Laura Boldrini, bullismo online e la violenza degli imbecilli sul web

Diciamo basta al linguaggio violento e alle offese sui social network: ecco un riflessione dedicata a un mondo che deve essere più rispettoso nei confronti del pubblico e delle persone più in vista.

Laura Boldrini, ex presidente della Camera dei Deputati, ha espresso grande preoccupazione per gli insulti e le minacce che le arrivano dai social network.

Laura Boldrini e la violenza degli imbecilli sul web
La violenza sul web.

Ma perché proprio a lei? Perché insultare una persona come la Boldrini? Perché la cultura sessista è ancora radicata in Italia, perché i social sono un canale di sfogo.

Anche il mezzo di comunicazione ha un ruolo (il medium è il messaggio diceva McLuhan), e voglio scoprire cosa si nasconde dietro le ingiurie lanciate alla Boldrini.

La natura del web

Laura Boldrini è un personaggio pubblico, ovvero un bersaglio perfetto per troll più o meno insistenti.

Non esiste una soluzione: essere sotto i riflettori vuol dire attirare le critiche di altre persone, in rete come nella vita reale. Non è una giustificazione.

È un dato di fatto, funziona così. C’è una differenza. Sul web il singolo si nasconde dietro il monitor e crede di essere invincibile.

Non può essere punito: lancia insulti e anatemi consapevole che nessuno lo accuserà. O almeno quella è la sua idea, in realtà non è così perché la legge si sta muovendo

C’è critica e critica

Ci sono critiche che possono essere accettate, critiche che si basano su una riflessione. Ma nel caso della Boldrini ci troviamo di fronte a insulti terribili: minacce di morte, fotomontaggi, offese senza alcun obiettivo se non quello di ferire.

Laura Boldrini
Pietro Grasso con Laura Boldrini

In particolar modo l’identità femminile di questa carica pubblica. Ecco un esempio: “Abiti a 30 chilometri da casa mia, giuro che vengo a trovarti”. Tu cosa faresti? Ti preoccuperesti? La reputi una critica civile?Queste sono parole inascoltabili.

Un profilo di comunicazione

Nessuno può mettere in discussione la semplicità dell’ex presidente della Camera. Una semplicità che si fonde con un atteggiamento poco aggressivo, pacato.

Queste caratteristiche infastidiscono le persone che non sono abituate al dialogo, alla considerazione del prossimo come qualcuno da aiutare e non da sfruttare.

Stigmatizzazione politica

Laura Boldrini è stata portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e si è sempre impegnata sul fronte delle pari opportunità. Un profilo valido. Ma soprattutto molto interessante e che dà fastidio a molti.

Laura Boldrini
Laura Boldrini in Afghanistan

La destra estrema si è scatenata sui social quando la Boldrini ha visitato la comunità ebraica e ha espresso la necessità di ripristinare il rigore della legge Mancino contro l’odio razziale. Ma non solo, la Boldrini viene attaccata un po’ da tutti.

La polemica

Il web è un argomento che unisce e divide. Tutti parlano bene del web, vogliono guadagnare con il blog e trovare clienti, ma appena si parla di legge scatta il rifiuto.

Forse perché abbiamo già un codice penale e un ufficio per contrastare il razzismo online, forse perché il web è sempre stato visto come qualcosa da frenare.

La Boldrini parla di anarchia del web, poi smentisce. Giusto, perché simili osservazioni possono rinvigorire gli argomenti di chi vorrebbe mettere un bavaglio al web.

Medium e messaggi

Il web è uno strumento in mano agli individui, ma il medium ha sempre un’influenza sulla qualità della comunicazione. Perché su Facebook (e non solo) fioccano frasi violente e gratuite? Io ho le mie idee:

  • Azzeramento delle barriere comunicative.
  • Interazione diretta (almeno teorica) con il proprietario della pagina.
  • Interazione diretta con i fan della pagina.

Un web moralizzato è da evitare. Non possiamo permettere a un organo superiore di controllare ogni parola, perché il web non è mio e non è tuo: è di tutti.

E deve essere tutelato da tutti. I contenuti offensivi devono essere segnalati, e le minacce di morte devono essere prese sul serio dalle autorità competenti.

