Come tradurre una pagina web: il lavoro di un traduttore copywriter

Ci sono aspetti della buona traduzione che rimangono in sordina. E che si conoscono solo quando decidi di scendere in campo per sporcarti le mani. Ecco però le opinioni di un vero traduttore.

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Lavorare per il web è un po’ come lavorare in un mondo parallelo. Ci sono un sacco di cose simili a quelle del mondo offline, ma si differenziano per alcuni aspetti determinanti. Parliamo di mezzi di comunicazione e stile, tecniche pubblicitarie e strategie di marketing. Quindi, come tradurre una pagina web di un sito?

Parliamo di lavorare con le parole. Chi fa il traduttore ha a che fare con termini, frasi, costrutti e pone un’attenzione particolare sui significati. Se traduci devi sapere e conoscere in un certo senso ciò che stai traducendo. Per cogliere le sfumature.

Più ne sai, meglio tradurrai. Non si parla solo di parole e definizioni, entrano in gioco contesti e anche i mezzi attraverso cui si comunica. Ma chi traduce per il web deve fare un tipo di lavoro diverso da chi fa traduzioni per la TV o per l’editoria.

La padronanza del mezzo potrebbe fare la differenza. Quindi, in che termini si traduce una pagina web e devi far parte di quel mondo parallelo che è Internet?

Lavorare con un traduttore copywriter: i vantaggi

A questa altezza è bene introdurre un concetto importante: la localizzazione. Localizzare vuol dire tradurre in maniera più profonda. Vuol dire, cioè, tradurre tenendo presente tutte le componenti della dimensione culturale del destinatario della traduzione.

Se, metaforicamente, la traduzione unisce due lingue, la localizzazione rappresenta un ponte tra culture. La localizzazione è un potente strumento di marketing quindi, soprattutto per quei business che vogliono internazionalizzare le loro offerte. Cosa vuol dire, praticamente, integrare la dimensione culturale? Ti faccio un esempio concreto: sai che i colori hanno significati diversi a seconda delle culture? Per noi europei il nero rappresenta il lutto, ma in Messico dovresti vestire di giallo per rispettare il ricordo di un defunto.

In Turchia di rosso, in molti paesi asiatici di bianco. Se devi localizzare un sito o una pagina web è fondamentale garantire un brand, un’immagine che tengano conto di differenze simili. Insomma, come tradurre una pagina web? Devi adattare un prodotto o un servizio ad una zona specifica, ad un pubblico nuovo.

Le competenze del traduttore

La localizzazione di un sito web prevede che il traduttore sappia gestire aspetti linguistici ovviamente, ma anche tecnici, culturali, di digital marketing.

E che conosca anche le tecniche SEO. Naturalmente, un traduttore che lavori per il web, che sia ad esempio un copywriter o che abbia esperienze pregresse di localizzazione avrà un metodo più affinato e un punto di vista avvantaggiato.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Tradurre un sito: aspetti tecnici di WordPress

Prima di tradurre un sito c’è una scelta tecnica da fare. Puntare su più siti con diverse installazioni oppure su un sito unico multilingua? La prima opzione è fattibile, ma più difficile da gestire perché ti costringe spesso a effettuare le modifiche due volte.

Ogni versione del sito richiederà attenzioni separate. Anche scegliere di utilizzare un plugin per avere un sito multilingua non è proprio una passeggiata. C’è da imparare ad utilizzarlo bene e non si tratta di un’estensione da utilizzare saltuariamente.

Si parla, però, di un investimento che può aprire nuovi canali. La traduzione influirà su molti aspetti del tuo sito sviluppato su CMS WordPress. Ecco una lista delle cose da tenere sotto controllo quando si parla di traduzione online di blog e siti.

Struttura URL e hreflang

A domini separati e sottodomini io preferisco le sotto directory. Se traducessi il mio blog in inglese gestirei così la url: www.asocialman.com/en. Questo è il metodo più semplice. Certo, se fossi una grande azienda probabilmente preferirei domini separati per ogni sede nazionale. E non dimenticare di implementare gli hreflang.

Non tralasciare nulla

Spesso si sottovalutano parti dell’interfaccia, il footer o i vari widget. Bisogna fare una lista degli elementi per non dimenticarne nessuno. Ad esempio, se traduci un form di contatto che prevede conferme, ricorda le traduzioni di quest’ultime.

Segui un ordine

Prediligi prima la traduzione di tutti i contenuti istituzionali, poi le pagine, le categorie, i tag e poi passa agli articoli e ai menu. Quest’ordine è l’ideale per il tuo flusso di lavoro quando traduci un sito web.

