuto”, differenza legittima perché blog e giornali hanno intenzioni diverse

      • Beh, in effetti non è questo il mio modello di business. io ho uno sguardo sulla notizia. Forse fare delle generalizzazioni può essere pericoloso…

        • Certo, ci sono ottimi giornalisti e pessimi giornalisti, blogger di esempio ( da leggere sempre come il tuo) e blogger improvvisati. Non voglio sembrare categorica, io parlo dei blogger che ho conosciuto. Le differenze, poi, si sfumano quando il giornalista diventa blogger o il blog diventa un magazine. A me sembra spesso di vedere una differenza di metodo. Buona giornata a tutti

  9. credo sia un po’ come distinguere i ristoranti stellati dai ristoranti gourmet. Hanno tante cose in comune eppure per “pochi” dettagli si differenziano.
    Certamente la prima enorme differenza sta nel “come si diventa” giornalista e, parer mio, la seconda sta nel “come si arriva al lettore”.
    Mi spiego meglio: un blogger deve scalare faticosamente la serp di Google (manco fosse il K2) restando sempre aggiornato sugli stili di scrittura, su quali keywords usare (e tanto, tanto altro…) altrimenti resterà quasi esclusivamente letto dalla sua piccola nicchia (inizialmente quasi sempre colleghi ed amici).
    Un giornalista invece deve pensare “solo” a scrivere, a fare un “bel pezzo”, a restare fedele prima a se stesso e poi allo stile del giornale/rivista per cui e su cui scrive.
    Esistono tanti blogger che scrivono per visibilità e molti sono dei veri influencer.
    Ma esistono anche tantissimi giornalisti che scrivono articoli da anni sullo stesso giornale e che “influenzano” enormemente le vendite (spingono i lettori ad acquistare quel quotidiano piuttosto che quell’altro) grazie allo stile di scrittura, alla chiarezza, all’immediatezza…..

    Scrivere non é cosa facile ma farsi leggere, quello si che é davvero difficile!

    p.s. se non ci fosse MY SOCIAL WEB io non saprei proprio come fare

    • Un’analisi perfetta, Giuseppe, che condivido in modo convinto. La metafora sulla ristorazione esprime in modo efficace il concetto da te illustrato molto bene.

  10. Ciao Ricardo Esposito, mi associo completamente a diversi osservazioni da voi dedotte in proposito. Io faccio il blogger freelance sul web dal 2011, e ti posso garantire che in diversi altri paesi anche in quelli più avanzati come gli stati uniti d’America, anche il blogger è considerato un giornalista e non esiste alcuna differenza.
    Comunque il blogger lavora molto di più del giornalista professionale che si limita ai parametri della sua testata.
    La tua intervista è stata di un grande aiuto ed è molto trasparente e di profitto collettivo.
    Augurandoti una buona continuazione, ti saluto cordialmente.

    • Ciao, il tuo è un ottimo punto di vista: sarebbe importante avere una equivalenza anche in Italia tra Blogger e giornalisti.

  11. Magari con questo governo cambieranno le cose, e soprattutto al livello di libertà di stampa. Non capisco perché mai un blogger non possa scriversi all’ordine???
    Grazie mille per la risposta ed un cordiale saluto.

    • Dubito fortemente che le cose cambino. Non per il governo, ma per il fatto stesso che qui in Italia le cose non devono cambiare.

  12. Ti capisco perfettamente. Il fatto dipende dalle tradizione e dalla cultura stessa del paese…. Se la gente cambia modo di pensare e di promuovere con tutta tranquillità le sue vicissitudine e soprattutto senza nessun semaforo rosso, è possibile di arrivare ad un traguardo molto positivo, altrimenti rimarrà sempre il rammarico e la delusione nei cuori di tutti i freelance bloggers che vivono in Italia.
    Può darsi Luigi Di Maio si interesserà a questo delicatissimo problema di grande importanza.
    Un cordiale saluto!!!

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