Commenti WordPress: a cosa servono, come gestirli, perché attivarli sempre sul blog

A cosa servono i commenti che le persone lasciano sul blog? Ecco una guida per affrontare la gestione di tutto ciò che può essere utile per definire la conversazione sul blog.

Questa è la domanda: come gestire i commenti WordPress? Vale pena tenerli o posso anche disattivarli? Diciamocelo, a volte è una seccatura avere questa funzione attiva. Potrebbe essere un’idea e una tentazione disabilitare i commenti del blog.

commenti wordpress
Come si gestiscono i commenti WordPress.

Così non hai bisogno di moderare, aggiungere plugin per modificare il form in base alle esigenze e adeguarti al GDPR. In realtà perdi anche una serie di vantaggi. I commenti sul blog hanno ancora senso? Secondo me sì, ecco come gestirli.

Cosa sono i commenti su WordPress

Rappresentano, dal punto di vista tecnico, dei contenuti testuali che le persone possono lasciare alla fine del post attraverso una finestra che chiede (di solito) nome, email, sito e contenuto.

La filosofia del blogging, però, sottolinea questo elemento come l’aspetto decisivo di una piattaforma legata ai social media. La differenza tra un sito e un blog? Uno dei punti cardine è proprio la possibilità di lasciare un commento, espressione del dialogo e del confronto. Con i commenti WordPress (ma anche Joomla, Drupal, Medium, Blogspot, Tumblr e qualsiasi altro CMS) si costruisce il significato insieme. Quindi, per me, il concetto di blog è legato a questa caratteristica. Indissolubilmente.

Da leggere: aumentare i commenti di un blog appena nato

Esistono grandi blog senza commenti?

Certo, ma sono qualcosa di diverso. Salvatore Aranzulla pubblica degli articoli su una testata ma non ha un blog personale di tecnologia. Seth Godin lascia dei pensieri su un taccuino digitale ma non ha l’onere di gestire un diario online. La motivazione:

It changes the way I write. Instead of writing for everyone, I find myself writing in anticipation of the commenters.

Why I don’t have comments

I commenti possono cambiare il mio modo di scrivere. Se mi lascio influenzare da giudizi e commenti rischio di voler creare testi buoni per tutti. Quindi per nessuno.

Questa è una buona motivazione per non avere i commenti sul blog ma stiamo parlando di Seth Godin che deve gestire una marea infinita di commenti. Nel caso di un comune mortale questo non è un problema, quindi avanti con i commenti.

Abilitare e disabilitare commenti su blog

Ogni blog ha questa funzione già attiva, non devi fare altro che pubblicare per avere i commenti nei post. La gestione dei commenti su WordPress dal punto di vista dell’attivazione e disattivazione può essere gestita su tutti o sui singoli contenuti.

Abilita e disabilita commenti.
Abilita e disabilita commenti.

Per abilitare e disabilitare i commenti su tutti i post devi andare in impostazioni e poi in discussione. Qui trovi una spunta Consenti la scrittura di commenti per i nuovi articoli. Se la togli disabiliti la possibilità di lasciare commenti ovunque.

Questa possibilità è data anche al singolo contributo, basta andare nella sezione discussione per intervenire nello specifico su commenti, pingback e trackback.

La gestione dei commenti WordPress

Ok, è importante avere questi elementi di conversazione sul blog. Ma come si gestiscono? Quali sono i passaggi essenziali per essere sicuri che tutto sia in regola con le principali attenzioni rivolte agli interventi del pubblico sul blog?

  • I link dei commenti devono essere nofollow.
  • Prima approvazione deve essere sempre moderata.
  • Mai lasciare libero spazio a chi commenta.
  • Cancella i commenti promozionali e non informativi.
  • Un link nei commenti è ok ma deve essere contestualizzato.

Sei a casa tua quindi gestisci tu. Alcune regole possono sembrare dittatoriali ma non puoi permettere che il tuo blog diventi territorio di conquista per spammer, troll e altri amanti del flame. Per me le impostazioni base dei commenti è questa.

Impostazione commenti WordPress.
Impostazione commenti WordPress.

Aumentare i commenti del blog non vuol dire accettare qualsiasi cosa. Io preferisco essere sempre avvisato nel momento in cui arriva un commento. E valutare.

Rapporto tra commenti del blog e SEO

Il copy che viene lasciato nei commenti viene visto da Google, quindi indicizzato e usato per valutare le tue pagine web. Un post molto commentato può essere ancora più utile per le informazioni lasciate. Ma può diventare anche fuorviante e appesantito da valanghe di testo inutile. A tal proposito io mi comporto così:

  • Non accetto commenti banali (ciao, ottimo articolo).
  • Elimino commenti con anchor text commerciale nella firma.
  • Alimento discussioni virtuose e in tema.
  • Stessa cosa per commenti articolati ma fuori tema.
  • Aggiorno gli articoli e anche i commenti.

