Quanto viene pagato un articolo a un giornalista?

La retribuzione netta che percepisce un giornalista ad articolo non è alta. Anzi, in media lo stipendio che riesce a ottenere dalla scrittura degli articoli è piuttosto bassa. Ovvero?

50 euro. Questo è quanto guadagna un giornalista ad articolo secondo i dati del questionario legato al libro Scrivere Per Informare. O almeno questa è la risposta più quotata: il 24, 41% dei giornalisti intervistati ha risposto così. Ed è una cosa buona.

 quanto guadagna un giornalista ad articolo
Esiste un tariffario per i giornalisti?

Dopo i 50 centesimi ad articolo e la richiesta di scrittori-scimmia avevo quasi perso le speranze nei confronti del giornalismo, del blogging e della scrittura in generale.

Forse i collaboratori esterni delle testate giornalistiche percepiscono dei compensi più o meno bassi ma, in alcuni casi, la presenza di esperienza e di una partita IVA spinge il professionista a chiedere di più. Vogliamo approfondire i dati?

Come monetizzano giornalisti e blogger in Italia

Il primo punto da sottolineare in questa ricerca è la forma di guadagno. Quale formula usano blogger ed esponenti del giornalismo online per monetizzare?

Di solito le formule sono due: pagamento a parola o articolo. La maggior parte dei giornalisti opta (o è costretto) a scegliere la seconda opzione. Lo stesso vale per per chi ha deciso di guadagnare con il blog. Pochi decidono di puntare sul pagamento a parola.

Interessante notare che molti blogger pubblicano articoli per monetizzare con mezzi propri, attitudine che non viene seguita dai giornalisti. I quali, però, sembrano avvantaggiati per quanto concerne lo stipendio (quindi non sono freelance).

come farsi pagare, a parola o a cartella?
Meglio farsi pagare a cartella?

Ma chi decide di farsi pagare a parola, o è costretto a seguire questa forma di retribuzione per gli articoli, quanto guadagna realmente? Ecco le risposte.

quanto ti fai pagare a parola
Come monetizzano blogger e giornalisti.

I giornalisti si fanno pagare non meno di 50 centesimi a parola, nella maggior parte dei casi. Mentre chi rimane intorno ai 10 si assesta al 23%. I blogger sembrano svantaggiati da questa formula: rientrano soprattutto intorno ai 5 centesimi.

Da leggere: qual è il tariffario di un copywriter

Quanto guadagna un giornalista ad articolo

Questo è il grafico che mostra i dati completi della ricerca, raccolti con questionario online proposto attraverso la piattaforma SurveyMonkey a un campione di 917 persone tra blogger e giornalisti anche di testate nazionali. I dati sono interessanti.

Il guadagno netto per articolo di giornale.
Il guadagno netto per articolo di giornale.

Il 24,41 dei giornalisti ha risposto che non si fa pagare meno di 50 euro ad articolo, una percentuale simile (22,44%) lavora a non meno di 30 euro a pezzo. Somme umane se pensiamo che c’è una fetta rinchiusa tra i 10 e i 15 euro. Ma non solo.

Il 6,3% dichiara di prendere meno di 7 euro per una consegna. In questi casi può essere imbarazzante chiedere quanto guadagna un giornalista ad articolo. D’altro canto i blogger non se la passano meglio, viaggiano su tariffari simili.

Quanto guadagna un giornalista: nord e sud

Le differenze per l’equo compenso dei giornalisti riguarda per caso la geografia? C’è differenza tra il tariffario di un giornalista del Nord e del Sud? Molta. Anzi, troppa.

Quanto guadagna un giornalista: grafico con differenze tra nord e nord e sud
Compensi dei giornalisti freelance e dipendenti.

Come vedi i giornalisti che guadagnano almeno 50 euro ad articolo sono, soprattutto, residenti al Nord. Quelli che invece monetizzano almeno 30 o 15 euro a pezzo sono del sud. Stesso discorso per i giornalisti che guadagnano meno di 7 euro ad articolo.

I giornalisti sono soddisfatti dello stipendio?

No, questa è la risposta che emerge alla fine del report. Nell’indagine si definisce questo: i giornalisti, sopratutto loro rispetto ai blogger, vorrebbero guadagnare di più.

I giornalisti sono soddisfatti dello stipendio?
La remunerazione è adeguata per i giornalisti?

Difficile all’inizio capire quanto farsi pagare per un articolo, ma un punto è chiaro: sono soprattutto i giornalisti, con il 56% delle risposte, a essere completamente insoddisfatti della remunerazione. Mentre i blogger si lamentano soprattutto del mercato: molti non comprendono il valore e c’è concorrenza che gioca al ribasso.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Quindi, guadagna bene un giornalista in Italia?

