Ma scusa, non avevi detto che c’erano altrettanti motivi per mettere da parte il nuovo che avanza? Sì, confermo: è tutto scritto nell’articolo pubblicato il 10 gennaio 2012. Allora cosa dobbiamo fare quando arriva l’ennesimo Google Plus o Pinterest?

social media

Non voglio rimangiarmi le parole, e non voglio negare la difficoltà di essere presenti (nel modo giusto) su tutti i social che ti passano sotto il naso. Ma c’è sempre un gran bisogno di nuove risorse, di guardare oltre quello che fai ogni giorno.

Limitarsi a priori è un errore. Ieri ti ho mostrato 4 motivi per non perdere tempo con un altro social, oggi te ne mostro un numero uguale per buttarti a capofitto in una nuova avventura.

1. Test, test e ancora test

Il primo motivo per aprire un account su quel nuovo social che va tanto di moda è, ovviamente, per fare test. Carica foto, condividi qualche link, aggiorna il tuo status e inizia a importare i tuoi amici dagli altri profili… insomma, vedi che aria tira e cerca di capire come può essere utile al tuo business. Se ci sono delle possibilità questo è l’unico modo per esserne sicuri.

2. Trovare nuove nicchie

A furia di scrivere sul tuo blog e ad aggiornare la tua Fan page ti sei dimenticato che ci sono modi diversi per parlare con la tua gente. O meglio, con la gente che vuoi raggiungere.

La comunicazione ha tante forme: tu devi individuare la soluzione migliore per colpire il tuo target, e un nuovo social può essere la strada per scovare nicchie nascoste. Provare non costa (quasi) niente!

3. Esprimerti al meglio

Perché rimanere intrappolato in un social che poco si adatta ai tuoi codici quando puoi trovare massima espressività in un canale del tutto nuovo? Cambiare piattaforma, a volte, diventa un modo per prendere coscienza della tua natura comunicativa.

Non ti sto parlando di un completo cambio di rotta ma di una semplice raddrizzata, giusto per esprimere al meglio le tue capacità. In questo modo Pinterest può essere un modo per selezionare idee dal tuo account Flickr, Tumblr un modo per sintetizzare quello che scrivi su WordPress e così via.

4. Apri i tuoi orizzonti

La routine appiattisce tutto, la tua prospettiva lavorativa e i tuoi interessi. Hai provato ad iscriverti a quel nuovo social network dove puoi condividere, ripubblicare e fare amicizia con tante persone nuove? Sai, a volte basta poco per riaccendere il fuoco sacro della creatività.

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11 COMMENTI

  1. Ciao, è da poco che frequento i social e non sono un grande esperto ma per quanto mi riguarda questo post rispecchia la mia opinione molto più del precedente.
    Alla fine i social non sono strumenti come tutti gli altri? Come un pittore o un dentista si cerca, si testa tutto quello che può migliorare la vita e il lavoro: in questo i tuoi quattro punti sono una sintesi molto efficace!
    È da molto che ti leggo ma è la prima volta che commento un tuo post: ne approfitto per ringraziarti per quello che fai Buon lavoro!

    • Ciao,mi fa piacere che mi leggi e che hai commentato.

      Diciamo che questi due post sono la faccia della stessa medaglia. Non esiste un bianco e un nero, ma gradazioni di grigio: così non esiste un unico modo di comportarsi con i social media.

  2. Riccardo ci stai provando a confondere eh? Quando ho letto il primo post..ho detto…ok, ha ragione! Poi sconfessi tutto e ….ahahaha…ti do ragione lo stesso! Ma fino a un certo punto….perchè per davvero, per capire il funzionamento di tutti questi social….occorre andare in ferie….o in pensione! Ma se non carichi tue foto in Pinterest….a che serve?
    Ciao Mariassunta

    • Per chi ci alvora con i social media è obbligatorio una fase di test per capire di cosa si sta parlando.

      Ma hai ragione: si dovrebbe andare in pensione per avere tutto il tempo necessario per sfruttarli al massimo.

      Magari in ferie no, facciamo altro. Tipo andare in vacanza!

  3. eheheh! Scusa mariassunta se rispondo io! Dopo aver scritto che i social non sono altro che strumenti scopro questo.
    Convincendomi sempre di più che occorre testare testare testare e scoprire nuovi orizzonti: pensavo a Pinterest come un social per designer e artisti ma dentro ci sono anche Mashable e il Wall Journal ma lo usano in maniera… creativa! 🙂

  4. Bisogna un ibrido tra la dea Kalì (x gestire tutto) e manager tipo Madonna (per essere abbastanza self manager per vendere il tuo lavoro). Bel pezzo 🙂

  5. Begli articoli. Io sono più orientato verso l’altro articolo (punti 1 e 3) anche se di questo articolo, per ragioni di lavoro, concordo con il punto n.1. Che è quello che mi ha portato ad invischiarmi, pur se con riluttanza, in G+

  6. Caro Riccardo, sorrido per entrambi gli articoli, sia questo che il precedente, visto che, come fai ben capire, entrambi poggiano su basi più che sensate.
    Sono assolutamente d’accordo con l’idea di sperimentare cose nuove per capire se, e in che modo, nuovi strumenti (Social, in questo caso) possano aiutarci ad esprimere meglio la nostra identità spingendoci ad ‘affinare’ la capacità comunicativa.
    L’importante (e mi rendo conto che la sfida, per ciascuno, è quotidiana) è ricordarsi che lo strumento deve servire alla persona, e non viceversa :).
    Complimenti mio caro e buon WE

    • Grazie a te Damiano!

      Ma sai perché ho scritto questi due articoli? Mi sono ritrovato su Pinterest e ho iniziato a testare. Poi dopo 2 giorni mi sono ritrovato con le mani vuote: Pinterest non fa per me, ho pensato, non so cosa farmene.

      Questo vale per tutti? No, probabilmente fotografi e interior design ci vanno a nozze con Pinterest.

      Questione di punti di vista, insieme alla capacità di capire quello che ti serve e quello che devi mollare. Ma sempre dopo aver provato.

      Questa è la sintesi dei post.

      Buon WE

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