Come diventare blogger

Quali sono i dettagli utili per diventare un blogger e iniziare a pubblicare? Ecco tutto quello che devi sapere e conoscere per ottenere buoni risultati. Il primo passo? Costanza a tutti i costi.

Basta avere la passione per ciò che si vuole comunicare. Poi si sceglie un mezzo – WordPress, Instagram, YouTube – e si creano contenuti per soddisfare le richieste del pubblico. Ecco come diventare blogger. La competenza nel campo è legata alla capacità di mescolare gli elementi. Per diventare blogger hai bisogno solo della testa.

Come diventare blogge
Il manuale per gli amici blogger.

Non ci sono passaggi prestabiliti. Ma credo che si possa parlare di un percorso utile, una combinazione di elementi capaci di aiutare il singolo a ottenere dei risultati. Detto in altre parole, come diventare blogger? Ecco la mia guida per operare al meglio.

Competenze base per blogger

Non voglio storie del tipo: “Eh ma allora hai bisogno di uno che sappia fare tutto, pretendi tutto e sei uno schiavista”. Il lavoro del blogger è così, punto. Quindi, quali sono le competenze per diventare blogger? Al primo posto ci metto la conoscenza della lingua italiana, in tutte le sue sfumature. Fare blogging non vuol dire solo usare la tastiera, ma la base è quella.

Devi saper scrivere online. Poi ci sono le competenze legate al codice: il blogger deve conoscere un minimo di HTML e di ottimizzazione SEO delle pagine. Deve sapere cosa è un tag title, una description, come si ottimizza un’immagine e come si scrive una headline efficace.

Almeno in questa fase. Il blogger deve anche conoscere i social nella misura in cui il blog si integra con le diverse piattaforme. Hai una Facebook Fan Page? La devi usare nel miglior modo possibile. Magari devi fare delle sponsorizzazioni.

Da leggere: come guadagnare con un blog

Competenze avanzate per blogger

Il lavoro standard del blogger è questo: scrivere, pubblicare, condividere. Le competenze avanzate sono diverse, e riguardano un’altra sfumatura del lavoro.

Sto parlando dell’aspetto strategico, di come inserire il blog in un lavoro di digital marketing. C’è il social media marketer che si occupa dei social, l’analista che regna in Google Analytics, il digital strategist che muove le newsletter. E poi ci sei tu.

come diventare blogger
I consigli per diventare blogger.

Cosa fai? Cosa pubblichi? Come giustifichi la tua presenza nel libro paga? Il blogger deve dare risposte a queste domande. Raccoglie informazioni sul pubblico, sulle esigenze che trova online, crea un piano d’azione e dà una direzione al blog.

Tipo aumentare il traffico verso determinate pagine, fare lead generation o brand awareness. Un blogger che inizia a muovere i primi passi in questo mondo scrive, un blogger avanzato pianifica e gestisce i rapporti con le altre figure del team: questa è la sintesi. Ma cosa sapere per diventare un blogger di successo?

Buona scrittura, SEO e organizzazione editoriale

Se devi affrontare la creazione di un blog potresti aver bisogno di un numero infinito di competenze. Ma un punto è chiaro: devi conoscere le regole del SEO Copywriting. E devi essere in grado di scrivere un articolo capace di contemplate:

Ma basta questo? In realtà no, non è questo il punto. Come diventare blogger? Semplice, devi avere una visione ampia ed essere in grado di organizzare il calendario editoriale intorno alle necessità del pubblico. Non basta inseguire la keyword oggi o domani: devi disegnare una mappa più ampia.

Non devi sapere tutto per scrivere

Ma anche se le conoscenze del blogger avanzato vanno dall’analytics al lavoro con le newsletter, non si parla di sostituire le figure specializzate. Devo essere in grado di fissare come obiettivo l’aumento di contatti utili per la newsletter.

Ma non devo conoscere ogni aspetto. Devo essere in grado di chiedere a chi se ne occupa di monitorare i parametri giusti. Stesso discorso vale per chi lavora con la SEO e con Google Analytics: io non sono un esperto SEO, ma devo sapere cosa chiedere a chi si occupa di questo aspetto. E devo rispondere alle sue esigenze.

Le regole per la tua attività di blogging.