No alla violenza sul web.

La Boldrini ha fatto bene a sollevare la questione, ma non credo che ci sia bisogno di un’altra legge per il web. Perché non c’è anarchia, ma libertà e autoregolazione.

Evoluzione dell’episodio

Il PM Luca Palamara ha ordinato la rimozione di tutti i messaggi offensivi e ha aperto il registro degli indagati. Il giornalista Antonio Mattia sarebbe stato il primo a caricare i fotomontaggi di Laura Boldrini, sempre grazie alla normativa già esistente.

Tutto questo non ha frenato le ingiurie lasciate sulla bacheca della Boldrini che, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, ha pubblicato una sintesi dei commenti più violenti. Provocando reazioni pro e contro la sua attività: giusto?

12 COMMENTI

  1. D’accordo su insulti e minacce online (che spesso lasciano il tempo che trovano), ma bisogna stare attenti a quali leggi creare e ripristinare, perché spesso – come già è accaduto – si rischia di creare leggi liberticide, che nel XXI secolo sono anacronistiche, medievali e pericolose per la libertà di espressione dell’individuo.

    Non mi riferisco a casi particolari, ma troppo spesso si parla di denunciare persone che hanno espresso la propria opinione: e questo per me è gravissimo.

    Non esistono nuove leggi da creare: esiste già un codice penale. L’insulto è un reato, così come la calunnia. Se io dovessi denunciare tutti quelli che mi hanno insultato e calunniato – anche pesantemente – online, dovrei spendere una fortuna in avvocati.

    Riguardo a questa politica in particolare, che a me non piace a pelle, come del resto non piace nessuno di quel mestiere, è la prima volta che sento una della casta ricevere tutte queste minacce e questi fotomontaggi e mi domando perché. Ora scatena un polverone per ciò che ha letto contro di lei. Il cyber bullismo c’è da tempo: dov’è stata la Boldrini finora?

    • Io credo che la Boldrini sia stata presa di mira perché è una donna seria ma non bacchettona, impegnata, non oca. Fa male a una parte del nostro paese scoprire la presenza di donne come la Boldrini. Secondo me, ripeto.

  2. Senza voler banalizzare è sempre la solita storia: i fatti drammatici o comunque spiacevoli, specie se allarmanti come una minaccia anonima via web, scatenano psicosi di massa e possono essere utilizzati come fucili a pallettoni per abbattere la libertà di tutti, introducendo monitoraggi e “spiate” varie a danno delle persone che non lo meriterebbero. Il “bello” è che, poggiandosi sull’emotività e sulla legittima preoccupazione di chi si immedesima nella situazione, la maggioranza delle persone vedrebbe bene una deriva autoritaria in questi casi: questo è realmente drammatico, secondo me.

    Si diceva poco fa che il mezzo è il messaggio: personalmente a me preoccupa molto più il livello di comunicazione sub-umana che possiedono le persone che insultano e/o minacciano, e che sfoggerebbero ugualmente anche per strada con una macchina senza targa, mediante cabina telefonica o sparando da una finestra. Non è questione di usare internet o meno, ad un certo punto, lo vedo proprio come un regresso culturale ed è questo il problema di cui preoccuparsi.

    Devo comunque riconoscere che vado piuttosto in crisi in queste situazioni: sono da sempre fautore di una rete libera e che preservi la libertà di tutti, ma in questi scenari mi viene spontaneo pensare che, quantomeno a certa gente, andrebbe davvero vietato l’utilizzo della rete. Alla fine, anche se è facile scriverlo e difficile realizzarlo, si tratta più di corretta educazione che altro.

    • Anche io, lo ammetto, vado in crisi. Libera rete, certo, ma anche quando arrivano le minacce? “Non sono d’accordo con le tue opinioni, ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle”: è ancora valido questo principio?

