Come si suddividono i contenuti nel piano editoriale?

Come organizzare i contenuti nella pubblicazione di un blog aziendale o personale? Ecco come si suddividono i contenuti nel tempo e tra i vari argomenti per pubblicare.

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Parlare di suddivisione contenuti del piano editoriale è un passo impossibile ignorare per il blogger che vuole raggiungere buoni risultati. Il motivo è semplice: una volta studiata la strategia devi applicarla. E non basta solo pubblicare tanto.

Devi gestire i contenuti in modo da ottenere il miglior risultato. L’elasticità, ad esempio, è un requisito essenziale per dare al tuo blog un profilo vincente.

 suddivisione contenuti del piano editoriale
Crea un piano editoriale fluido.

Un modello duro, schematizzato, basato su una rigida programmazione dei post è destinato a fallire. O comunque a perdere il valore aggiunto della breaking news che si diffonde sul web in poche ore. E ti permette di aumentare le visite del blog.

Ho già spiegato come organizzare le pubblicazioni del tuo piano editoriale. Ora dobbiamo capire come si suddividono nelle pubblicazioni quotidiane.

L’organizzazione temporale dei contenuti

Il primo parametro per capire come si suddividono i contenuti di un piano editoriale: quello temporale. In altre parole, qual è la frequenza di pubblicazione di un blog? Quanti articoli posso e devo pubblicare per avere dei buoni risultati? Non c’è un limite.

Dipende dagli obiettivi. La frequenza di scrittura è un parametro decisivo per mantenere alta l’attenzione nei tuoi confronti da parte dei lettori e del motore di ricerca. D’altro canto pubblicare tutti i giorni vuol dire avere idee e risorse infinite.

Perché diluire nel tempo le pubblicazioni?

Il rischio è quello di lanciare articoli di scarsa qualità solo per rispettare il ritmo del calendario editoriale. O di sovrapporre contenuti e arrivare al punto di cannibalizzare traffico e posizionamento SEO su Google con articoli che si duplicano.

La suddivisione contenuti del piano editoriale aiuta anche a questo: capire qual è la portata dell’argomento e le risorse disponibili. Il ritmo delle pubblicazioni non deve tener presente solo le tue possibilità ma anche la verticalità del tema affrontato.

Se è troppo specifico rischi di terminare gli articoli dopo 6 mesi. Spalma le pubblicazioni, lavorando sulla qualità. A tal proposito leggi il prossimo paragrafo.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

La buona struttura piramidale dei post

Suddivisione contenuti del piano editoriale, cosa significa? In parte riguarda l’aspetto temporale, ma non solo. Devi anche dividere le pubblicazioni in base all’intento di ricerca del pubblico. Hai fatto una buona keyword research? Perfetto, ci sono:

  • Cornerstone content.
  • Pillar article.
  • Longtail article.

Questa divisione piramidale consente a chi gestisce le migliori app per calendario editoriale di organizzare il lavoro di content marketing in modo chiaro e deciso, massimizzando ogni sfumatura del tuo argomento. Guarda questo grafico.

Piramide articoli
Come organizzare la struttura del calendario.

Gli articoli generici sono quelli che affrontano long tail keyword, sfumature di una parola chiave più ampia, quella che cerchi di intercettare con i cornerstone content. Vale a dire le pietre angolari della tua strategia di content marketing.

Cambiare ed evolvere sempre i contenuti

Devi essere pronto a cambiare strada. In ogni occasione. Ma soprattutto quando pianifichi le pubblicazioni. Non puoi organizzare un calendario editoriale di 2 settimane e sperare che rimanga uguale: c’è sempre qualche novità da affrontare.

Questo vale soprattutto quando si parla di piano editoriale nel giornalismo. Qui ci possono essere notizie e colpi di scena che rompono lo schema definito da articoli d’opinione e i classici coccodrilli, già pronti per determinate occasioni.

Ma c’è un altro fattore che impone la presenza di un calendario fluido: l’ispirazione, quel lampo che riunisce elementi diversi della realtà per creare qualcosa di nuovo. Mai mettere un freno alla tua creatività, lascia sempre uno spazio alle idee di qualità.

Suddivisione contenuti del piano editoriale

L’organizzazione del calendario editoriale deve essere elastica: deve essere modificabile per cogliere al volo le novità, ma soprattutto i lampi di ispirazione. Quell’ispirazione che alimenti guardando il mondo sempre con occhi nuovi.

