12 idee per scrivere un testo SEO friendly nel 2020

Oggi è molto importante continuare a curare la qualità dei testi online. Ma come si scrive un articolo per il web? Quali sono i pilastri per creare contenuti di qualità? Continua a leggere.

Me lo chiedono spesso. Come scrivere un testo SEO friendly? E, soprattutto, come farlo oggi nel 2020? Ok, la storia di scrivere per le persone e non per i motori di ricerca già la conosciamo. Ed è ancora più valida oggi con l’avvento di Google Bert.

Come scrivere un testo SEO friendly
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Google sarà sempre più bravo a capire il linguaggio umano e a comprendere la qualità di un testo a prescindere dalla presenza di keyword specifiche nel testo. Perfetto, questo dà un vantaggio competitivo ai web writer di qualità.

Ma poi? Cosa sapere rispetto al concetto di SEO copywriting? Veramente basta solo scrivere bene per creare buoni contenuti? Qualche consiglio l’ho trovato nelle dichiarazioni di John Mueller, altri fanno parte della mia esperienza.

La lunghezza dei testi per la SEO non esiste

Un concetto già chiaro da diverso tempo ma che oggi è ancora più importante. Lo ripeto a chiare lettere: non si può parlare di numero minimo di parole per avere un testo ottimizzato SEO.

Il SEO copywriting non conta i termini inseriti e non fa equivalenze tra qualità e quantità. Un articolo breve, soprattutto in un’epoca in cui Google diventa motore per dare risposte, può essere molto più efficace di un post lungo.

Molto dipende dall’intento di ricerca: cosa vogliono le persone che cercano quella frase? Questa è la base per ottimizzare una pagina web. Quindi, basta proporre articoli con minimo 300 parole per avere buoni risultati nella serp: la lunghezza SEO di un testo non esiste.

Da leggere: i migliori corsi di SEO copywriting

Per il testo SEO friendly scrivi per le persone

Questo è già stato chiarito: oggi si scrive per le persone, non per i motori di ricerca. Quindi basta uso distorto di keyword principali, secondari e correlate con intento da manipolatore. Ma cosa significa esattamente scrivere per le persone?

Io ho la mia idea: devi studiare il tuo pubblico e lo devi fare creando le reader personas. Vale a dire rappresentazioni idealtipiche del pubblico da usare come riferimento per scegliere argomenti, titoli, tone of voice e temi da trattare.

Pubblicare tanti articoli non è per forza un bene

Mantenere un ritmo di pubblicazione del blog di tutto rispetto può essere un buon modo per aumentare le visite, migliorare l’autorevolezza e farsi notare da Google come fonte di contenuti costante, quotidiana. Ma non sempre questo è un bene:

There’s no minimum number of articles a day that you have to post, nor even a minimum number of pages on a website. In most cases, quality is better than quantity. Our algorithms explicitly try to find and recommend websites that provide content that’s of high quality, unique, and compelling to users. Don’t fill your site with low-quality content.

John Mueller

Non c’è un numero minimo di articoli al giorno che devi pubblicare o di pagine per un sito web. Nella maggior parte dei casi, la qualità è migliore della quantità.

Ciò significa non riempire il tuo sito con contenuti di bassa qualità, ma cerca di assicurarti che sia il migliore in assoluto nel suo genere. E questo si ottiene scrivendo bene e cercando di capire cosa vogliono le persone che vuoi raggiungere.

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Tag H1: utile ma non è un segnale SEO cruciale

Io ricordo questo: cascasse il mondo, ogni pagina web deve avere un tag H1. Bene, Joh Mueller ha sottolineato che per Google non è un elemento fondamentale e che una pagina si può posizionare bene con o senza questo titolo. O magari con più H1.

Come scrivere un testo SEO friendly: H1 e SEO

Il punto di partenza è questo: l’H1 non è un elemento cruciale per determinare il posizionamento della pagina web. Questo, ovviamente, non significa ignorarlo o sorvolare sulla necessità di investire tempo per creare headline efficaci.

Come scrivere un testo SEO friendly per l’H1? Evitando (oggi più che mai) di intendere questo campo come un semplice luogo per inserire keyword. Usalo per spiegare alle persone cosa stai presentando, in modo chiaro e senza dubbi.

Quanti H2 inserire in una pagina o in un post?

Non esiste un minimo o un massimo di H2 in una pagina. Se servono per dividere il testo in sezioni utili per organizzare l’architettura dell’informazione li metti, altrimenti no. Pensa alla leggibilità del testo e non a fantomatiche regole SEO.

