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La terapia dello scrivere è un passaggio fondamentale per fare un passo avanti, per diventare un web writer migliore. E un professionista felice. C’è chi intende questo punto come un elemento decisivo di un passaggio decisivo di un percorso legato al benessere della mente. Soprattutto se si punta alla scrittura di getto.

terapia dello scrivere

Senza punteggiatura, senza riflessione e attenzione alla forma. Magari su un diario personale. Ma il potere terapeutico della scrittura va oltre l’accademia. Almeno per me. Scrivere non vuol dire solo lavoro online. Non puoi sopravvivere a questo mondo se batti le dita sulla tastiera solo per guadagnare. Perché non si diventa ricchi.

I benefici dello scrivere

La terapia della scrittura passa attraverso il diario clinico psicologico, uno strumento che può avere scopi differenti in base alla terapia. Non mi addentro in questi argomenti, preferisco pensare alla scrittura come terapia personale. Puoi guadagnare con il blog, quindi ottenere dei benefici economici, ma allo stesso tempo la scrittura può diventare una pomata lenitiva.

Una medicina per curare ansie e dolori dell’anima. Esagero? Non credo. I benefici della scrittura sono già noti. Attraverso lo scorrere delle parole metti su carta (digitale o meno) quello che sei veramente, trasponi in parole la tua anima e tutto ciò che riesce a trascinarsi dietro. Paure e ansie, gioie e speranze. A volte dolori.

Da leggere: come scrivere per sedurre i lettori

Scrivere può essere la cura

Grazie a esercizi di scrittura terapeutica specifici, ma non solo. Io, ad esempio, quando devo iniziare un lavoro mi concentro sempre su un aspetto introspettivo. Studio il contesto, mi appoggio alle varie analisi e punto al SEO copywriting.

Ma poi metto da parte tutto ciò che riguarda la teoria. E scrivo. Mi calo in un mondo tutto mio, in cui divento altro da me. Magari la persona che dovrà leggere il testo e dovrà usare la combinazione di consonanti e vocali per fare qualcosa di utile.

Perché questo è il punto

La terapia dello scrivere si attiva quando c’è dialogo tra ciò che scrivo e le reazioni del pubblico. Per questo i commenti sono sacri e l’interazione deve essere tutelata. Lo scrivere fa bene all’anima nel momento in cui puoi fare qualcosa di buono per chi ti circonda. Quando puoi donare, con empatia e delicatezza, il massimo.

Questo funziona anche in ottica SEO. Una scrittura densa ti dà la possibilità di sfornare contenuti di valore, ricchi di qualità per chi legge. E anche per i motori di ricerca. Molti mi chiedono qual è la soluzione per un buon lavoro di SEO copy.

E io dico sempre questo: devi mettere qualcosa in più nel testo. Lascia che la tua esperienza faccia la differenza, in un mondo di contenuti uguali è solo il contributo personale a dare la carica. Ovviamente senza dimenticare tutte le regole per scrivere un articolo in ottica SEO, questo è chiaro.

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La tua terapia dello scrivere

Questa è la mia idea. La scrittura fa bene al cervello ma, soprattutto, allo spirito. E se riesci a trasformare il tuo lavoro di blogger o web writer in un beneficio per la tua persona sei in una botte di ferro. Quando scriverai sarai una persona felice.

Non sentirai il bisogno di staccare o di andare in ferie. Oddio, magari questo no però la vita sarà sicuramente più bella. Per me è così: la terapia dello scrivere funziona. Per te è lo stesso? Scrivere ti fa stare bene? Racconta tutto nei commenti.

Impara a fare blogging
 
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

12 COMMENTI

  1. Il fatto è che Scrivere non è stare isolati nella propria cameretta, ma coltivare una relazione … col pubblico. L’uomo non è un’isola, a maggior ragione quando scrive, anche se scrivere sembra l’attività meno sociale (se non “asociale”) del mondo. Già Montanelli scriveva avendo di mira un rapporto quasi morboso col pubblico… E Montanelli scriveva nell’èra 1.0, figuriamoci nell’èra 4.0, dove si scrive per condividere sui social…

    • Scrivere vuol dire rimanere in contatto con il mondo proprio attraverso la comunicazione, la compresenza, lo stare insieme. Ecco perché non riusciamo a farne a meno.

