Cosa sapere per fare ottimizzazione SEO e posizionarti su Google

Puoi darmi una definizione di SEO? Non hai ancora individuato una versione di questa materia? Dai uno sguardo all'articolo che hai aperto: qui trovi la search engine optimization. Sul serio.

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Quando lavori con il web marketing non puoi mettere da parte il concetto di SEO. Perché attraverso una visione generale puoi raggiungere dei risultati concreti.

E ottenere ciò che ti serve veramente. Vale a dire più click e visibilità su Google e altri motori di ricerca. Tipo, ad esempio, Yahoo, Bing, Yandex e Duck Duck Go.

Come fare SEO
Iniziamo a fare SEO?

La S.E.O. è un’attività, divisa in branche anche molto diverse, che consente di migliorare la presentazione dei risultati del sito web su Google. Fanno parte di questa materia tutte le attività che fanno parte dell’ottimizzazione di una pagina web.

Però quando si parla di ottimizzazione SEO c’è sempre una grande confusione in ballo. Questo perché la materia riguarda da vicino la visibilità su Google, la possibilità di ottenere vantaggi concreti per il posizionamento nella prima pagina (serp).

Quella che consente di lavorare bene e di guadagnare online. Ma di cosa si tratta veramente? Cos’è e come funziona la SEO? Ecco cosa devi sapere veramente.

Cos’è la SEO: definizione dell’acronimo

La tecnica S.E.O. ha un significato ben preciso per chi ci lavora: è l’acronimo di Search Engine Optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca.

Con questo termine si intende tutto ciò he viene fatto per migliorare il posizionamento di una risorsa web sui motori di ricerca.

Quindi si tratta di conoscere tutti i trucchi Google per apparire in alto nella serp? Il posizionamento SEO non è così semplice, non c’è un manuale ufficiale da seguire.

Le tecniche e le strategie che consentono di posizionare un sito web nei risultati dei motori di ricerca non sono definite, anzi: i fattori che Google usa per scegliere i siti da inserire in alto nella serp sono tanti. E l’incertezza regna sovrana in ogni caso.

Da leggere: cos’è il posizionamento SEO su Google

Dizionario e glossario SEO: vocabolario base

  • Spider: detto anche crawler o robot, programma che scansiona pagine web.
  • Nofollow: attributo che si dà ai link per non far passare rilevanza SEO.
  • Meta tag: contenuti che permettono alla pagina di comunicare con Google.
  • Backlink: link in ingresso inseriti verso un dominio specifico.
  • Anchor text: il testo che fa da ancora per l’inserimento di un link.
  • Black hat SEO: attività SEO non conforme alle regole volta a ingannare l’algoritmo.

Cosa studiare per imparare la SEO

Vuoi lavorare in questo mondo e diventare un esperto SEO? Oppure vuoi semplicemente acquisire le competenze necessarie per dare visibilità al sito su Google? Bene, devi studiare tanto. Ma il punto è questo: non esiste un percorso stabilito per diventare un professionista SEO, per diventare un professionista.

In primo luogo non c’è un’università di riferimento. Può far comodo avere una base solida di informatica e programmazione, ma conosco tanti bravi SEO che lavorano in questa direzione senza avere titolo di laurea. Quindi mi voglio limitare a consigliare tre percorsi di base che ti aiuteranno sempre se vuoi imparare la SEO per bene.

  • Studia temi generali e specifici cercando di rimanere sempre aggiornato, leggendo libri di web marketing e blog di SEO expert. Non ti dimenticare webinar e corsi.
  • Sporcati le mani, inizia dal basso a lavorare come SEO junior. Cerca di apprendere, collabora con le persone più brave di te. Lo dico senza paura: se devi imparare lavora gratis e ruba il lavoro a quelli più bravi di te. L’esperienza è indispensabile.
  • Fai test e tentativi su progetti personali. Per imparare devi fare delle prove, e portare al limite le regole SEO che tutti seguono. ma non farlo con i clienti, ti prego.

