Come inserire post correlati su un blog WordPress

Ci sono dettagli che possono fare la differenza su un blog WordPress. Ad esempio? Gli articoli correlati. Quali sono i migliori plugin e come ottimizzarli per portare vantaggi SEO?

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Proprio ieri un cliente mi ha chiesto come mettere gli articoli correlati nei post del blog aziendale. Basato, ovviamente, su WordPress. La mia risposta è stata chiara: meglio non inserirli. Ma perché, il mondo intero usa questi link aggiuntivi.

mettere gli articoli correlati
Tu come inserisci i related post?

Possono aiutare il lettore a scoprire nuove risorse, abbassando la frequenza di rimbalzo. Inoltre rappresentano dei link interni interessanti per dare al motore di ricerca dei segnali extra. E valorizzare la rete di collegamenti.

Lo sai che si può fare un buon lavoro di link building interna, vero? Bene, e allora conosci anche l’importanza di scegliere con cura gli articoli correlati. Hai qualche dubbio? Lo sai che puoi fare la differenza? Continua a leggere l’articolo

Cosa sono e a cosa servono gli articoli correlati

I related post sono link interni inseriti attraverso plugin o widget del tema WordPress che si presentano (di solito) nel footer dei post per suggerire al lettore nuove idee. In altri casi i correlati possono essere messi nella sidebar.

L’obiettivo è quello di mantenere l’utente sul sito, aumentare le pageview e diminuire il bounce rare. Ma possono essere implementati questi elementi? Ecco la guida che seguo ogni giorno.

Per approfondire: scegliere le keyword migliori per il blog

Come inserire i related post in un blog WordPress

Puoi usare liste puntate di link con il titolo come anchor text, oppure punti su anteprime con immagini che hai selezionato in anticipo. Questa funzione è sicuramente più interessante per permettere alle persone di usare quei collegamenti.

Ma considera sempre tutti gli aspetti collegati a questo elemento. Più contenuti visual equivale a ulteriore peso da aggiungere alla pagina. Sono paranoico? Forse, ma oggi bisogna considerare tutto (e anche di più) per velocizzare WordPress.

Quali sono i migliori plugin per articoli correlati

A meno che il tuo tema non sia predisposto per inserire i related post, ti devi accontentare di un’estensione WordPress. Un plugin pensato per consentirti di ottenere il risultato sperato. Quale scegliere? Ce ne sono tanti, ecco qualche esempio.

Related Post WordPress

La procedura guidata analizza i post e li collega in base alle correlazioni. Il tutto senza alcun lavoro manuale. Uno dei vantaggi fondamentali: Related Posts WordPress crea la propria cache e fa tutto il lavoro sporco per evitare di rallentare il tuo blog.

Contextual Related Post

Ottimo plugin per mettere i related post con miniature visual, shortcode per aggiungere correlati in qualsiasi punto della pagina web, widget e CSS personalizzati. La cache integrata garantisce i correlati senza carico eccessivo sul server.

Ottimizzare gli articoli correlati in termini SEO?

Ok, entriamo nel vivo dell’avventura per mettere related post in modo intelligente. Qual è la prima idea che hai avuto? Aggiungere gli ultimi articoli pubblicati nella sidebar o post a caso nel footer dell’articolo.

Magari punti sui contributi più letti, meglio lanciare i contenuti di qualità. Tutto e subito. Ma il punto è questo: quale correlazione c’è tra tutto quello che hai scritto e dei contenuti presi a caso? Un link interno è composto da due elementi:

  • L’URL che porta alla pagina.
  • L’anchor text mostrato sul documento.

Dal punto di vista dell’ottimizzazione SEO della pagina web che ospita questi link, questi elementi vengono rilevati e valutati. È una questione piuttosto semplice: perché mettere dei link che non verranno cliccati verso pagine decontestualizzate?

Come scegliere i link correlati dei post

Ora la domanda è chiara: quali sono i passaggi da evitare e da mettere in pratica? Evita i widget e i box con articoli recenti, post più letti e scelte casuali. Anche il link all’articolo precedente è superfluo. Meglio valutare con cura i post correlati.

Le correlazioni secondo Google.

Io lo faccio dando uno sguardo a due fonti essenziali: Semrush e Google. In quest’ultimo caso consulto i suggest che trovo alla fine della serp (immagine sopra) magari espandendoli grazie al contributo di Answer The Public.

Ovvero uno strumento che mi dà la possibilità di ampliare la gamma dei correlati senza fermarmi ai più pertinenti. La stessa cosa posso fare con Ubersuggest.

L’importanza del tipo di correlazione

C’è un problema: mi manca un’indicazione precisa su quanto siano effettivamente correlate queste voci con l’argomento principale. Per questo passo a Semrush.

Su questo SEO tool verifico la presenza di keyword correlate al topic principale. Scendendo verso le parole chiave che hanno una correlazione minore.

Quelle principali saranno parte integrante del testo, magari H2 o H3. Le parole chiave che trovo nelle retrovie, invece, mi possono suggerire argomenti secondari ma capaci di completare il topic che inserisco nei correlati. Come procedere adesso?

Un esempio concreto per scegliere le correlazioni

Un caso reale. Voglio scrivere un articolo dedicato a come creare un blog. Mi studio le keyword correlate e scopro che nelle retrovie ci sono dei temi interessanti.