I migliori plugin multilingua per WordPress

A facilitare il lavoro per fortuna vengono in soccorso una serie di plugin pensati proprio per realizzare siti multilingua nella stessa installazione di WP.

Prima di tutto, verifica sempre che il plugin sia compatibile con il tema installato per il tuo sito. WPML è il più utilizzato al mondo e statisticamente uno dei più compatibili con i temi. Però ho selezionato altri importanti plugin multilingua per WordPress:

Polylang

Pannello di controllo tra i più semplici e flessibilità per intervenire sul codice se sei uno smanettone. Gratuito con utili estensioni a pagamento e sempre aggiornato.

Weglot

Traduzioni automatiche gratuite fino a 2000 parole. Oltre, c’è un abbonamento mensile. Ad ogni modo è possibile modificare le singole voci con un comodo pannello.

qtranslate X

L’ultimo della famiglia di qtranslate e myqtranslate. Meno flessibile strutturalmente degli altri. Ma ideale comunque per semplici blog personali.

Xili-language

Plugin giovane. Semplice, immediato, gratuito. Preferibile solo per chi ha profonda conoscenza del CMS perché richiede di lavorare con file .po. Qui puoi vedere lo screenshot con i punti essenziali dell’interfaccia articolo.

Xili-language - come tradurre WordPress
Ecco la schermata di Xili-language.

Inutile secondo me stilare una lista più lunga di così, questi sono i plugin multilingua più utilizzati e affidabili. Ogni singolo caso poi avrà bisogno di approfondimenti.

Come faccio a tradurre una pagina web in inglese

Ti ho parlato di alcuni strumenti che facilitano il lavoro, ma non dimenticare che alla base c’è la mente umana. Il professionista della traduzione si occupa di trasportare nella lingua di destinazione il messaggio, adattandolo alla cultura di arrivo.

Ogni professionista serio non può non dirti una cosa: un traduttore dovrebbe essere madrelingua per la lingua di destinazione e bilingue per quella di origine. Cioè, deve conoscere perfettamente (in maniera innata, direbbe qualcuno) la lingua in cui bisogna tradurre e ovviamente aver studiato bene la lingua da cui si parte.

Naturalmente, conosco moltissime persone che traducono verso lingue che non sono la propria lingua madre. Questo accade soprattutto con le lingue più inflazionate: inglese, spagnolo, francese. Non è l’ideale, ma capita anche a me di farlo.

L’importanza della lingua inglese

L’inglese è la lingua del secolo. Qualche decennio fa in Europa tutto questo spazio lo aveva il francese. Adesso il mercato globale vuole che la lingua più compresa del globo sia la lingua dei britannici, degli statunitensi, degli australiani. Quindi, come tradurre una pagina in inglese in maniera ottimale? Bisogna seguire un metodo.

Come in ogni altro sacrosanto ambito, la scorciatoia esiste e forse ti fa terminare il lavoro prima. Ma se non conosci il territorio, se hai fretta, se vuoi fare tutto da solo…rischi di perderti o di arrivare in un luogo per un altro. Allora, iniziamo?

Metodo di traduzione

Come tradurre una pagina web? In questo senso è un po’ come tradurre un qualsiasi altro contenuto. Il metodo di traduzione può essere differente nei dettagli.

Può variare da persona a persona. Ma di base le best practices sono le stesse per chiunque si occupi di trasporre un contenuto in un’altra lingua. Cominciare con il dizionario (cartaceo o digitale) è un errore da principiante. C’è una fase di analisi iniziale che non puoi ignorare, proprio come in molte branche del web marketing.

I miei comandamenti del traduttore? A seconda di argomento e della specificità del linguaggio potrebbe essere utile munirsi di eventuali memorie di traduzione o dizionari specialistici. Bisogna innanzitutto leggere integralmente tutto il contenuto e:

  • Dare Massima attenzione ai titoli.
  • Individuare di paragrafi, blocchi, frasi.
  • Fare distinzione tra frasi attive e passive.
  • Evidenziare le forme verbali.

Come avrai intuito, spesso c’è da lavorare con penna, matita ed evidenziatore. O, quando si fa tutto sul computer, di un buon editor per la scrittura. Anche nel caso di utilizzo di plugin multilingua – che consentono spesso di scrivere direttamente il contenuto a fronte in backend – io suggerisco di lavorare a parte, su un altro documento. Il motivo principale? L’ultimo punto del mio metodo di traduzione.