A questo punto devi scegliere: meglio aprire una partita IVA per lavorare come SEO o puntare all’essere dipendente? Io ti consiglio di iniziare in un’agenzia, una realtà nella quale puoi fare esperienza. Poi, se ce la fai, cammini con le tue gambe.

SEO Google: le basi da studiare

Per studiare la SEO io suggerisco, in primo luogo, di puntare sulle basi che ogni professionista dovrebbe conoscere a memoria. Le risorse ufficiali secondo Google:

Oltre a questi documenti gratis puoi acquistare SEO e SEM. Guida avanzata al web marketing di Marco Maltraversi, Manuale di SEO Gardening di Francesco Margherita e The Art of SEO tradotto in italiano da Jacopo Samo Matteuzzi e Flavio Mazzanti.

Il posizionamento sui motori di ricerca

La SEO si divide in due sezioni fondamentali: ottimizzazione on-page e off- page. La prima sezione riguarda il miglioramento nella pagina web rispetto a determinate esigenze e di stringhe particolari come tag title, meta description e H1. Senza dimenticare una generale ottimizzazione dei contenuti e del codice HTML.

Poi c’è la fase off-page, l’ottimizzazione che permette a un dominio di ricevere dei collegamenti da siti web attendibili e correlati. Questo è uno dei passaggi decisivi per migliorare il posizionamento di un sito su Google. Ma ci sono anche dei rischi.

posizionamento Seo sui motori di ricerca
Vuoi posizionarti su Google?

Dei rischi collegati a un uso fraudolento dell’attività sui link. In alcuni casi si può giungere anche a un caso di penalizzazione per acquisto o vendita di link.

Come funzionano i motori di ricerca?

Prima di capire come posizionarsi sui motori di ricerca è giusto dare chiarimenti sul funzionamento di Google, vale a dire il partner principale di questo lavoro. Le fasi essenziali che permettono al tuo sito di essere presente sono tre:

  • Crawling o scansione – Il software che si occupa di scoprire nuove risorse (vale a dire il crawler o spider) analizza il dominio in questione e individua pagine utili.
  •  Indicizzazione o indexing – La fase in cui il motore di ricerca inserisce nel proprio archivio i contenuti che ha individuato attraverso l’opera di scansione e crawling.
  • Posizionamento o Ranking – L’opera che consente a Google di individuare il risultato migliore per una determinata query, in modo da restituire il miglior risultato possibile.

Quale differenza tra indicizzazione e posizionamento su Google? Nel primo caso c’è l’inserimento della pagina nel database, nel secondo si prende una decisione rispetto al posto nella serp. Quindi, un sito web può essere indicizzato ma posizionato male.

come funziona google

Attraverso la SEO gli specialisti cercano di posizionare i siti dei clienti per raggiungere le posizioni migliori. E aumentare i profitti. Ecco perché la SEO è centrale per il concetto di inbound marketing. Ma non basta, approfondiamo alcuni temi.

Evoluzione della SEO: aggiornamenti dell’algoritmo

Uno degli aspetti della strategia SEO: l’evoluzione della materia. L’ottimizzazione per Google non è mai stata statica, c’è sempre bisogno di osservare il miglioramento di un algoritmo che forse non è perfetto. Ma detta le regole del gioco e consente al motore di ricerca di trovare il risultato migliore secondo i suoi parametri.

Qualche esempio concreto? Prima per indicizzare un sito dovevi aspettare anche qualche settimana, dopo Google Caffeine i tempi hanno registrato un calo pazzesco.