Grazie agli strumenti SEO scopro che c’è attenzione per due argomenti che mi colpiscono: il settore fashion e le guide di Blogger. Vale a dire la piattaforma proprietaria di Google per aprire un blog. Ecco i risultati di Semrush.

link correlati
Le correlazioni per la keyword che mi interessa.

Se non sono stati rilevati prima nella lista generata da questo SEO tool, e quindi non hanno una correlazione alta tanto da dover essere trattati come argomenti del post, allora vale la pena inserirli come articoli correlati nel footer.

Saranno elementi secondari ma presenti. Ciò mi consente di lavorare sempre in una direzione virtuosa: dare al cliente ciò che serve a lui. E non quello che io valuto come soluzione migliore. Questo significa ragionare sulla struttura dell’articolo.

La soluzione migliore per mettere i related post?

Valutare caso per caso, studiare le ricerche degli utenti e inserire manualmente le correlazioni. Io uso link testuali e anchor text personalizzati all’interno del post ma una buona soluzione può essere il Contextual Related Post già citato.

mettere i related post
Aggiungi i post correlati con l’ID.

Questo plugin, infatti, ha una grande funzione: consente di suggerire gli articoli correlati singolarmente. Quindi non devi affidarti al caso o a una generica appartenenza a tag e categorie. Qui sei tu a poter dare indicazioni precise sui link che appariranno alla fine del post: è una soluzione ideale se vuoi procedere con plugin.

Perché ignorare le correlazioni in base a tag e categorie?

Semplice, ragionano sempre in termini di pertinenza. E quelli sono i temi che io inserisco come principali, magari inserendo dei link interni nel corpo testo.

Negli articoli correlati voglio mettere contributi che hanno un basso tasso di correlazione ma sono comunque pertinenti al topic tanto da dare un valore.

Perché allontanare ultimi post e articoli più letti

Aggiungono link con contestualizzati, inutili sia dal lato delle correlazioni che possono nascere per la SEO che dal punto di vista dell’esperienza utente. Saranno link non cliccati, non visti e che dissipano la forza della tua pagina verso risorse poco utili.

add-on analytics
Verifica se i link vengono cliccati.

In ogni caso per verificare se un link viene cliccato o meno puoi usare l’add-on di Google Analytics su Chrome che dà indicazioni su questo punto. Oppure puoi usare uno strumento più articolato come Hotjar che crea delle mappe di calore.

Conviene eliminare e nascondere articoli correlati?

Non dico questo, non voglio essere estremista e limitare la possibilità di far scoprire nuove risorse ai lettori. Anzi, è sempre una cosa buona mantenere il pubblico sul sito web. Ma prima di aggiungere i related post consiglio di spuntare questa verifica:

  • I link sono contestualizzati o portano a pagine che affrontano argomenti scollegati?
  • L’anchor text è descrittivo e usa termini che possono essere correlati al topic principale?
  • Il box degli articoli correlati appesantisce il caricamento della pagina?
  • I collegamenti ipertestuali vengono cliccati dal pubblico o sono inutilizzati?

Queste verifiche possono essere decisive per valutare la presenza o meno di widget per i related post automatizzati. Io, ad esempio, non li uso. Così come ho tolto da tempo i box con la tag cloud, gli ultimi post pubblicati, articoli recenti, ultimi commenti e articoli più letti. Pagine e categorie solo nel menu di navigazione.

Da leggere: come fare A/B Test sulle landing page

Come mettere i post correlati sul tuo blog?

Non si tratta di un’attività principale per l’ottimizzazione di una pagina web. Non sto modificando il tag title o i link in ingresso, un link interno poco contestualizzato non cambia il mondo. O forse sì? Secondo te come si devono inserire gli articoli correlati? Tu come ti muovi? Lascia domande e opinioni nei commenti.

7 COMMENTI

  1. Articolo interessante come sempre.
    Io vado oltre e creo sidebar diverse per ogni articolo o gruppi di articoli, dove inserisco textlink agli articoli correlati.

  2. Articolo veramente interessante, Riccardo !!!
    Per quel che mi riguarda, io utilizzo i manual related posts (se non ricordo male il plugin è WP Show Posts versione Pro) e sidebar diverse per categorie.

    • A quanto vedo il plugin che citi è compatibile anche con Gutenberg. Confermi? Basta fare la ricerca argomento per trovare i post correlati?

  3. Buongiorno Riccardo, complimenti per l’utilissimo sito ricco di preziose informazioni. Io ho un problema relativo ai sottotitoli. Volevo farli comparire senza l’utilizzo di plugin ma nonostante abbia provato tutti i metodi emersi dalle mie ricerche, non sono riuscito.

    Premetto che sto utilizzando il tema enfold (child) e che vorrei richiamare il campo personalizzato “subtitle”, aggiunto direttamente dalle impostazioni di WordPress. Ho aperto anche un topic sul forum di enfold ma non ho ricevuto alcuna risposta a riguardo (parlano solo di metodi con il plugin).

    Grazie,
    Buona giornata

    • Ciao, insieme a un webdesigner o webmaster devi sfruttare i campi personalizzati. Sono quei blocchi vuoti che si trovano alla fine del backend dell’editor. Se imposti il richiamo per fare in modo che uno di quei blocchi diventi sottotitolo tutto funziona.

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