Non voglio cadere nella trappola del: “Devi saper fare un po’ di tutto”. Non è questo, ma è un inserire il blogging – ovvero la creazione e la pubblicazione di contenuti di qualità – in un contesto ampio. Ecco cosa fanno i veri professionisti.

In qualche caso il blogger è la figura che sconsiglia l’apertura del blog: non è un obbligo, non è un passo da muovere a ogni costo. Il professionista deve essere in grado di prendere questa decisione per il bene del cliente. E basta.

Per approfondire: i vantaggi dell’ignoranza selettiva

Come aprire un blog sul serio

Creare un blog non è una cosa facile. Molti cadono nella tentazione di iniziare quest’avventura con un blog gratis, ma questo è un errore madornale: aprire un blog con una piattaforma gratuita ti porta a essere automaticamente schiavo di paletti difficili da superare. Quindi, cosa fare? Ecco come diventare blogger senza limiti:

  • Acquista un dominio.
  • Compra un hosting di qualità per WordPress.
  • Scegli un nome per il tuo blog.
  • Acquista un tema WordPress.
  • Individua un argomento da affrontare.
  • Crea un piano editoriale.
  • Inizia a pubblicare i tuoi articoli.
  • Crea interazioni con il pubblico.

Come procedere? In primo luogo crea un logo che ti rappresenti e scegli un tema visual per le tue immagini: con Canva puoi fare grandi cose, sai? Poi inizia a lavorare con tag e categorie per organizzare i post e pubblica con costanza.

Una sintesi dei consigli per diventare blogger.
Una sintesi dei consigli per diventare blogger.

Come diventare blogger? Devi aumentare le visite e lo devi fare tutti i giorni con contenuti utili, di qualità. Almeno all’inizio è giusto farti conoscere e arricchire il calendario editoriale con contenuti utili. Quindi il ritmo delle pubblicazioni settimanali deve essere intenso, non farti spaventare dal duro lavoro. Qualche guida:

Studiare per diventare blogger

Ora le grandi domande: che scuola devo frequentare per acquisire queste competenze? Come diventare un blogger professionista? Chi mi spiega come fare? La mia ricetta si divide in 4 step fondamentali che ti permettono di andare avanti.

Esperienza sul campo (30%)

C’è poco da aggiungere: quando ti sporchi le mani fai sempre bene. Ascolto le opinioni di aspiranti blogger che aspettano, che non aprono un blog perché non sono ancora pronti, e preferiscono presentarsi al pubblico nel miglior modo possibile. Lo dicono da anni. Nel frattempo i concorrenti si posizionano: apri un blog e fallo ora.

Gavetta (30%)

Nessuno la vuole fare, ma c’è tanto da imparare con una buona gavetta. Ascoltare le parole di chi ne sa più di te, lavorare al suo fianco, avere la possibilità di seguire da vicino il lavoro: tutto questo è decisivo. Chiaro, non puoi fare la gavetta in eterno.

Formazione (30%)

Molti blogger distribuiscono questa percentuale sulle precedenti, oppure alzando la successiva. La mia opinione è questa: una buona formazione ti permette di bypassare errori e di velocizzare alcuni passaggi. Fare un corso di blogging, o acquistare il tempo di un professionista per chiedere illuminazione su alcuni punti, può essere la strada giusta. Non esiste l’università del blogging. Qualche libro da leggere?

Cerchi un libro dedicato a chi vuole trasformare la propria attività personale di web writer? Un consiglio a chi ha bisogno proprio di questo: dare valore all’operato.

Errori (10%)

Si impara molto dall’errore, e questo lo sai bene. Poi c’è chi capitalizza, e chi vive questa situazione come una sconfitta. Ecco, qui stai sbagliando sul serio: mai vivere una disfatta come un affronto personale, come una tara che dovrai affrontare.

Non esistono macchie impossibili da lavare in questo campo. Tutti sbagliano, e l’errore diventa parte integrante del tuo percorso. Qualcuno te li farà notare, qualcuno riderà dei tuoi errori mettendoli in pubblica piazza, sghignazzando.

Italo calvino
Prendete la vita con leggerezza – Italo Calvino

Impara dai tuoi errori, ma soprattutto affrontali con leggerezza. Come sottolinea Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Gli errori non devono essere pesi che frenano, ma gradini per salire. Lo so, non è facile ma è così.