Ti chiedono quanto guadagna un giornalista in America o un report di guerra? Io direi di non ci allontanarsi troppo dalla vecchia Italia. Ad esempio tu hai qualche esperienza che vuoi raccontarmi? Anche tu giornalista per 4 soldi? Lascia tutto nei commenti!

12 COMMENTI

  1. Ti leggo da molto, anche se non commento mai. Scrivo per mestiere anch’io, per il web e non. Trovare compensi adeguati è diventato quasi impossibile. Credo però che la colpa sia anche nostra. Personalmente ho una mia tariffa minima, sotto la quale non scendo. La gloria (poca o molta che sia) non mi interessa. Ogni volta che accettiamo di scrivere per un euro (o anche due o tre, o quattro, non cambia molto) dobbiamo ricordare che il mercato lo facciamo anche noi freelance. Tutte le volte che prepariamo un preventivo, che accettiamo o rifiutiamo le condizioni economiche proposte da un committente, stiamo dando il nostro contributo, in positivo o in negativo. Un tempo mi innervosivo molto quando mi proponevano un compenso ridicolo, adesso – semplicemente – non accetto.

    • Margherita sono da collega pienamente d’accordo con te.
      Riccardo mi complimento per la tua ricerca che ha reso pubblico alcuni dettagli nascosti e peggiorando la categoria. Quando ho lavorato, molto piu’ giovane ma ben formato e molto apprezzato, nella principale tv meridionale, soltanto una collega con cui ho avuto una frequentazione mi ga svelato il suo stipendio. Gli altri solo omerta’, manco che volessi rubargli il posto dal momento che quando me l’hanno offerto l’ho rifiutato,il che ha peggiorato chiunque.
      Da scrittore dico che nel mondo editoriale e’ mille volte peggio al punto che non conosco gli anticipi ed i guadagni reali di chiunque-Pino Aprile che e’ amico e collaboratore-mi ha svelato in confidenza che con i libri ha comprato casa alle figlie ma senza esporre la cifra; da direttore di testata ha comprato casa a se stesso di nuovo tacendo la cifra. Questo e’ pernicioso per la categoria, di giornalisti autori e scrittori, giacche’ in questo modo senza dati certi non si puo’ organizzare e autotutelare.
      Due anni fa ho aborrito un’offerta a 2,5€ ad articolo per poi entrare ed essere stipendiato con Cronache di Napoli. Ora pubblico per la mia pagina Francesco Tondo ed ho un tariffario che non fa sconti, e non accetto meno di 50€ a pezzo pur abitando a Napoli. Bisognerebbe che tutti lo facessero e dicessero la verita’ come in questo bel pezzo in cui mi sono imbattuto.
      In America la associazione autori non scrive una sceneggiatura a meno di 100000 dollari e gli scrittori non fanno libri a meno di 50000 dollari di anticipo. Mi rammarico per noi italiani. Un saluto a tutti

  2. Come ci siamo anche detti per email è tutta questione di professionalità. E ne parlavo anche questa mattina con Francesca Sanzo.

    Ci sono passato anche io quando ho iniziato, ti sembra talmente strano che ti paghino per qualcosa che ti piace che non ti sembra di fare nulla di male. Oppure, peggio ancora, ci si approfitta di situazioni al limite, in questo momento in cui ci sono pochi soldi è vero che anche pochi euro fanno comodo.

    La risposta è fare formazione, raggiungere quelle persone che abbassano il costo del lavoro della nostra categoria per far capire loro che non bisogna farsi pagare il giusto, ricerche, tempo, impegno, costanza sono tutti ingredienti per la qualità, che tu stesso hai più volte cercato.

    Forse il nuovo web che sta nascendo con la cura dei contenuti, riuscirà a compattare la categoria attorno a questi concetti e darci valore.

    • Forse sì, dobbiamo avere fede. E soprattutto ci dobbiamo impegnare giorno dopo giorno per far capire ai nostri clienti che la qualità vuol dire buoni risultati. E che non puoi pretendere di avere tutto e spendere una miseria!

  3. E’ uno scempio, non c’è altro da dire. Anche nel mio blog (lavorarescrivendo.blogspot.it) sto cercando di fare una battaglia ed è imminente la proposta per un progetto ambizioso, un po’ idealistico ma non impossibile per la realizzazione di uno spazio legato al blog stesso in cui si presenta un tariffario dettagliato e completo a seconda dei servizi, dando la possibilità ai clienti di rivolgersi a noi a quei prezzi. Prezzi dignitosi e un accento sulla professionalità e la qualità che VALGONO DAVVERO QUEL PREZZO! Ha ragione Riccardo, i clienti devono essere educati a comprendere la professionalità e la fatica di un lavoro che non significa, come pensano molti, battere le dita sulla tastiera. Chi è interessato può fare un visita: lavorarescrivendo.blogspot.it
    Il progetto uscirà entro fine mese.

