Perché sono diminuiti i commenti del blog?

Te lo spiego subito: si naviga in modo distratto, soprattutto da mobile. E i blog perdono commenti. Ma non temere, puoi sempre trovare le cause che hanno portato a questa a tutto ciò.

Quante volte hai fatto a te stesso o ai colleghi una domanda simile? Pubblichi grandi contenuti e nessuno commenta, perché sono diminuiti i commenti del blog?

Perché sono diminuiti i commenti del blog?
Scopriamo perché nessuno commenta.

In parte la causa è legata al nuovo modo di navigare, muoversi sul web. Si naviga da mobile e si usano soprattutto i social. Così le discussioni si muovono principalmente su queste piattaforme, lasciando blog e forum a bocca asciutta.

Però puoi intervenire in qualche modo: ecco perché il tuo blog non riceve commenti e qualche idea per aumentare subito le interazioni del tuo progetto editoriale.

Hai cambiato argomento del blog

O hai deciso di puntare su alcune categorie che prima erano in secondo piano. Ecco, magari passare da un topic a un altro può portare anche ad aumentare il traffico del blog.

Ma rischi di perdere lo zoccolo duro dei lettori. E delle persone che decidono di lasciare commenti sul tuo blog, questo è un problema da valutare a monte: quando cambi il piano editoriale devi valutare gli effetti.

Perdi il tuo tone of voice originale

Le persone ti conoscono come semplice, diretto, amichevole e propositivo nei confronti del pubblico. All’improvviso cambi tone of voice e tutto diventa diverso.

Soprattutto per chi ti legge: sembra di interagire con una persona differente, non va bene. Questo può portare a capire perché sono diminuiti i commenti del blog.

Da leggere: aumentare commenti del blog appena nato

Dimentichi di inserire le call to action

Qual è il modo per avere commenti su un blog appena nato? Aggiungere un invito all’azione proprio alla fine dei post, quando le persone stanno per lasciare il contenuto. Lo stesso discorso vale anche per i progetti con più esperienza alle spalle.

Inserire una call to action aiuta ad aumentare le interazioni. E non seguire questa soluzione può portare a un continuo peggioramento dei commenti.

L’argomento non ha più seguito

C’è un punto che devi prendere in considerazione: hai affrontato un argomento del blog che ormai non ha più interesse, le persone si sono spostate altrove.

Commentano altri articoli, altri blog. Questo è un problema strutturale che deve essere affrontato con gli strumenti SEO giusti. In primo luogo con l’organizzazione.

Serve un piano editoriale adeguato che tenga presente anche le evoluzioni stagionali delle keyword. Per questo puoi usare un tool sempre utile: Google Trends.

Hai perso ranking su Google

Questo forse è il motivo per cui le persone non interagiscono più nei tuoi articoli e vuoi aumentare i commenti sul blog: i post non si trovano più su Google.

O hai perso posizioni. A volte basta qualche piccolo decremento sulla serp, di poche posizioni, per avere significativi cali di visite. E di commenti.

Non segui il ritmo di pubblicazione

Ho già citato l’importanza del calendario editoriale quando si fa blogging, vero? Perfetto, questo deve aiutarti a mantenere il ritmo di pubblicazione. Altrimenti?

Rischi di rendere il blog meno interessante nel tempo, le persone si dimenticano lentamente ma inesorabilmente del tuo blog. Non perdere mai la pubblicazione.

Da leggere: come nascondere i commenti sul blog

Non hai risposto ai commenti

Cosa ti aspetti? Ecco perché sono diminuiti i commenti del blog: per quale motivo una persona dovrebbe commentare il tuo contenuto se non hai attenzione nei confronti dei precedenti? Io credo che ci sia bisogno di maggio cura delle interazioni.

Seguiamo una regola in questi casi: bisogna rispondere a tutti i commenti. O almeno a quelli che chiamano in causa la tua persona con domande specifiche. Sei d’accordo con questi punti? Lascia la tua idea nei commenti, come sempre.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

15 COMMENTI

  1. Sicuramente i social hanno contribuito alla diminuzione dei commenti all’interno dei siti.
    Ho infatti notato che i siti dove viene usata la piattaforma di facebook per i commenti se ne trovano di più.

