Blogger freelance, cos’è e come lavorare in azienda

Vuoi diventare un blogger professionista e con partita IVA? Ecco cosa devi sapere per affrontare questo argomento così importante per chi vuole lavorare con la scrittura online.

Parlo spesso dei web writer perché faccio parte della famiglia dei blogger freelance: creare testi sul web è il mio lavoro e parlo con passione di questa attività. Soprattutto per dare consigli per scrivere meglio e denunciare lavori sottopagati.

Blogger freelance
Organizza la tua attività di blogger freelance.

Oggi, però, voglio essere più specifico e dedicarmi a quelle persone che curano blog per aziende, professionisti, realtà che vogliono sfruttare la forza del blogging.

Il blogger freelance svolge compiti diversi rispetto al web writer: pianifica strategie, modera i commenti, definisce il calendario, inserisce i contenuti nel CMS.

C’è da impazzire, vero? Non temere, in questo articolo troverai la mia ricetta personale per lavorare come blogger freelance senza perdere la sanità mentale.

Gestione email con il cliente

Come diventare freelance? A volte mandare email su email per decidere un dettaglio è semplicemente inutile. Basta una telefonata, una call su Skype, e hai risolto tutto. Ma le decisioni importanti le pretendo via email.

Voglio nero su bianco, voglio che le indicazioni siano lasciate sulla carta digitale. E magari voglio che siano anche firmate da un contratto. Non posso prendere decisioni che poi verranno contestate a causa della scarsa memoria.

Email dopo cena: si risponde? Dipende. Hai pagato il supplemento extra orario? Risposta positiva: ti scrivo anche allo scoccare della mezzanotte. Risposta negativa.

tempo per blogger freelance
Allora ci sentiamo alle 11.40 stasera.

Mi dispiace, la tua giornata finisce alle 18.30. Credi che sia un discorso legato al vile denaro? Ti invito a riflettere bene su questo punto. Manda una email alle 22.00 e dovrai farlo sempre. Questi lussi si pagano, questi servizi extra possono essere inseriti nel preventivo per permetterti di guadagnare sempre di più.

Da leggere: come deve essere un blog freelance

Chi scrive gli articoli?

Per permettere al blogger freelance di scrivere articoli efficaci dovresti portarlo in azienda. Dovresti trasformarlo in un dipendente e formarlo. Ti conviene?

Potrebbe essere una soluzione conveniente, in molti casi funziona. Ma richiede un investimento economico notevole. Le alternative sono due:

  • Scegliere un blogger specializzato.
  • Puntare sulla formazione interna.

Food blogger, travel blogger, tech blogger, fashion blogger. Sono persone che hanno scelto di specializzarsi e di affrontare temi per dare il miglior servizio possibile al cliente. Ora mi dirai: “Ok, io ho un’azienda che produce bulloni e viti. Esistono blogger specializzati in questo settore?”. Non credo. Per questo c’è la formazione.

Puoi chiedere una consulenza, puoi fare formazione interna e chiedere a un blogger professionista di creare una strategia di blogging adeguata e di dare a un dipendente le competenze necessarie per scrivere, pubblicare, distribuire.

Blogger freelance e le aziende

Due consigli. Il primo è per l’azienda: prima di lavorare sul blogging analizza la tua situazione. Chiedi a un consulente di creare un piano che si integri nella strategia con obiettivi, risorse da mettere in campo, target in linea con le esigenze.

blogger freelance

Il secondo è per il blogger: devi differenziare i tuoi servizi. Ormai è impossibile vivere con la scrittura. Devi fare formazione alle aziende. Devi creare strategie adeguate per le aziende che hanno già i web writer ma non sanno come sfruttarli.

Vuoi guadagnare con il blog? Usalo come punto per distribuire servizi, tutti legati alla tua natura di blogger freelance ma capaci di soddisfare necessità diverse.

Pianificazione delle pubblicazioni

Io uso uno strumento offerto da Mountain View per organizzare le pubblicazioni: Google Calendar. Attraverso questa griglia creo degli appuntamenti.

  • Do un colore a ogni cliente. In questo modo identifico con un colpo d’occhio il lavoro da svolgere. Ovviamente il colore su Calendar è uguale a quello di Google Drive.
  • Definisco un orario per le pubblicazioni e per gli alert da ricevere via email. Di solito, dato che pubblico la mattina, preferisco il promemoria la sera (questione personale).
  • Uso lo spazio interno dei task per descrivere qualche dettaglio del lavoro da svolgere.

Quando il cliente è fisso definisco una ripetizione continua dei task: in questo modo sono sicuro di non dimenticare la compilazione del calendario e la pubblicazione.

google calendar

Consegna dei testi ai clienti

La consegna dei testi: il cliente vuole valutare il lavoro svolto, e lo vuole fare con calma. Io preferisco condividere il lavoro con Google Drive, la piattaforma di Mountain View. In questo modo sfrutto due vantaggi di questo servizio:

  • Con Google Drive posso creare un archivio online gratuito.
  • Condivido con tutte le persone che voglio con un click.

Con Google Drive, inoltre, collaborare diventa facile: il sistema di commenti e notifiche mi permette di gestire la correzione delle bozze con semplicità.

Google Docs rappresenta la chiave del mio lavoro di blogger freelance, mi permette di collaborare in tempo reale sul documento, ma anche di lasciare commenti.

Gestisco tutto attraverso questo tool: seguire le modifiche delle bozze sui file condivisi è impossibile (quante volte devi mandare e rimandare lo stesso documenti?) e caricare il file direttamente sul CMS vuol dire rinunciare al tuo archivio personale.

