Quanto guadagna un influencer?

Una delle classiche domande: posso mantenermi con la notorietà che ho ottenuto sui social network e con il mio blog? Insomma, è pensabile monetizzare il mio essere influencer?

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Quanto guadagnano gli influencer? Ecco il dubbio che tutte le aspiranti stelle di internet si pongono. Un punto è chiaro, difficile dare una risposta chiara perché non esiste un tariffario ufficiale. Ed è difficile calcolare il costo di un influencer.

Quanto guadagnano gli influencer
Quanto si può guadagnare come influencer?

In realtà siamo in un mercato libero quindi la soluzione migliore per chi si dedica all’influencer marketing è questo: acquisire una buona visibilità nel proprio settore in modo da poter contrattare il prezzo più alto. Ma quanto si può guadagnare?

Quali sono i profitti per chi inizia a imporsi in questo settore? Quanto costa ingaggiare un influencer e puoi chiedere se ti selezionano per una campagna?

Quanto guadagnano gli influencer su Instagram

Chiaro, questo è il canale che funziona di più se cerchi un metodo per fare soldi online e monetizzare la tua presenza su internet. Tutti vogliono fare l’influencer su Instagram e guadagnare online con una serie di scatti che immortalano passioni, tempo libero, attività di travel blogging, fashion e altro.

Ma prima di dare qualche numero è giusto dire questo: non è facile. Mi chiedi come diventare influencer su Instagram? Non basta fare belle foto e acquistare follower per far vedere che hai tante persone che ti seguono. È l‘engagement che fa la differenza, è la capacità di fare storytelling e creare un percorso di valore.

quanto si guadagna su instagram
Confronto dati tra 2017 e 2018 di quanto guadagnano gli Influencer.

In ogni caso quanto guadagna un influencer su Instagram? I dati de Il Sole 24 Ore sono molto interessanti e iniziano a dare informazioni su quanto costa un post su Instagram. Kylie Jenner ha il record con un milione di dollari per foto.

Al secondo posto Selena Gomez e poi Cristiano Ronaldo. Ecco una sintesi degli account Instagram che guadagnano di più, fonte www.hopperhq.com.

NomeAccountFollowerGuadagno
Kylie Jenner 

kyliejenner110,000,0001,000,000
Selena Gomez 

 selenagomez 138,000,000800,000
Cristiano Ronaldo 

cristiano133,000,000750,000
Kim Kardashian 

kimkardashian113,000,000720,000
Beyonce Knowles 

beyonce115,000,000700,000
Dwayne Johnson 

therock109,000,000650,000

In Italia quanto si guadagna come influencer?

Il valore dei post italiani è sicuramente più basso perché si lavora su una nicchia limitata. Gli influencer internazionali hanno grande eco in ogni paese.

Qui invece lavoriamo su un territorio limitato. In ogni caso i dati di Hopperhq consentono di contestualizzare il valore dei post pubblicati dagli influencer italiani.

NomeAccountFollowerGuadagno
Chiara Ferragni
chiaraferragni13,300,00019,500
Gianluca Vacchi
gianlucavacchi11,500,00016,750
Mariano Di Vaio
marianodivaio6,200,0009,000
Frederico Lucia
fedez5,800,0008,500

Ecco il valore di un post su Instagram degli influencer italiani. Ovviamente le cifre sono minori ma i nomi sono quelli che tutti si aspettavano e lavorano tutti nel settore moda. Quanto guadagna Chiara Ferragni? Quasi 20mila dollari a foto.

Ci sarebbero anche altri nomi da considerare nello scenario italiano come Giulia de Lellis e Chiara Nasti ma questi sono gli accout più pagati secondo la ricerca.

Quanto guadagna un piccolo (micro) influencer

Un terreno scivoloso, nessuno può dare dati certi. Monetizzare un account appena nato è difficile ma le collaborazioni Instagram con pochi follower sono possibili e auspicabili perché non sempre il numero alto di seguaci è sinonimo di qualità.