Un tempo la link building si faceva con comunicati stampa, article marketing, directory e Dmoz, scambio link e campagne SEO basate su guest post selvaggi. Poi è arrivato Google Penguin. Con le relative penalizzazioni e problemi. Lo stesso ha fatto Google Panda con i thin content, ecco di cosa si tratta con esattezza:

Panda rappresenta un fattore che ottimizza il ranking filtrando i contenuti di scarsa qualità, piuttosto che un nuovo algoritmo di ranking.Wikipedia

La differenza è arrivata con Google Hummingbird, non un aggiornamento ma una vera rivoluzione del core del motore di ricerca che introduce due pilastri:

  • Knowledge Graph
  • Semantic Search

All’interno di Hummingbird ci sono i parametri per iniziare un percorso legato alla ricerca semantica, vale a dire capace di andare oltre il concetto di keyword. Per ogni query non c’è solo il tentativo di comprendere il reale significato delle parole, ma anche di creare una sintesi efficace con relative connessioni. Ecco un esempio.

Knowledge Graph
Ecco Knowledge Graph all’opera nella serp.

Con il passare del tempo ci spostiamo dal principio, ormai archiviato, di keyword density a quello di latent semantic indexing. In questo modo il motore di ricerca capisce la connessione semantica tra documenti e query. Così capita che in una serp ci siano risultati che non presentano nel tag title la keyword principale.

Questo non perché non sia più valida una delle principali regole dell’ottimizzazione SEO on-page, Google è in grado di capire che c’è qualcosa di utile in quella pagina. A prescindere dall’uso, più o meno eccessivo, delle parole chiave.

Quale differenza tra SEO, SEM e SEA

Prima di procedere è giusto considerare alcune differenze di base. Se la SEO è l’ottimizzazione di ricerca non si può ignorare il concetto di SEA. Vale a dire tutte le attività di gestione delle sponsorizzazioni per sponsorizzare link a pagamento.

Il concetto è semplice: con la SEO puoi posizionare il tuo sito web in base ai meriti qualitativi, con la SEM lavori sul pagamento del giusto prezzo per apparire in alto nella serp. Questo circuito può essere messo in campo con Google AdWords.

Vale a dire il programma per sponsorizzare i contenuti commerciali e che ti consentono di creare un flusso di conversioni virtuoso. Se unisci SEO e SEA cosa ottieni? Il concetto più importante, il SEM. Vale  adire una serie di attività che:

comprende le attività atte a generare traffico qualificato verso un determinato sito. Lo scopo è portare al sito, tramite i motori di ricerca, il maggior numero di visitatori realmente interessati ai suoi contenuti.Wikipedia

Quindi, per ottenere un dominio completo della pagina dei risultati sul motore di ricerca è giusto integrare. E avere un buon posizionamento organico, senza dimenticare le sponsorizzazioni. Qui puoi fare il native advertising delle sponsorizzazioni su Google AdWords, il circuito PPC (pay per click) di Google.

SEO, SEM e SEA
Ecco un esempio di risultati AdWords.

L’idea è questa: si lavora con la SEO per il posizionamento organico su Google, si spingono i contenuti commerciali per portare traffico profilato sulle landing page e le risorse che ti aiutano a guadagnare online. Mai ragionare senza visione d’insieme.

Ricerca delle keyword e relativi SEO tool

Per avere una buona ottimizzazione SEO devi investire in una strategia di marketing adeguata per inserire il posizionamento in un flusso organico con obiettivi chiari. Infatti, fare SEO è inutile se poi non si capisce perché posizionarsi su Google.

Subito dopo c’è un’altra fase di analisi, vale a dire la keyword research. Sto parlando della ricerca delle parole chiave in modo da ottenere una pianificazione chiara di cosa usare per raggiungere le persone giuste. Alla base c’è il lavoro di content marketing, ma che può essere declinato in modi differenti. Ad esempio:

  • Contenuti scritti.
  • Immagini e foto.
  • Video.
  • Prodotti.
  • Mappe.
  • Schede attività local.

