Come pubblicare un libro senza editore: ecco una piccola guida

Hai un sogno nel cassetto, vuoi pubblicare un libro ma è sempre difficile trovare un editore interessato al tuo manoscritto. Cosa fare in questi casi? Ecco una guida per pubblicare un libro online.

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Pubblicare un libro senza editore è il sogno nel cassetto di molte persone. Qualche anno fa, il modo di farlo era attraverso una casa editrice. Ma con l’avvento del self-publishing, del print on demand e dei social media le cose sono cambiate.

Pubblicare un libro senza editore
Vuoi pubblicare il primo libro?

Oggi quel sogno nel cassetto è alla portata di tutti. Le barriere di accesso sono crollate e tutti possono pubblicare un libro in proprio, senza editore.

Questo può essere visto come un bene o come un male. Il self-publishing ha sostenitori e detrattori, ma indubbiamente negli ultimi anni è stato utilizzato da un numero sempre maggiore di persone per pubblicare saggi, romanzi, storie e poesie.

Self-publishing: conviene veramente?

In Italia lo stigma del self-publishing come scelta di ripiego è ancora evidente, indubbiamente più forte rispetto al mondo anglosassone.

Molte persone nel Bel Paese vedono la pubblicazione indipendente come l’unica scelta per una schiera crescente di scrittori di serie B che non possono pubblicare con una casa editrice tradizionale.

Altri la pensano in modo diametralmente opposto, e credono che il self-publishing sia una scelta che alcuni scrittori fanno coscientemente per pubblicare un libro senza editore. E avere un maggiore controllo delle loro opere. Entrambi i punti di vista sono validi.

Non esiste una versione sbagliata e una giusta perché tutti sono liberi di pensarla come vogliono. Ci sono tuttavia dei fatti che non possono essere trascurati.

Se è vero che la maggior parte delle persone che pubblicano indipendentemente non vende più di una manciata di copie all’anno, è anche vero che negli ultimi tempi il numero di persone che ricavano dai libri dei proventi significativi è aumentato.

Per approfondire: i migliori libri di web marketing

La situazione del self-publishing in Italia

Studio il fenomeno del self-publishing (autopubblicazione) da circa cinque anni, ho collaborato con dozzine di autori indipendenti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ma ho anche intervistato diversi autori italiani che oggi vivono di self-publishing.

[perfectpullquote align=”left” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]È difficile riuscire a pubblicare un libro di successo da soli. [/perfectpullquote]

E che decidono di pubblicare un libro senza casa editrice ricavano un reddito significativo dai prodotti che creano e distribuiscono indipendentemente. Davvero pochi ci riescono, per motivi precisi che indagheremo.

Prima d’indagare a fondo questi elementi del successo, conviene fare un passo indietro e analizzare due concetti diversi, quello di autore a progetto e quello di autore imprenditore che saranno utili per farci capire meglio le dinamiche che muovono il mondo della pubblicazione indipendente.

Esistono due tipi di autori indipendenti

Un autore indipendente è uno scrittore che decide di pubblicare libri senza casa editrice. Quindi diventare editore di se stesso. Questa è la definizione più semplice e generica del concetto, quella che troverete più spesso su internet.

Voglio precisare che questa non è l’unica né la migliore definizione che esiste, ma è utile per mettere i puntiti sulle ‘i’ ed inquadrare il concetto di indie author.

Le mie ricerche e il mio collaborare con autori diversi mi hanno portato a distinguere gli autori indipendenti in due categorie: l’autore indipendente che vuole semplicemente pubblicare un libro e quello che vuole anche diffondere il testo.

Scegliere di concentrarsi sulla prima o sulla seconda azione cambia la genetica stessa dell’autore indipendente, e lo fa diventare una persona con obiettivi diversi. Pubblicare un libro senza editore è un’azione ricca di sfumature.

Differenza tra pubblicare e diffondere

Qual è la differenza? Per capirlo, bisogna innanzitutto farsi una domanda: si vuole semplicemente pubblicare un libro o si vuole imporlo all’attenzione del pubblico?