Uno dei problemi tipici: il tempo passa e i commenti diventano obsoleti. Questo vale anche per il contenuto dei post, per questo io aggiorno gli articoli del blog con costanza. E nel lavoro di revisione dei testi inserisco anche quello dei commenti.

commenti wordpress seo
Google vede i testi dei commenti.

In che modo? Cancellando contributi inutili e non più allineati, o magari aggiungendo note e precisazioni. Il lavoro di ottimizzazione SEO on-page riguarda anche i commenti WordPress. Quindi devi curarli e moderarli al meglio.

Usi commenti con Facebook e Disqus?

Io no. Credo fermamente che i commenti debbano essere parte integrante dei contenuti di un blog. Quindi non voglio lasciare a piattaforme terze la gestione del testo. Se i commenti possono essere utili alla SEO io li devo gestire manualmente.

Cosa fare dopo aver installato Disqus.

Ciò significa aggiornare e cancellare. Alcuni plugin possono aiutare ma non voglio appesantire il blog con accessori che non danno molto al mio obiettivo.

Certo, i vantaggi di questi plugin per commenti non mancano. I commenti Facebook possono aumentare le condivisioni. E Disqus ha tante funzioni interessanti. Ma preferisco mantenere codice pulito, commenti semplici e blog più veloce.

Plugin e widget dei commenti WordPress

Grande è la disponibilità di estensioni WordPress per ottimizzare le discussioni del blog. Puoi aggiungere diversi plugin, oltre quelli di Disqus e Facebook, per migliorare l’esperienza del tuo lavoro online. Attenzione, non devi appesantire il blog con elementi inutili: pensa alle tue necessità e cerca quello che ti serve.

Modifica il blog lato codice ed evita plugin inutili. Quali sono i plugin WordPress per i commenti che servono veramente? Akismet è indispensabile per lo spam, il resto credo che sia superfluo. Plugin per aggiungere bottoni, opzioni, campi e modifiche al form: tutto può essere sostituito da una buona integrazione CSS.

Come ridurre lo spam con Akismet.

Stesso discorso vale per i widget dei commenti recenti o dei post più commentati. Dal mio punto di vista sono due integrazioni che non hanno senso su un blog, almeno dal punto di vista tecnico: creano dei collegamenti sitewide (quindi ridondanti, in punti morti del sito) completamente decontestualizzati. Perché tutto questo?

Gestisco i link interni del sito in modo puntuale, evito che su un articolo dedicato a un tema ci siano collegamenti a post inutili per il lettore solo perché commentati.

Da leggere: usa gli inneschi per aumentare le interazioni

Perché non devi disabilitare i commenti

Rappresentano l’anima del tuo blog, uno degli aspetti fondanti e capaci di fare la differenza rispetto a tutto ciò che rimane statico. Immobile come una pagina web. Oggi c’è una grande crisi dei commenti: in passato le discussioni si alimentavano per settimane ma adesso tutto viene trasferito sui social. Ma non è sempre così.

Ci sono blog che riescono a mantenere un buon livello di interazione. Ti spaventa l’assenza di commenti sul blog? Pensi che siano inutili? Lascia la tua esperienza qui.

14 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,

    La tua disamina sui commenti é molto esaustiva. Avevo dei dubbi se tenere o non tenere i commenti sul blog soprattutto per contenuti informativi ma ci ho ripensato. In effetti i commenti restano comuque una vera e propria interazione che può essere utile sia al lettore che a me per capire se il lavoro é stato fatto bene oppure no.
    Grazie ancora per il tuo contributo!

    • Sempre meglio tenere i commenti sul blog, fanno parte della spina dorsale del tuo essere autore e blogger. Ad esempio, quali sono di solito i commenti sul tuo blog? Cosa chiedono?

      • Il mio quesito é stato posto per quegli articoli informativi tipo sui bagagli di una compagnia aerea che ama cambiare regole spesso. I commenti a lungo andare diventano obsoleti e potrebbero confondere il lettore. Altri commenti sono di richiesta e approfondimento su un determinato argomento. A volte però diventano molti da gestire e il tempo diventa sempre meno.

  2. “Vale pena tenere i commenti o posso anche disattivarli?”… Sarebbe interessante porre la stessa domanda ai giornalisti e alle testate giornalistiche, visto che la gente commenta sotto ai loro articoli ma nessuno risponde. In quel caso la sezione commenti diventa, in modo diseducativo, uno sfogatoio, proprio perché l’utente che vorrebbe dialogare non commenta perché sa benissimo che dall’altra parte non risponderà nessuno. I commenti sono importantissimi ma solo se innescano un dialogo. Sbaglio?

