Studiare per diventare influencer all’università: serve davvero?

Nel corso di laurea di Scienze della Comunicazione c'è un nuovo percorso di studi: quello per diventare influencer. Ma è una soluzione utile? Ne abbiamo bisogno?

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Corso di laurea per influencer, questa è l’idea lanciata da eCampus. O meglio, sul blog ufficiale si leggono informazioni specifiche: si tratta di un nuovo percorso del corso di laurea in Scienze della Comunicazione focalizzato su queste figure.

Corso di laurea per influencer
Studiare per diventare influencer.

Sembra il sogno di tutte le persone che sognano di diventare come Chiara Ferragni o Mariano di Vaio, persone che guadagnano online promuovendo attraverso i propri canali social. Pubblicano una foto e monetizzano. Ma quanto guadagna un influencer?

Anche somme interessanti, ci sono persone che vivono grazie al loro essere visibili. Perché non creare un percorso di studi per formare i giovani professionisti?

Nasce il corso di laurea per influencer

In realtà si tratta di un percorso di studi triennale, un indirizzo di studi dell’università eCampus dedicato a chi segue lo stesso sogno di migliaia di ragazzi che vogliono trasformare la propria visibilità e la voglia di comunicare in fonte di guadagno.

Come diventare influencer su Instagram? Ci sono dei percorsi che possono aiutarti, delle strade da seguire per avere più probabilità di trasformare un account social in un punto di riferimento. Ma fino a oggi in Italia non c’era un percorso definito.

Così eCampus ha pensato di creare un percorso di laurea triennale destinato a chi vuole essere influencer. Con piano di studi, crediti formativi ed esami.

Da leggere: quanto si guadagna come blogger

Cosa non è questo percorso di studi

Non si tratta di un’università o una laurea per diventare influencer: è un percorso di studi all’interno del corso di laurea Scienze della Comunicazione. In sintesi:

Questo corso di laurea ha pertanto l’obiettivo di preparare una figura in grado di esercitare la propria attività in maniera professionale, svincolandosi da quella mancanza di rigore e dall’utilizzo di cattive pratiche che penalizzano chi aspira al ruolo di influencer.

eCampus

Non è un percorso di specializzazione per i tecnici che vogliono affrontare il meccanismo dell’influencer marketing. Si tratta di un’offerta di studi per nuovi opinion leader dell’era social, l’idea è quella di dare una base solida a livello teorico.

Infine non è una certezza, il corso di laurea in Scienze della Comunicazione con l’indirizzo influencer non ti trasforma automaticamente in una star del web.

Esami e obiettivi del corso di laurea

Come accennato, il percorso di studi dedicato agli aspiranti influencer è una laurea triennale di I livello legata a Scienze della Comunicazione. I corsi sono online, in aula solo un week-end al mese, e gli esami sono definiti con crediti formativi.

piano di studi influencer
Piano di studi per influencer.

Qui trovi gli esami da tenere il primo, secondo e terzo anno di questa facoltà telematica con corsi online che possono essere seguiti in qualsiasi momento.

Diciamolo: i corsi ricordano molto quelli che ho seguito negli anni di Scienze della Comunicazione, peccato per l’assenza di materie obbligatorie più corpose come una buona base di web marketing. Però le materie sembrano interessanti.

Quanto costa studiare all’università per diventare influencer?

I futuri influencer devono pagare una retta di 3.900 euro solo per il primo anno, più 250 euro di immatricolazione e 140 di tassa regionale. Ma ci sono agevolazioni per studenti meritevoli alla maturità (fonte delle informazioni Il Fatto Quotidiano).

Serve un corso di laurea per influencer?

Il mio punto di vista sulla faccenda non è immediato. Perché anche io ho pensato, come molti, che in effetti un corso di laurea per influencer può diventare uno specchietto per le allodole. Ovvero un’illusione per chi cerca facili guadagni sul web.

In fin dei conti c’è sempre stata questa bipolarità: trattiamo l’influencer marketing come una materia ma spesso non riconosciamo l’influencer come una professione.

Ridiamo dignità all’influencer

Ebbene, io dico che l’influencer è un professionista. Chi lo fa bene, rispettando le regole della buona pubblicità e tutelando il cliente, è un collega con apri dignità. Anzi, spesso è un meccanismo imprescindibile di una strategia di web marketing.

difentare influencer
Corso di laurea per influencer.

Come entrare in una community in tempi brevi e con buoni risultati? Come ottenere visibilità in un gruppo affiatato? Con gli influencer. Se questo ha una rilevanza in termini di promozione online io posso immaginare anche un percorso di studi che aiuti chi vuole lavorare in questo settore ad acquisire delle competenze reali.

Ho detto lavorare. Non ipotizzare un percorso di soldi facili con poco impegno. Chi conosce realmente il mondo degli influencer sa che i sacrifici, l’impegno e lo studio (non per forza sui libri, anche quello empirico) non mancano mai.

Da leggere: la differenza tra blogger e influencer

Cosa studiare per diventare influencer

Possiamo farcela anche da soli, senza università. Però io ricordo ancora i motteggi di chi era iscritto a giurisprudenza e medicina quando io frequentavo Scienze delle Comunicazioni (o delle merendine). Eravamo i nuovi disoccupati. Oggi condividiamo lo stesso stato di precarietà. Il mondo cambia, le esigenze anche.

