Essere primi su Google è ancora importante?

Apparire in alto su Google è molto importante, sempre e comunque. Però ci sono alcune ricerche che sottolineano un comportamento particolare degli utenti nella serp.

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Sì, essere primi nella ricerca Google è importante. Ma la ricerca di Jakob Nielsen conferma che oggi il primo risultato (in media) riceve solo il 28% dei clic, quasi la metà rispetto al 2006. Più di 10 anni fa si raggiungeva il 51% delle visite.

essere primi su Google
Salire di posizione su Google è importante.

Questo non mette in dubbio la sintesi dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Migliorare il posizionamento fino a raggiungere il punto più alto della serp è la chiave di ogni ottimizzazione SEO on-page e off-page. Ma non basta essere primi.

Come essere primi nella ricerca Google

Il segreto che tutti gli esperti SEO vorrebbero far credere di conoscere ma nessuno possiede veramente.

Quello che sappiamo è che ci sono tre aree da valutare: l’ottimizzazione della pagina web, dell’intero sito e dei segnali che arrivano dall’esterno.

Non esiste divisione in compartimenti stagni e vie preferenziali. Ci sono settori in cui per ottenere buoni risultati devi lavorare bene sui contenuti, altri in cui la link building non può essere ignorata e altri ancora in cui devi giocare d’astuzia.

Da leggere: principali consiglio di SEO copywriting

Essere primi su Google è ancora utile?

Certo. Il motivo è fin troppo banale: chi si trova in alto acquista la maggior visibilità possibile. Basta guardare questo grafico del blog backlinko.com per capire che gran parte delle visite si fermano tra il primo e secondo risultato della serp.

Posizione e visite: quale relazione?

Quello che bisogna sapere e che non tutte le visite si fermano ai primi risultati. Le persone si spostano, si muovono lungo la serp. E non più solo dall’alto in basso: l’attenzione degli utenti si distribuisce in modo non lineare rispetto al passato.

Questo è il modello flipper, uno standard che si sviluppa a causa di una serp sempre più ricca di elementi che attirano l’attenzione dell’utente e rapiscono l’attenzione rispetto a una scansione lineare (dall’alto in basso, da sinistra a destra).

Come è cambiata la serp nel tempo

In passato nelle serp c’erano solo gli snippet con link. L’evoluzione della pagina ha portato all’inserimento di elementi differenti: immagini, mappe, rich snippet, video, caroselli di prodotti e altro ancora. Ogni ricerca viene soddisfatta in modo diverso.

Si cerca il miglior risultato possibile che abbracci diversi elementi testuali e visivi. Questo è importante per dare informazioni migliori, complete e utili per l’utente.

Ma cambia anche il comportamento del pubblico perché i contenuti visuali e dinamici attirano l’attenzione di chi naviga. Ed è proprio questo il punto che porta all’evoluzione del comportamento umano verso le prime posizioni della serp.

Esempio di navigazione a flipper della serp.

Qui in alto puoi ammirare un classico esempio di navigazione di una pagina relativa ai risultati di ricerca con featured snippet, domande correlate, box prodotti e risultati sponsorizzati. Essere primi nella ricerca Google organica è ancora così importante?

Non devi essere per forza il primo

E non è detto neanche che ci riesca. Ma in passato eri praticamente spacciato dopo la 5/6 posizione. Questo perché c’era il drammatico passaggio dell’above the fold.

  • Molti utenti non vanno oltre la 4/5 posizione nella serp.
  • Passare dalla 6 alla 5 posizione può dare grandi vantaggi.

Oggi con il mobile e le serp ricche di contenuti diversi tutto cambia. E la ricerca di Nielsen lo dimostra. Infatti questi sono i dati: nel 2006, il primo risultato in una serp riceve in media il 51% dei click. Oggi il 59% è concentrato tra i primi 3 snippet.

essere primi nella ricerca Google
Come cambia distribuzione click nella serp.

L’above the fold diventa superabile in base al tipo di query. Per ricerche semplici, che mirano alla risposta secca, le persone si basano sui primi risultati della serp.

Per attività complesse basate sulla necessità di trovare di dati specifici e approfonditi, gli utenti prendono in considerazione risultati che si trovano in basso.

above the fold serp
Le speranze di chi si trova sotto la prima schermata aumentano.

Nel 2010, Jakob Nielsen ha scoperto che, nel 59% dei casi, le persone non guardavano oltre il terzo risultato sulla pagina. Oggi si riscontra che la sesta posizione viene visualizzata nel 36% dei casi. Questo significa che c’è speranza oltre la prima posizione su Google (ma non ti adagiare su questo passaggio).

Da leggere: come ottimizzare una pagina web

I consigli per aumentare i click al sito

Essere primi nella ricerca Google è sempre il tuo obiettivo ed è chiaro che sia così. Ed è ancora importante apparire nella prima pagina dei risultati, questo è lampante. Ma i consigli per cavalcare queste tendenze sono importanti per il tuo sito:

  • Cura al massimo tag title e meta description pensando non solo a mettere keyword ma anche a lavorare sulla capacità di informare e convincere l’utente a sceglierti.
  • Lavora con la search console per analizzare la differenza tra click è impression: forse puoi aumentare i click e le visite comunicando meglio il valore della tua pagina.
  • Sfrutta le funzionalità della serp: la pagina restituisce immagini, caroselli, video e risultati zero? Lavora per guadagnare posizioni anche in questi box.
  • Ottimizza i rich snippet, inserendo gli elementi di Schema.org per dare le informazioni necessarie. Magari iniziando dalla featured image per lo snippet da mobile.
  • Non dimenticare altri dettagli che danno informazioni come l’URL ottimizzata con i breadcrumb e la favicon. Sono dettagli ma aiutano a prendere decisioni utili.
  • Non dimenticare Google My Business per la tua attività locale, lavorando sul posizionamento nelle mappe e caricando contenuti utili come post e immagini.

Hai notato qualche differenza rispetto al passato? Secondo te essere primi su Google è sempre l’unica soluzione possibile o c’è speranza oltre lo snippet più in vista?

5 COMMENTI

  1. Personalmente salto a piè pari le adv salvo che non coincida esattamente con quello che cerco: 1 posto per adv sempre via.

    Vado oltre e tra le prime 5/6 posizioni “organiche” cerco quella che ritengo la fonte più autorevole che spesso non è un magazine ad esempio.

    Non di rado trovo la soluzione in seconda pagina.

    • Questo è in linea con quanto riportato nella ricerca. Soprattutto da mobile capita di scorrere e proseguire verso quella che sarebbe stata la seconda pagina. C’è da dire che in molti casi Google diventa un motore di risposta, anticipando del tutto le esigenze del pubblico. Soprattutto dal voice search ti dà la soluzione rendendo quasi impossibile cercare altrove.

  2. Analisi molto interessante. Generalmente anche io salto sempre le ADV. Bisognerà vedere ancora tra qualche anno quale sarà la tendenza in questo senso.

    • Non è una tendenza difficile da immaginare, molti nella serp saltano le ADV. Anche io faccio così ma molto dipende anche dal mio obiettivo. Tu perché lo fai?

  3. Probabilmente ci si sta rendendo sempre più conto che i primi risultati non sempre restituiscono le fonti più autorevoli e quindi nasce la necessità di provare a guardare oltre per trovare la risposta giusta a ciò che si cerca. Poi, come giustamente hai detto, su mobile è più facile scorrere e giungere velocemente ai risultati che si troverebbero in seconda pagina.

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