La migliore struttura per scrivere un blog post

Quali sono i consigli base per migliorare i tuoi contenuti online? Ci sono dei consigli da seguire in questi casi? Basta pensare alla struttura base, la scaletta di ogni articolo di successo.

Come organizzare i contenuti del blog? Attraverso la scaletta, lo schema che consente di avere una base stabile. Ed è questa la base della struttura di un articolo:

  • Titolo.
  • Introduzione.
  • Svolgimento.
  • Conclusione.

Questo è lo schema di struttura che vale più o meno per tutti, anche per chi vuole scrivere un articolo di moda o di cucina. E per chi lavora sulle news o i tutorial.

struttura di un articolo
Come scrivere un articolo ben organizzato.

Ma vale sempre? Per ogni tipo di articolo possiamo parlare di uno schema simile? E poi, ogni voce elencata ha altri punti da affrontare? Scopriamo insieme la scaletta nella scrittura online e la struttura di un articolo di qualità per il blog e non solo.

Schema base di un buon articolo

Cerchiamo di dare un riferimento di partenza per tutti. Ho detto che esiste uno schema di partenza adeguato a ogni esigenza, basato sull’organizzazione di tutti gli elementi.

Qual è la struttura di un articolo vincente? Io direi di partire da una realtà che ancora oggi funziona: la piramide rovesciata del giornalismo.

Questo sistema consente di avere una base di partenza in grado di informare, in body copy che approfondisce e un finale che chiude con informazioni meno rilevanti. Ma che comunque possono aiutare l’utente ad approfondire aspetti rilevanti.

Sono d’accordo in parte con questa soluzione. Sul web ci sono dinamiche differenti che portano la pagina internet ad avere un interesse diverso nella chiusura.

piramide rovesciata
La piramide rovesciata del giornalismo.

Le persone si concentrano spesso alla fine del contenuto, quindi conviene non tralasciare e ignorare quest’area. La base: dai tutto ciò che serve all’utente (qualcuno lo chiama search intent, altri la main promise) per prendere una decisione nell’above the fold. Ma poi? Continua a leggere per avere la mia idea di scaletta.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Struttura di un articolo: il titolo

Non prendiamoci in giro: questa è la parte più importante della struttura di un articolo, anche se non è l’unica. Però incide del determinare un aumento delle visite.

L’headline rappresenta ciò che le persone guardano per capire se vale la pena o meno continuare a leggere. Puoi creare titoli caldi e freddi in base alle esigenze, ma sul web devi sempre rispettare uno schema basato sui tre punti essenziali.

Ogni titolo del tuo blog deve lavorare in questa direzione: informazione, persuasione e ottimizzazione SEO. Quando lavori al tag title non puoi ignorare il fatto che sarà un punto di riferimento per Google nel capire qual è l’argomento affrontato.

Come strutturare un titolo.

Però l’occhio umano vuole la sua parte, un titolo freddo non è sempre l’ideale. Può esserlo per un tutorial o un cornerstone content che dà la definizione di un concetto.

Ma prima di continuare ricorda che nella struttura di un articolo sul web c’è una headline efficace. Composta da informazioni, elementi persuasivi e keyword.

Immagini e sottotitolo, contorno

L’above the fold non è composto solo dal titolo, ci sono altri elementi che fanno parte della struttura di un articolo. Ad esempio il sottotitolo, che nella serp diventa meta description, svolge un ruolo decisivo. Perché consente di spiegare e dare maggiori informazioni a chi ha trovato interessante il titolo, ma vuole approfondire.

Rappresenta un occhiello decisivo per confermare la comunicazione attraverso una stringa testuale sempre breve, ma meno incisiva e più informativa dell’headline.

Il visual che dovrebbe completare lo scenario con l’informazione visual. Come ottimizzare le immagini del blog? Io punto su aspetti semplice ed essenziali:

  • La prima foto è d’impatto.
  • Le altre sono informative.
  • Ragiono in termi di economia.

Questo significa limitare l’uso di immagini inutili. Oltre a comprimere le foto e a ottimizzarle in chiave SEO, per posizionami meglio anche su Google Image, tendo a evitare semplici foto decorative all’interno del body. Questo per migliorare le leggibilità ed evitare un WordPress lentissimo a causa di foto pesanti.

Struttura di un articolo: il body

Questa è la struttura di un articolo che più si avvicina all’idea condivisa di schema, insieme di punti in grado di creare uno scheletro grazie alla presenza degli header.

Vale a dire gli H2 e H3 che suggeriscono a Google e alle persone i punti affrontati. Come si organizzano questi elementi? In primo luogo devi valutarne il peso.

C’è un passaggio gerarchico: gli H2 sono più importanti degli H3 e così fino agli H6. Questo significa che nella struttura di un articolo deve esserci organizzazione:

  • H1: titolo.
    • H2: Capitolo
      • H3: Paragrafo
      • H3: Paragrafo.
    • H2: Capitolo.

