14 errori che devi evitare su un blog aziendale

Quali sono le regole da rispettare e gli errori da evitare quando decidi di strutturare un blog aziendale? Qui ho indicato una serie di punti che non devi mai perdere di vista per emergere.

Questo è il punto: ignorare gli errori di un blog aziendale vuol dire raggiungere, molto probabilmente, la fine della tua avventura editoriale. Perché questo strumento del content marketing può dare grandi vantaggi ma anche problemi.

errori di un blog aziendale
C’è qualcosa che non va sul tuo sito.

Il corporate blog può aiutarti in tante occasioni ma per ottenere risultati devi tenere sotto controllo questi aspetti. Sempre. Ecco 14 errori che devi evitare su un blog aziendale capace di ottenere grandi risultati con i suoi articoli migliori.

Pubblichi articoli promozionali

Il primo errore che può segnare l’intera vita editoriale del tuo progetto di blogging. Non puoi e non devi scrivere contenuti promozionali sul blog.

Anche e soprattutto se si tratta di un progetto aziendale, legato a un business.

Ora tu penserai: “Però è un blog pensato per vendere, quindi perché non pubblicare contenuti promozionali?”. La risposta è semplice. Il blog non deve essere usato per parlare di quanto sei bello e bravo ma per intercettare determinate ricerche.

Vale a dire quelle informative. Aiuta le persone a risolvere problemi legati al tuo prodotto, non cercare di vendere attraverso gli articoli. Questo è uno degli errori fondamentali dei blog aziendali.

Lanci dei comunicati stampa

Un problema simile al precedente: usi il blog non per creare e pubblicare contenuti in grado di rispondere alle domande del potenziale cliente ma per pubblicare comunicati stampa. Che sono utili al giornalista o al blogger.

Ma non per riempire le pagine del blog. Ti lascio un consiglio: evita di pubblicare i CS sul tuo sito o blog aziendale, usali per fare un lavoro di digital PR e SEO.

Per approfondire: come scrivere un articolo del blog

Non fai una keyword research

Tra gli errori di un blog aziendale c’è questo punto: l’assenza di una riflessione chiara rispetto alle parole chiave. Un’attività che non deve essere vista come mappa da seguire per coprire con una pagina ogni singola query, ma piuttosto come un suggerimento per capire cosa vogliono le persone e come gestire l’intento di ricerca.

come scoprire il search intent
Organizza i tipi di query al meglio.

Vale a dire, cosa vogliono le persone quando digitano una determinata query? Come suggerisce questo schema di Ahrefs, prima di creare dei contenuti per il sito o per il blog si deve organizzare un lavoro basato sulle parole. I tool per indagare:

Usi l’aziendalese negli articoli

Brutto colpo. I tuoi articoli sono appesantiti da un linguaggio vecchio e difficile da leggere. Ma soprattutto poco credibile. La tua azienda è leader del settore, operi a 360 gradi con un team giovane e dinamico. Tutto diventa un luogo comune.

Non crei il calendario editoriale

Quindi procedi a caso, senza una persona alle spalle in grado di decidere cosa e quando scrivere. E con quale ritmo di pubblicazione. Il calendario editoriale è uno strumento che non può mancare per attivare e gestire un blog aziendale.

Come ottenere un buon risultato? Tutto parte da una buona keyword research dalla quale nasce una riflessione sui temi da affrontare e i titoli da scrivere.

Dimentichi di aggiornare i post

Il calendario serve anche a questo: non dimenticare l’importanza di un processo noto a chi si occupa dei contenuti di qualità. E che è diverso dal pubblicare.

Sto parlando dell’aggiornamento dei post vecchi, quelli che magari hanno informazioni errate o che devono essere migliorati per arginare perdite di posizionamento su Google e soddisfare le esigenze del pubblico.

Non investi nelle landing page

Ogni prodotto deve avere una landing page, ogni servizio anche. Non puoi vendere attraverso gli articoli, questo è il messaggio che ho lasciato prima. Ma come devo farlo? Come si muovono i  blog aziendali italiani di successo?

Non bisogna mai dimenticare l’importanza di una pagina di vendita quando crei il tuo blog aziendale. Questo è uno dei principi base da rispettare sempre.

Semplice, usano i link interni per muovere il pubblico intercettato con i contenuti informati dall’articolo verso le pagine di atterraggio. Ovvero quelle destinate alla conversione. Il tuo blog aziendale si muove in questo modo? No? Ecco un errore.

Pensi di non dover fare l’ADV

Perché aprire un blog aziendale? Di certo non per sostituire la pubblicità che fai su Google, Facebook o Instagram. E neanche quella che puoi attivare sui canali offline.

Il blog è uno strumento dell’inbound marketing ma questo non è un buon motivo per dimenticare che alcune pagine (quelle che monetizzano) hanno bisogno dell’ADV.

Non firmi gli articoli con nome

Brutta storia. Ci sono ancora persone che consigliano di pubblicare senza firmare con nome e cognome? Magari usando il brand aziendale? Una pratica da Medioevo.

L’autorevolezza passa anche da questo dettaglio. Le persone vogliono sapere chi ha messo mano a un articolo, quali sono le competenze di questa persona. Avere un box autore con gravatar e breve bio può fare molto per la qualità del tuo progetto.

Sorvoli sulla pagina about me

Quali sono i principali consigli per blogger di successo? Quello che preferisco è qui, alla portata di tutti: devi creare una pagina about me degna di questo nome.