Riflettiamo meglio su questi due casi. Il primo caso comprende un’azione, la pubblicazione, che inizia e finisce. È un circolo che si chiude una volta pubblicato il libro. Molte persone pubblicano indipendentemente con il solo scopo di esserci.

Quindi di rendere disponibile il proprio libro su un negozio online per poter dire ad amici e conoscenti che si trova lì. Il loro obiettivo non è vendere decine di migliaia di copie. Nessuno di loro è interessato a diventare un autore best-seller, o a vivere di scrittura. Queste persone vogliono semplicemente pubblicare le loro storie. Punto.

L’autore decide di vendere i suoi libri

La seconda categoria di autori indipendenti è fondamentalmente diversa. Si chiedono come pubblicare un libro senza editore? La loro preoccupazione è quella di andare sul mercato ma anche diffondere, promuovere, impegnare tempo e strategie.

Tutto questo per vendere il libro autoprodotto. La diffusione è un’azione che va oltre la pubblicazione, e si prolunga nel tempo. Non si tratta più di un cerchio che si chiude, ma di una linea retta che procede indefinitamente verso il successo.

vendere un libro autoprodotto
La vendita di libri da parte dell’autore è importante.

Per comodità, chiamo la prima categoria “autori indipendenti a progetto” e la seconda “autori indipendenti d’assalto” o “autori imprenditori”. Sottolineo che una tipologia di autore non è migliore dell’altra. Si tratta semplicemente di due gruppi diversi.

In questo articolo mi concentrerò sugli autori indipendenti d’assalto, ovvero gli imprenditori (authorpreneur, nella dicitura anglosassone) il cui scopo è creare, vendere un libro autoprodotto e ricavare dei proventi dalle vendite dei libri.

Come diventare autore indipendente

Diventare un autore indipendente per pubblicare un libro senza editore è semplice: basta caricare un file su Kindle Direct Publishing o su un’altra piattaforma online e premere il pulsante pubblica. Ma come si diventa un bravo imprenditore?

Come si trasforma un semplice file .mobi, ePub o PDF in un prodotto scaricato da un numero elevato di persone capace di generare un reddito significativo?

Nel mio ruolo di curatore di podcast e blog che trattano di self-publishing, e di promozione editoriale, ho avuto la fortuna di stringere rapporti con dozzine di persone che hanno fatto del self-publishing una parte importante della vita.

Ogni volta che entravo in contatto con un autore indipendente di successo, che fosse attraverso il mio blog o il mio podcast, mi facevo sempre le domande:

Che cosa distingue questa persona da tutti gli altri? Che cosa ha in comune con gli autori di successo che ho intervistato? Per quale motivo i suoi prodotti non finiscono nel dimenticatoio, ma hanno la forza d’imporsi ad un pubblico di migliaia di persone?

Ho cominciato a notare elementi che si ripetevano in ognuno di questi casi, delle cose che accomunavano questi autori, indipendentemente dal genere che scrivevano.

Pubblicare un libro di successo da soli

Quando si guarda al successo di una persona è facile attribuire il merito a un fattore esterno alla sua sfera, come la fortuna o il trovarsi nel posto giusto.

Certo, questi elementi possono giocare un ruolo importante. Ma sono convinto che non siano significativi, se presi singolarmente. C’è bisogno di molto di più della semplice fortuna per diventare (e soprattutto rimanere) un successo.

Quali sono gli elementi che ho notato ripetersi in praticamente tutti i casi di autori di successo che ho intervistato, con la speranza di gettare un po’ di luce sul perché alcuni di loro hanno successo (in termine di vendite e di visibilità) e altri no.

Da leggere: Come trovare il tempo per scrivere un libro

Creare una copertina efficace per il libro

A costo di risultare banale, non posso evitare questo elemento. Avrete sentito dire che le persone comprano con gli occhi quando si tratta di libri.

