Meglio seguire l’istinto o la ragione?

Cosa devi fare quando decidi di metterti in gioco? Conviene essere sempre tecnico nelle decisioni o puoi concederti qualche passaggio legato all'improvvisazione? Vediamo!

Prima di richiamare l’attenzione di Google Analytics ti avviso che questo post non ha alcuna intenzione di mettere in discussione la verifica del lavoro. Ma riflette nulla necessità di seguire l’istinto o la ragione. I numeri sono numeri, le conversioni parlano chiaro. E devi sempre aumentare le visite del blog o del sito.

equilibrio tra istinto e ragione
Il giusto equilibrio tra istinto e ragione.

Testare e misurare, questo è il mantra. Oggi, però, voglio tessere le lodi di una qualità che può fare la differenza quando decidi di investire nel blogging, nel social media marketing, nella SEO e in tutti i settori legati al web: l’istinto.

Di cosa sto parlando? Cosa è l’istinto? Provo a dare una definizione: l’istinto è un comportamento innato. L’istinto è un segnale che attraversa la calotta cranica e si manifesta come idea. La famosa lampadina che si accende e che ti permette di cambiare le sorti di un progetto. L’istinto raccoglie comportamenti diversi.

Non sono frutto di apprendimento né di scelta personale. Questo significa che non puoi fare niente per sviluppare l’istinto. Fa parte della tua natura: è quella scintilla che rende speciale gli uomini, e che permette ai geni di essere tali.

Cos’è l’istinto per chi lavora online

L’istinto è presente in tutti noi, in te e in me. Per esprimersi deve essere messo nella condizione di emergere, di evolversi e di alimentarsi. Io la vedo in questo modo: l’istinto è una fiamma.

Sei un ragazzino e la fiamma è alta ma immatura. Andrebbe alimentata nel modo giusto, con informazioni di qualità e senza chiusure. Poi arriva la scuola e ti dà l’opposto: nozioni schematiche. La scuola tende a mortificare l’istinto.

Ti dà la preparazione per un mondo che ti vuole omologato. Ma soprattutto inadatto alla flessibilità del nuovo mondo lavorativo. Certo, ci sono le eccezioni e ci sono i casi virtuosi. Ci sono anche i ragazzi che riescono a emergere. Sul serio.

Ma la scuola è nemica dell’istinto perché quest’ultimo è sinonimo di imprevedibilità, pulsione, ingestibilità. E in qualche caso genialità. Il potere non ha bisogno di tutto questo. Anzi. Lo teme. Per questo cerca di affogare l’istinto sotto un mare di regole e dottrine. Seguire l’istinto o la ragione, questo è il problema.

Il potere ha bisogno di carne umana

Il potere ha bisogno di gente ordinata, mediamente competente, capace di capire ed eseguire un ordine. Stop. Correggo subito il tempo di questa frase: aveva bisogno.

seguire l'istinto o la ragione
Meglio seguire l’istinto o la ragione?

Il capitalismo è crollato e ora a te non basta essere normale. Come suggerisce Seth Godin, oggi devi essere speciale. Oggi devi essere in grado di fare la differenza.

La mediocrità un tempo era accettata, in parte anche agevolata. Oggi un dipendente è una sorta di freelance con stipendio fisso e ferie pagate. Ogni giorno deve dare conferma delle proprie competenze, ma non solo. Ogni giorno deve essere speciale.

Io credo che l’istinto sia il fuoco sacro

È importante. Essere speciale vuol dire lasciare posto all’arte, all’istinto. Ma non solo. Lasciar correre l’istinto a briglie sciolte è pericoloso. Soprattutto nel nostro settore. Sei un webwriter freelance? Bene, puoi seguire l’istinto fino a un certo punto.

mondrian
Composition A: Composition with Black, Red, Gray, Yellow, and Blue – Mondrian

L’arte non basta. Mondrian non ha segnato due linee sulla tela per creare le sue composizioni: ha studiato per 30 anni prima di arrivare a questo risultato. E le improvvisazioni dei grandi jazzisti non sono frutto dell’illuminazione divina:

Alla base c’è la conoscenza della musica. La competenza è la struttura che deve alimentare, nutrire e gestire il fuoco sacro dell’istinto. Ecco perché la formazione è importante, così come è importante la lettura di fonti valide.

