Sì, proprio il tuo. Non far finta di non aver capito. Il problema riguarda anche te: la banalità è un dramma che colpisce anche il blogger navigato .

Perché è facile sedersi sugli allori, è facile pensare che sia sufficiente proporre la solita minestra per raggiungere il successo. Mi dispiace, l’Olimpo dei blogger non si conquista così.

blog noioso
Non vedo l’ora di leggere il tuo blog – Flickr

La sfida continua, e la strada del miglioramento costante è la scelta giusta. Perché in un web in continuo mutamento tu hai una sola possibilità: assecondare il cambiamento.

Altrimenti diventi banale. E il lettore ti abbandona. Una tragedia, vero? Bene, allora ti consiglio di dare uno sguardo a questi consigli per evitare che il tuo blog diventi la fiera della banalità.

Argomenti

Quando affronti un argomento per molto tempo rischi di incrociare il male oscuro della banalità. Ogni blogger affronta una nicchia più o meno ampia, e ha una cerchia di temi da trattare che si restringe.

mappa mentale
La mappa mentale di un food blogger

La mia soluzione è semplice e si divide in due punti: organizza le aree con una mappa concettuale e arricchisci i tuoi contenuti con un’opinione personale. Il primo step ti aiuta a individuare i punti non affrontati, il secondo rende unico qualsiasi articolo.

Headline

L’headline è la prima stringa di testo che l’utente legge e giudica. Gli basta uno sguardo per capire se l’articolo sarà di suo gradimento, quindi ben vengano titoli incisivi ed efficaci:

Ma cosa succede se il blog non fa altro che suggerire 5 consigli o per risolvere un problema? Diventa una distesa surreale di titoli incolonnati come i numeri dell’elenco telefonico.

Noioso, vero?

Esistono delle formule per creare una headline efficace, ma non devi esagerare: non puoi usare la pozione magica per ogni post. Cerca la varietà anche nei titoli, non annoiare il lettore.

Stile

Il grande rischio? Cadere nella spirale dello stile scialbo, senza mordente, incapace di stimolare la lettura. E questo accade (soprattutto) quando spingi troppo sulla semplicità.

Io sono un fan del famoso circolo Scrivi come Mangi, e punto sulla semplicità.  Allo stesso tempo, credo che sia giusto sfruttare le sfumature della lingua italiana per dare vigore alla scrittura.

Togliamo qualcosa?

Prima di tagliare assicurati che il ritmo non manchi e che ci sia un buon coinvolgimento del lettore: sotto il vessillo della semplicità si commettono crimini inenarrabili ai danni di avverbi e aggettivi.

Per approfondire: le insidie della semplicità.

Post

Forse è il punto più difficile da affrontare. Le abitudini sono nemiche del blogger perché lo affondano in un mare di comodità. Tu continui a scrivere gli stessi post, senza lode e senza infamia, ma nel frattempo i tuoi lettori si annoiano.

E si annoiano perché non trovano alternative, stimoli, novità. Un argomento può essere affrontato in tanti modi e tu che fai? Ti ostini a lavorare sempre sulla stessa linea quando puoi scegliere tra:

  • Articoli tecnici.
  • Post dedicati alle opinioni.
  • Interviste.
  • Recensioni.
  • Liste di risorse.
  • Analisi di vecchi articoli.
  • Hangout trasformati in post.

Questo è solo un assaggio. Daniele Imperi può darti buone lezioni su questo argomento: basta dare uno sguardo al suo blog, sempre ricco di nuove rubriche.

Attacco e chiusura

Tutte le favole iniziano con un prevedibile “c’era una volta”. Ma tu puoi tranquillamente uscire da questi schemi, e puoi modificare senza problemi l’attacco dei tuoi post. Magari usando uno di questi 11 consigli di Write To Done.

Questo per dare un senso di unicità alle tue opere, per accompagnare il lettore verso il cuore dell’argomento senza perderti in chiacchiere inutili. Ma anche senza dimenticare la creatività.

La chiusura del post pretende la stessa attenzione. Ci sono le call to action che chiedono attenzione, ci sono gli obiettivi da seguire (commenti, newsletter, ebook), ma non puoi chiudere tutti i tuoi articoli con le stesse parole.

Sia per l’apertura che per la chiusura del post devi lavorare di fantasia, devi far muovere gli ingranaggi della mente e trovare soluzioni efficaci e innovative. Sì, lo so: è difficile. Ma tu sei in gamba e devi accettare la sfida.

Secondo te?

Questi sono i miei consigli per evitare la noia. O quantomeno per fare in modo che il pericolo si allontani dalla tua opera quotidiana. Tu, invece, cosa fai per risvegliare l’interesse dei tuoi lettori?