Step fondamentale: la revisione

In mezzo a tutto questo, tra i punti di cui sopra e la revisione, c’è la traduzione vera e propria. Quella fase in cui con l’utilizzo di tool, libri, ricerche, memorie di traduzione, software di Machine Translation o Computer-assisted Translation si cercano i corrispondenti linguistici perfetti per rappresentare in un’altra lingua e un’altra cultura ciò che l’autore del testo di partenza intendeva dire. Ora sembra meno facile, vero?

Quali sono i tool utili per tradurre la pagina

Esistono strumenti utilissimi nelle mani di ogni utente comune. Ed è questo che sono: tool pensati per la massa che necessita di un servizio semplice e immediato.

Nelle mani del traduttore diventano un aiuto in più per il processo, soprattutto alcuni. Eviterò quindi di parlare di strumenti espressamente creati per i traduttori professionisti (come Trados o Wordfast). Ecco come tradurre una pagina web.

Google Translate

Tutti lo conoscono. Sia come app che come risorsa online di Google. Questo traduttore immediato è stato recentemente migliorato con l’Intelligenza Artificiale. Siamo lontani da mandare a casa i traduttori umani. Ma Google ci prova.

Google Translate

Input vocale, riconoscimento scrittura a mano libera, rilevamento automatico della lingua, salvataggio frasi preferite (una sorta di memoria di traduzione). Peccato – per fortuna – che l’intelligenza artificiale non sia sufficiente. Ancora.

Bab.la

Esempi di utilizzo, sinonimi, ovviamente le traduzioni. Bab.la è uno dei tanti servizi online di traduzione. Dizionario multilingue che si difende bene perché offre tante traduzioni-esempio. Difatti, è il contesto che tante volte determina una traduzione.

AcronymFinder e Urban Dictionary

Se non riesci a capire il significato di un acronimo, questo è il sito da visitare. Per le espressioni quotidiane e gergali in inglese Urban Dictionary è la risorsa da non perdere per tradurre parole impossibili da trovare altrove.

Google Translator Toolkit

Uno degli strumenti che io utilizzo quando traduco per lavoro. Sempre prodotto di Google, ma scommetto che questo non lo conosce quasi nessuno. Siamo nel territorio del traduttore. Il Translator Toolkit è un servizio web di traduzione assistita.

Integra la potenza di Google Translate, ma ti permette di modificare o memorizzare le traduzioni. Di creare o caricare glossari e memorie di traduzione. Non per tutti, ma volevo sottolineare le differenze con il servizio di cui sopra.

Grammarly

Servizio utile e semplice. Un assistente alla scrittura che suggerisce correzioni sintattiche e lessicali. Esiste in versione free e a pagamento. Può essere installato come estensione di Chrome o come software sul computer. Basti pensare che degli investitori hanno versato 110 milioni di dollari l’anno scorso per partecipare. In sintesi, questo servizio ti aiuta a non scrivere stupidaggini in inglese. Anche sui social.

ReversoContext

Proprio come Linguee, ReversoContext si fonda sugli esempi. Inserisci una frase o una parola e cerca (dopo aver selezionato le lingue che ti interessano).

Il tool ti restituirà due colonne con tanti esempi di utilizzo e a fronte lo stesso testo tradotto nella lingua prescelta. Il database da cui pesca non sempre è affidabile al 100%, ma può essere di grande aiuto per trovare la traduzione giusta.

WordReference

Un vero dizionario. Monolingue in inglese e bilingue tra diverse lingue straniere. L’inglese, comunque la fa da padrone. Il mio preferito per verificare al volo il significato di un termine. In realtà è molto di più. Se traduci, sai come molto spesso il dizionario si consulti spesso solo quando la sfumatura da comunicare è difficile.

WordReference
Le traduzioni di WordReference.

O quando c’è una locuzione, un modo di dire. E spesso il dizionario non offre la risposta. Ecco, qui c’è un forum di persone nei tuoi panni e ci si aiuta parecchio. C’è anche il coniugatore di verbi in 3 lingue per tradurre una pagina web al meglio.

Le attenzioni di un traduttore/copywriter

Scrittura creativa. Questo ci si aspetta da un copywriter. E non solo. Il copywriter è un esperto di marketing, che lavori online od offline. Ed è un comunicatore capace di rispettare le regole della sintassi e di giostrare con il lessico.

Questo permette al traduttore copywriter di concentrare l’attenzione su aspetti che a volte possono essere sottovalutati. Torniamo in pratica al discorso iniziale: il web copywriter è padrone del mezzo quando si tratta di tradurre una pagina web.

tradurre una pagina web

Quindi, soprattutto se si parla di siti web che rappresentano un’azienda – che vendono un prodotto, che contemplano un fine in un certo senso commerciale – un traduttore copywriter è capace di attenzioni che possono fare la differenza.

