Come ho triplicato le visite del blog pubblicando di meno

Ci sono progetti editoriali che per emergere devono pubblicare tanto. Altri, invece, hanno bisogno di rallentare. Non subito, magari dopo un po'. Io, ad esempio, dopo anni e anni di pubblicazioni frenetiche ho deciso di rallentare. E guarda un po' cosa è successo!

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Aumentare le visite del blog è uno dei punti della strategia messa in campo da un blogger. Vero, non è questo l’obiettivo da raggiungere. Siamo qui per guadagnare online, e per raggiungere obiettivi concreti. Non sempre tutto ciò combacia.

aumentare visite blog

Ma è vero che da qualche parte dovrai pur iniziare e che le visite sono sempre un buon termometro per misurare la buona salute del sito web. D’altro canto quando temi una penalizzazione cosa fai? Vai a vedere se c’è stato un crollo delle visite.

Su My Social Web non avevo problemi del genere, e mantenevo un ritmo invidiabile: un articolo al giorno con una media di 2.000 visite quotidiane. A volte di più, a volte di meno. Poi all’improvviso ho detto: perché non aumentare la visibilità del sito?

Situazione di partenza: premessa

In passato il mio blog (My Social Web) manteneva un ritmo invidiabile. Scrivevo un post ogni 24 ore camminando verso obiettivi concreti, ma spesso senza una reale ottimizzazione SEO.

Con il passare del tempo ho iniziato a lavorare in ottica SEO copywriting cercando sempre di intervallare vari tipi di tutorial. Un anno fa era proprio questa la situazione: piena consapevolezza delle necessità e delle possibilità di scrivere un articolo in ottica SEO.

In più aggiungevo articoli d’opinione, sempre utili all’equilibrio generale. In un buon calendario editoriale questo passaggio è decisivo: può fare la differenza. Per altri articoli, invece, deve esserci il topic che intercetta l’audience sul motore di ricerca.

Proprio come ci suggerisce la buona attività di inbound marketing. Ma gli articoli d’opinione sono perfetti per creare fedeltà e legami durevoli con chi ti legge.

Come ho triplicato le visite del blog
Le sessioni del blog nell’arco di un anno.

Poi si aggiunge un’attività di link earning spontanea e naturale. Nessun tipo di strategia per acquisire link in modo diverso da un’attività coerente di content marketing basata sul dono delle competenze e dei contenuti utili. Ma quindi come è avvenuto questo aumento delle visite? Il grafico mostra l’andamento delle sessioni di My Social Web: ecco cosa ho fatto in questi mesi per ottenere questi risultati.

Da leggere: come aprire un blog e guadagnare

Argomenti ampi, ritmo ridotto

La prima modifica che ho fatto al piano editoriale: ho eliminato le attività inutili e gli articoli che non avrebbero avuto futuro. Ho limato ciò che avrebbe creato conflitto con i testi già presenti sul blog. Questo è un errore tipico dei blogger: per smania e voglia di andare online si creano conflitto con i post già presenti.

Ben inteso, non è un problema se due articoli condividono parte di un topic e si incrociano. Però lo snodo è questo: perché lanciare per forza un altro articolo con informazioni simili a uno già presente online? Meglio aggiornare quello già in rete.

aumenta le visite

Quindi, ho diminuito i contenuti passando da 5 a 2 articoli a settimana. Uscendo fuori dalle tematiche verticali del blogging e della scrittura.

Inoltre ho incrociato topic basati su utilità generale per chi lavora online. Ho studiato a fondo il tema e ho ipotizzato articoli densi, ricchi di informazioni.

E capaci di abbracciare non una singola keyword ma decine e decine di correlazioni. Anche di più. Nello schema a fianco puoi vedere i dati dei 6 post che portano la maggior parte del traffico.

Questo è stato possibile creando una buona struttura e lavorando con tool come Answer The Public, Semrush e Ubersuggest. Per approfondire leggi il prossimo paragrafo.

Contenuti completi, densi, ricchi

Quindi, ho iniziato a ridurre le pubblicazioni ragionando su contenuti con un volume di traffico superiore e temi più generici ma comunque utili ai blogger. Ma come sono questi articoli che ho iniziato a usare per intercettare tanto traffico?