12 COMMENTI

  1. Bel post.
    Io ho il problema contrario.
    Hanno detto “troppo aggressivo e polemico”, quindi fallimentare.
    Sto ancora ridendo 😀
    (rido perchè non ho ancora capito dall’alto di quale scranno si possa giudicare un metodo, giusto o sbagliato che sia, senza sapere l’idea alla base.)

    • Ciao!

      Io non credo che un blog troppo aggressivo e polemico sia da definire fallimentare a priori. In base a quale parametro? In base a quale giudizio?

      Ci sono blog e testate giornalistiche che hanno fondato il successo proprio sulla polemica. Tutto sta a farla in un modo intelligente, in un modo che riesca a intercettare le esigenze del pubblico.

      Senza contare che anche la polemica rischia di diventare noiosa.

      Se pubblico un post polemico contro chi scrive post a 50 centesimi raccolgo una buona risposta dal pubblico, ma posso ripetere la stessa azione ogni mese? Quanti articoli del genere posso pubblicare?

      La polemica è come l’ironia: può diventare un’arma a doppio taglio, e deve essere usata con destrezza. In alcuni casi può essere usata come tecnica per raccogliere discussioni, condivisioni, nuovi link (la polemica attira sempre) ma quando esageri il colpo si sente.

      Per sintetizzare. C’è solo un parametro per capire se la polemica funziona o meno: la soddisfazione dei tuoi lettori. Se il tuo blog piace, piace. Amen. Devi solo impegnarti a farlo piacere sempre di più.

      • Sono d’accordo su tutta la linea 🙂
        Difatti, nonostante non abbia numeri ed RT da guru, i miei lettori soliti mi esprimono soddisfazione.
        Mi piace quando dici “in base a quale giudizio?”, perché è esattamente questo il problema: gente che si mette a giudicare senza (9 su 10) aver manco guardato o approfondito.
        Solo perchè hanno un “klout” alto (tanto per dire una cosa a caso che fa tanto “eccitare” taluni) e pensando di poter guardare dall’alto (e ancora ci si può domandare “di cosa?”).
        Comunque, come già detto in apertura, sono assolutamente d’accordo con te e la mia idea di fondo prosegue, i problemi da correggere (nel mio piccolo) sono altri e solo di natura di pigrizia 😛 eheheh

        • Klout e guru lasciano il tempo che trovano. E ciò significa che non devi pensare a queste dinamiche. Sei tu a creare il guru: https://www.mysocialweb.it/2013/07/12/giu-le-mani-dal-guru/

          Lavora sul tuo blog, cerca la tua strada, continua a essere polemico. Nel modo giusto. Dando ai tuoi lettori gli spunti e le riflessioni che cercano.

  2. Ottimo articolo, l’ho messo nei preferiti e da settembre seguirò i tuoi consigli. Il punto che mi piace di più è quello delle varie tipologie di post che puoi scrivere: articolo tecnico, interviste, recensioni etc… Questa tecnica, secondo me, oltre a non fare annoiare il lettore permette anche di coprire un bacino d’utenza più ampio.

    Per non cadere nella banalità, secondo me, ogni tanto fa bene anche staccare la spina e ricaricare le batterie..per poi tornare carico con nuove idee. Che ne pensi?

    • Credo che un periodo di riposo sia sempre utile per ritornare alla grande, con nuove idee. La routine ti spezza le gambe e non ti permette di osservare il tuo lavoro in modo obiettivo.

      Quindi ben venga un periodo di riposo per riflettere sui prossimi passi.

  3. Condivido in pieno: la fantasia deve conciliare con le esigenze dei lettori e con le loro difficoltà. Lo stile si acquista con il tempo e bisogna iniziare a preoccuparsi di una scrittura identica a se stessa nel corso degli anni. Anche fare qualche post “sfizioso”, alla Valentina Falcinelli può aiutare a mantenere un sereno contatto con gli utenti.

    • Io sono fermamente convito che i post incrociati con un’opera letteraria, un film o un regista famoso siano utili e divertenti.

      Tipo 6 consigli per il tuo blog firmati da Quentin Tarantino

  4. Intanto grazie della pubblicità 😀
    Come ti ho detto, ho letto il post, ma non so come non ho visto il mio nome…

    Io ho iniziato a scrivere alcuni post e ho poi smesso: erano appunto banali e non davano nulla al lettore. Così come ho chiuso alcune rubriche che ritenevo inutili.

    Sulla polemica ti ho risposto al post di oggi: ho notato che ho ricevuto molti commenti sui post polemici, ma il mio consiglio è di centellinare quei post, perché per me il web deve essere un luogo di tranquillità e condivisione e non di astio continuo.

    • Certo, questo è un altro punto da sottolineare: quando un filone non dà buoni risultati devi riflettere sul suo futuro. Vale la pena tenerlo in vita? Può avere dei risvolti positivi? Sto perdendo troppo tempo intorno a un argomento che non mi dà risultati?

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