Ed è un’affermazione vera. Non ha senso svalutare l’importanza di una buona copertina. Potete aver scritto il miglior libro della storia, ma se gli avete dato una copertina squallida davvero pochi saranno interessati a leggerlo. Ecco gli elementi:

  1. Prima di copertina.
  2. Quarta di copertina
  3. Dorso.
  4. Risvolto posteriore.
  5. Risvolto anteriore.
  6. Titolo.
  7. Autore del libro.
  8. Marca dell’editore.
  9. Sinossi.
  10. Recensione.
  11. Nota sull’autore
  12. Didascalia.
  13. Prezzo.
  14. Codice Isbn

Tutti gli autori che ho intervistato hanno curato in maniera particolare la creazione della copertina. Quasi nessuno l’ha confezionata da solo, e i pochissimi che lo hanno fatto hanno un trascorso da designer o li ha aiutati qualcuno.

schema copertina libro

Investire nella copertina è una delle cose che un autore imprenditore non può trascurare se vuole dare una possibilità in più al suo libro di emergere dalla mischia.

Sinossi e titolo: elementi di un libro di successo

Questi passaggi si agganciano al concetto del comprare con gli occhi di cui ho parlato prima, e li ho messi immediatamente dopo la copertina per un motivo: credo infatti che questi tre elementi (copertina, sinossi e titolo) siano correlati tra di loro, e che influenzino assieme la scelta del lettore di comprare o meno un libro.

Le persone che cercano un libro sono catturate immediatamente da questi componenti, e per questo devi fare in modo che siano il più accattivanti possibili. Pubblicare un libro senza editore vuol dire occuparsi di questi elementi.

L'importanza dell'immagine
I pochi secondi in cui un potenziale lettore guarda la copertina e legge il titolo e la sinossi sono davvero importanti, e gli autori di successo lo sanno bene. Quindi se vuoi pubblicare un libro senza casa editrice devi lavorare a stretto giro con un designer. Ci sono tool come Canva che ti consentono di creare delle copertine per i libri ma non basta: devi avere le competenze.

Un buon editor può fare la differenza

Questa è una delle cose che distingue maggiormente gli autori indipendenti di successo dagli altri, avere un professionista che fa un editing serio del loro libro.

La maggior parte degli scrittori credono di essere in grado di correggere da soli il proprio libro. Ma non lo sono. Le persone che lo capiscono sono un passo in avanti rispetto a tutti gli altri: c’è bisogno di un bravo correttore di bozze. E di un editor che non corregga solo i refusi ma si occupi anche migliorare stile e struttura.

Avere un occhio critico che analizza in modo professionale un manoscritto per prepararlo al giudizio del pubblico è un elemento che non può e non deve essere sottovalutato da uno scrittore indipendente che vuole pubblicare un libro da solo.

Usa una piattaforma per promuovere un libro online

Per piattaforma online intendo uno spazio su internet che gestite e curate. Magari un sito, un podcast, una piattaforma di e-learning. Insomma, un angolo di web per innescare il processo di inbound marketing e farsi trovare dal pubblico.

Questo è un punto di ritrovo, la casa-base da dove partono i vostri contenuti e le news che riguardano voi e i vostri prodotti. Social media come Facebook o Instagram non sono piattaforme, sono semplici estensioni della vostra attivitò.

Ognuna delle persone che ho intervistato e che ha raggiunto un certo livello di vendite possiede una piattaforma online, e da lì solitamente questi autori partono quando si tratta di diffondere i loro contenuti e promuovere le loro opere.

Una community per aumentare le vendite

Molti autori che ho intervistato avevano un blog anni prima di pubblicare il loro primo libro. Altri avevano investito del tempo su piattaforme come Incipit o Wattpad, creando in questo modo un gruppo di lettori interessati alle loro storie. Altri ancora avevano fatto una cosa simile usando dei gruppi Facebook pubblici o privati.

Questi scrittori, insomma, avevano già creato una comunità di persone disposte a sostenerli. Quando si è trattò di pubblicare il loro libro, utilizzarono questa componente per far in modo di far risaltare il loro prodotto nelle classifiche dei negozi online, così che più persone avessero la possibilità di conoscerlo.

