Ok, prima di leggere questo articolo ti devo dire una cosa: non te la prendere. C’è un punto che ti riguarda, c’è un atteggiamento o un’abitudine che sfiora anche te. Sono sicuro di questo.

E sono sicuro anche della tua buona fede, della tua intelligenza. Quindi tanta serenità. E un po’ di autoironia, dai, così impari a ignorare i troll. In questa lista – chiaramente nata sulla scia dei 15 trucchi per sembrare più intelligente alle riunioni – ci sono anche i miei vizi, le mie abitudini.

blogger intelligente
Fonte immagine: Flickr

Anche io devo sembrare intelligente, non credi? Quindi, dopo aver forgiato argomenti di alta scuola in Fare Blogging, metto a nudo le mie conoscenze: 10 trucchi per sembrare un blogger intelligente.

1. Ho già avuto modo di dire

Un evergreen: il blogger che si autocita. Dopo 5 (facciamo 7) anni di Università questo è l’unica eredità: il linguaggio ampolloso. Se vuoi sembrare un blogger intelligente questa è la strada giusta: hai avuto modo di dire, e tutti correranno a cercare il post in cui hai detto. O forse no.

2. Visual epico

Colpa di Unsplash che ha inflazionato quelle dannate foto di montagne, fiumi e strade. Tante strade tortuose. Appena c’è un articolo dedicato al percorso da seguire, un percorso per fare qualcosa, il blogger intelligente crea il collegamento semantico. Reazione del lettore? A. Bocca. Aperta.

3. Diagramma di Venn

La rubo dall’articolo linkato sopra: se vuoi sembrare un blogger intelligente pubblica un diagramma di Venn, ovvero due o tre cerchi (si chiamano insiemi, vero?) che si intersecano. Ma non usare strumenti raffinati: usa Paintbrush. Deve sembrare fatto a mano, deve sembrare un appunto preso di sfuggita. Come un’idea colta al volo. In realtà hai rubato tutto da Flickr.

4. Quadrato semiotico

Alternativa al diagramma di Venn. Il quadrato semiotico è un metodo di classificazione dei concetti. Non è una roba semplice: se ti scopre uno che ne capisce fai una figura misera. Ma se becchi la ruota giusta (o se ti fai aiutare da uno buono) sei a cavallo. Un consiglio: disegna il quadrato su un tovagliolo di casa. Poi racconta a tutti che eri a cena con il fratello di Greimas, e che dopo il Limoncello avete partorito il quadrato semiotico. Così, tanto per fare qualcosa.

5. Moleskine

Tu elenchi mille modi per migliorare il lavoro del blogger: applicazioni per scrivere, per ricordare qualsiasi cosa, per fare foto, per modificare, tagliare, incorniciare, appuntare. Poi arriva il blogger intelligente e caccia la Moleskyne. “No – dice con ostentazione – io metto tutto sulla mia Moleskine”. E tu sei una nullità. Anzi, come direbbe il Marchese del Grillo:

6. #lovmaigiob

Passiamo ai social. Vuoi dare l’idea di essere un blogger super impegnato, indaffarato, capace di gestire mille lavori e – al tempo stesso – di scrivere senza sosta? Lamentati dell’orario, delle email, dei lavori che devi gestire. Lamentati. Ma alla fine lascia un messaggio positivo: #socialmedialife, #lovemyjob #goodvibration. Tutti ti ameranno.

7. So’ dettagli

Il blogger intellettuale non ha tempo di badare ai dettagli. La voto fa schifo? Ci sono refusi? Manca la description? Va bene così, la risposta è sempre la stessa: “I dettagli possono aspettare: io mi concentro sui contenuti”. E tu ti senti piccolo piccolo. Ma il seguito è divertente: “Ma guarda che Google ti ha penalizzato” “Io mi concentro sui contenu… aspetta un attimo”.

8. Risposta parassita

Hanno lasciato un commento lunghissimo, bellissimo. Cioè il commento è più lungo dell’articolo. Ora tutti si aspettano una risposta adeguata. Tipo una lettera ai Corinzi. E invece: “Questo è un contributo prezioso, troppo prezioso per una risposta frettolosa: scriverò un articolo per arricchire la conversazione”. Uno stile infinito. Qualcuno sta ancora aspettando l’articolo…

9. Il bello dell’errore

Oh, un altro classico. Se vuoi fare colpo sul pubblico – cioè se vuoi veramente fare il colpaccio – devi parlare dell’errore. Devi scrivere un articolo dedicato all’importanza dell’errore come momento formativo: con l’errore diventi più forte, puoi imparare qualcosa di nuovo. E puoi anche mandare qualcuno all’ospedale con un errore, ma questo non lo dire.