Quelle che oggi sembrano professioni inutili domani potrebbero essere una miniera d’oro. Potrebbero, non saranno sicuramente. Non sono un entusiasta dell’università per influencer però voglio dare una possibilità a quest’idea. Tu sei d’accordo?

13 COMMENTI

  1. Guardando il piano di studi mi sembra un corso di laurea che ti potrebbe far inserire facilmente nel mondo del lavoro (lato marketing/social media). ⁣

    Il nome che hanno dato (che a molti fa chiudere la vena e non fa arrivare ossigeno al cervello) è quello che va di moda adesso e che sicuramente attira iscritti, ma non ti farà diventare la nuova Ferragni ma solamente uno/a con delle competenze più spendibili rispetto ad alcuni dinosauri del settore.

  2. Se non è un corso o una laurea per diventare influencer, allora perché l’hanno chiamato così?
    Inoltre, se insegni a qualcuno a diventare influencer, significa che anche tu lo sei. Indi la domanda: i docenti sono tutti influencer?

    • Guarda, per quanto riguarda il nome io credo che sia parte di un’azione di marketing. Avrebbero potuto chiamare questo corso in modo diverso? Sì, magari senza tanta prosopopea sul discorso degli influencer. però il punto di partenza della riflessione è chiaro: se c’è domanda di formazione su questo punto, perché non puntare sull’offerta?

  3. Ottima analisi Riccardo. L’ influencer marketing è ormai una disciplina e quella dell’influencer può allo stesso modo considerarsi una professione che va appresa sui libri e sul campo. Anzi per il futuro sarebbe auspicabile avere influencer meno generalisti e più competenti del settore in cui operano. Sei d’accordo?

    • Ma sicuro, l’influencer è uno strumento per raggiungere un fine. C’è tanta attività improvvisata, è vero. Anche per questo credo che debba essere giusto lavorare su una formazione adeguata. Non ci vedo nulla di male.

  4. Qualche anno fa avrebbero potuto scrivere: corso per diventare blogger.
    Ma ti ricordi quante persone credevano di poter campare (e bene, anche) con un blog?
    Così, come se bastasse dedicare 30 minuti al giorno (e sto pure esagerando) alla scrittura di un articolo, che poi non leggeva ovviamente nessuno. E tanti chiusero.
    Perché questo è: la gente è abbagliata dalle figure, dai soldi facili.
    Scusa la semi-digressione

    Moz-

    • Di sicuro il legame tra blogger e influencer deve essere evidenziato, perché è un’unica linea: c’è gente che crede di poter fare soldi facili sfruttando il web. Si poteva fare una volta, quando non c’era tanta alfabetizzazione sul mezzo. Oggi tutti possono riuscire ma nessuno può arrivare sul serio a un risultato degno di questo nome.

  5. La scelta del nome secondo me è abbastanza infelice, perchè se da un lato può attrarre più iscritti (ed è un dato di fatto) dall’altro si trascina inevitabilmente critiche. Non mi sembra il massimo non inserire nemmeno una materia che riguardi, ad esempio, la gestione del budget o il funzionamento della monetizzazione sul web, anche perchè in questi termini rischia davvero di diventare uno specchietto per le allodole, e di gente che fa questo mestiere ed ha le idee confuse in fatto di economia ne abbiamo fin troppa.

    Probabilmente il mercato, da un certo punto di vista, richiede questo, dall’altro continuo a temere che sia il solito corso di laurea scollegato dalla realtà

    • Secondo me c’è modo e tempo per migliorare tutto. Non voglio essere difensore di quest’iniziativa, non ne ho interesse. Però voglio solo dare tempo alla realtà di svilupparsi. Magari domani mi rendo conto che tutto si è trasformato in una bolla di sapone, o magari c’è una piccola rivoluzione culturale in atto. Valuteremo in futuro, in ogni caso un po’ di cultura nell’ambiente influencer non guasta.

      • Sono abbastanza scettico come avrai capito, ma non voglio neanche rimanere blindato nel pregiudizio. Sì, chiaro, vedremo.

  6. Diciamo una cosa un po’ scomoda ma reale? Mi sembra il sinonimo di “Laurea in sex symbol” o ancora “Laurea in star del cinema” ossia un titolo di studio che è paragonabile ad un attore o attrice, o ancora personaggio pubblico… Appunto perchè l’idea parte dal principio di formare una persona per essere famosa… cosa succederà quando la moda girerà su figure diverse? A mio avviso ci sono cose che non si possono insegnare o che funzionano a determinate condizioni… esempio credo un influencer possa essere anche un genio dell’elettronica o della tecnologia, se questo fa la differenza su un prodotto o un nuovo genere di prodotti concetti, che vengono poi largamente usati dalle masse, tipo il carismatico Steve Jobs, o anche altri, cioè anche un semplice Visionario può essere un influencer a determinate condizioni, e non è detto che figure del genere per essere ciò che sono, necessitino di un determinato inquadramento scolastico, e finora è stato anche così, cioè mi sembra un po’ azzardato, di sicuro studiare serve, ma come sempre il fattore personale è ciò che fa realmente la differenza, pertanto sinceramente trovo tale appellativo un altro modo per farsi pubblicità 😉

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