Costruire una community è forse una delle cose più difficili da fare per vendere un libro autopubblicato. Richiederà del tempo e dedizione, ma è una delle componenti senza le quali è davvero difficile aspirare al rango di autore di libri.

Scrivi e pubblica più di un libro

Un libro promuove l’altro. Questa è una regola importante da tenere presente, specialmente quando si vendono libri ogni giorno. Gli autori indipendenti hanno capito questa verità molto tempo fa, e non sottovalutano la sua importanza.

Scrivere un libro non è facile ma nessuno degli autori che ho conosciuto ha pubblicato un solo tomo. Nessuno. Se faccio una media, parliamo di almeno 4-5 libri pubblicati a persona. Un libro può promuovere l’altro, specialmente se fanno parte di una serie.

È un concetto che pochi capitalizzano quando si parla di vendita diretta di libri da parte dell’autore. Ad esempio nel momento i cui decidi di pubblicare un ebook su Amazon.

Devi promuovere il libro autopubblicato

Ogni singolo autore che ho intervistato ha speso somme più o meno ingenti per la promozione dei suoi lavori. Alcuni sono arrivati a spendere parecchie migliaia di euro. Sì, avete letto bene: parecchie migliaia di euro per promuovere un libro.

Questo potrebbe sorprendere. Stiamo parlando di un rischio significativo, che non dà alcuna garanzia di ritorno economico. Chi sarebbe disposto a spendere centinaia o migliaia di euro senza un guadagno sicuro? Solo un autore imprenditore.

Se accompagnato da un buon piano di marketing, l’investimento per promuovere il libro può dare ottimi frutti. E ripagare le spese in un tempo relativamente breve.

Investire nella promozione rimane uno dei punti più controversi e discussi nel mondo del self-publishing. Lo vedo ogni giorno nelle diverse comunità di autori indipendenti a cui partecipo. Tutti vogliono far conoscere il proprio libro, ma davvero pochi sono disposti a tirare fuori il portafoglio quando si tratta di promuoverlo.

Questo non significa che per promuovere un libro online è necessario spendere molti soldi. Ci sono modi economici o completamente gratuiti per farlo. Tuttavia, molti degli autori indipendenti hanno deciso di rischiare investendo nei libri e nei testi pubblicati. Ed alcuni di loro oggi sono quelli che vendono più copie in assoluto.

Vivere di scrittura senza casa editrice

Tutti possono pubblicare un libro senza casa editrice. Basta avere un computer, una connessione ad internet e un manoscritto nel cassetto. Il self-publishing è un mondo complesso e variegato, e nonostante sia un fenomeno che seguo da circa cinque anni, sono il primo ad ammettere che è davvero difficile emergere.

Gli elementi che ho nominato sono utili per gettare un po’ di luce sul perché alcuni autori indipendenti ce la fanno e altri no, ma anche questi elementi se presi singolarmente raccontano solo una parte della storia.

Nessuno può davvero prevedere se riuscirà a vendere un libro senza casa editrice. Tutto quello che si può fare è creare un prodotto di qualità, al meglio delle nostre capacità, e vedere che tipo di feedback riceviamo dal pubblico. E una volta fatto questo, ripetere il processo, cercando di creare ogni volta un libro migliore.

Da leggere: piccolo manuale di scrittura creativa

Come pubblicare un libro senza editore?

Questo è un punto essenziale. È possibile pubblicare un libro senza editore, autoprodotto e indipendente? Sì, ma c’è bisogno di un passaggio in più. Che sia un romanzo o un saggio non fa differenza: devi puntare su un prodotto di qualità e sulla promozione. Sei d’accordo? Hai qualche domanda? Lascia tutto nei commenti.