Secondo te l’istinto è importante?

Secondo me sì, l’istinto è importante. Perché l’istinto ti permette di andare oltre la mediocrità del quotidiano. Ma soprattutto ti permette di essere artista, di essere genuino e onesto nei confronti delle persone che ti seguono. Ma soprattutto ti permette di essere un professionista libero. Senza paura di provare nuove soluzioni.

Perché è questa la strada giusta: non aver paura di provare nuove strade. L’innovazione passa attraverso la libertà di testare, provare, assecondare l’istinto.

Ma non senza una guida. L’istinto è pulsione primordiale, e nel nostro settore non puoi permetterti di agire senza pensare a conseguenze. La ragione serve sempre.

Quindi, seguire l’istinto o la ragione?

C’e sempre bisogno di teoria e conoscenza delle regole. Altrimenti come le infrangi? Come le superi? Ecco, questa è la mia opinione: seguire l’istinto può essere la soluzione per innovare, ma alla base deve esserci sempre la teoria, la conoscenza, lo studio. Sei d’accordo?Lascia la tua opinione nei commenti.

8 COMMENTI

  1. L’istinto risolve un sacco di situazioni, un po’ come l’intuizione. Mi sa che in questi giorni ti prendo come ispirazione e scrivo qualcosa in chiave motivazionale/commerciale

    • Ciao Andre, come sempre ti ringrazio. Essere da ispirazione per te è sempre un onore. Ma pensavo… istinto e intuizione: non sono un po’ come madre e figlio?

  2. Eh, forse. Ma forse quasi gemelli. Insomma sono un po’ come due parti di una stessa cosa, talmente vicini da essere confondibili l’uno con l’altra. Forse, ma azzardo, l’intuizione è istinto filtrato qualche millesimo di secondo dalle percezioni cognitive.

    • O semplicemente l’intuizione è il frutto dell’istinto quando viene messo in condizioni di operare senza limiti inutili.

  3. Dato che il caro proprietario è stato così carino a invitarmi vi dirò che penso: io sono abbastanza d’accordo con Bergson.

    No, non sul dare all’intelligenza un ruolo quasi marginale ma sulla sua idea di che cos’è l’intuizione sì. Perché l’istinto sei tu che hai gli strumenti e semplicemente li usi perché ti viene naturale usarli. L’istinto sei tu che respiri anche se nessuno ti ha spiegato come si fa. L’istinto sei tu che perdi tanto tempo a provare ad allenarti per il primo bacio ma poi quando succede è puro istinto. L’intuizione invece è quando al sapere naturalmente cosa fare aggiungi una consapevolezza che se non arriva proprio al cervello ci va vicino. E la cosa bella e brutta (bella perché fa parte del suo fascino e del suo potere, brutta perché è rischiosco affidarsi troppo a essa) dell’intuizione è che ha anche a che fare con la rivelazione. Per questo l’intuizione può far diventare istintive anche cose che non fanno parte del patrimonio delle nostre risorse “naturali”. Quando intuisci come rapportarti con i ferri offerti dal tuo talento, per esempio, allora può venirti istintivo creare magia.

    • Quindi l’intuizione è l’istinto arricchito dalla consapevolezza, giusto?

      Andre, c’è sempre qualcosa da aggiungere. Il tuo punto di vista, ad esempio.

  4. Ciao Riccardo! Io ho avuto una paura matta di mettermi in gioco con un blog tutto mio per molto/troppo tempo. L’istinto non era sufficiente e così l’ho aiutato mettendomi a studiare. Dopo è come se mi avesse detto “Ok, adesso sono pronto!”. Bello questo post,
    Vale

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