writeL’ultimo articolo pubblicato su Copyblogger inizia con una frase che forse conosci bene: Sometimes it feels like everything has been written already.

Tutto è stato già detto, non c’è altro da aggiungere, è impossibile trovare nuovi settori da approfondire. La fine si avvicina, non c’è spazio per le novità e poi via verso un crescendo che porta all’apatia.

Scenario tragico? È una sensazione che assale chi lavora con le parole, una deformazione professionale. E non è l’unica. Ho guardato tra le mie abitudini e quelle dei miei colleghi, e ho raccolto ben 6 atteggiamenti ricorrenti tra i webwriter. Vediamo se ti ricordano qualcosa…

1. Blocco dello scrittore

Più che una deformazione professionale, il blocco dello scrittore è un’autentica maledizione. Scrivi una manciata di parole, ti ferimi, cancelli e ricominci a scrivere. Poi cancelli e guardi il cursore che lampeggia.

Il blocco dello scrittore è un classico per chi lavora con le parole. E non mancano le tecniche per superarlo: ti consiglio di salvare tra i preferiti questo articolo che ti spiega come risolverlo quasi definitivamente.

2. Caccia all’errore

Leggi un articolo, ma non te lo gusti fino in fondo perché sei alla continua ricerca di soluzioni differenti. Trovi sinonimi, provi una sintassi differente, cambi la punteggiatura: riscrivi l’articolo e punisci l’autore con 20 scudisciate. Ma hai perso il gusto della buona lettura.

3. Rilettura infinita

A volte i webwriter diventano schiavi della rilettura. Accade a chi ha problemi di insicurezza, e vorrebbe risolvere con una rilettura continua il rischio che si nasconde dietro la pubblicazione.

Nella pubblicazione il fattore rischio è incluso, non puoi eliminarlo. Devi lavorare serenamente, rileggere due o tre volte quello che hai scritto e affrontare la realtà: solo chi non fa non sbaglia.

4. Lotta al burocratese

C’è un motivo che mi spinge ad affrontare le file della posta, della banca e degli uffici comunali: la ricerca del burocratese. Che emozione leggere quelle frasi complesse nella sintassi e nella scelta delle parole.

E che soddisfazione semplificare! Questa è la mia deformazione professionale: traduco il burocratese in italiano. Con sguardo attonito fisso i cartelli e le insegne, dipanando l’oscuro linguaggio.

5. Amore di mamma

Il webwriter lavora con il cuore. Di conseguenza ama ciò che produce, e propone le sue opere come piccoli capolavori. Proprio come una madre farebbe con il proprio figlio.

Ovviamente può capitare che clienti, lettori o colleghi non siano d’accordo. Molti webwriter non accettano questo tipo di confronto, difendendo il proprio operato anche di fronte all’errore evidente.

6. Correzione pubblica

Questa è una brutta abitudine. Il webwriter ha come imperativo lo studio della lingua italiana: deve conoscere le sue regole per evitare errori più o meno gravi.

La deformazione professionale di questa norma trasforma il webwriter in un individuo intollerante di fronte all’errore, capace di intromettersi in una discussione (scritta o faccia a faccia) solo per sottolineare una mancanza nel linguaggio.

A te la parola: ti ritrovi in queste deformazioni professionali? Vuoi aggiungere qualcosa? La lista può essere allungata!

Fonte Immagine

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

7 COMMENTI

  1. Non credo che esista il blocco dello scrittore, ma sarebbe lungo spiegarlo ora 😀
    Sui punti 2, 3, 4 e 6 mi riconosco in pieno.

    Per evitare errori nei post non solo rileggo il testo sul programma di scrittura, ma poi lo rileggo impaginato nel blog, in anteprima. E scovo errori, refusi, ripetizioni che prima m’erano sfuggiti.

  2. Siccome vuoi proprio saperlo, sono la regina della correzione pubblica! È più forte di me: se capto un errore, non posso non farlo presente. E questo, molto spesso, suscita ira e nervosismo negli altri! 🙂
    Altra deformazione professionale alquanto scomoda: non sono mai pienamente soddisfatta di quello che scrivo. Quindi, finisco per operare delle vere e proprie revisioni. Questo, però, credo dipenda dal fatto che sono molto esigente con me stessa! 🙂

    • Ciao Cristiana,

      Ti confesso che anche io ho questa “deformazione”, ma l’ho incanalata in un processo ludico: la esprimo solo ed esclusivamente con un mio amico, piuttosto ferrato sull’argomento grammatica. Ci correggiamo a vicenda, e ci deridiamo bonariamente.

      Può sembrare stupido, lo so, ma è la strada che ho trovato per sublimare l’istinto che mi porterebbe a correggere tutto e tutti.

  3. Il blocco dello scrittore non mi è capitato molto spesso, diciamo che dipende anche dalla padronanza con l’argomento, per cui il segreto secondo me è documentarsi.

    Per quanto riguarda le riletture, io applico un metodo “senza rete”, ovvero rileggo in anteprime non modificabili, non so perchè il mio cervello si sente meno rilassato e scova più errori.

    Infine il controllo ortografico viene fatto con il metodo “nonna” (maestra elementare classe 1920). Leggo il testo al contrario, a partire dall’ultima parola. Leggendo le parole una per una, senza il filo logico del periodo, gli errori salteranno fuori a meraviglia. Porta via un sacco di tempo, ma è uno dei metodi manuali più sicuri.

    Spero che aiuti!

  4. Io mi riconosco solo nel punto 4, ma al contrario: imporrei il burocratese a scuola. Così tutti un giorno potranno gustare il piacere di tradurre una frase dal mancusese (di tutti i dialetti di burocratese forense più forbito, parlato solo dall’ex ministro Mancuso): “Gli accertamenti doverosamente individuati sono integralmente confermati”. Sotto con il dizionario 🙂

  5. Spesso mi ritrovo vittima della “rilettura infinita” ma solo dinanzi ai post meglio riusciti affiora in me lo spirito di “mamma chioccia” per ritornare così subito vittima della “rilettura infinita” (anzi estasiata) :).

    La caccia all’errore poi, credo sia la “deformazione professionale” per eccellenza di ogni web writer che si rispetti ;).

    Ciao e complimenti per il blog.

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