In questi elementi useremo le parole più cercate? No, non per forza e non con una prospettiva da automatismo vecchio stile. La keyword research con tool come Semrush ci suggerisce i tempi più importanti da affrontare, ma anche con

Possiamo capire cosa vogliono le persone. In questo modo possiamo usare non solo le keyword ma i concetti relativi al topic principale per organizzare la struttura del post. Magari con un uso attento delle mappe mentali. Quale tool preferire?

mappa mentale e struttura di un articolo
Un esempio di mappa mentale.

In questi casi io uso Coggle, il massimo per chiarezza e praticità d’uso. Tutto questo deve essere fatto per rendere il contenuto più completo e utile possibile al lettore.

La chiusura del tuo contenuto

Come chiudere un articolo? Con i saluti? C’è una vera e propria scuola di pensiero che sottolinea un punto: alla fine di un contenuto online deve esserci qualcosa.

Io direi una call to action. Ovvero una richiesta, una chiamata all’azione che spinga l’utente a fare qualcosa. Ad esempio un acquisto, un download. Perché tutto ciò?

Come sottolinea questo grafico di Nielsen, la maggior parte del tempo trascorso su una pagina web è concentrato above the fold, nella parte alta dello schermo.

above the fold e struttura di un articolo

Però c’è una buona ripresa nelle conclusioni, le persone non leggono dall’inizio alla fine e a volte passano da un punto all’altro del contenuto cercando, ad esempio, elementi specifici. O magari le conclusioni perché vogliono accorciare i tempi.

La lettura è diventata molto più fluida con la lettura da smartphone e la struttura di un articolo deve sempre considerare la chiusura come un elemento chiave. Che dovrebbe essere breve e riassuntiva, in grado di puntare verso l’azione.

Da leggere: scrivere articoli per blog velocemente

Qual è la migliore scaletta?

Questa soluzione, dal mio punto di vista, aiuta l’utente a capire cosa deve leggere, e in che modo. Il titolo colpisce e attira l’attenzione, il sottotitolo annuncia e l’immagine coinvolge. Poi il body copy sviluppa il tema e la conclusione tira le somme.

struttura dell'articolo

Secondo te questa è la migliore struttura possibile per un articolo online? Ci sono differenze tra news, tutorial, pillar article e altro ancora? Ti aspetto nei commenti.

Fonti utili e approfondimenti

6 COMMENTI

  1. Sai cosa ho notato io?
    Che in tanti l’introduzione non la leggono: chi vuole davvero leggere l’articolo, perché interessato sin dal titolo, salta direttamente al corpus dello stesso, evitando i convenevoli introduttivi (che sono invece utili per i lettori casuali).

    Moz-

    • Sai, tutto dipende dal tipo di articolo. Un post che affronta un argomento pratico probabilmente è così, non voglio cappelli introduttivi. Un articolo basato su una domanda – e che dà subito la risposta – forse deve puntare di più sull’intro. Che ne dici?

      • Secondo me dipende dal tipo di pubblico, non di articolo.
        Se lo stesso articolo (es. quello mio di oggi) viene visto dai lettori generici, ne leggono l’intro per capire di cosa si parla.
        Se invece lo condivido in un gruppo che tratta argomenti specifici di quella nicchia, le stesse persone salteranno l’intro e andranno dritto al sodo 🙂

        Moz-

  2. Devo dire che l’intro io la leggo quasi sempre dopo. Prima lo facevo soltanto con i libri, ora anche con gli articoli. Se il focus mi è piaciuto molto poi vado a leggere anche l’introduzione

  3. Sono d’accordo. La gente è abituata a leggere il primo paragrafo dell’articolo, e lo leggerà tutto se davvero è interessato a scoprire quel che sarà la risposta definitiva al suo problema: ma affinché questo accada… Occorre essere professionisti di Copywriting, altrimenti l’utente scappa via in pochi secondi. Tuttavia, vi sono situazioni che l’utente in questione, passa nuovamente nel precedente articolo per leggere le parole di suo gradimento, tramite l’Indice, per poi andare via in un secondo momento. Ecco perchè l’indice non dovrebbe mai mancare, oltre alla struttura ben ottimizzata dell’articolo in sé. Come coprywriter tu sei un grande! Ottimo lavoro, sempre…

  4. Ciao a tutti! Personalmente l’introduzione io la leggo sempre! Che si tratti dell’articolo di un blog, di un libro o del pezzo di una rivista. E se l’introduzione mi annoia o non è interessante, utile o divertente, non vado avanti nella lettura. Anche quando si tratta di un articolo tecnico mi aspetto due righe per capire cosa troverò nel contenuto e come sarà organizzato (Se c’è l’indice cliccabile ancora meglio). L’introduzione è sempre preziosa. Per questo amo leggerla e di conseguenza anche scriverla. Buona giornata a tutti.

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