Ciò non significa che un bravo traduttore non possa ottenere gli stessi risultati. Solo, se dovessi tradurre un bell’articolo su Facebook Ads mi piacerebbe poterlo affidare a un traduttore esperto di advertising, per rendere l’idea.

Tradurre una pagina internet per la SEO

Se sai cosa vuol dire scrivere in ottica SEO-oriented, sai che un blogger professionista lavora su piano editoriale e calendario facendo keyword research.

Non è detto che i volumi di ricerca per le chiavi in una lingua siano gli stessi per le parole tradotte in altre lingue. E quindi, la keyword research va praticamente rifatta da zero. O meglio, va localizzata anch’essa. E questa era la prima notizia cattiva.

Per il resto, le regole basilari della SEO sono più o meno valide in qualsiasi lingua. Tradurre una pagina web per la SEO vuol dire rispettarle anche nella nuova versione del testo (sempre che il primo fosse ottimizzato!). Allora tanta cura per:

Il rischio è di creare tante versioni tradotte degli articoli già esistenti. Invece, un progetto editoriale in un’altra lingua ben gestito sarà unico e godibile, dovrà essere percepito proprio come se fosse pensato nell’idioma di arrivo.

La fase della ricerca delle parole chiave l’ho menzionata e forse è la più importante in ottica SEO: c’è da trovare corrispondenti che abbiano un volume di traffico interessante per il nostro business nella lingua di destinazione.

Perché hai bisogno di un traduttore professionista

Gestire un sito multilingua è un lavoro editoriale in aggiunta. Non vuol dire avere un sito e farne la copia in inglese. Non puoi pensare di tradurre il sito in maniera completamente automatica, il rischio reale è quello di fare un lavoro superficiale, al sapore di spamming. Messaggi a volte corretti, a volte somiglianti ad un’imitazione mal riuscita di un turista che si sforza di essere simpatico col cameriere di turno.

Una buona traduzione dà valore al sito web.

C’è bisogno di testi scritti bene. Questo può apportare valore aggiunto e maggiore credibilità al tuo business, che così verrà percepito all’estero in maniera seria. Chi comprende l’importanza della scrittura capisce.

Il content marketing insegna che un budget extra per testi originali e pensati appositamente da un copywriter, testi redatti da un web writer in ottica SEO oriented alla lunga pagano. Si viene ricompensati con il posizionamento in SERP e con la persuasività del messaggio (che si traduce in un tasso di conversione più alto).

Da leggere: i migliori content marketing tool

Come tradurre una pagina web secondo te

Tradurre vuol dire portare oltre, trasferire, trasportare. Condurre oltre. E sai quali confini ci si prefigge di oltrepassare? Quelli linguistici e culturali.

Un traduttore professionista può fare questo al meglio e se già ti sei chiesto quanto costa una traduzione, sappi che tradurre pagina web costa più o meno quanto la redazione della stessa fatta da un web writer professionista. A volte di più, difficilmente di meno. Però adesso spero sia più chiaro il perché. Hai qualche domanda su come tradurre una pagina web? Chiedimi tutto nei commenti.

11 COMMENTI

  1. Come si dice spesso, “tradurre significa tradire”, a riprova della difficoltà di conservare l’essenza di un testo da una lingua all’altra.

    Ecco perché certe traduzioni, che sembrano fatte sbattendo il testo nel traduttore automatico di Google, mi lasciano perplesso…

    • Andrea quanto hai ragione…la tua non è altro che una conferma: tradurre richiede tempo e sensibilità. Rendere il messaggio, il concetto, il focus, in un’altra lingua è un lavoro. Per l’appunto.
      Io non nego i passi da gigante che l’intelligenza artificiale ha fatto nel tempo e sono giunto ad una conclusione. Chi si accontenta della traduzione automatica di Google o di Facebook (Google è superiore, ovviamente) è semplicemente uno che non dà abbastanza peso alle parole. E, ahimè, ne è pieno il mondo. Nel mondo della comunicazione però, comportarsi così è un delitto!

      • Però, Ciro, ora te la faccio io una domanda: e per le traduzioni in lingue con alfabeti diversi da quello latino? Tipo il cirillico o gli ideogrammi delle lingue asiatiche come cinese e giapponese. O magari l’arabo e l’israeliano. Come si fa in questi casi?