  3. Un debutto molto tosto per il progetto! Condivido la lettura di questi episodi, molto lucida e obiettiva. Aggiungo la mia, che si allarga un po’ : gli insulti ricevuti da Boldrini e Kyenge affondano nello stesso terreno, fatto di rabbia, esasperazione, tensione sociale e crisi economica? O nel caso di Kyenge e’ solo razzismo e nel caso di Boldrini solo misoginia?-

    • Io credo che il web sia uno strumento capace di alimentare queste spinte. Ma c’è anche un grande contributo culturale: la donna bella, intelligente, capace, non oca e non letterina che arriva a un ruolo di potere secondo meritocrazia fa paura agli uomini. E quando la paura si impossessa di una mente con poche risorse scatta la violenza. Per ora solo verbale.

      Sono contrario a una nuova legge per il web, sono favorevole a un uso attento della diffamazione e delle altre strade legislative. Il web dovrebbe essere un mondo migliore.

  4. Laura Boldrini non rappresenta le donne, ma le istituzioni che usano le donne come scudo alle loro politiche che ammazzano sempre più le donne. La signora Boldrini non si è degnata di rispondere alla mia email di denuncia sulla violenza via web e la ripongo qui: Un anno fa, come blogger donna mi son vista diffamare con fotomontaggi e messaggi offensivi , fino al punto di vedermi pubblicata una conversazione skype su internet. La polizia postale sorridendo, mi hanno detto che non c’era da preocuparsi in quanto poteva risultare solo uno scherzo, e che se volevo fare denuncia dovevo rivolgermi ad un avvocato! Le indagini sono ancora in corso dopo un anno, e non vi dico i momenti bui e di depressione nel vedermi uno Stato indifferente verso la mia sofferenza, perchè il male più grosso io l ho ricevuto proprio dall’indifferenza di chi avrebbe dovuto tutelarmi come cittadina italiana, che rispetta le leggi e ha sempre lavorato da precaria, pagando tasse, ma mai nessuno mi riconosce i miei diritti come cittadina: mi sento trattata come una profuga, da umiliare e usare a propria convenienza! Per non parlare dei centri antiviolenza, gestiti da avvocati che pensano solo a come creare un elettorato politico a proprio favore e percepire soldi pubblici per i propri affari economici, perchè la violenza della donna diventa un affare. Ora non potete immaginare, come io mi senta, nel vedere la polizia , in pochi giorni, agire contro chi cerca di umiliare una donna, ma non una donna qualsiasi, bensì la presidente di Camera del parlamento. Non solo hanno tolto immediatamente il materiale offensivo in rete, come mi sembra giusto fare senza dover aspettare uno stupido processo, ma sono arrivati al punto di entrare in casa di chi lo aveva pubblicato. Io mi sono sentita in dovere di inviare una email alla nostra carissima presidentessa della camera che si fa portavoce della violenza sulle donne, ma fino ad ora non ho ricevuto alcuna risposta. Io sono stufa di vedere queste strumentallizazioni delle donne che soffrono per interessi politici ed economici personali della casta, è ora di dire basta alla violazione della dignità delle donne. Le istituzioni devono smetterla di trattarci come ritardate mentali. BASTAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!! Aspetterò e cercherò una risposta dalla presidente della camera, fate girare questo articolo, tutto il web deve saperlo!!!!!

    • Una storia difficile anche la tua. E sicuramente ci sono due pesi e due misure per i cittadini. Hai pubblicato qualcosa che documenti questa storia?

    • Non so… oggi ho pubblicato un altro articolo sull’argomento. La situazione è sempre più difficile.

  5. Nella bagarre delle denunce dei giorni scorsi (giuste o meno che fossero), Laura Boldrini ha rappresentato solo se stessa. Le donne e le istituzioni, da lei falsamente tirate in ballo, non centrano assolutamente nulla. Altrimenti dovrebbe difendere le donne politiche del pdl ogni giorno e far effettuare le relative denunce. Cosa che non ha mai fatto e mai farà.
    La stessa Boldrini ha utilizzato anzi utilizza ogni giorni con i nostri soldi 7 uomini 7 della polizia postale et similia per stanare eventuali autori di fotomontaggi, insulti o minacce solo a lei rivolte…invece di lasciarli lavorare per reati ben più gravi quali pedofilia, organizzazioni terroristiche, hackers e altre forme di delinquenza…vera.

    • Comunque c’è anche Brunetta ad avere qualcosa da dire in questi giorni webnews.it/2013/05/20/brunetta-il-web-e-il-rifugio-dei-violenti/

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