Io ti conosco. Non vuoi parlare del tuo fallimento. Ed è giusto che sia così sotto un certo punto di vista. Nessuno vuole parlare del proprio fallimento perché fa male. Tutti sbagliano, lo sai bene, ma questo non ti gratifica. Non sana quel senso di frustrazione che ti coglie quando metti il piede in fallo.

Caro blogger, racconta il tuo fallimento

Hai fatto tutto il possibile per non sbagliare, quindi l’errore rappresenta una sconfitta mortale. Ti faccio un esempio: sei in aula, davanti a un professore universitario per un esame. Ma non hai studiato. Zero. Niente. L’esame va male, vieni bocciato. Ma non è un problema: non avevi aspettative.

Ti mette 20? Grande, andata di lusso. Cambiamo situazione.

Sei sempre in compagnia del professore, ma in questo caso hai studiato. Tanto e bene. Almeno secondo il tuo punto di vista. Hai ricopiato appunti, hai registrato e trascritto lezioni, hai studiato tutti i testi. Tre volte. Comprese le note. Insomma, hai fatto un bel lavoro. Risultato? Scarso, 23.

Voglio dire, 23 è un buon voto in una situazione d’emergenza. Soprattutto se devi affrontare un esame complicato. Ma se hai studiato, caro mio, questo è un fallimento. E ti brucia perché hai investito tanto. Perché hai donato il massimo impegno possibile. Ma qualcosa è andato storto.

Fenomenologia dell’errore

Questo capiterà sempre. Lo ripeto, sempre. Tutti sbagliano. Solo chi non fa niente non sbaglia mai, così dice il proverbio. E chi non fa niente si arroga il privilegio di far notare l’errore in pubblica piazza, atteggiamento che ormai ho declassato all’ultimo stadio dello sviluppo umano.

“AAHAHAh|1111Hahaaa uno aah attento, ai fattoh un errore di pattitura. Non me lo sarei aspettato da un professionisti come te, sei una vera delusione”. E come rispondi? Io ringrazio e passo avanti.

L’errore è sempre in agguato. Nella vita privata e in quella professionale. Ci sono anche i successi, e hai sempre qualche parola generosa per raccontare le tue avventure al pub con gli amici. C’è sempre qualche impresa da ricordare. Il fallimento, invece, resta nei meandri nella coscienza.

[Tweet “Solo chi non fa niente non sbaglia mai”]

Come una macchia da estirpare. Il primo passo per risolvere questo nodo? Ammettere l’errore. Non esiste persona più triste al mondo di quella che continua ad arrampicarsi sugli specchi.

Io credo che il tuo calendario editoriale debba rivalutare questo passaggio: io credo che gli errori debbano avere un posto in prima fila nelle pubblicazioni quotidiane. Il tuo blog ha bisogno dell’errore.

Per approfondire: come trasformare un errore in un’occasione.

Il valore di un errore

L’errore ha un grande valore. E ha valore per te che sei un blogger, un webwriter, un SEO, un professionista del web. Ha valore per te che devi imparare ogni giorno. Perché non c’è niente di meglio per acquisire nuove competenze: lavorare sul campo, sporcarsi le mani, sbagliare, pagarne le conseguenze, riprovare, riuscire. E raccontare tutto agli amici al pub, ovvio.

Il valore di un errore è questo: apprendere. Lo devi riconoscere, lo devi ammettere, lo devi analizzare e sezionare. Hai sbagliato. Perché? E, soprattutto, come puoi risolvere il problema?

Qui scatta il secondo elemento che ti permette di creare un valore infinito per i tuoi lettori. Il fallimento è dietro l’angolo, tutti possono sbagliare. Anche chi lavora nel tuo settore. Ora ragiona come uno stratega del content marketing: cosa vuole il tuo pubblico? Di cosa ha bisogno la tua nicchia?

fallimento

Articoli di qualità. Contenuti utili. Post in grado di spiegare come ottenere un risultato. Tipo come guadagnare con un blog, come trovare nuovi clienti, come usare Hootsuite. Tutti esempi virtuosi. Ma puoi lavorare anche in chiave negativa, e spiegare come evitare il fallimento.

Come risolvere una penalizzazione SEO? Come trovare lavoro dopo essere stati licenziati? Questi sono post interessanti, sono pillar article che ti permettono di catturare traffico, condivisioni e link di qualità in eterno (con i dovuti aggiornamenti). Ma sai qual è la condizione essenziale per scrivere questi articoli? Devi trovarti in questa situazione.

Devi fallire

Devi attraversare l’anello di fuoco, dove  – come dice Johnny Cash – le fiamme sono alte.

Pubblica case study, racconta i tuoi successi, mostra la strada da seguire. Ma anche quella da non seguire. Non limitarti agli errori altrui: tutti sanno puntare il dito. Racconta il tuo errore. Perché ti sei trovato in questa condizione? Perché hai sbagliato? Come si può evitare questa situazione?

Se riesci a rispondere a queste domande con esempi chiari stai dando un contributo utile al lettore. Stai creando valore. Un valore che nasce dall’esperienza personale, quindi irripetibile. Nessuno può replicare quello che stai facendo, appartiene solo a te. E solo tu lo puoi coglierne i frutti.

Devi continuare a sbagliare, ma non con indolenza. Non per noia o per scarso impegno. Devi sbagliare con il cuore. Devi fallire cercando di raggiungere obiettivi superiori. E poi devi raccontare. Devi superare il blocco che ti spinge a nascondere l’errore, perché tutto questo ha un nome: contenuto di qualità.

Allora, sei pronto a raccontare i tuoi fallimenti?

10 COMMENTI

  1. Era proprio l’articolo di cui avevo bisogno oggi! Proprio oggi che ricomincio da zero, dalle ceneri dei miei errori passati. Non a caso il mio nuovo blog si chiamerà “volevo fare la blogger”. Ho registrato il dominio qualche minuto fa, la sfida sta per cominciare ed ho tutto da imparare! Grazie per queste belle parole. Io tuo blog sarà di grande ispirazione per me.

    • Ciao Loredana,

      Mi fa piacere essere un riferimento per chi inizia a lavorare nel mondo del blogging. L’importante non è sbagliare, ma farlo con intelligenza. Senza limitare le proprie azioni. Agendo sempre con la giusta bussola e dei punti di riferimento stabili.

  2. Proprio la settimana scorsa ho pubblicato un articolo che parlava del mio primo piccolo grande fallimento come blogger… un post un po’ nostalgico che mi ha fatto ripensare a quando cominciai a vivere il mondo dei blog… e rischiai una bella denuncia XD http://www.lucaraldiri.it/blog/storia-che-cessi-di-uomini/

  3. bellissimo articolo… complimenti Riccardo azzeccatissimo e mi trovi pienamente d’accordo su tutto quello che hai scritto!
    3 ani fa un mio fallimento imprenditoriale mi ha messo in ginocchio e solo l’essere caduto tante volte e l’essermi rialzato tante volte mi ha dato la forza di risollevarmi, combattere e trasformare le situazioni negative in positive.
    Ora la mia vita sta cambiando, l’ho presa e decido io la direzione… importante però avere anche un carattere forte perchè in tanti purtroppo crollano…
    grazie
    enrico

    • Il carattere è indispensabile. Oggi dobbiamo essere forti, dobbiamo essere in grado di superare le difficoltà con le nostre forze. Solo così possiamo avere delle speranze.

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