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Michele Amitrani è un autore indipendente e un podcaster. Ha scritto e pubblicato indipendentemente diversi libri, tra cui la quadrilogia di fantascienza Onniologo (tradotta in inglese con il titolo Omnilogos). La sua missione è aiutare altri scrittori a rendere le proprie storie disponibili al grande pubblico. Per questo motivo condivide risorse su come produrre, pubblicare e pubblicizzare libri sul suo sito www.credinellatuastoria.com, sul suo canale YouTube e sul suo podcast Credi Crea.

9 COMMENTI

  1. Ero scettica visto il titolo, ma mi sono ricreduta leggendo. Perché in realtà è facilissimo pubblicare il self-publishing, Amazon è piena di aspiranti autori che postano due capitoli del loro best seller su WattPad sperando che la community sovvenzioni il loro bisogno di reddito, ma in realtà è un mondo davvero spietato. Si emerge in pochi, si deve battagliare con prodotti di scarsa qualità e, soprattutto, se non conosci un buon editor o per lo meno qualcuno che sia in grado di darti un parere costruito oggettivo, è del tutto inutile. Io è un anno che provo a cercare un editore che mi dedichi almeno un’ora del suo tempo, in parte per l’impostazione culturale self=ultima spiaggia, in parte perché non posso contare su nessuno “dell’ambiente” che possa dirmi brutalmente: hai talento sì/no/perché, in questo momento per me fondamentale per determinare il mio eventuale margine di miglioramento. Credo sia indispensabile centrare prima la propria posizione per poi buttarsi nella pubblicazione, accettando la possibilità di non essere quella penna monetizzabile che si spera di diventare. Questo è il ragionamento che molti self non fanno, rendendo il mercato di conseguenza meno attrattivo di quello che dovrebbe essere.

    • Grazie del commento Francesca. Sono d’accordo con te. Pubblicare con il self è facile, ma un autore imprenditore deve farlo investendo tempo e risorse per produrre un libro di qualità. I passi che ho descritto nell’articolo sono importanti, e ce ne sono altri. Inoltre, l’importanza di cui parli nel trovare un buon editore è davvero fondamentale. I migliori self ne hanno uno. E si vede la differenza. Buona fortuna con i tuoi progetti letterari!

    • Purtroppo si pensa sempre che dopo la pubblicazione del libro non si debba fare altro. Io ho pubblicato con editore ed è la stessa cosa, devi comunque fare promozione da solo. O meglio, la devi fare anche da solo.

      • D’accordissimo, Riccardo. Anche con un editore al giorno d’oggi molte delle ‘responsabilità della promozione’ ricadono sulle spalle dell’autore. E sarà sempre più così anche in futuro.

  2. C’è un punto dell’articolo che non mi è chiaro.E’ stato detto che pubblicare un libro è tutto sommato semplice perché basta caricare il file su una piattaforma apposita.In questo modo però il libro viene pubblicato in formato digitale.
    Se si volesse pubblicarlo in formato cartaceo quale sarebbe invece la prassi da seguire?bisognerebbe per forza ricorrere ad un editore?
    Lo so che la domanda potrà sembrare stupida ma sono totalmente ignorante in materia.
    Grazie

    • Ciao Dino e grazie per la domanda, che non è affatto stupida. Pubblicare un eBook è senza dubbio più semplice che pubblicare indipendentemente un libro in formato cartaceo, perché letteralmente tutto quello che devi fare con un eBook è caricare un semplice file su una piattaforma come Amazon KDP, caricare la copertina, compilare alcuni campi e il gioco è fatto.

      Per quanto riguarda pubblicare un libro in formato cartaceo non serve un editore. Puoi farlo tranquillamente da solo, come puoi fare con un eBook. La stessa piattaforma Amazon KDP ti dà la possibilità di pubblicare un libro cartaceo.

      Io uso Createspace per pubblicare i miei libri in formato cartaceo. Createspace è parte di Amazon, quindi mi rende facile distribuire il mio libro fisico proprio su Amazon, che è il negozio online più grande del mondo.