Insomma, la keyword research è decisiva per capire cosa creare. Ma, soprattutto, per identificare le query utili al tuo progetto. In questo caso abbiamo ricerche informazionali, transazionali e navigazionali. La differenza la trovi qui.

keyword seo

Le ricerche navigazionali sono quelle che contengono il nome brand, e che si riferiscono a un intento ben chiaro di chi cerca le risorse di un determinato brand.

Quelle transazionali sono relative a un’azione da svolgere online: descrivono un fare qualcosa che può essere strettamente commerciale. Come l’acquisto di un prodotto o una prenotazione, o magari il download di un contenuto per fare lead generation. Le ricerche informazionali, invece, riguardano una domanda. Un’informazione.

ricerche su Google

Qui le persone cercano risposte, le query non sono direttamente commerciali ma possono rappresentare un’ottima occasione per intercettare il pubblico giusto. Da non dimenticare, però, che le query informazionali sono circa l’80%.

SEO tool per fare analisi delle keyword

Ovviamente per ottenere questi risultati devi sfruttare degli strumenti per fare analisi SEO, e per ottenere dei risultati chiari in termini di keyword. Quali sono i migliori SEO tool per copywriter? Ecco la mia lista preferita, quella che mi aiuta ogni giorno a ottenere le informazioni giuste per scrivere testi efficaci sui motori di ricerca.

Ubersuggest

Uno dei migliori tool per ottenere informazioni sulle correlate, vale a dire le keyword che descrivono argomenti connessi a quelli della keyword principale. Qui puoi ottenere informazioni preziose anche su PPC e volume di ricerca delle query.

Google Trends

Non basta avere volume di ricerca e costo per click di una keyword, devi scoprire anche la stagionalità delle ricerche. Vale a dire quando si effettuano le query.

Questo aiuta la gestione dei un buon calendario editoriale. Ed ecco che Google Trends diventa essenziale per ottenere dei risultati concreti e attendibili.

Answer The Public

Riferimento per chi vuole lavorare in modo strategico con le long tail keyword e le query informazionali. Qui trovi un patrimonio di ricerche per un piano editoriale ben fatto, e dare vita a un blog aziendale capace di aumentare il traffico del sito.

Ci sono molti altri SEO tool per ottenere dati sulle ricerche effettuate dagli utenti. Ad esempio puoi usare Seozoom, Semrush (perfetto per la SEO internazionale) e Majestic che sono delle suite professionali, a pagamento. Qui hai tutti i dati necessari per fare una buona attività di ottimizzazione per Google.

Ottimizzazione SEO on-site del progetto

La SEO on-site riguarda ciò che consente di migliorare l’indicizzazione e il posizionamento. Questa soluzione lavora sulla struttura del sito, sul miglioramento tecnico del prodotto, e prende spunto da una serie di attività preliminari che permettono a chi si occupa della SEO di lavorare nella direzione giusta.

Velocità delle pagine web

Oggi è impossibile fare SEO senza valutare la velocità di caricamento delle pagine web. Google ha indicato con chiarezza la presenza di questo elemento nei fattori di posizionamento. Quindi è tuo preciso dovere lavorare in questa direzione.

Implementazione HTTPS

Da qualche tempo Google consiglia a tutti di implementare il certificato SSL sui siti e sui blog. Questo vale soprattutto per chi ha un ecommerce, ma non solo.

https seo
Oggi è importante avere l’HTTPS.

Avere un certificato HTTPS consente di avere un vantaggio in termini di ranking, ma anche l’user experience ne guadagna. Questo perché le persone devono poter navigare in completa sicurezza, senza dimenticare che Google Chrome mostra l’etichetta Non Sicuro sulla barra degli indirizzi quando un sito non ha l’HTTPS.

Indicizzazione del sito

Prima di posizionarsi, il sito web deve essere in grado di accogliere il crawler (o robot) nel miglior modo possibile. Quindi devi essere in grado di indicizzare un sito su Google e su altri motori di ricerca, evitando colli di bottiglia e blocchi indesiderati.