Anzi, spesso le aziende si rivolgono a micro (o nano) influencer proprio per avere la giusta attenzione in una determinata nicchia. Non sempre i testimonial e le celebrity famose possono fa breccia in una community ristretta e basata sulla fiducia.

Per guadagnare con Instagram non devi solo aumentare i seguaci ma devi curare soprattutto la relazione con i follower. Così anche il nano influencer, quello con pochi fan, può guadagnare tanto. Ma in che misura? Secondo il Corriere della Sera:

  • 100mila follower guadagnano da 0 a 500 euro.
  • 500mila follower da 500 a 5mila euro

Chi supera il milione punta almeno a 2.500 euro per ogni collaborazione. Ma come hai visto prima ci sono cifre ben più alte da prendere in considerazione. Tra i più piccoli, però, c’è chi si accontenta di prodotti omaggio, gadget e regali.

Chi paga e come calcolare il valore dei post

Cosa significa essere influencer? Vuol dire avere una credibilità tale da diventare strumento per fare pubblicità in modo diverso rispetto al classico banner pubblicitario. Sei uno strumento per convincere con un unico starnuto (secondo Seth Godin) una massa più o meno ampia di persone che credono nel tuo lavoro.

Quindi, come guadagna un influencer? Grazie a un accordo con l’azienda che ha bisogno di pubblicità. Questo rapporto può avvenire in modo diretto, l’impresa fa un’attività di blogger outreach per trovare gli influencer e contatta le persone che ritiene opportune. Ma esistono app per collaborazioni Instagram automatizzate?

Quanto guadagnano gli influencer

Ci sono molte app per far incontrare esigenze di influencer e brand per collaborazioni Instagram. Ecco una lista di siti per aziende che cercano influencer.

  • iFluenz
  • Buzzoole
  • Tapinfluence
  • ShareAsale
  • Grapevine
  • Ebates
  • hypetap
  • Admingle
  • Flytrendy
  • Octoly
  • Stylinity

Molti siti per collaborazioni Instagram non cercano per forza account con tanti follower, come dicevo prima anche il micro influencer ha il suo giro d’affari.

Come scoprire il valore di un post Instagram

Quanto guadagnano gli influencer? Per avere una risposta bisogna calcolare il valore di ogni post e per fare questo ci sono delle applicazioni online che restituiscono dei valori interessanti in poco tempo. Una delle migliori è influencermarketinghub.com, app per calcolare il prezzo in base all’engagement e al numero di follower.

Gli influencer finiranno prima o poi?

Dipende. Così come il mondo delle recensioni, anche quello degli influencer rischia di diventare una bolla speculativa. Una bolla fatta di guadagni facili, semplice ostentazione di numeri inutili. Il social web diventa specchio dei valori distorti.

monetizzano gli influencer
Siamo solo dei barboni digitali?

In molti casi gli influencer sono solo dei ragazzotti pompati dai vari guru che promettono mari e monti. Obiettivo? Guadagnare senza lavorare, mettere le mani in tasca al povero imprenditore. Ecco Domenico Naso su Il Fatto Quotidiano:

“Chi sono davvero gli influencer? Cialtroni. Di dimensioni cosmiche. Convinti di poter vivere di vuoto social, di selfie e di markette”.

Tutto questo è vero solo in parte. C’è un influencer marketing efficace, capace di superare la classica pubblicità quando viene fatto bene. Come Dio comanda.

Io critico chi acquista fan e poi capitalizza vendendo scatti sul proprio account Instagram. Forse gli influencer non finiranno perché capiranno il valore dell’inbound marketing e non del guadagnare soldi su internet facilmente e senza lavorare.

Da leggere: come guadagnare con un blog

Professione Influencer: secondo te è possibile?

