Cosa sono i titoli caldi e freddi? Differenze, esempi e 5 tecniche per sfruttarli

Nella struttura di un articolo di giornale c'è questa differenza: meglio una headline calda o fredda? Quale stile seguire per introdurre il lead dell'articolo? La risposta è qui, buona lettura.

I titoli caldi sono emotivi, influenzano il lettore con giochi di parole ed esasperazioni. I titoli freddi, invece, sono diretti e informativi. Distaccati e legati al fatto concreto. Questa è la differenza, in sintesi, tra titoli caldi e freddi in un articolo di giornale.

titoli caldi e freddi
Come creare titoli a effetto.

Ovviamente vale anche per blogging e scrittura online. Creare una headline efficace vuol dire, in primo luogo, prendere coscienza degli strumenti a disposizione per convincere il lettore e creare il titolo giusto per un contenuto. Ma quali sono i consigli per scrivere titoli caldi e freddi? Ecco una guida per giornalisti e blogger.

Cos’è una headline fredda

Stringa di testo, o headline, che introduce l’articolo in modo semplice e diretto. Senza andare oltre il fatto.

Il titolo freddo è sempre a disposizione di chi vuole dare un’informazione chiara, semplice da raggiungere e senza fraintendimenti.

I benefit di un titolo freddo sono, ovviamente, l’immediatezza e quel distacco tipico dell’articolo di cronaca basato sul modello ABC: accuratezza, brevità e  chiarezza. Questa soluzione viene utilizzata spesso anche quando bisogna scrivere un comunicato stampa, quindi per dare un’informazione immediata agli altri giornalisti o addetti ai lavori.

Da leggere: come scrivere un articolo di opinione

Cos’è, invece, un titolo caldo

Headline che mette in secondo piano l’informazione per sfruttare le passioni. Il titolo caldo può essere ironico, esagerato, iperbolico, retto da metafore e doppi sensi.

esempio titolo caldo
Titolo del Mattino, terremoto del 1980 in Irpinia.

Nella categoria rientrano le headline con una singola parola. Spesso si associa al titolo caldo al click baiting, tentativo di forzare visite attraverso l’uso di headline ingannevoli. Ma si possono pubblicare titoli a effetto rimanendo coerenti.

Esempi di titoli caldi e freddi

Chiaramente adesso dobbiamo dare dei riferimenti concreti. Cosa sono i titoli caldi e freddi? La teoria è chiara, ora vediamo la pratica: ecco una serie di esempi che possono aiutare a capire qual è la forza di queste headline usate nel giornalismo.

Titoli caldi

Iniziamo con le headline che permettono di catturare l’attenzione del lettore con le parole e che fanno leva su curiosità, emozioni e doppi sensi, Questo è un esempio.

La spallata di Salvini al governo

Si vuol dire che c’è intenzione, da parte del politico, di far cadere il governo ma si usa un processo di sostituzione del termine ideale con uno figurato, cercando di caricare di significati l’immagine. In pratica è una metafora che consente di immaginare un soggetto politico che fisicamente si imponga contro un altro personaggio reale.

La Cina si arrabbia con noi

Titolo che riprende la capacità di dare una valenza fisica a un’entità astratta. Qui un paese come la Cina diventa umana, non protesta con le ambasciate per determinate condizioni ma si arrabbia. E chi legge si sente chiamato in causa perché si creano due blocchi: loro e noi. Ovviamente il pubblico fa blocco comune contro la Cina.

Titoli freddi

Come possiamo riscrivere queste headline calde in chiave diversa? Proviamo a immaginare queste stringhe di testo attraverso la lente dei titoli freddi.

Salvini prepara azione con alleati per destabilizzare il governo

In questo caso si perde l’azione fisica e si punta su quella ufficiale. Non ci sono più spallate ma azioni di governo precise. Si capisce perfettamente qual è la notizia.

Proteste ufficiali dell’ambasciatore cinese per il blocco aereo

Stesso discorso per il secondo titolo freddo. La Cina non si arrabbia ma emana delle dichiarazioni attraverso un ambasciatore. Quindi, qual è la soluzione migliore?

Come scrivere titoli ad effetto

Queste dinamiche si sviluppano sia per i quotidiani online che per le pubblicazioni di un blog. Di conseguenza ho sviluppato una serie di riflessioni molto importanti.

Le puoi applicare ai modelli di headline, a prescindere dall’uso. Valgono per chi deve scrivere una headline per il prossimo articolo di giornale o una pubblicazione sul proprio blog.