Le qualità per diventare blogger

Devi essere autentico, autorevole, amichevole. Un blogger da tripla A deve essere in grado di sviluppare un modello che comprenda queste tre categorie. E sai cosa? È dannatamente difficile. Ora ti spiego perché, punto per punto.

Autentico

Come diventare blogger di successo? Attivare un processo per creare qualità vuol dire, in primo luogo, rifiutare qualsiasi tentazione che porti all’emulazione del vicino. In altre parole: non devi copiare, devi essere un blogger capace di ispirare.

casanova

Prendere spunto dai migliori, devo fare questo? Certo, ci sta. Ma arriva un momento della tua carriera in cui devi essere tu la luce, devi essere tu il punto di riferimento per gli altri.

Non puoi passare una vita a inseguire. Se vuoi diventare blogger di successo devi farti notare e diventare unico.

D’altro canto gli altri prenderanno spunto da te e qualcuno copierà di sana pianta il tuo lavoro. Dal mio punto di vista non è un problema: capita ai migliori, non puoi evitarlo in eterno. Ma con i contenuti cerco di fare attenzione.

Autorevole

Non autoritario. Ma capace di trasmettere fiducia a chi legge. L’autorevolezza è una caratteristica del proprio essere blogger che si acquista con il tempo. Con un lavoro lungo e articolato che attraversa blog, social, forum e community.

È il tuo nome a essere autorevole, non quello che scrivi. I contenuti sono sicuramente di gran qualità ma è il tuo nome a ispirare fiducia. Una fiducia che devi confermare.

Fa parte del tuo lavoro. Un blogger autorevole è un blogger che ha maggiori opportunità di lavoro, e soprattutto può imporre un prezzo vantaggioso nel preventivo. Ma per diventare un blogger autorevole ci vuole tempo e dedizione.

Amichevole

Certo, lo hanno capito tutti che sei un blogger di qualità. Ma lo sei per quello che scrivi, per come riesci a comunicare con i lettori, non per la distanza che crei. Per me un bravo blogger deve essere in grado di annullare questa distanza.

Per la precisione deve riuscire a creare un legame, una vicinanza diretta. Anche da un punto di vista della scrittura: basta parole difficili, basta costruzioni burocratiche capaci solo di nascondere il blogger dietro grammatica e sintassi.

Io scrivo e  tu leggi. Il linguaggio è diretto, schietto. Senza fronzoli. Ma al tempo stesso la sostanza c’è e si vede. Perché tu gli amici li tratti sempre con i guanti.

Come lavorare come un blogger

1. Non usare gli automatismi

Ancora pubblichi in automatico il tuo post su Twitter e su Facebook? Basta. Sul serio. Gli automatismi, l’uso indiscriminato del feed rss per aggiornare i social, sono alla frutta. Il pubblico lo capisce che stai solo cercando di risparmiare lavoro. Non hai tempo per l’utente? Lui non ne avrà per te. Prenditi cura dei tuoi lettori.

2. Non basarsi sul correttore automatico

Tutti sbagliano. Ed è facile che in un articolo scappi il refuso. Che è diverso dall’errore di grammatica. Una buona rilettura può aiutare, e può aiutare anche un passaggio su Word per evidenziare problemi di ortografia e ripetizioni fastidiose.

correttore automatico

Ma su un punto siamo d’accordo: basta scrivere con il correttore automatico. Basta pubblicare frasi assurde a causa di un meccanismo automatico.

Non voglio intelligenze artificiali che prendano decisioni errate al posto mio: so sbagliare da solo, e so anche come evitare gli errori madornali. Ma se mi cambi le parole senza preavviso rischio di fare delle figure pessime. Senza preavviso.

3. Non giustificare il testo

Ascolta, questa è una fissa che porto avanti da sempre. Chi segue le mie lezioni e il corso di blogging lo può confermare. Odio il testo giustificato e punto su quello allineato a sinistra. Devi formattare a bandiera. Ma non sono l’unico a dirlo.

Come allineare il testo dei tuoi articoli?

L’occhio umano la pensa come me. Scegliere il font giusto è importante, ma se giustifichi il testo crei spazi innaturali tra le parole. E questo non è il massimo, soprattutto quando usi termini lunghi: gli spazio aumentano, la leggibilità diminuisce.