  2. Ciao Riccardo,
    Non sono molto d accordo su questo articolo..
    Secondo me la scrittura e’ ‘terapeutica’ solo fino ad un certo punto..
    Si scrive per il piacere di scrivere e/o interagire condividere con gli altri, se poi questo ha anche funzione terapeutica tanto meglio, ma il fatto è secondo me che le persone che sanno scrivere davvero bene e fanno la differenza con un blog e simili non sono molte..

  3. Vediamo se riesco a spiegarmi meglio. Secondo me la scrittura è o può essere terapeutica se c’è qualcuno che risponde a quello che scrivi. Altrimenti no.
    Come è o può essere terapeutico parlare con un amico o avere un colloquio con un professionista.

    • Ok, chiaro. Non puoi paragonare la scrittura terapeutica al colloquio con uno psicologo. Però c’è sempre un margine di supporto che si può fare mettendo su carta idee, emozioni, gioie e paure.

  4. Ciao, da quasi tre mesi sto applicando i suggerimenti contenuti nel libro di Julia Cameron “La via dell’artista”. Oltre a compiti settimanali e un “Appuntamento con l’artista” è necessario scrivere tutte le mattine, senza filtri e senza schemi, a mano, tre pagine di quaderno. È davvero incredibile e provvidenziale ciò che sta scaturendo da questa esperienza e suggerisco a tutti di intraprenderla. Più che la via dell’ artista, avrei chiamato il libro la via della consapevolezza.

    • Ciao Romina, grazie del suggerimento. Quindi secondo te la scrittura può essere intesa come terapia?

      • Per me è così. Dalla più tenera età amo la parola intesa come segno grafico che si sviluppa in mille font diversi, intesa come suono che impatta, intesa come significato che calma oppure ferisce. Tradurre i miei pensieri, senza freni, in parole che ricerco con cura in base al sentimento che devo esprimere è catartico. Aiuta a focalizzarmi sugli
        obiettivi ed a neutralizzare la negatività. Sono giunta, tardissimo, alla consapevolezza di rendere la parola protagonista della mia vita sinchè sarò in grado di mettere, coerentemente, un vocabolo in fila all’altro. Il suggerimento di intraprendere il percorso della “Via dell’artista” è giunto provvidenziale da un’amica libraia e piccola editrice. Ed è preliminare alla realizzazione del mio progetto di scrittura che mi accompagnerà, mi auguro, per il resto della vita.

        • Ecco, senza freni. Scrivere di getto è importante. Solo così puoi lasciar scorrere ciò che senti. E creare qualcosa di tuo.

  5. Riccardo, scrivere mi dà delle sensazioni simili a quando suonavo. Vola tutto: pensieri, tempo… Tutto. So che sei un musicista, e forse sei d’accordo sul fatto che suonare sia un po’ diverso dall’ascoltare musica. Nel senso del coinvolgimento emotivo; così, sempre per me, scrivere rispetto al leggere. Sono due emozioni diverse, è vero, ma l’atto di abbracciare uno strumento (il mio era il basso) e quello di digitare dei tasti (anche impugnare una matita, eh) mi fa sentire al centro, protagonista. A volere essere egoisti: quale gioia, mista agitazione, nel condividere attraverso delle note prima, e delle parole adesso, idee personali ed emozioni profonde. Per quanto mi riguarda, è cambiato lo strumento ma lo “spartito” è lo stesso. Ma ancora di più, ora gioisco perché, nel mio piccolo, posso comunicare e confrontarmi con persone che non avrei mai incontrato, né saputo della loro esistenza, magari diverse sotto molti aspetti personali e professionali. Insomma, sono contento. Spero di continuare, tutt’al più torno a suonare 🙂

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