Ottimizzazione del crawl budget

Ogni sito web ha un crawl budget, che potrebbe essere tradotta come l’attenzione che Google riserva a un progetto web. Se sei autorevole il tuo crawl budget aumenta ma comunque non lo devi sprecare: la buona struttura del sito web deve essere pensata per costringere lo spider a passare dove serve, e non su pagine inutili.

Struttura e navigazione dei contenuti

Il menu di navigazione aiuta a definire uno step essenziale: cosa vale la pena mostrare come risorsa più importante. Questo mette all’attenzione del pubblico e di Google determinate categorie e sottocategorie, ma anche pagine fisse e tag.

Accessibilità e usabilità

Il tuo sito web deve essere semplice da navigare, senza problemi di caricamento e di user experience. Il concetto è chiaro: Google restituisce siti web di qualità, e questo punta passa anche attraverso il rispetto di elementi essenziali:

  • Sito mobile friendly.
  • Buona struttura di link interni.
  • Cura dei link rotti ed errori 404.
  • Leggibilità dei testi online.
  • Etichette di navigazione.

Tutto questo viene pensato in ottica user friendly, in modo da trasformare il sito in una casa accogliente e sicura per il pubblico. Oggi è importante lavorare in modo da unire SEO e user experience. Devi fare in modo che il sito sita pulito ed efficace.

Ma anche sicuro. Con un occhio di riguardo al punto: non devi usare la SEO per posizionare il sito, ma per guadagnare e permettere al tuo progetto di emergere.

Link con comunicazioni ufficiali di Google

SEO on-page: fattori per la visibilità

La SEO on-page si focalizza sull’ottimizzazione della singola pagina. In linea di massima si tende a non fare differenza tra SEO on-page e on-site, ma può essere utile definire con quest’ultima l’azione sulla struttura e abbracciare nella prima definizione il lavoro di ottimizzazione della pagina web. Un lavoro che comprende:

Tag title

Elemento più importante della pagina web, suggerisce a Google il topic. Dovrebbe essere lungo massimo 60/65 parole per evitare di essere troncato nella serp.

Meta description

Questo meta tag di Google permette di aggiungere una descrizione. Non viene usata ai fini del posizionamento ma può influenzare il comportamento del pubblico.

Tag H1

Vale a dire il titolo principale della pagina. Puoi dividere il testo in header per migliorare la leggibilità e comunicare i temi affrontati, ma c’è in ogni pagina un header principale. Vale a dire un H1 che comunica il topic più importante.

H2, H3 e altri header

Con gli altri header puoi dividere in paragrafi e sotto-paragrafi. In questo modo migliori la leggibilità del testo e comunichi il contenuto che hai deciso di approfondire.

Url SEO friendly

Questo micro-contenuto rappresenta un fattore decisivo per comunicare a Google e al pubblico il contenuto della pagina. L’URL deve essere breve, immediato, semplice.

Link interni

È importante per la SEO aggiungere dei collegamenti interni quando servono. Scegli un anchor text descrittivo per far capire subito il contenuto della risorsa. E aggiungi i breadcrumbs per creare un percorso di navigazione attraverso collegamenti.

SEO delle immagini

Impossibile pensare alle tecniche SEO senza una buona ottimizzazione delle foto. Qui però devi lavorare anche in ottica di peso, le immagini devono essere leggere.

Altri elementi dell’ottimizzazione S.E.O.

Mai dimenticare l’importanza dei dati strutturati per presentare al meglio i risultati sul motore di ricerca. In questo modo puoi generare i rich snippet, vale a dire i risultati nella serp con contenuti aggiuntivi. Questa realtà è molto importante.

Per fare un lavoro SEO sulle pagine devi ottimizzare le immagini per il web, e usare i migliori tool per ridurre il peso delle foto prima dell’upload. Senza dimenticare che ci sono plugin WordPress come Smush Image che semplificano il lavoro.