    È anche particolare il caso G+ dove molti commentano senza nemmeno andare a leggere il post e questo posso affermarlo visto che ad esempio sommando le condivisioni e i +1 ottenuti con un post su g+ non si rileva lo stesso numero di visite sul post in analytics 🙂

  2. Anche secondo me la colpa è dei social. Ricevere decine di “Mi piace” su FB, RT, + su Google+ e pochi o nessun commento NON significa, secondo me, che il post ha riscontrato successo. Sono anche convinto che il 90% minimo di chi clicca su questo o quel pulsante social si sia fermato al titolo del post. (ne ho avuto conferma con un mio post).
    Sono davvero tentato a togliere i vari pulsanti. Se a qualcuno davvero piace quello che scrivo, trova il modo di condividerlo alla vecchia maniera.

  3. Non è che magari seguiamo troppe cose (blog, social network, news, fedd rss…) tutte insieme ed alla fine non riusciamo più a gestirle? Lo affermo sia dal punto di vista di blogger che di normale utente naturalmente… Bisognerebbe focalizzare l’attenzione su quello che maggiormente ci interessa seguire??

  4. sono d’accordo con voi sostanzialmente. Se l’obiettivo è far rimanere gli utenti sul post/blog meglio levare i plugin che ti portano a commentare esternamente, altrimenti ben vengano. In fin dei conti, anche io molto spesso vengo a sapere dell’esistenza di un articolo interessante SOLO tramite un retweet o uno share su facebook 🙂

  5. Sono d’accordo, mi capita di notare dei commenti sul plugin di facebook e di non accorgermene neanche tanto in tempo, mentre se fossero stati sul blog stesso avrei ricevuto una notifica (e sarebbero anche apparsi sulla home del sito, per la loro facile tracciabilità utile alla conversazione sul sito stesso).
    L’unico motivo per cui lascio il plugin di Facebook è che qualcuno che commenta lì, e quindi condivide automaticamente l’articolo sulla sua bacheca, portandomi nuovi lettori curiosi e potenziali follower futuri.
    Chiunque voglia fare conversazione, con me la trova, che si stia sul blog o sul fb, basta solo che io riceva una notifica e apprezzo la possibilità di dialogo, a prescindere da dove si svolga.
    Con il tempo magari ci ragiono meglio sopra 🙂

  6. Condivido pienamente la tua ipotesi. Tutti noi blogger ci applichiamo per ricevere commenti attraverso i social e con le call to action, ma alla fine non otteniamo sempre l’effetto desiderato. È sì un paradosso, ma allo stesso tempo un fattore che inevitabilmente influisce, è sicuramente l’argomento: non è detto che a tutti i lettori interessino tutti gli articoli (ma queste sono cose che sai meglio di chiunque altro), anche se un blog mira alla nicchia, ed anche questo è un bel paradosso. Io la prenderei in questo modo: i lettori non ci deludono, mai! 🙂

  7. Ecco ho cliccato mi piace e stavo per non commentare…:D A parte gli scherzi interessante questione che io stessa, fomentatrice di dibattiti sui social, non ottengo lo stesso engagement sul blog…Penso che effettivamente sia dovuto anche alla “quantità” di informazioni che postiamo un po’ tutti e anche alla modalità di discussione più “personalizzata” sui social. Ad ogni modo resto dell’idea che proprio nella grande dispersività della rete, la funzione del blog sia primaria…Discussione interessante!