      Youcanprint, Lulu, Lightning Source sono altre piattaforme che ti permettono come Createspace di creare e distribuire i tuoi libri cartacei in tutto il mondo. Ti dicevo che pubblicare indipendentemente un libro in formato cartaceo è più difficile semplicemente perché devi considerare la formattazione del libro e devi assicurarti che il prodotto finale fisico sia di alto livello. Per questo motivo, il processo di pubblicazione di un libro fisico è anche più laborioso e costoso della semplice pubblicazione di un eBook. Infatti vorrai sicuramente ordinare alcune ‘proof copy’ e assicurarti che tutto sia ben fatto prima di premere il pulsante pubblica. Ho creato un tutorial approfondito gratuito su Youtube che ti spiega esattamente come creare e pubblicare un libro cartaceo usando Createspace, se vuoi indagare questo tema più a fondo. Puoi trovarlo andando su Youtube e semplicemente scrivendo nel campo di ricerca ‘Come usare Createspace’, oppure seguendo questo link.

      https://www.youtube.com/watch?v=KNyV9v3NcL4&t=5s

      Buon proseguimento.

  3. ciao Michele complimenti per il post e per la ‘can do’attitude.
    un tema che non hai toccato nella dissertazione e che sarebbe molto utile è quello relativo alla distribuzione del cartaceo.
    sarebbe bello avere un’idea dei costi di distribuzione di un libro tipo: quanto costa listare il libro nelle librerie feltrinelli o mondadori?
    sai come funziona per un prodotto nella grande distribuzione, se vuoi essere presente a scaffale e visibile costa tot… sarebbe utile avere questo tipo di informazioni!
    grazie

    • Ciao Federico e grazie per la domanda. La distribuzione del cartaceo è un tema sicuramente importante e decisamente da considerare per un autore indipendente che vuole espandere la sua distribuzione e aumentare la vendita del suo libro aggiungendo il formato cartaceo all’ebook.

      Guarda posso farti un esempio molto concreto di costi di produzione (prima) e distribuzione (poi). Nel primo caso ti parlerò di costi di produzione che io ho sperimentato personalmente, stampando 50 copie di un mio libro. Ho utilizzato un servizio che oggi sostanzialmente non esiste più (Createspace, che è stato recentemente sostituito da KDP print) per stampare 50 copie del mio libro. Io vivo in Canada e la mia stampante era basata negli USA (se tu vivi in Italia ed usi Amazon/Createspace, i tuoi libri se non erro sono stampati in Germania o in UK). Il mio libro era circa 300 pagine (90.000 parole). Stampare una copia di questo libro mi è costato 5.06 $ canadesi. Costo totale per 152 copie circa 200 dollari. A quei 200 dollari ho dovuto pagare circa 86 dollari per il trasporto e 56 dollari di dogana. A conti fatti, considerando tutti i costi, stampare e avere una copia del mio libro a casa mi è costato circa 7 dollari a copia (circa 350 dollari in totale).

      Questo se vuoi avere dei libri cartacei da usare per marketing, review request, promozione, giveaways, etc. La tua domanda è però più incentrata sui costi di distribuzione nelle librerie come Feltrinelli o Mondadori, se non ho capito male. Alcuni anni fa, se usavi ilmiolibro.it e pagavi una certa somma (non stratosferica) i tuoi libri potevano essere ordinati anche in una libreria come Feltrinelli. Tuttavia NON avevi assolutamente il tuo libro sugli scaffali di una Feltrinelli. È quasi impossibile per un indie approdare sugli scaffali di una libreria italiana. Non funziona in questo modo. Per poter stare su una libreria come quella devi passare attraverso altri canali, devi avere un nome, un agente e conoscenze. Ho conosciuto e intervistato indie che hanno fatto il salto dal digitale agli scaffali della Feltrinelli, ma ti parlo di persone che hanno venduto migliaia di copie per conto loro, e poi una casa editrice come la Nord o la Newton Compton li andava a cercare e gli proponeva un contratto. Se non hai un editore alle spalle non entri in posti del genere. Spero la risposta di sia stata utile. Buona fortuna!

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