SEO on-page

Come scrivere un articolo in ottica SEO? Il primo punto da rispettare: devi fare in modo che ci sia una ricerca di base per capire cosa scrivere e come soddisfare il pubblico. Ti interessa questo tema? Continua a leggere per approfondire il SEO copy.

Per approfondire: migliori plugin SEO per WordPress

Lavorare sul SEO copywriting

In questo equilibrio entra in gioco anche la struttura stessa del testo vale a dire ciò che scrivi per soddisfare le esigenze del pubblico. Il valore di ciò che fai viene valutato anche in base alle parole che usi per comunicare con il pubblico.

Diventa indispensabile lavorare con il SEO copywriting per fare in modo che le persone trovino ciò che serve. Quindi è importante lavorare con keyword:

  • Principale
    • Esempio: SEO
  • Secondarie
    • Esempio: SEO on-page, SEO off-page
  • Correlate
    • Esempio: ottimizzazione pagina web

Poi c’è tutto ciò che riguarda l’approccio semantico, in questo percorso diventa decisivo scegliere le keyword per fare SEO copywriting nel modo giusto. E creare delle pagine web in grado di rappresentare la risposta giusta per quella query.

alberatura di un sito web
La struttura di un sito web.

Questo è un esempio di alberatura da strutturare per un ecommerce. Da qui puoi prendere un riferimento utile per capire un punto chiave: ogni pagina può e deve essere pensata per rispondere a un’esigenza. Cercando di rispettare lo standard:

  • Home page: nome brand, ricerche navigazionali.
  • Categorie e tag: termini generici, transazionali.
  • Schede prodotto: query specifiche, transazionali.
  • Articoli del blog: ricerche informazionali.

Per il tuo diario online su WordPress ci sono delle differenze specifiche, ad esempio tag e categorie non rappresentano delle occasioni ghiotte per monetizzare ma sono comunque delle pagine che ti consentono di aumentare le visite del blog. Ovviamente se fai un buon lavoro di ottimizzazione SEO per le categorie.

Approfondimenti per la SEO on-page

SEO off page: link building e menzioni

La SEO off-page racchiude tutte quelle attività che danno al sito web la possibilità di intercettare link di qualità e menzioni. Questo avviene perché uno dei fattori di posizionamento Google più importanti riguarda proprio l’ottenimento di collegamenti ipertestuali sul sito. Senza dimenticare le menzioni e le citazioni.

Poi ci sono anche i segnali social. Per quanto indiretti, questi elementi fanno parte di una strategia SEO olistica e completa per aumentare la visibilità su Google e altri motori di ricerca. Se non altro perché aumentare le visite vuol dire moltiplicare le occasioni di far scoprire il tuo brand. E magari ottenere buoni link in entrata.

Ecco il punto. Come ottenere link in ingresso per il proprio sito? D’altro canto se i collegamenti sono così importanti sarà difficile lavorare in questa direzione. In realtà l’opera di chi si occupa delle strategie di link building lavora su fronti differenti:

I link sono decisivi per ottenere un buon posizionamento nella serp, ma non bastano. Ci sono tanti settori che riguardano elementi specifici, ovvero la web analysis, la local SEO e la programmazione. Ma i link restano degli elementi essenziali per una buona strategia capace di competere nei settori agguerriti.

Differenza tra link building e link earning

Spesso si parla di questo confronto, meglio fare link building o earning? In quest’ultimo caso l’attenzione si sposta sulla capacità del progetto editoriale di guadagnare i link per meriti. Proprio come suggerisce la guida di Mountain View:

Qualsiasi link mirato a manipolare il PageRank o il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google può essere considerato parte di uno schema di link e costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito.Google

Quindi, mentre la link building si basa soprattutto sulla costruzione di collegamenti ipertestuali in maniera sistematica (un esempio su tutti è quello dei PBN, private blog network), la link earning punta sul content marketing e sulla gestione delle relazioni.