4. Non pubblicare commenti stupidi

Vedo un futuro senza commenti inutili. Cioè, mi spiego. Non esistono commenti inutili, ogni intervento è degno di nota. È un dono che fai al blogger. Io lo accetto sempre con piacere. Ma non puoi esordire con: “Bel post, tanti complimenti”.

5. Non usare la tag cloud

Sul serio. Le tag cloud dovranno sparire. Lo dice anche il protocollo di Kyoto. Basta inquinare il mondo del web con quella nuvola di tag che lorda la home page dei blog. Matt Cutts ti mette in guardia dall’uso della tag cloud, un pugno nell’occhio.

Togli la tag cloud dal blog.

Vuoi migliorare il blog? Usa un buon menu personalizzato, crea un elenco di link capace di individuare e far scoprire i contenuti più importanti. Non hai bisogno della tag cloud. Ah, mi raccomando: le prime a scomparire devono essere quelle animate.

6. Non ammorbare con i Click To Tweet

Le citazioni all’interno del testo spezzano la monotonia del blocco di parole. Possono mettere in evidenza concetti chiave. E se inseriti in un Click To Tweet possono diventare occasione di condivisione. Ma quanti ne metti? 

Uno ogni cento parole mi sembra eccessivo. Per il 2016 spero in un uso coscienzioso del Click To Tweet: strumento bellissimo, ma quando esageri rompe i coglioni.

7. Non usare tag e categorie a caso

Basta all’uso selvaggio di tag e categorie. Basta. Sono elementi importanti del tuo blog, influenzano la frequenza di rimbalzo, permettono al lettore di scoprire nuovi contenuti. E possono diventare anche motivo di penalizzazione.

Io propongo un web che sappia gestire questi elementi: una categoria per post, due o tre tag massimo. Ognuno con un significato differente. Inutile mettere a un articolo 20 tag, e tra questi: scrivere, webwriting, web writing.

Tre parole per esprimere lo stesso concetto per avere un unico risultato: contenuti duplicati. Ti consiglio di leggere come usare tag e categorie come un ninja.

8. Non scrivere per Google

freelance webwriter

Non accetto questa storia. Non puoi ancora contare le keyword e lasciare che sia un plugin con semaforo a decidere per te.

Non puoi farti influenzare. Si parla di web writing nel post? Questa parola sarà presente nel testo. Anche nel tag title.

Magari anche nel tag H1. Ma perché è il topic principale. Cerca di soddisfare tutto quello che si trova intorno all’argomento, e non a far accendere tutte le luci di WordPress SEO by Yoast. Google è molto più intelligente, non lo puoi ingannare.

9. Non fare SEO con i commenti

Aggiungo un altro punto: basta usare una firma SEO nei commenti. Sul serio. È inutile e anche dannoso. Non lo dico io ma il sempre valido Matt Cutts in un video.

Usa un vero nome nei commenti.

Mettendo un nome ottimizzato come firma (tipo Esperto SEO, Agenzia SEO…) comunichi solo che non hai capito come gira il mondo. Cambia subito atteggiamento.

10. Non creare frizioni

Ultimo punto, il più importante. Caro blogger (ma più in generale caro professionista del web) dare lustro al tuo nome evidenziando l’errore altrui è una stupidata.

Tu sei Zorro. Sei l’eroe del web senza macchia e  senza paura. Però la corsa all’epic fail ormai ci sta distruggendo. Vivere in funzione dell’errore altrui è molto triste. Te lo dico con amore e affetto: cerca di dare qualcosa di utile al mondo. Oppure taci.

Da leggere: come diventare blogger e guadagnare

Come diventare blogger secondo te?

Come diventare blogger? Questa è la mia soluzione. Questa è la combinazione utile di elementi da mettere in campo. È la soluzione definitiva? No, non credo.

Ma è la mia esperienza, è il mio modo di trasformare una competenza generica in specifica. Ora aspetto la tua opinione nei commenti: tu come sei diventato blogger?

15 COMMENTI

  1. perché non su wordpress.com? e dove? se io voglio fare un tentativo senza spendere soldi , per vedere come va la cosa, cosa conviene?

