Come e perché aggiungere le parole chiave long tail nel tuo piano editoriale SEO

Le parole chiave a coda lunga possono fare la differenza in una strategia editoriale. Soprattutto oggi. Ma perché inserirle in una strategia editoriale di successo? Le novità SEO contano.

Usare le long tail keyword nel piano editoriale è fondamentale, soprattutto oggi. Perché Google è in grado di proporre agli utenti risposte precise alle domande.

Il motore di ricerca, sempre più evoluto, vuole assimilare l’intento di ricerca con attenzione ed evitare uno sforzo ulteriore a chi naviga. Ovvero trovare, all’interno di un long form content, la risposta desiderata. Con rapidità e senza sforzi.

long tail keyword nel piano editoriale
Usa parole chiave ad alta pertinenza.

Ehi, non sto dicendo che è arrivata la fine dei famosi articoli lunghi: fa sempre bene, in determinate occasioni, scrivere e pubblicare contenuti ricchi di informazioni.

Ma probabilmente è arrivata la fine dei post in grado di posizionarsi per centinaia di keyword sempre e comunque. Ecco come e perché aggiungere long tail keyword nel piano editoriale SEO del tuo blog, portale o magazine. Raccogliendo buoni risultati.

Cosa sono le long tail keyword SEO

Le long tail keyword sono le ricerche con 3 o più termini. Rappresentano un tipo di query con caratteristiche chiare.

Ovvero basso volume di ricerca, inversamente proporzionale al numero di parole usate nella ricerca, potenziale risvolto nel trovare nicchie redditizie.

Da un lato hai la fat head, parola chiave con alto volume di ricerca che comporta grande impegno per conquistarla. E non sempre viene corrisposta da una buona monetizzazione. Poi si passa al chunky middle e infine alla long tail keyword.

Queste ricerche, oltre a un basso volume di ricerca, hanno privilegi specifici. Ad esempio offrono un tasso di conversione superiore rispetto alle query a chiave secca.

Lo schema per definire le parole chiave top-tail.

E rappresentano la maggior parte delle ricerche effettuate sul web, soprattutto oggi che la voice search diventa una realtà sempre più interessante. Sarà arrivato il momento di aggiungere parole chiave long tail nel tuo piano editoriale SEO?

Perché inserire le parole chiave long tail

Web In Fermento affronta l’argomento con una buona dose di precisione e buon senso. Sottolineando un punto importante: l’immediatezza della risposta di un contenuto pertinente diventa un fattore di ranking fondamentale.

Osservando il calo di traffico di diversi portali che hanno basato la strategia di content marketing sui famosi pillar article, si nota quanto sia interessante questo ragionamento che viene confermato da fonti Google. Le quali sottolineano che:

We will prioritize pages with the best information overall, even if some aspects of page experience are subpar. A good page experience doesn’t override having great content.

Cosa significa questo? Google darà priorità alle pagine con le migliori informazioni in termini complessivi, anche se alcuni aspetti UX lasciano a desiderare. Una buona esperienza di navigazione non ha la precedenza su contenuti interessanti e pertinenti.

Alla faccia dei Core Web Vitals aggiungo io. Un elemento importante: oggi i risultati featured snippet, non solo quelli AMP, portano l’utente alla sezione specifica. Evidenziando il testo che rappresenta l’intento di ricerca. Un chiaro segnale per dire:

“Ehi, chi cerca un tema specifico vuole leggere una risposta netta”.

Questo non vuol dire che tutti gli articoli dovranno essere sotto le 300 parole o altre assurdità. Significa solo che dovremo fare uno sforzo in più e smetterla di pensare ai pillar article come la ricetta per risolvere qualsiasi problema.

Come usare le long tail nel piano SEO

Consiglio di aggiungere, al proprio lavoro di piano editoriale, una buona attività di keyword research basata anche sulla ricerca di parole chiave a coda lunga.

Piramide articoli
La piramide dei contenuti SEO.

Usa la piramidale dei contenuti ragionando intorno all’idea di search intent. Prima, come suggerisce Dario Ciracì, si pubblicava un contenuto lungo con H2 e H3 che affrontano ricerche con parole chiave correlate e ad alta pertinenza. Ad esempio:

  • (H1) Ottimizzazione SEO
    • (H2) Ottimizzazione SEO on-page
      • (H3) Meta tag Google
      • (H3) Scrittura SEO
    • (H2) Ottimizzazione SEO Off- Page
      • (H3) Link building

E via in questa direzione, bello e facile. Le long tail keyword venivano usate all’interno del testo con questa concezione: il long form content, il cornerstone article di turno, fagociterà anche queste. Dato che è pertinente e completo.