  • Creo un’infografica.
  • La pubblico su una pagina del blog.
  • Cerco persone interessate.
  • Le contatto proponendo di linkare la risorsa.

Questo è un esempio di link earning che fa capire uno snodo: è difficile lavorare su una strategia di link building. Ed è sempre più importante lasciar spazio a una visione d’insieme, non per forza sedimentata sull’una o sull’altra soluzione.

Altri tool per fare ottimizzazione SEO

Per fare una buona ottimizzazione SEO on page sono necessari determinati strumenti come Semrush, Seozoom e Majestic SEO che sono indispensabili per capire quali sono le intenzioni di ricerca del pubblico.

Tra questi SEO tool ci sono anche molte soluzioni gratuite come Keyword Planner, Ubersuggest e Answer the public. Senza dimenticare Google Analytics. Ma poi?

Io suggerisco di avere sempre a portata di mano Pagespeed Insight Google: misura la velocità del sito web e suggerisce modifiche. Altro punto decisivo?

La Search Console: un esperto SEO deve usare questo tool al meglio per risolvere problemi, individuare link che restituiscono pagine 404 e altri grattacapi.

Un altro tool che consiglio a tutti gli addetti ai lavori: Screaming Frog. Con questo strumento puoi scansionare un sito web e simulare l’azione di un crawler per individuare pagine indicizzate che portano visite (vedi il video in alto), immagini senza tag alt, tag title mancanti, problemi di tag canonical e altro ancora.

Da leggere: come fare un buon lavoro di SEO audit

Posizionamento SEO: la tua esperienza

Qui trovi una guida SEO di base, una sintesi dei punti più importanti. Questa, almeno, è la mia esperienza. Tu hai già avuto modo di lavorare con l’ottimizzazione per i motori di ricerca? Ti concentri sulla local SEO o su un altro aspetto specifico? Lascia la tua opinione nei commenti, affrontiamo insieme questo tema così importante.

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Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

6 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, davvero complimenti, un articolo che riassume da solo ciò che richiederebbe libri per essere spiegato compiutamente. Grazie per tutte le info contenute, ne farò tesoro!
    Un Saluto
    Andrea

  2. Veramente esaustivo, bello. Grazie.
    Ma…c’è un ma! L’ultimo aggiornamento di Google!!! Il muro contro cui i seo specialist stanno sbattendo la testa quest’estate.
    Il fantomatico Medic Update. Che ne pensi?

    • Ciao Ciro,

      Allora, ti dico l’idea che mi son fatto dell’ultimo update di Google. Secondo me, opinione personale, c’è stato un semplice adattamento alle esigenze del pubblico. purtroppo come esperti SEO guardiamo elementi che non sempre corrispondono a ciò che veramente vogliono le persone.

      Lavoriamo sodo per dare alle pagine qualità e user experience, ottimizziamo tag title e meta description. puntiamo sul SEO copy. Poi velocizziamo le pagine, attiviamo AMP e HTTPS. Scegliamo hosting performanti, ottimizziamo crawl budget e riduciamo il peso delle immagini. lavoriamo sulla struttura del sito.

      Ma poi? Cosa cercano le persone? Autorevolezza? Contenuti brevi, semplici e diretti? Difficile dirlo, forse Google ha solo messo in pratica tutte le osservazioni fatte in anni di tracciamento. Studiare la serp è la cosa migliore da fare adesso, non improvviserei azioni.

  3. Grande Guida Riccardo, la metto tra i preferiti! Hai ragione quando chiedi Ma poi? Cosa cercano le persone? Sta tutto lì ed è vero, osservare le SERP è ancora il miglior modo per capire quale strategia attuare.

    • Assolutamente, un piccolo segreto sotto agli occhi di tutti: guardare le serp e capire cosa vogliono le persone.

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