        • Ciao Riccardo. Beh, anche in questo caso vale la regola del madrelingua. La lingua di partenza la devi conoscere a memoria, praticamente. Se l’alfabeto differente (ideogrammi, arabo, cirillico) invece è della cultura di destinazione del messaggio, tieni presente che il traduttore che si azzarda a tradurre verso una di queste lingue è comunque preparatissimo. Insomma, come quando io ho studiato il greco al liceo, la prima cosa che fai è imparare l’alfabeto e le regole del lessico così da poter senza problemi leggere i testi. Se poi ti riferisci a traduzioni al volo fatte con i tool suggeriti, il discorso è molto più complesso. Tradurre senza conoscere la lingua di destinazione è un po’ come guidare con gli occhi chiusi. Un suggerimento, che lascia il tempo che trova: frasi brevi e semplici possono restituire risultati più decenti anche da traduttori automatici.

  2. Uno dei punti più delicati dello sviluppo di strategie SEO internazionali è senza alcun dubbio questo. Non è difficile vedere e-commerce che rendono bene nel loro paese di origine ma, naturalmente non solo per questo ma per mille altri motivi, stentano un po’all’estero. Certo è, però, che una traduzione fatta indagando le ricerche degli utenti, quindi una traduzione in ottica SEO, dà una grossa mano al posizionamento internazionale!
    Più il mercato è competitivo, poi, più una traduzione adatta e SEO si fa sentire. Pensando al mercato americano, ad esempio, dove la concorrenza è molto alta ed agguerrita, basta poco per finire scalzati da un competitor magari piccolo, ma che ha investito in traduzione adatta.
    My 2 Cents. =D

    • Alessandro la vedo più o meno come te. C’è una premessa da fare, purtroppo. Investire, in generale, sul web è una cosa che viene presa sotto gamba. C’è chi ci prova come ultima spiaggia o nella speranza di trovare il lingotto d’oro tipo biglietto della lotteria. Poi è ovvio, se vuoi fare concorrenza a Argos, per dirne una, probabilmente stai ragionando già da un po’ e non solo sulla traduzione. In questi casi io suggerirei una squadra di persone dedicate alla localizzazione. In generale, ragionando sui casi in cui le cose si fanno con criterio, le mancanze tendono ad esserci su aspetti “secondari”. Ecco, la traduzione non è affatto secondaria, così come l’attenzione alla SEO. Anzi, è buona parte del succo.

      • È proprio quella la chiave di tutto: fare le cose con criterio. Alla fine, se tutti i motori di ricerca ed i social network simulano il ragionamento delle persone o tentano di unire persone, è dal criterio e dalla logica “umana” che si deve partire.
        Poi certo, come dicevi tu, è comunque necessario che a questo seguano capacità tecniche o creative tali da mantenere in vita e far crescere il progetto.

  3. Io aggiungerei alle vostre analisi che la ricerca Seo é proprio la base della traduzione di un sito ed é la prima cosa da fare. Seo localizzata naturalmente…come hai giustamente detto tu,infatti, chi come noi si occupa di traduzioni e contenuti in lingua deve sapere a quale mercato si riferisce:inglese sì,ma poi? Britannico?Australiano? Americano?
    Aggiungo poi anche io un contributo e suggerisco che uno spunto interessante viene poi proprio dall’analisi della Serp di Google in quei Paesi,che si ottiene proprio settando il motore di ricerca per quel tipo di analisi.

    • Grazie per il tuo contributo Alessia. L’ottimizzazione per i motori di ricerca per chi si occupa di web è un must. Noi lo sappiamo che una pagina ottimizzata è una cosa e una pagina (anche se ben scritta) non ottimizzata per i motori ne è totalmente un’altra. E magari un ottimo lavoro di traduzione si schianta contro un muro di errori banali spostandosi online. Per chi non è del settore non sono informazioni banali, però. Tutt’altro. Sono cose da segnare ben bene in una checklist. Per la Keyword Research certo, le SERP di Google sono una fonte inesauribile.

    • Verissimo Alessia. Osservare la SERP è sempre un’ottima strategia, soprattutto perché ti dà modo di ampliare il ventaglio dei canali che potresti sfruttare per portare traffico profilato ad un sito. Ad esempio, passa sempre in secondo piano la ricerca per immagini; ma ci sono settori dove una bella foto vale moltissimo, e ottimizzare questi elementi è importante! 😉

    • Il buon lavoro sul SEO copywriting inizia sempre dall’osservazione della SERP. Questo vale in qualsiasi lingua e per ogni possibile traduzione!

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