Struttura semplice, basata su un topic generoso con una buona quantità si correlate: le più importanti in termini traffico e di correlazione diventano H2, e a loro volta vengono studiate in modo da capire quali sono i temi da affrontare negli H3.

Ovviamente se sono necessari. Per fare questo ho usato diversi SEO tool ma in ogni caso non manca mai una buona attenzione ai meta tag di Google, come title e meta description, URL SEO friendly, tag H1 e ottimizzazione SEO delle immagini.

Tutto questo con relativo alleggerimento con i tool per ridurre il peso delle foto. In più ho dato un occhio di riguardo alla sempre utile leggibilità dei testi online.

Alcuni articoli vecchi sono stati cancellati, ma di solito cerco di non togliere elementi e di limitare le azioni che comportano redirect o modifiche importanti alla struttura. Se non sai quello che fai rischi di togliere tasselli importanti e questo vale anche per te: non cancellare pagine o modificare permalink senza avere ben chiara la situazione. Il rischio è quello di fare pasticci.

Aggiornamento dei vecchi articoli

Un tema centrale. Ho scoperto che la gran parte dei contenuti non facevano traffico. Ma zero proprio. Di conseguenza ho iniziato un programma titanico per aggiornare i miei 2.000 e più articoli: ogni settimana pubblico 2 post inediti, e nei giorni off mi dedico all’aggiornamento di un vecchio contenuto. La checklist che seguo:

  • Si posiziona già con qualche keyword che posso rinforzare?
  • Le immagini sono adeguate? Devono essere cambiate?
  • Il tempo di caricamento è adeguatamente basso?
  • Link interni: hai inserito le risorse adeguate per l’utente?
  • Collegamenti in uscita: sono necessari? E funzionano?

Aspetto importante: migliorare il testo. Aggiungo il menu interno, una divisione in header e notizie extra che in passato non avevo. In più tolgo ciò che non serve più. Vuoi approfondire questo tema? Leggi la mia guida per aggiornare i vecchi contenuti.

E ricorda che non tutto si nasconde dietro alla capacità di scrivere un articolo al giorno. Come puoi ben vedere da questo grafico di Hubspot, la maggior parte dei contatti arriva grazie alla presenza e all’ottimizzazione dei contenuti vecchi.

Gestione dei contenuti statici

Oltre ai post, ho aggiornato gran parte delle pagine statiche. Ad esempio avevo un servizio di vendita banner che non usavo più, e che ho trasformato in una sezione generica dedicata alla pubblicità. Questo è avvenuto dopo il cambio di tema del 7 dicembre, data che coincide con il passaggio da HTTP ad HTTPS: subito dopo c’è stato un piccolo calo ma poi solo grandi soddisfazioni.

Ottimizzazione SEO e struttura

Con il cambio del tema ho ragionato sull’usabilità del blog e ragionando in termini strategici: il menu di navigazione e la home page devono essere due elementi da usare per raggiungere ciò che serve. Così ho messo in primo piano:

  • Pagine di servizio (chi sono, contatti…).
  • Landing page di conversione.
  • Pillar article e guide.

Altro aspetto decisivo per l’ottimizzazione della struttura: ho iniziato a ottimizzare le tassonomie. Ho lavorato sulla SEO on-page delle categorie, migliorando tag title e meta description, inserendo del testo unico subito dopo il tag H1.

I tag hanno subito un trattamento differente. In passato erano noindex, nascosti all’attenzione di Google. Poi ho iniziato a ottimizzare le pagine più interessanti, quelle che corrispondevano a potenziali ricerche degli utenti, per poi portarle in index. I risultati li puoi ammirare sopra. Quelle superflue sono state cancellate.

Per approfondire: come aggiungere le parole chiave sul sito

E hai guadagnato abbastanza?

Beh, il discorso è questo: non ho triplicato gli incassi però ho aumentato i clienti, questo è sicuro. Resta il fatto, come molti colleghi mi hanno suggerito, che mi manca un sistema per monetizzare il traffico. Tipo banner e affiliazioni.