Le persone hanno bisogno del tuo contributo e non possono affidarsi a te se non sanno chi sei, cosa fai e quali competenze hai. Ecco perché devi creare una pagina chi sono (o chi siamo, dipende dai casi) sul tuo blog aziendale.

Non presti attenzione al visual

Tra gli errori di un blog aziendale c’è anche questo: l’incapacità di soffermarsi sull’importanza di sviluppare canali paralleli dedicati al visual. Ad esempio grafiche, video tutorial, immagini capaci di spiegare ed emozionare. Senza dimenticare il filone delle infografiche che è sempre così importante anche in blog aziendali B2B.

l'importanza del visual sul web
Devi creare un visual efficace.

Perché il visual è così importante? Guarda la grafica di The Next Web: Il 90% delle informazioni che abbiamo arrivano in questo modo e il 50% dei processi celebrali sono attivati dal visual. Bastano questi punti per convincerti a investire?

Non curi distribuzione dei post

Ok, hai scritto ottimi articoli sul tuo blog aziendale. Ma poi? Li distribuisci bene? Ad esempio crei una newsletter con i link ai tuoi articoli migliori? E fai delle buone condivisioni su Facebook prevedendo anche un budget per promuovere i post che hanno maggior attenzione? Su Twitter svolgi un’attività adeguata?

Ancora. Hai un canale Telegram? Distribuisci i tuoi post anche attraverso canali differenti come Chatbot Messenger e Onesignal? Non puoi ignorare tutto questo.

Vendi link con i tuoi contenuti

Usare il blog aziendale per infrangere una delle regole essenziali imposte da Google (non vendere link) vuol dire andare contro a ogni buon senso. Rischi di essere penalizzato nella serp ma, soprattutto, mini la reputazione online del tuo marchio.

Non lasci i contatti nel footer

Un ultimo passaggio decisivo basato sulla credibilità e l’autorevolezza del tuo blog: oltre alla pagina contatti (indispensabile) hai anche curato il footer?

Qui devi inserire i contatti, i riferimenti utili per capire chi sei e cosa fai. Ma anche come raggiungerti. Non dimenticare questo dettaglio, mai e per nessun motivo.

Da leggere: come organizzare un blog per ecommerce

I tuoi errori sul blog aziendale

Questi sono gravi errori? Dipende dai punti di vista, ma è chiaro: non puoi tralasciare questi passaggi perché rischi di ottenere dei risultati pessimi. Sei d’accordo? Quali sono, dal tuo punto di vista, gli errori che devi evitare su un blog aziendale?

5 COMMENTI

  1. In realtà piccole o embrionali, spesso (quasi sempre) si parte da un idea di cosa sia il proprio marchio e a volte il target non lo si conosce neanche.
    So che sarebbe meglio partire con le idee molto chiare ma non è sempre possible.
    In questo caso l’ingaggio di un Social Media Marketer (SMM) parte da idee non comprovate e quindi il piano editoriale deve mutare giorno per giorno da uno scambio continuo tra “l’azienda” e l’SMM.
    Se l’azienda lasciasse carta bianca l’attività del SMM corre il serio rischio di divergere troppo dagli obiettivi aziendali.
    Se l’SMM non riporta le conoscenze acquisite l’azienda potrebbe non incontrare mail il suo pubblico di riferimento.

    Quindi se ci si ferma al piano editoriale e l’SMM si blinda dietro questo per poter difendere il proprio lavoro… beh poco professionale direi?

    Aggiungo poi che l’esempio del dentista è fuorviante poiché c’è una disparità di conoscenza tra noi è lui che non è colmabile. Volendo rimanere in ambito medico poi, sappiamo bene che dal dottore (l’SMM) si va per stare bene (Dichiariamo i nostri obiettivi), descriviamo i nostri sintomi (Comunichiamo le nostre esperienze). Grazie alla cura o grazie ad altri fattori non dipendenti dall’attività del medico i sintomi cambieranno e adattiamo la terapia (L’evoluzione dell’attività dell’SMM DEVE dipendere dal dialogo costante col cliente).

    • Come hai detto: “Se l’azienda lasciasse carta bianca l’attività del SMM corre il serio rischio di divergere troppo dagli obiettivi aziendali.”

      Però il blogger deve costruire gli obiettivi dopo aver definito il brand, prima si parla e poi si definiscono gli obiettivi 😉

  2. Ciao Riccardo, articolo molto bello e che tocca punti fondamentali. Cosa consigli di fare, invece, per un sito e-commerce che non ha un blog annesso? Come ci si muove per la creazione delle landing pages?
    Se hai consigli o hai in mente articoli anche su questo punto, mi farebbe piacere approfondire.

    • In realtà un ecommerce non ha bisogno di landing page, o meglio: sono le schede prodotto a generare le vendite quindi gli articoli del blog devono puntare su queste risorse.

  3. Ciao Riccardo. Vorrei soffermarmi un attimo sul discorso dei contenuti promozionali. Nel blog aziendale che gestisco cerco di pubblicare articoli interessanti per i miei lettori e sempre curati in ogni dettaglio. Da una recente analisi SEO sono emerse nuove long tail keywords che sembrerebbero utili ad intercettare nuovi clienti. Te la faccio breve: mi si chiede di inserire nel blog qualche contenuto di tipo promozionale che poi punti dritto alle landing (che a loro volta “sostengono” i servizi). A me viene l’orticaria! Antistaminico a parte: posso assolvere questo ingrato compito senza perdere in credibilità ed autorevolezza? (Purtroppo temo di conoscere la risposta…)

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here