Trovare immagini di qualità

L’email del cliente“Guarda, le immagini le prendi da Google. Cioè, vai su Google e trovi una sezione dedicata alle foto dove c’è di tutto. Basta fare una ricerca”.

Tipica, vero? Primo mito da sfatare: le immagini non crescono nei campi. Qualcuno le scatta o le crea, le modifica e le usa sul proprio sito web. E tu non puoi usarle sul blog dei tuoi clienti: devi rispettare la proprietà intellettuale.

Puoi acquistare le immagini, puoi produrle con Photoshop o altri programmi, puoi scaricarle da siti web dedicati. In ogni caso devi osservare i limiti delle licenze CC.

Da leggere: i migliori blog da seguire e leggere

Blogger freelance: la tua opinione

Questi sono i consigli per organizzare praticamente la tua attività di blogger freelance: hai la raccolta delle fonti, la scrittura, la pianificazione dei contenuti e la consegna. Ora devi solo iniziare e sviluppare le buone competenze del blogger.

È una soluzione? Ho indicato consigli facili da mettere in pratica? Io lavoro così (e chi mi conosce può confermare). Aspetto il tuo punto di vista nei commenti.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

10 COMMENTI

  1. Completamente d’accordo, soprattutto quando parli di strategia. Molto spesso è proprio quella che manca e se non c’è quella, tutto diventa molto difficile.

    Bravo!

    • Grazie Alessandro,

      Come sai, questo è il punto che spesso manca: pago un blogger, lui mi scrive 8 articoli al mese e rimane sul generico. Non può entrare a fondo, non può raccontare l’azienda e trasmettere all’interno del post dei punti di vista legati all’essenza dell’attività.

  2. Osservazioni interessanti. Un blogger del tutto estraneo all’azienda, probabilmente, scriverà in modo troppo distaccato ma è anche vero che il dipendente interno non è sempre la persona più adatta. Anche essere troppo “dentro” una realtà non aiuta a comunicarla nel modo giusto. Continuo a credere che sia necessaria una figura di Intermediario, ben formato, che abbia però un rapporto stretto con l’azienda.

      • credo che la figura migliore possa essere esterna, ma se ha un rapporto continuativo con l’azienda, contatti periodici e soprattutto se può contare su feedback costanti con un responsabile aziendale

  3. Credo che molto dipenda dalle dimensioni e dal grado di “modernità” di un’azienda: una realtà modesta forse non può/vuole aggiungere stabilmente in organico una figura dedicata, mentre un’impresa ancora troppo old-style ha spesso un atteggiamento diffidente nei confronti delle professioni 2.0: contattano il blogger con diffidenza, “perché i competitor fanno così”, ma forse non ne comprendono appieno l’utilità.

    • L’azienda che inizia con il piede storto: la peggiore. Ha già la sua idea, è scettica, non cambia posizione: ti paga solo per confermare la sua opinione. Frustrante, meglio perdere un cliente del genere.

      A meno che… meglio dare uno sguardo al preventivo prima 😀

  4. Ciao bello, non sono d’accordo con la tua testi e ti espongo di seguito le mie motivazioni, ovviamente opinabili e personali:

    1) Assumere, soprattutto oggi, è molto difficile e dispendioso per un’azienda, e generalmente si tende a farlo solo per quelle posizioni veramente essenziali nell’organigramma, come account manager, commerciali, responsabili d’amministrazione e così via. Un blogger (e parlo da titolare di un’azienda) non lo metterei mai a busta paga, per due ragioni molto semplici: la prima, è che non mi serve dargli un fisso mensile più i contributi e le tasse sul lavoro (altissime in Italia) per farmi scrivere qualche contenuto al mese, perché tu m’insegni che un corporate blogging di nicchia non necessita per forza di un contenuto al giorno, potrebbe bastare anche uno due a settimana; secondo, un esterno mi costerebbe molto meno!
    2) Non lo consiglio al freelance, perché vorrebbe dire lavorare in mono committenza, perché se io azienda ti pago uno stipendio per scrivere per me poi non accetto che tu possa farlo anche per altri, magari nell’orario di lavoro canonico per il quale ti riconosco un emolumento. Lo fai di notte? Va bene, ma ti conviene? Se ti leghi ad un cliente e questo, per varie ragioni, viene a mancare, che fai? Resti col culo per terra? Non mi sembra il caso.
    3) Un blogger interno finirebbe a scrivere redazionali, contenuti auto referenziali, comunicati stampa e altre puttanate varie, che mortificano davvero il lavoro di un blogger;
    4) Se proprio vuoi avere una persona interna, paga un blogger professionista per formare quelli che, tra i tuoi dipendenti, immagini possa dare un contributo scritto di buona qualità, e affida al blogger professionista il ruolo di editor. Ti costa molto ma molto meno.
    5) Non credo che l’azienda sia in grado di raccontarsi meglio di come farebbe un blogger freelance. Tu conosci magari il tuo lavoro e i prodotti/servizi che offri, ma non vuol dire che tu sia capace di attrarre utenti freschi e fidelizzarli meglio di un esterno, adeguatamente informato e formato su quello che fai.

    • Vedi Francesco, è una situazione complessa. Più volte ho parlato di blogger embedded. ovvero di blogger non assunti a tempo pieno, ma freelance capaci di condividere la visione dell’azienda. Cosa – ti faccio un esempio personale – che posso fare per un’azienda come Serverplan. Il mio scrivere articoli per quest’azienda mi porta a essere credibile come autore, a comprendere logiche e principi. Io la vedo così: formazione interna per chi scrive, più supervisione per piano editoriale.

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