  8. Condivido, a me succede. Un sacco di like e commenti su facebook mentre sul blog pochissimi. Forse perché è più facile commentare sui social. Sul blog uso Disqus per i commenti e spesso bisogna fare un nuovo login, credo che questo influisca.
    Secondo me la cosa va gestita complessivamente, perché senza l’articolo del blog la conversazione sul social network non c’è, quindi va bene lo stesso.
    Ciao

  9. La motivazione possibile è duplice:

    1. Effettivamente la nascita dei social ha lasciato al blog un ruolo di approfondimento, mentre ha trasferito la fase d’interazione/discussione
    2. Non tutti i post sono meritevoli/adatti a stimolare commenti

    C’è da dire che ci sono blog che cercano di aumentare il numero di commenti in qualsiasi modo, con la stessa filosofia con cui si aumentano i fan su FB. Secondo me il numero di commenti non è così strettamente legato alla qualità del contenuto e non andrebbe usato come metro (anche se Google, forse, lo fa).

    • Accidenti… difficile rispondere a tutti!

      Posso confermare la presenza di post molto validi con zero commenti e articoli fuffosi con discssioni infinite e appassionanti. Ma un blog senza commenti è pensabile? A mio parere no, ed è per questo che cerchiamo in tutti i modi di aumentare il numero di interazioni sul blog.

      Nella maggior parte dei casi (e direi giustamente), i lettori non sono disposti a commentare 2 o 3 volte: meglio che lo facciano sui social o sul blog?

  10. Questa è la vera domanda:
    “Nella maggior parte dei casi (e direi giustamente), i lettori non sono disposti a commentare 2 o 3 volte: meglio che lo facciano sui social o sul blog?”

    Un lettore “medio” , a mio modesto avviso, commenta sul social e non sul blog, perché moltissimi lettori sul blog non ci arrivano nemmeno.

    Ho moltissimi amici che usano FB e stop, ora stanno pian piano aggiungendo G+, twitter è ancora un corpo estraneo ai più … rimane comunque ineludibile come il lettore medio (basso) non sappia neanche cosa sia un feed rss e quindi quando legge, legge solo sui social (mia madre è cosi … )

    Poi ci sono altre tipologie di lettori, noi ad esempio, blogger, appassionati, tecno dipendenti, smanettoni, webwriter, .. che usiamo tutti gli strumenti disponibili per accedere ai contenuti, in primis i feed rss.

    Io ad esempio preferisco commentare direttamente sul blog, il social lo uso al massimo come link preview…. Poi però ci sono le discussioni che “nascono” direttamente sul social e per quelle c’è poco da fare.

    Tutto questo per dire cosa? Per dire che sempre più si avranno commenti di una “famiglia di utenti” sui social e di un altra famiglia di utenti sul blog, non possiamo farci nulla, è cosi e sarà sempre più accentuata questa distinzione, sta a noi cercare di centralizzare i commenti sul blog.

    Come fare? … Non lo so 🙂

    Questo articolo mi sembra un buon esempio di come accentrare i commenti sul blog.

  11. Sono pienamente d’accordo con te, e a riguardo mi sono espressa più volte! Il punto è che siamo noi blogger, i primi a commettere questo errore, per mancanza di tempo, perché impegnati a postare, non riusciamo a rubare un misero minuto per leggere e commentare almeno un paio di blog al giorno. Quindi mi chiedo, come possiamo pretendere che gli altri facciano ciò che noi stessi non siamo disposti a fare?

    • Altro punto interessante questo: i blogger commentano i blog? A volte no, eppure è una buona tecnica (se fatta in un certo modo) per guadagnare visibilità e traffico.

      Approfondiamo, approfondiamo…

  12. Tutti i blogger commentano gli altri blog: all’inizio no, ma quando il traffico inizia a scarseggiare iniziano a commentare assiduamente sui blog degli altri. Specialmente gli infomarketer.
    Per il discorso dei Social la cosa è ovvia, ma si può ovviare semplicemente chiedendo nei Social di commentare sul blog. Oppure inserendo un contatore di commenti, un contest o qualunque altra cosa che dia valore maggiore ai commenti nel blog.
    PS: piaciuto il commento?

    • Ciao Nino!

      Certo che mi è piaciuto il commento. Chiedere nei social di commentare… a volte lo faccio devi capire quali sono i limiti. Una presenza eccessiva sui social in questo senso può portare a un’invasione del campo personale. Nel senso che le persone potrebbero leggere questo tuo desiderio come una richiesta pressante.

      Quindi bisogna fare attenzione.

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