10. Lasciate in pace Calvino

Ok, ora lancio la bomba: se vuoi sembrare un blogger intelligente devi scomodare una guida, un leader, una figura importante ma non troppo. Ecco, questo è il segreto: gli adolescenti brufolosi citano Jim Morrison e Nelson Mandela (ignorando tutto di queste figure), tu invece devi andare sul raffinato. Tu devi puntare sul commerciale ma non banale. Tipo Muhammad Alì, Bukowski, Jack Kerouac, Tarantino. Oppure Italo Calvino.

allenamento

Sei un blogger intelligente?

Allora, ho pestato i tuoi poveri calli? Sei nella lista? Lascio i commenti a te: aggiungi anche tu una tecnica per sembrare un blogger intelligente. Lo so che anche tu giochi hai un ruolo in questo gioco 😀

11 COMMENTI

  1. Volevo lasciare un mega commento da 4 pagine e a cui servivano 5 post per rispondermi…. Poi ho trovato questa cosa:”se ti fai aiutare da uno buono, sei a cavallo”…. Questa è la risposta per tutti i blogger intelligenti e meno intelligenti….

    Complimenti Riccardo per questo magnifico post

  2. Partiamo dal #lovemaigiob che mi ha fatto rotolare dalle risate: fantastico.
    Aggiungerei anche che il blogger/creativo che vuole sembrare intelligente risponde raramente o quando lo fa è criptico.
    Nel caso 1: deve dimostrare che è talmente impegnato che non ha tempo da dedicarti
    Nel caso 2: deve lasciar sotto intendere che lui ha le chiavi del successo e tu no. Quindi ti lancia un input molto sottile e quasi incomprensibile che tu tenterai di decifrare ma non arriverai mai alla risposta. Solo lui conosce la verità 🙂
    Ecco qua le mie aggiunte: che dici?

    • È il classico caso di blogger artista incompreso: io sono avanti, voi state indietro. Quindi tu non dici niente perché credi che sia così. In realtà è l’esatto contrario.

  3. Questo post è la conferma (l’ennesima!) che, in qualsiasi momento vengo a spulciare il tuo blog, trovo qualcosa di interessante e costruttivo. Grazie, davvero! Io non sono una blogger da convegno o da conversazioni con altri blogger intelligenti (scrivo solo di libri…), ma mi piacerebbe trovarmi nella situazione. Intanto, però, dai tuoi post ne respiro l’aria ed è bello. Anche tu sei un blogger intelligente, secondo me… 😀

  4. Temo di essere un blogger ritardato! 🙂
    Tranne sulla questione moleskine (io ho il MozTaccuino, ovviamente) e sul fatto che me ne sono sempre sbattuto delle applicazioni di ‘sto tipo (uso ancora carta e penna, specie per il calendario editoriale)… il resto non m’appartiene!
    Articolo divertentissimo comunque, bravo Richie!! 😉

    Moz-

  5. Cose già scritte:

    1: fatto. Forse non spesso, però.

    2: fatto qualche volta. Ma ora magari trovo altre immagini 🙂

    3: non sapevo che quella roba si chiamasse diagramma di Venn. So solo che ogni volta che la vedo, che vedo che quei 3 cerchi intersecati, capisco dieci volte meno. A me davvero non comunicano nulla.

    Quadro semiotico: credo di averlo visto qualche volta. Per me ancora più incomprensibile dei cerchi.

    Moleskine: qui devo dire che in un certo senso do ragione a quel blogger. Ho provato a usare la tecnologia per migliorare il lavoro da blogger, ma ho solo perso tempo. Non uso la moleskine, perché per me sono cari quei blocchetti, ma ho chili di carta da riciclo.

    6: lo ha scritto Davide Lico nel suo ultimo post. Non li sopporto neanche io. Mi sembra un atteggiamento ipocrita e, a dirla tutta: chi se ne frega che ami il tuo lavoro.

    8: l’ho fatto anche io. Ma ho rispettato sempre gli impegni 🙂

    9: non credo di aver capito. Intendi scrivere post sui propri errori?

    10: fatto, ho scomodato D’Annunzio e chissà chi altro.

    Non so che altro abbia fatto, oltre a qualcosa che sta nella lista. Ci penso su e magari ci scrivo un post 😀

    • Punto nove: no, non proprio. Parlo del luogo comune legato all’errore: solo chi non fa niente non sbaglia mai. Il concetto è giusto, solo che è diventato – appunto – un luogo comune. Lo uso spesso anche io, eh…

  6. Il blog migliore del 2014. Tanti espedienti per ogni singolo punto scritto.
    E’ un post da leggere e rileggere!

    Bravo

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