    • Ah, i commenti sui giornali. Solo un modo per dire che poi il giornalismo ha preso dal blog la parte migliore, la discussione. Ma di cosa parliamo… solo una finta!

    • Il mio quesito é stato posto per quegli articoli informativi tipo sui bagagli di una compagnia aerea che ama cambiare regole spesso. I commenti a lungo andare diventano obsoleti e potrebbero confondere il lettore. Altri commenti sono di richiesta e approfondimento su un determinato argomento. A volte però diventano molti da gestire e il tempo diventa sempre meno.

      • Io credo che la cosa migliore sia quella di cancellare commenti obsoleti. In un progetto ho inserito dei link interni nel post che portavano a commenti. Così completi e approfonditi che erano diventati parte del post. Quindi è sempre utile trattarli come parte del contenuto principale.

    • Questo è un vecchio tema ed è forse quello che il community management e il blogging hanno più da insegnare ai giornali.

      Convengo con Enrico: spesso sono lasciati andare o al massimo quello che si fa è cancellarli se sono sopra le righe. Una volta parlai con dei miei colleghi in redazione e mi dissero: “Ma ci vorrebbe una persona apposta!”. Sì, ci vuole, ma non solo per la gestione in sé, ma per quanto sono preziosi.

      Noi lo sappiamo: sono pochi ormai quelli che commentano sotto un articolo di un blog (come questo che ne ha sempre tanti) o di un giornale, eppure ti danno la misura di come viene percepito quello che viene scritto, delle cose che mancano, delle emozioni che suscita. Con 6sicuro, per esempio, ne riceviamo spesso e tante volte ci aiutano a integrare il pezzo.

      I giornali, che sono nati per la gente, con lo scopo informativo prima di tutto, dovrebbe non solo gestirli, ma esaltarli e sì, prevedere qualcuno ad hoc, anche se la cosa migliore sarebbe che fosse il giornalista a rispondere, ma quando si tratta di collaboratori questo può essere un problema. I giornali non vogliono pagarli di più e loro stessi non voglio “regalare” altro tempo visto che spesso un articolo di giornale viene pagato meno di quello per un blog aziendale.

      In ogni caso, se si moderassero i commenti, i lettori che scrivono cose interessanti si sentirebbero gratificati, quelli che sparano a zero, prima o poi si arrenderebbero o magari verrebbe un attimo “calmati”.
      E la penso come Marilena: non li toglierei mai, al lettore bisogna sempre dare la possibilità di dire la sua.

      • C’è anche un altro problema: moderare i commenti di un giornale nazionale. Non sarà un’impresa difficile da affrontare? Quanti commenti riceve un giornale?

  3. Ciao Riccardo,
    secondo me non conviene disattivare i commenti se nessuno commenta. Sarebbe come tradire lo spirito originario del blog nato per instaurare un dialogo con il lettore. Lo stesso lettore si vedrebbe privato del suo ruolo attivo di dire la sua opinione o raccontare la sua esperienza. Sono dell’idea che i piccoli blog seguiti – e anche nuovi – debbano lasciare questa possibilità. I commenti creano confronto, chiariscono dubbi, possono diventare la base per creare articoli ed essere punto di misura per le conoscenze di chi scrive. Tramite i commenti, infatti, si possono acquisire nuove informazioni o argomenti. I commenti sono porte aperte e risorse preziose per chi legge e scrive. Anche un parere negativo, se non offensivo, può alimentare la conversazione e trasformarsi in banco di prova per le abilità di gestione del blogger. A presto!

    • Vero, chiudere i commenti solo perché ce ne sono pochi è una resa inutile. Forse i tuoi lettori non hanno bisogno di commentare, magari il post non lascia spazio a dubbi. O forse ancora non hai trovato la soluzione per aumentare i commenti WordPress. In ogni caso chiuderli mai.

  4. Ciao Riccardoi,
    articolo molto interessante che, giustamente, merita un’attenta riflessione.
    Penso che i commenti siano l’anima del blog perchè, oltra a darti la possibilità di interargire con il tuo pubblico, ti permettono di ricevere quella gratificazione per il lavoro svolto che tu come autore hai profuso nello scrivere un articolo e concordo con quanto ben hanno scritto Marilea e Cristina.
    Vorrei, però, approfittarne per porti domanda “tecnica”. Nel mio sito, come qui, chi effettua un commento deve lasciare oltre al nome anche l’indirizzo email. Esiste un modo per far si che rispondendo ad un commento la risposta venga recapitata all’indirizzo email lasciata o, comunqe, un qualche avviso in cui per far capire alla persona che ha scritto di andare a visualizzare la risposta?
    Cordiali saluti
    Alberto

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