Scegli il contesto giusto

Non puoi usare titoli caldi e freddi in modo indistinto e senza valutare la situazione, la notizia e la capacità del pubblico di comprendere al tua scelta. In una prima pagina, nell’above the fold, il titolo caldo fa il suo lavoro e deve essere gestito in modo da attirare l’attenzione sul fatto in modo da comunicare urgenza ma anche valori.

Rispetta sempre il tuo pubblico

Cosa si aspettano le persone che acquistano il quotidiano o leggono il tuo blog? C’è bisogno di un titolo caldo per una notizia di cronaca locale, magari particolarmente triste per una comunità? Spesso l’informazione non ha bisogno di iperbole.

Sfrutta sottotitoli e catenacci

Il punto di forza di un titolo di successo non è solo la stringa ma anche ciò che si trova intorno. Per far funzionare una headline efficace, a prescindere dal fatto che sia calda o fredda, devi sfruttare sottotitolo, sommario, occhiello e catenaccio.

esempio titolo
Analisi della struttura di un giornale.

Come vedi da questo esempio, occhiello e sommario riescono a dare un senso anche ai titoli enigmatici ed emotivo. Questo aiuta soprattutto le headline calde, quelle d’impatto.

Usa le metonimie con attenzione

Spesso nel linguaggio giornalistico si usano le metonimie per sintetizzare passaggi ed evitare inutili giri di parole. Esempio: “La Casa Bianca ha rilasciato dichiarazioni”.

Non sono gli edifici a fare questo ma i portavoce delle istituzioni. Però questa figura retorica può essere usata per creare un buon equilibrio tra titoli caldi e freddi.

Crea sottili giochi di rimandi

Il gioco di parole che permette di generare un titolo caldo efficace, capace di muovere l’interesse, è quello di creare una connessione mentale tra la persona e l’azione.

Te lo immagini Salvini mentre dà una spallata, non faresti lo stesso con Fassino. Il rimando sottile viene abbandonato dal titolo freddo che punta su parole precise.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Meglio titoli caldi e freddi?

Secondo te qual è la soluzione giusta per creare un’informazione efficace? Il titolo caldo può essere usato sempre? Oppure preferisci l’headline fredda e distaccata?

Dal mio punto di vista non esiste una soluzione unica, questi titoli possono anche fondersi una soluzione capace di unire informazione e persuasione. Ci sono diversi modelli di headline che dimostrano questo. Tu cosa pensi? Meglio titoli caldi o freddi?

3 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    “discutere” con te di questi temi è sempre strainteressante. Al titolo, per altro, dedichiamo un ampio capitolo sia io che te nel libro “Scrivere per informare” da 2 punti di vista diversi. Provo a riassumerti qui il mio: come dici, non c’è da scegliere tra titolo caldo e titolo freddo perché dipende dal contesto. Il titolo però è l’essenza dell’articolo, ecco perché sinceramente, da giornalista che conosce però anche la SEO (il però è voluto), credo che bisognerebbe evitare quella classica struttura keyword all’inizio più due punti.
    Si rischia di essere troppo ripetetivi e, come dico anche nel libro, senza metterla per forza all’inizio, si riesce comunque a essere tra le prime posizioni in SERP. E soprattutto, questi titoli hanno poco a fare con i begli esempi che citi in cui si usa la metonimia o i giochi di parole.
    Scrivere è un’arte, non c’è niente da dire, e lo è ancora di più nell’online.
    La cosa che comunque conta più di tutto è evitare di fare titoli acchiappa click: come dici tu, bisogna rispettare il proprio pubblico e non far immaginare che l’articolo abbia qualcosa che in realtà non c’è. Quello vuol dire tradire la fiducia del lettore.

    • Ciao! Allora, il problema è questo: con la SEO si rischia di diventare ripetitivi nella scrittura headline? Sì, ma solo se si vede la SEO come semplice ripetizione di titoli nel testo. Oggi è sempre più utile valutare il titolo di qualità come qualcosa che deve essere valutato a prescindere dalla combinazione banale di parole chiave. Risulta una forzatura, inutile sia per i motori di ricerca che per le persone. E non dimentichiamo la possibilità di differenziare tag title e H1…

  2. Infatti stiamo dicendo la stessa cosa, il problema è che molti SEO insistono ancora con questa keyword all’inizio del titolo. Cosa che, invece, per il tag title trovo ottima soluzione. Anche perché appunto noi li differenziamo 😉

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here