    • Quando lavoriamo nel mondo del giornalismo bisogna chiedere il giusto per ogni articolo, altrimenti si gioca sempre al ribasso e i prezzi scendono.

  4. Ciao
    Mi chiamo Francesca, ho 32 anni, sono laureata e da più di due anni scrivo GRATUITAMENTE per una testa on-line. Ho appena presentato le pratiche per il tesserino di pubblicista che dovrò pagare da me e costa circa 300 euro più 90 euro l’anno per mantenerlo!!! In cambio cosa ottengo? non saprei!! scrivo le recensioni alle mostre (il cui ingresso è sempre gratuito) e neppure mi vengono rinborsati i biglietti della metro che prendo per gli spostamenti!! Nonostante abbia già terminato da 3 mesi il periodo necessario per prendere il tesserino i miei articoli continuano a non essere retribuiti e sarà sempre così! perchè continuo? nella vana speranza di crearmi una rete di conoscenze o di trovare prima o poi qualche direttore magnanimo che mi paghi CIO’ CHE MI SPETTA! Nel frattempo sopravvivo con i doposcuola e sogno con gli articoli che scrivo in favore di altri…..

  5. Sono arrivata a questo articolo condiviso oggi su LinkedIN. Condivido tutto, e ovviamente sarebbe importante che tutti i professionisti del web capissero che i prezzi al ribasso sono a lungo termine un danno per tutti.
    A tal proposito proporrei di rimuovere quell’ad in cima alla pagina che pubblicizza “Siti Web completi a soli 100 euro” perché mi pare proprio l’esempio della suddetta logica al ribasso…

    • Ciao Caterina,

      Hai perfettamente ragione su tutto, meno che sulla necessità di togliere al pubblicità dal mio blog. Sulla pubblicazione delle pubblicità ci sono regole ben precise, ma io non posso permettermi di valutare il lavoro della persona che vuole fare pubblicità sul mio blog.

      Il punto importante è che la presenza di tale pubblicità non mini la credibilità di questo blog, un blog che ha sempre affrontato l’argomento del lavoro sottopagato. Sei tu a scegliere cosa leggere, sei tu a scegliere da chi farti fare il blog…

      • Concordo con te caro Riccardo. Togliere la pubblicità dal tuo sito non ha assolutamente nessun senso. Il tuo blog non perderà mai credibilità perchè per chi, come me ti segue da tempo, sai che tipo di perona sei e come lavori. Anzi, grazie sempre.

  6. Ti racconto la mia storia. Sono Silvia, e sono una copywriter. O almeno, ho studiato e fatto dei corsi per esserlo. Dei corsi che ovviamente ho pagato di mia sponda. Mi dirai: bhe, non ci vedo nulla di strano, è il percorso che fan tutti. Ma vengo e mi spiego: nessuno, o pochi, vogliono pagarti per ciò che relamente fai. Arrivano sempre e solo le solite proposte: 1 centesimo a parola, massimo 2 se sei fortunata. Altri, non te lo dico proprio quello che propongono, roba da umiliarsi solo a leggere. Ciò che vvoglio dire è che si guadagna poco, almeno parlo per me. Dopo anni e anni di gavetta, ricevi sempre e solo le solite proposte, indecenti nel pagamento offerto, che se poco poco te lo accordano ti devi sbattere per fare lavori allucinanti in tempi record. No, cedo proprio che non ci siamo. Solo chee a me piace. La scrittura è il mio posto al sicuro. Alternative? Non lo so. Speriamo in tempi/occasioni/proposte migliori.
    #laduravitadiunacopywriter

    • Silvia concordo con te, ma devo muoverti una critica: sicura che la scrittura sia il tuo forte? Io sono copywriter ma ho una formazione umanistica, non markettara. Al secondo giorno da stagista venni subito identificato come il più competente e il più autorevole nella scrittura, per espressività e conoscenza della grammatica. Ecco, non penso che un webinar o un corso possa insegnare la scrittura, men che meno quelli proposti dai markettari; penso sovente al detto “chi sa fare fa, chi non sa fare insegna”. Ora, per essere laconico e fuori luogo, ribadisco esplicitamente: il copy non centra nulla di nulla con la scrittura. Centra semmai con seozoom, semrush, data entry e social. Fa delle parole una questione statistica, matematica e truffaldina. Gli Scrittori, coloro che sanno cos’è la letteratura, vomiterebbero solo annusando il puzzo lontano di un copy.

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