Nell’ultimo post dedicato ai segreti del blogging e del webwriting ho toccato un punto, a mio avviso, molto interessante: l’assenza (o quantomeno la carenza) di una pianificazione sistematica.

La domanda è questa: nel mondo del blogging è veramente indispensabile pianificare ogni singola azione? Devi ragionare sempre con Google Analytics e calendario sotto mano? Questione spinosa.

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Tu sei un blogger che Pianifica tutto, vero? – Fonte

Questione spinosa perché la pianificazione è l’ancora di salvezza per il blogger professionista. Nella pianificazione trovi le risposte, trovi la soluzione a ogni problema. Ma anche grandi limiti.

Io sono un sostenitore del piano editoriale, del calendario dedicato alle pubblicazioni con tutte le informazioni necessarie per ottenere buoni risultati. La pianificazione, nella maggior parte dei casi, porta buoni risultati.

Ma poi?

Ma poi niente. Fermati alla semplice esecuzione del piano, porta a casa il risultato, registralo e comparalo. Andato bene? Avanti in questa direzione. Se qualcosa va male dai la colpa ai lettori.

A quei lettori che si ostinano a non capire la genialità del tuo blog (sul serio?).

Io non mi stancherò mai, però, di dire che nel blogging c’è una variabile imprevedibile, gioca un ruolo quello che in passato ho chiamato fiuto. Ovvero la capacità di individuare la strada giusta.

[Tweet “Un vero blogger pianifica, osserva e modifica. Ma segue anche l’istinto #mysw”]

I dati che arrivano dall’osservazione empirica della nicchia, da Analytics e dalle conversazioni sui social sono importanti. Ma chiudono la strada a una grande risorsa: l’imprevedibilità del lettore.

Il blogging diventa improvvisazione

Oggi il mio consiglio per chi vuole fare blogging è semplice: accogli le tue idee e falle diventare realtà. Non chiudere la porta all’improvvisazione: a volte i migliori articoli nascono da una intuizione afferrata al volo, e non da un’azione pianificata.

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Riscopri il rapporto primordiale con la scrittura, lascia che le mani scorrano sulla tastiera senza troppe regole e limiti. Scrivere è pur sempre un’arte, non te lo dimenticare mai.

La tua opinione

Fare blogging non vuol dire solo scrivere, ma anche prendere delle decisioni strategiche. Io credo che in questo processo giochi un ruolo importante l’istinto, la capacità individuale.

La pianificazione, al tempo stesso, è importante. Anzi, è fondamentale. Quindi la soluzione migliore resta un buon equilibrio tra questi ingredienti. O almeno questo è il mio punto di vista.

Ora aspetto il tuo nei commenti.

 

 

8 COMMENTI

  1. Fare blogging, secondo me, è un po’ come… Giocare a scacchi. La pianificazione è quindi il momento in cui prepari la scacchiera, la fase in cui studi le possibili mosse e cerchi di prevederne gli sviluppi più probabili.

    Ma, come nel gioco degli scacchi occorre sempre tener conto anche dell’altro giocatore, anche nella gestione del proprio blog è importante tener conto di una variabile importante: la variabilità nelle reazioni del lettore.

    Mettere in gabbia il proprio istinto, la propria abilità nell’improvvisazione significa non soltanto limitarsi ma anche smettere di allenare la propria capacità di intuizione.

    • Ciao Monia,

      Esatto. Hai colto perfettamente l’argomento. Io credo che non sia possibile pianificare tutto, proprio per questo credo che il piano editoriale sia un elemento elastico. Qualcosa che si debba modellare intorno alle esigenze e alle situazioni.

      Sei d’accordo? Tu hai un piano editoriale elastico?

      • Modellare dici? Mi piace l’immagine che mi suggerisce…

        Mi fa pensare al fatto che, per quanto ci si sforzi di “codificare” un modo ideale di bloggare, l’illusione di poter contenere in forme fissate in modo troppo fisso tutti gli scritti a cui si intende dare forma… È, appunto, solo un’illusione.

        Io ho dei binari, perché credo che avere dei binari ti impedisca di vagare alla cieca, ma poi di volta in volta, in base al viaggio che intendo intraprendere con le mie parole, cerco di scegliere con cura il vagone migliore per l’occasione 🙂

        • Metafora perfetta, sul serio. Aggiungo la mia: il piano editoriale è un ring, il blogger si muove sul perimetro e viene guidato dalle corde elastiche. Corde che ti permettono di guadagnare gioco è di improvvisare.

  2. La vedo come te, Ric!
    L’istinto è innato, se nasci con l’istinto della gestione di un blog. Certo, va affinato, e si affina solo… facendo blogging, scrivendo e sperimentando…
    Che poi, devi anche tenere conto della risposta dei lettori, per capire cosa è meglio fare o non fare 🙂

    Moz-

    • Assolutamente sì.

      Sottolineo soprattutto il discorso della risposta del lettore. Ci sono situazioni che permettono di essere completamente indipendente dai pareri dei lettori, ma se vuoi fare blogging per un’azienda devi per forza ragionare anche in termini numerici.

      Dico “anche” ma non “solo”.

  3. L’istinto, coadiuvato dalla preparazione preventiva e le skills necessarie naturalmente, è sempre l’arma vincente in tutto. Tanto più sul web dove la base sono le interazioni.

  4. Ma l’essere umano è una dualità costituita da parte strategico-pianificatrice e da parte istintuale: come può il frutto della sua attività essere esclusivamente determinato o dall’una o dall’altra? Ne verrebbe fuori qualcosa di poco “umano”.
    Monia lo sa, quanto mi piace l’improvvisazione 😉

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