Aggiungi del testo in tutte le pagine del sito web

Capitano pagine in un portale che vengono pubblicate senza testo, con file media o form. Ad esempio la pagina contatti o una rubrica video. Bene, non è il massimo.

You always need textual content on-page, regardless of what other kinds of content you might have. If you’re a video-hosting site, you still need things like titles, headings, text.

John Mueller.

Questo è utile per far capire a Google e alle persone che cosa si trova in quella risorsa. Come scrivere una pagina SEO oriented in questi casi? Non gonfiarla di testo, pensa solo al modo di renderla più umana e facile da affrontare per chi la visita.

Sfrutta le regole del copywriting nei meta tag

Quando scrivi tag title e meta description non concentrarti sul riempire questi campi con parole chiave: sfrutta il titolo e il sottotitolo della serp per convincere i tuoi lettori a cliccare e visitare la pagina. Ad esempio puoi usare la meta description per aggiungere delle call to action che invitino l’utente a cliccare. Oppure per:

  • Evidenziare un benefit.
  • Creare urgenza.
  • Suggerire uno sconto.
  • Indicare un prezzo.

La meta description deve essere pensata per fare la differenza e aiutare realmente l’utente a prendere una decisione. Soprattutto in una serp con grandi competitor.

Porta massima attenzione al microcopy del blog

Molti si concentrano sulla stesura del main content, il contenuto principale. Dimenticando l’importanza dei dettagli come URL, testo alternative, didascalie.

Così come il nome file dei media. Questi sono i campi che fanno la differenza e che devono essere curati da figure con competenze chiare. Come l’UX writer.

Non usare H2, H3, H4 per spingere le keyword

Una precisazione per capire come si scrive un articolo per il web. Gli header (h2, h3…) si usano per organizzare la gerarchia delle informazioni e non per inserire keyword con la speranza che questo aiuti Google a posizionare meglio i tuoi articoli.

Una precisazione rispetto all’uso delle intestazioni.

Gli header sono utili per comunicare di cosa tratta il contenuto ma le parole chiave non sono un’assicurazione per posizionare bene il contenuto per le rispettive query. Aggiungo, non usarli a caso e per mettere in evidenza un testo.

Cambiare date e titoli non basta per aggiornare

Quante volte ti capita di pubblicare articoli dedicati a liste e consigli per un anno specifico per poi ritrovarti, dopo qualche mese, con un contenuto obsoleto? A questo punto si può andare sul post e cambiare il tag title e l’headline in questo modo:

  • I migliori consigli per fare SEO nel 2019.
  • I migliori consigli per fare SEO nel 2020.

Tutto molto facile, soprattutto se l’URL non contiene la data. Ma funziona veramente? Cosa devo pensare, come utente, se mi accorgo che il vecchio contenuto è stato appena presentato come nuovo cambiando solo la data nel titolo?

Secondo John Mueller questo uccide completamente qualsiasi autorevolezza. I trucchi SEO non rendono un sito eccezionale. Dai ai tuoi contenuti e agli utenti il rispetto che meritano, ha affermato. E aggiungo: se vuoi aggiornare un articolo fallo ma non prendere in giro le persone. E, soprattutto, valuta come migliori i vecchi contenuti.

Cura autorevolezza del contenuto: fonti e autore

Come scrivere un testo SEO friendly? Non essere avaro di riferimenti. Anche se inserire link in uscita autorevoli non può essere considerato un segnale SEO, l’attenzione deve andare sempre alla capacità di dare il miglior contributo.

E la possibilità di verificare la fonte delle tue parole è un passo indispensabile. Così come è importante fare in modo che le persone controllino l’autorevolezza della firma.

Perché pubblicare con il nome autore i contenuti del blog? Semplice, in questo modo crei un rapporto di fiducia. Usa una buona bio, Gravatar e se possibile link alla pagina del blogger per visualizzare tutto ciò che è stato pubblicato.

Evergreen content: non devono cambiare data

Hai basato il tuo calendario editoriale su un costante lavoro di pillar article e cornerstone content? Perfetto, hai un bel po’ di contenuti evergreen. Vale a dire articoli che affrontano argomenti base e che non cambiano costantemente.

Quando aggiorni i vecchi contenuti pensi di dover cambiare la data anche con gli evergreen content? Magari per sfruttare la spinta freshness SEO? Brutta idea.

In questi casi conviene sì migliorare ma mantenere la data di pubblicazione. D’altro canto è un contenuto per definizione sempre valido: perché dovresti ripubblicarlo?

Da leggere: come creare contenuti per il blog

Come scrivere testi SEO friendly secondo te?

Non esistono regole SEO, trucchi e scorciatoie. Oggi è sul contenuto di qualità che bisogna puntare. Non solo in termini di buona scrittura ma soprattutto di scopo.