    • Guarda, il discorso è questo: fai il tentativo. Va bene? Perfetto, come trasferisci tutto? Si può fare, io l’ho fatto: se non hai le competenze necessarie dovrai pagare un professionista che esegua il passaggio per te. Le spese per un hosting di piccola dimensione sono minime: meglio spendere qualcosa e aprire un blog indipendente, per poi fare un eventuale upgrade.

  2. onestamente io so che viene consigliato wordpress proprio per la sua facilità e agevolezza…riguardo a un blog indipendente non avrei idea da dove cominciare…

    • Io ti direi di iniziare da questa ottima guida di Dario Vignali http://www.dariovignali.net/wordpress-com-vs-wordpress-org/

  3. Per quanto riguarda la gavetta, penso che in un certo senso possa – debba? – durare tutta la vita 🙂

    Al blogging, come a molte delle nuove professioni, si può arrivare per strade diverse: credo che le lauree non perderanno mai il proprio valore, ma se diamo un’occhiata al Mondo del Lavoro, alla sua fluidità, viene da chiedersi se sarebbe mai possibile conseguire due, tre, quattro lauree di fila.

    Si imparerà sempre più in modo autonomo e personalizzato, ormai stiamo entrando nell’Era degli “Studenti della Vita” 🙂

    • Più che gavetta tutta la vita, nel nostro percorso continuiamo a imparare. Quindi dobbiamo cercare persone in gamba, dobbiamo prendere da chi sa. E dare quello che sappiamo. Il tempo è una risorsa troppo preziosa per passarlo insieme a persone che non possono arricchirci.

  4. Potresti consigliarmi dei testi di buona teoria necessari per una partenza senza troppi inciampi? Ovviamente a parte il tuo libro che ė messo in conto ;)!
    Orma sono mesi e mesi che leggo articoli e guide ma vorrei leggere dei “manuali” completi (sulle diverse competenze, soprattutto il digitale strategist mi intriga) prima di mettermi in ballo!
    Certo mi rendo conto che non esista una “Bibbia”, ma se puoi darmi qualche dritta ne sarei molto felice!

    • Ciao Sara,

      Ti ringrazio per il mio libro. Ti consiglio senza ombra di dubbio:

    • Lavoro, dunque scrivo di Luisa Carrada
    • Come vendere con il blog aziendale Copertina flessibile di Alessio Beltrami
    • Scrivere per il web 2.0. Come fare content marketing che funziona di Alessandro Scuratti
    • Adesso blog! Le 22 (immutabili) leggi del blogging Copertina flessibile di Daniele Imperi
    • Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada
      • Grazie mille!! Li chiederò come regalo di laurea :D.

        Un’altra domanda, in merito alla gavetta.
        Io ho intenzione di formarmi come web content
        manager(o strategist, ho notato che i nomi sono vari e fantasiosi) e una volta laureata(aprile) oltre a dare vita a qualche mio progetto personale ho intenzione di puntare sull’ auto formazione e formazione online.
        Ma vorrei fare della sana e seria gavetta, per ora ho avuto esperienza solo nell’ambito giornalistico online e non.

        Arrivo alla domanda finalmente 🙂 secondo te ha senso andare a chiedere web agency per web agency se mi vogliono prima di aver fatto qualche corso? Secondo te dovrei propormi anche a qualche realtà online?
        In sostanza..che dritte mi da resti per iniziare la professione?

        Ti ringrazio per la tua disponibilità, scusami se ne aprofitto!

        • Io ti dico questo: apri un blog e inizia a scrivere, inizi a raccontare quello che ti piace. Inizia a studiare e a farti conoscere. E proponiti a qualche realtà che lavora online. All’inizio è normale guadagnare poco, ma se combini esperienza sul campo, passione e studio cresci in fretta.

          Ci vorrebbe un bell’articolo per neolaureati, non credi?

          • Quindi consigli di non puntare sulle web agency ma di buttarmi sui miei progetti e nel mentre studiare.

            Beh si direi che un articolo in merito non sarebbe male! 🙂

  5. Tocca tutti i punti. Non ne manca neanche uno ma io metteri gavetta ed esperienza sul campo insieme:
    Esperienza sul campo e gavetta 45
    Formazione 45
    Errori 10
    …pensate che sia una cazzata?

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here