L’aumento della concorrenza, il miglioramento di Google nel sui capire cosa vogliono le persone e il cambio delle abitudini di ricerca muta del tutto lo scenario.

le long tail keyword fanno traffico.
Le long tail keyword fanno traffico.

Ed è giusto, dal mio punto di vista, aiutare i contenuti abbondanti (sempre utili quando si affrontano temi di ampio respiro) con un buon numero di long tail article per affrontare temi molto specifici. E che meritano risposte chiare. Precise.

Come sfruttare le long tail keyword nel piano?

Faccio una ricerca con Google per capire come si muove la concorrenza. Se nessuno risponde a quella domanda specifica, che comunque ha un valore in termini di search intent e di volume, vuol dire che ho trovato un argomento di nicchia per il blog scoperto. E che devo aggredire il prima possibile con un articolo specifico.

Usi parole chiave long tail nel tuo piano?

Il mio piano editoriale deve avere una buona distribuzione di long tail article. I famosi articoli lunghi da più di 2.000 parole hanno senso, ma non sempre. I portali che hanno basato tutto sulla strategia dei pillar article e cornerstone content rischiano.

Vale la pena ragionare in questi termini? Qual è la tua idea rispetto all’uso delle parole chiave long tail nel ranking? Aspetto la tua opinione nei commenti.

Fonti, link, tool e approfondimenti utili

7 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,

    sono approdata sul tuo blog e ho letto il tuo libro. Avrei una domanda da farti. Se trovo la keyword a coda lunga che rappresenta bene la mia professionalità (magari usando Answer the public) ma questa keyword non ha volumi di ricerca su Google Ads e SeoZoom, va bene lo stesso per scirvere un articolo del blog? Per impostare la mia strategia di Keyword research per il mio blog? Grazie mille!

    • Ciao Olivia,

      Il punto è che spesso questi tool non registrano tutte le keyword perché non riescono a sostenere la mole di dati almeno rispetto all’utilità che hanno per le sponsorizzate. Questo è un discorso che vale soprattutto per keyword planner: perché mostrarti dati che non hanno valore economico? Io dico questo: la prova del nove te la dà Google. Se ci sono competitor che hanno contenuti simili in serp, e se Google Suggest restituisce delle correlate simili vuol dire che dovrebbe esserci qualcuno che cerca. Infine puoi pensare anche solo al valore che quel post può avere per il tuo brand.

  2. Ciao Riccardo,
    Io credo che i pillar article e i cornerstone non abbiano senso senza degli articoli più “leggeri” sotto di loro.
    Personalmente metto sempre al centro delle mie decisioni l’utente e cerco sempre di fornire contenuti esaustivi, senza preoccuparmi troppo della lunghezza. In fondo ci sono query che possono trovare risposta anche sotto le 800 parole, altre necessitano di risposte di più ampio respiro.

    Solo una domanda, più che altro di senso di una frase:
    Nell’ultima parte scrivi “I famosi articoli lunghi da più di 2.000 parole hanno senso, ma sempre.”, Manca un “non” dopo “ma”, oppure hai usato un’avversativa per rafforzare l’idea (nel mio dialetto si usa, qualche volta)?

    • Scrivere troppo e inutilmente è sempre un problema. L’obiettivo non è la lunghezza ma l’utilità.

      C’era un problema con al cache, ora si vede bene.

  3. Ciao Riccardo! Mi piace pensare ai pillar come al perno dei miei cluster content. In questo modo posso scrivere contenuti lunghi (2000 parole o più) per keyword più difficili da posizionare e spingerle attraverso articoli minori, creando una rete di link interni. Forse è la scoperta dell’acqua calda ma mi sta dando soddisfazioni.

    • No, è una cosa buona. Usare i pillar come punto di riferimento per creare contenuti approfonditi e affrontare singole longtail keyword con articoli specifici va benissimo.

  4. Ottimo articolo! Ho aperto un blog da relativamente poco tempo e trovare informazioni di questo tipo, spiegato in questo modo è difficile, quindi grazie veramente. Certo che per avere traffico ci sono parecchi trucchetti da conoscere! 😉

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