Quello che hai scritto può fare la differenza? Rispondi a questa domanda prima di pubblicare un articolo del blog. E lascia nei commenti la tua opinione.

12 COMMENTI

  1. È un po’ come dici tu: la mera applicazione della regola seo non avrebbe senso se non si pensa al lettore in carne e ossa. Inserire correlate e long-tail, ad esempio, equivale a fornire un testo esaustivo e che tenga conto delle esigenze conoscitive dell’utente. Bisogna fare tutto con consapevolezza, a mio avviso, senza scrivere tanto per riempire pagine. 😊

    • Questo è il primo punto: mai scrivere solo per dare l’idea di aver tanto da comunicare. La scrittura SEO non ha bisogno, per forza, di testi lunghi. Ma capaci di dare una risposta.

  2. Ciao Riccardo e grazie per l’articolo, molto esaustivo. Una cosa che aggiungerei – e che io stessa spesso non faccio – è dare un’occhiata alle serp e vedere cosa è già stato pubblicato sull’argomento che vogliamo trattare. Per provare a scrivere un contenuto diverso, magari più completo, con un nuovo approccio. Che ne pensi?

    • Ciao Elisabetta (grazie Riccardo per gli ottimi articoli che posti!) 🙂

      Sono d’accordo con il tuo suggerimento. Io personalmente nasco come SEO ed ho integrato la capacità di scrivere contenuti per il web, per cui lo studio delle serp è l’attività da cui parto dopo aver selezionato il topic. Mi serve per svariati motivi:

      1. vedere ciò che già esiste e ciò che manca per offrire una visione originale, unica e utile
      2. capire quali sono i tratti comuni dei contenuti che si sono ben posizionati (e qui capisci anche come alcuni articoli non “meritevoli” si posizionano per altri motivi: link building, verticalità del sito, anzianità, troverai anche contenuti duplicati ben posizionati, etc.)
      3. ottimizzare la struttura interna dei contenuti (anche se non si tratta di pillar)
      4. capire di cos’altro ho bisogno per riuscire a posizionare quel contenuto (in alcuni settori solo il copy non basta…)

      • Credo che sia tutto molto importante, soprattutto l’ultimo punto: ci concentriamo troppo sull’idea che il contenuto SEO sia solo quello che si scrive. In realtà è l’esperienza utente che fa la differenza quando si confeziona un testo SEO friendly. Non credi?

      • Ciao Claudia! Ecco, hai scritto meglio di me e più nel dettaglio quello che intendevo 🙂
        Anche io mi occupo di SEO: credo che per scrivere un articolo in ottica SEO, dopo una buona ricerca keyword, sia fondamentale esaminare con attenzione quello che in SERP già c’è. Oltre ad avere qualcosa di davvero interessante da dire – e saperlo esprimere nel modo giusto e corretto – ovviamente 😉

        • La scrittura SEO non deve essere vista come un qualcosa esterna alla buona forma, alla sintassi. L’insieme fa la differenza, sempre.

    • Credo che questa sia una delle migliori tecniche SEO in circolazione. Lo studio della concorrenza, di ciò che è già stato fatto per fare meglio ancora, è la base della scrittura SEO oriented secondo em.

  3. Grande articolo, folto di Info, ben strutturato con indice salto di pagina, insomma complimenti.

    Gestisco un sito di eventi a Roma, spesso e volentieri gli articoli che scrivo, anzi gli eventi, sono gli stessi.

    Es. Sabato x aperitivo nella location y con il Dj z

    Un volta aggiornato titolo, cambiando data e forse il nome del dj, il resto rimane lo stesso, Info location, descrizione e prezzi servizi etc.

    Insomma non ho molto da poter cambiare e questo per tutte le settimane e per molti eventi.

    Speriamo Google non mi calcoli come uno svogliato.

    • Piuttosto si dovrebbe strutturare un calendario editoriale seo per evitare di pubblicare sempre la stessa notizia. Oppure pensare di cancellare i vecchi articoli per non appesantire la scansione con contenuti inutili. Insomma, la risposta dovrebbe arrivare dopo una buona analisi SEO.

  4. Condivido in pieno! Sono dell’idea che un utente cerca qualche informazione sul web, su Google, noi dobbiamo essere la migliore risposta ad un problema. E di conseguenza scrivere per cercare di risolvere il problema. Tag e quant’altro sono il contorno…fondamentale, ma se il piatto è poco buono…

    • Assolutamente sì, l’ottimizzazione di una pagina web non può basarsi solo sul mettere dei tag e sperare che tutto si risolva grazie a un keyword nel titolo.

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