Come guadagnare con un blog? Per me l’obiettivo è sempre quello: intercettare, fare in modo che il mio lavoro editoriale sia un punto di partenza per trovare nuovi clienti online. Secondo te dovrei fare di più? Hai un blog e vorresti aumentare le visite in modo così plateale? Lascia la tua opinione e le tue domande nei commenti.

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

20 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, complimenti. Vorrei sapere, anche in linea generale, quanto possa incidere questo miglioramento in termini di fatturato o di richieste. Sono inoltre buoni possibili clienti?

    • Allora, in termini di fatturato ti posso dire che il risultato è stato apprezzabile ma non rivoluzionario. Questo perché il mio business in realtà non si basa sulle visite che arrivano sul sito: non vendo pubblicità e non faccio affiliazioni. Si tratta di un esercizio, ecco. Imparo a fare delle cose sul mio blog. Poi queste cose le provo e le riprovo, le studio. Così acquisto competenze. Anche così si aumenta il costo dei servizi, e quindi il fatturato.

  2. Ciao Riccardo, Buongiorno, apprezzo sempre i tuoi articoli.
    Una domanda:
    Quando decidi di attaccare una parola chiave che in cui non sei posizionato,
    inizi con i contenuti della chiave principale o crei prima i contenuti correlati?

    • Ciao!

      Allora, io lavoro nel modo più semplice possibile: se ho un topic principale, quella che un tempo veniva intesa come focus keyword, la prima cosa che faccio è informare il lettore che questo è il tema principale. lavorando su definizione, problema, agitare problema e soluzione. Esempio:

      – Oggi parliamo di questo tema (si definisce il topic).
      – Questo tema è importante (spiego i motivi iniziando a citare sinonimi e variazioni).
      – Ci sono però dei problemi nell’affrontarlo (qui ci sono temi cari ai possibili lettori, individuati grazie a ricerche su Google e nei forum).
      – Non ti preoccupare, ti do la mia soluzione.

      Questo è il prmo paragrafo. poi gli H2 definiscono le correlate più importanti.

  3. Complimenti per la storia.
    Io ho fatto anche una cosa più drastica su di un sito con tema viaggi: da 7000 pagine a 2000 pagine sul sito, tra cancellazioni, ma soprattutto accorpamenti.
    Risultato: Visite più che triplicate !
    L’ho chiamato Potatura SEO 🙂

    • Ecco, in realtà anche io ho fatto alcuni accorpamenti. E ho avuto buoni risultati. Tu quando elimini un contenuto lo cancelli da WordPress e poi fai redirect alla fonte più prossima, giusto? O, se non ha fonti di traffico e link, lasci che Google smaltisca il tutto per fatti suoi?

      • In questo caso specifico, circa 3000 pagine sono state brutalmente cancellate, perché non portavano visite da un sacco di tempo ed erano contenuti veramente inutili.
        E questi li ho lasciati con codice 404.

        Invece 2000 articoli sono stati accorpati ad altri, e in questi ho fatto redirect sull’articolo principale.

        • Un chiaro esempio di come il 404, in realtà, non sia un dramma o un qualcosa da portare per forza in 301.

  4. Ciao Riccardo, Articolo interessante, quesito :
    Sto lavorando per un cliente, ha una miriade di pagine con 0 traffico, inutili che disperdono link juice interna, ma il cliente non vuole cancellarle, secondo voi mettendole in noindex posso risolvere il problema o è sempre meglio cancellarle?

    • Ciao Roberto, una risposta definitiva non posso dartela perché sarebbe poco corretto: ci vorrebbe un’analisi attenta per capire cosa fare.

      Posso dirti questo: oltre a fare traffico, guadagnano qualche link (nofollow o meno)? Sono utili a qualcuno? Per quale motivo?

      Si potrebbe pensare a un accorpamento? Un unico contenuto che raccolga tutti gli altri che poi devono essere reindirizzati?

  5. Grazie Riccardo, ottimo post. La revisione dei vecchi articoli è un must ma la verità è che i motori di ricerca ti devono trovare.
    L’obiettivo è rendersi visibili. I tuoi suggerimenti sono molto utili!

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