Ci sono delle verità dietro questo articolo, ci sono tanti buchi. Tu come la vedi? Sei d’accordo? Secondo te l’influencer marketing è solo questo (ragazzino in cerca di notorietà e soldi facili) oppure c’è una professionalità reale intorno a questo filone?

17 COMMENTI

  1. Quando hai un seguito (reale) di 100.000 (per fare un numero a caso) utenti unici al giorno, ma anche al mese va benissimo, allora puoi essere un adolescente con i brufoli che spare cretinate o un premio nobel, poco importo: puoi capitalizzare con notevole profitto, per te e per chi si affida a te. Poi sappiamo che i numeri possono anche essere molto più bassi e al contempo anche molto più efficaci se hai una nicchia ben definita e fidelizzata. Detto questo Riccardo, pur non condividendo nemmeno marginalmente quanto riporti dell’articolo in questione (che se anche fossero studenti che vivono in un monolocale, sono comunque ragazzi che si danno da fare) c’è un dettaglio che fatica ad entrare nella testa degli operatori del mondo digitale: i numeri. Ti faccio un esempio che mi è accaduto poche settimane fa.
    Domanda: Quanto pubblico raggiungo, in quanto tempo e quante sono le conversioni statisticamente?
    Risposta da un circuito radiofonico: 500.000 utenti unici, 3 mesi, 3%
    Risposta digitale: ma la rete non serve a vendere!
    I costi dell’operazione erano praticamente sovrapponibili.
    Ora, io personalmente sono convinto che la rete porti spesso di più rispetto ai media tradizionali ma quando le risposte mancano diventa difficile scegliere l’influencer.

    • Ma vedi, alla fine è sempre questo il problema. dare un senso ai numeri. Mi spiego meglio: la quantità è spesso uno specchietto per le allodole. Nel senso che influencer non è solo chi ha tanti numeri. Anzi, spesso è proprio il contrario. Puoi essere tu l’influencer perché hai un grande seguito in una nicchia piccola. Ma che mi interessa.

  2. Guarda questo è il commento che ho lasciato sotto l’articolo (che naturalmente non hanno pubblicato ..almeno per adesso):

    “Questa cosa di “colpire duro” per ottenere visibilità (Domenico Naso non è che vuoi diventare anche te Influencer?) è roba vecchia come fare di tutta l’erba un fascio, questa articolo dimostra che si scrive di cose che non si conoscono. “perché gli influencer, per contratto, non devono capire. Devono esibire, fotografare, fare marchette a questo o quel prodotto”…. frase riduttiva che sottolinea quanto sopra…si scrive di cose che non si conoscono. Forse è meglio tornare a scrivere di politica. ”

    Un cosa è vera, la parola Influencer è inflazionata in questo periodo. Troppi si credono sto cazzo perché hanno TOT followers e diffondo la fuffa. Qualcuno bravo c’è in Italia, ma sono pochi… ciò non toglie che ho trovato l’articolo zeppo di luoghi comune e cazzate.

    • E chi si presenta a me con il termine influencer non ha certo la mia attenzione. Anche on questo caso c’è bisogno di fare buona informazione sentendo due campane, due punti di vista. Questo articolo, almeno dal mio punto di vista, non rende giustizia a chi lavora bene in questo settore. Un nome che posso fare e che ho già fatto è quello di Matteo Pogliani.

  3. L’articolo di Naso, con stile spocchioso e sgradevole, ci sta però parlando di un fenomeno…antropologico e sociale. Sia anche il fatto che Naso non lo capisce…o il fatto che dietro alle dinamiche del web 2.0. pochi sono consapevoli di quello che fanno

    • Ciao Claudia,

      Il punto è questo: fa bene a parlarne e ripeto: tutto giusto. Però andrebbe equilibrato con un confronto sano, cercando di mettere in luce i professionisti che affrontano il tema nel modo giusto. Anche perché a volte si cambia il nome (evitando influencer o guru, ma preferendo ambassador) e tutto viene accettato.