Qual è il tuo rapporto con l’ispirazione? Riesci a incanalarla nel processo creativo e a farla diventare contenuto di qualità? Il tuo blog riesce a sfruttare i lampi di genio che interrompono il dolce susseguirsi di post pianificati? Mi interessa la tua opinione.

16 COMMENTI

  1. Un calendario editoriale rigido è dannoso tanto quanto l’assenza di un calendario editoriale. Nel giornalismo online la questione si fa ancora più complessa, perché molte redazioni tendono a riverire le breaking news “che portano traffico” a scapito dell’approfondimento. Non solo: ogni giornalista interno alla redazione (sottoscritta inclusa) deve scrivere uno, due, tre o più articoli al giorno. Mantenere in ciascuno ordine, qualità e ispirazione è impresa ardua, ma non impossibile.

    Come faccio io? Scandaglio il web e i social network alla ricerca di storie interessanti. Cerco di dare visibilità a quelle storie che le altre testate ignorano, spesso perché sono storie prive di ufficio stampa e che non mandano comunicati né prevedono conferenze stampa con buffet. Dalla mia (finora breve) esperienza ho imparato che la qualità sta spesso nel saper scegliere la storia giusta, prima che nel “come” la si racconta.

    • Scegliere la storia giusta, quella che interessa ai tuoi lettori. Ma a volte, soprattutto quando non sei un portale generalista ma di approfondimento, può far comodo lasciar sbollire l’attenzione intorno a una news per riprenderla dopo un paio di giorni per un approfondimento.

      E’ inutile riprendere una notizia già rimbalzata su altri portali solo per far vedere che anche tu ci sei, ovviamente (ripeto) se non sei una testata generalista.

      Secondo te?

      • Mi trovi pienamente d’accordo.

        Un limite del giornalismo attuale è che – soprattutto per carenza di soldi – si evita il più possibile di mandare in giro redattori e collaboratori, prediligendo il lavoro di desk. Al mio primo stage ho imparato tante regole importanti, ma anche alcune che ho disimparato in fretta. Per esempio: “vai su Google News, scopri quali sono le notizie più cliccate e fai un articolo”.

        L’immediatezza non porta mai buoni risultati, anche se i lettori sono spesso “diseducati” a distinguere una notizia di desk da una approfondita, vissuta sul campo e con un buon lavoro di content curation e fact checking alle spalle.

        Quando avrai un’oretta libera (battutaccia, lo so) ti consiglio questo video di Anthony De Rosa di Reuters, al Festival del Giornalismo di Perugia. Esprime molto meglio di me alcuni dei concetti che hai scritto https://www.youtube.com/watch?v=r-vo7MhYVnU

        • Lo guarderò con piacere, magari domani mattina: ti farò sapere.

          Io credo che un piccolo blog come il mio non ha alcun beneficio a far rimbalzare una notizia da Repubblica o da Wired. Devo essere il primo a rintracciarla, oppure la devo arricchire con un punto di vista personale. O con uno sviluppo unico.

          Quando sei su Google plus la storia è diversa…

          • Confesso di non aver ancora colto in pieno l’utilità di Google Plus, è un social che non ho mai utilizzato a pieno, condivido lì i miei post e articoli e poi lo lascio fermo.

            Forse con la recente funzione Autorship cambierà qualcosa, ma non l’ho ancora studiata a fondo 🙂

  2. Be io ho scritto l’ultimo post il 2 maggio, per motivi familiari, ma state dicendo di non essere troppo tassativi con noi stessi? con i post, ?

  3. Io sono un fan della programmazione rigida invece: un post a settimana, sempre alle 13.00 del mercoledì. Così gli utenti sanno quando verrà pubblicato l’articolo, se lo aspettano, è un appuntamento fisso il mercoledì dopo pranzo.

    Aiuta il fatto che non seguo mai le news sul blog, non faccio concorrenza a quel tipo di siti. Se ho un lampo d’ispirazione ben venga, scrivo il post e lo programmo per il primo mercoledì libero.

  4. Io con il calendario ho ancora un rapporto strano. Di sicuro non mi manca l’elasticità, anzi, sono flessibile quasi come un contorsionista. È la parte metodica quella da sistemare, ma ci sto lavorando.

  5. ciao… difficilmente programmo, a meno che non sappia di essere in viaggio e non poter dedicare tempo allo scrivere.
    Scrivo quasi solo quando e se sono ispirata, e dal materiale che ho…

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