  4. per quel che ne so, l’influencer è una persona che, attraverso la propria attività svolta prevalentemente in rete, è riuscita a crearsi una reputazione e fama tale da essere seguito da moltissime persone. che queste persone possano essere anche fighette o ragazzini non v’è dubbio, ma è anche certo che in questa pletora vi si trovano marketers, head hunters, amministratori delegati, che usano, a pagamento, l’influencer come mezzo di locomozione molto efficace per promuovere i propri prodotti. per cui pensare che l’influencer (quello serio!) sia un coglioncello diventato famoso per le stronzate che scrive sui propri profili o che basi la propria esistenza virtuale (che virtuale poi non è affatto!) di fuffa e ectoplasmatici contenuti mi sembra provenire da qualcuno che, come al solito, parla di qualcosa che non conosce. il giornalista del “fatto” è semplicemente uno stupido che sparla prima di informarsi.

    • Ciao Alex,

      In fin dei conti il web è amplificazione del mondo reale. C’è gente che crede a Wanna Marchi e altre che fanno crescere la fama degli influencer campati in aria. la mia idea è questa: usiamo questo termine per indicare persone che hanno dei meriti reali. Anche mio nonno è influencer quando parliamo di vita nelle campagne. Influencer è uno che sa il fatto suo e comunica con il resto del mondo.

  5. Molti influencer non hanno fatto che portare sulla Rete certi “meccanismi” che in televisione non funzionano più (perché la gente si è spostata appunto sulle reti sociali). Rappresentano il vecchio che avanza (ancora).
    Il nuovo è nell’inbound marketing, nei numeri “ragionevoli” di seguaci, e in una strategia che predilige qualità e (udite udite) riflessione.
    Secondo me.

    • Esatto, molti influencer sono solo vecchi testimonial che sono passati dalla televisione a instagram. Dureranno? Difficile a dirsi, ma se i comuni mortali vogliono seguire questa strada devono lavorare diversamente.

  6. Fino a due anni fa guadagnavo bene grazie a Instagram. E no, non è guadagnare facendosi selfie: al netto dell’editing fotografico (almeno 10 ore a settimana all’inizio, 6 o 7 man mano che imparavo) c’era dietro tutto un lavoro di ascolto, lo stesso che consiglio in prima persona come professionista. Poi di colpo le agenzie e le aziende hanno cominciato a dirmi che “crescevo troppo lentamente” per collaborare con me, manco fossi una pianta. Va da sè, crescere velocemente è possibile e tutti sappiamo come, ma l’assicella si sta alzando sempre di più e per la maggior parte l’unico modo è “dopare” l’account. Ho smesso, e ora ho solo il mio piccolo profilo professionale, a cui sto man mano cancellando follower: perché più ne hai più l’engagement rischia di crollare, perché molti aprono un secondo profilo non aprendo più il primo, molti altri usano i bot e quindi non ti seguono davvero. Purtroppo anche alcuni aspiranti clienti mi chiedono come posso insegnare a usare Instagram avendo solo 6000 follower. Ma loro li mando nel profilo vecchio a dare un’occhiata. Per le aziende no, ma per la gente comune 37k sono ancora una cifra sufficiente per ritenerti degno di essere pagato

    • La prova materiale che per guadagnare con Instagram c’è bisogno di lavoro costante e continuo. Non solo fare foto a caso.

  7. Magari fosse così… Per fare 500 follower al giorno (il range di crescita che cercano le agenzie) o devi essere già famoso o devi usare tecniche poco trasparenti (tipo il follow/unfollow, che è una piaga anche per chi non lo usa, visto che ti “sporca” l’engagement). E poi sì, devi fare anche un lavoro di qualità, costante e continuo. Purtroppo però il sistema è talmente dopato che un buon lavoro non basta per guadagnarci, perché di colpo i 50 follower AUTENTICI al giorno sono diventati troppo pochi. Sto di vedetta attendendo tempi migliori, perché se continua così la bolla di sapone scoppierà

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