In questo articolo non troverai lezioncine scritte, metodi poco originali per promuovere i contenuti, rivisitazioni poco chiare di nozioni e teorie.

No.

In questo articolo troverai gli spunti per intavolare un dibattito fin troppo trascurato: cosa serve realmente per operare e vendere prodotti alimentari online?

web marketing
Vuoi favorire? – Flickr

Quanto vuoi per fare SEO? Quanto mi costa un sito web? Quanto tempo ci vuole per vendere i prodotti online? Quanto costa un e-commerce? Magento è davvero utile? Basta con queste domande.

Domande senza logica, senza una conoscenza del marketing, dei tempi e della metodologia per operare con il web. Meglio elencare i punti necessari per ottenere veri risultati.

Il vero marketing online

“Il metodo per lavorare da casa”, “il sistema per guadagnare online”: quante volte hai incontrato queste logiche persuasive e truffaldine per fare soldi sul bisogno delle persone?

A volte si genera confusione sui ruoli e sulla metodologia del marketing online. Come ogni cosa, se è facile come ti vogliono far credere significa che il guadagno sei tu.

Fare marketing online è un’altra cosa. E per creare un progetto commerciale, per pianificarlo, promuoverlo e renderlo profittevole devi rispettare una manciata di punti fondamentali.

marketing online
Iniziamo a lavorare sul serio – iStockphoto

In questo articolo voglio tracciare un percorso ipotetico delle attività utili per emergere, concentrandomi su un argomento chiave: il settore dell’enogastronomia italiana.

Spesso ricevo richieste di aziende agricole che vogliono vendere prodotti online, ma non sanno come fare. E hanno idee confuse sull’investimento richiesto per operare nei mercati esteri.

Ecco perché ho creato una piccola guida. Una guida per iniziare con il piede giusto:

1. Competitività sul prezzo

Per vendere prodotti alimentari online devi avere un vantaggio competitivo: o sei un produttore diretto e hai una produzione importante, o sei un rappresentante digitale di più produttori e vendi con esclusiva non facilmente acquistabile.

soldi
Chi offre di più – Flickr

Queste sono le condizioni ideali. Vendere prodotti tipici come intermediario può essere un’operazione complessa, o addirittura una perdita di tempo.

Il motivo? Sono troppo bassi i margini di guadagno che avresti per competere su un mercato complesso come quello alimentare.

2. Identifica il tuo mercato

Il settore alimentare si frammenta in varie nicchie: prodotti regionali, prodotti tipici selezionati e limitati, luxury pack per regali, alimentari per pubblico specifico.

Pensa anche alle allergie, ai diabetici, ai vegetariani, al biologico. Scegli chi vuoi essere e cosa vuoi vendere, analizza il tuo mercato e conosci la tua clientela.

3. Proteggi la tua identità, sempre

Se sei piccolo aggregati, oppure valorizza la tua identità. Se sei un produttore agricolo e vuoi vendere la tua piccola produzione non puoi competere con chi ha le spalle larghe, e può permettersi prezzi più bassi con maggiori quantità di prodotto.

Le alternative: ti aggreghi con una cooperativa per creare un brand, oppure cerchi di differenziarti puntando sulla tipicità e andando ad operare in una fascia di prezzo alta. Con tutte le condizioni del caso.

4. Esplora la parte abitata della rete

Non ti fidare, verifica sempre in prima persona. Se ti dicono che per vendere online serve una piattaforma piuttosto che un’altra, esempio tra tutti Magento, non ti fermare a questa informazione. Ma confrontala!

Devi fare SEO? Hai bisogno di un consulente? Informati: leggi libri e blog, frequenta corsi, non ti fidare tanto e solo di pochi nomi, ma trova anche altre fonti.

La SEO è importante, ma non puoi fare a meno del tuo brand. Devi farti conoscere per quello che sei e che rappresenti. Il nome è fondamentale in questo settore dove la fiducia e il fattore emozionale sono la base.

5. Il sito web non basta per vendere online

Per molti vendere online vuol dire solo e-commerce. Ti svelo una segreto: non è così, ci sono tante soluzioni che aspettano solo di essere sfruttate.

  • Puoi avere un e-commerce e vendere prodotti alimentari nel tuo negozio fisico.
  • Puoi appoggiarti a quello di altri se costruisci una rete di rivenditori locali.
  • Puoi diventare un aggregatore di produttori che attraverso il web distribuiscono localmente.

Vendere online significa costruire un percorso alternativo a quello tradizionale, ma non esclude gli elementi di quest’ultimo.

Anzi, li integra e li potenzia.

6. Esci dal web per vendere online

Vuoi aumentare le possibilità di vendita online? Devi conoscere le persone dal vivo. Devi partecipare a fiere di settore, eventi e incontri per aumentare il tuo valore online.

Pensaci. A parità di condizioni di prodotto, da chi preferiresti comprare: da una persona che non hai mai visto o da uno che hai visto o sentito almeno una volta?

7. Se nessuno ti conosce non esisti online

Se decidessi di aprire un negozio nei pressi del Colosseo direi che il tuo investimento è giustificato da un posizionamento premium. Quasi sicuramente avrai un ritorno economico se saprai essere un bravo commerciante.

colosseo
Il Colosseo, Roma – Wikipedia

Se invece volessi avviare un e-commerce di prodotti tipici online, la prima cosa che ti consiglierei è promuovere il tuo sito anche con strumenti comuni come AdWords.

È una condizione necessaria. Non esclusiva, ma necessaria. E che richiede il giusto investimento proporzionato a obiettivi specifici.

Per valutare il giusto investimento è necessaria un’analisi di mercato basata su volume delle ricerche, dati secondari, siti e-commerce già presenti e, ipotesi di concorrenza, analisi dei prezzi.

Per concludere

Il metodo per valutare il budget necessario, le priorità per risparmiare all’inizio, le  strategie di marketing innovative, i prodotti più competitivi: tanti sono gli argomenti ancora da trattare.

Se ti interessano questi approfondimenti lascia un commento: cercherò di soddisfare la tua curiosità qui o nel prossimo articolo sul tema.

Questo articolo è stato scritto da Daniele Vinci, web marketing manager creatore di comunikafood.it e autore dell’ebook food wine web. Vuoi scrivere anche tu un post per My Social Web?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

12 COMMENTI

  1. Complimenti all’autore, Daniele Vinci, e complimenti a Riccardo che apre il suo “spazio” anche ad altre interesanti riflessioni che comunque si intrecciano al filo conduttore: il brand, il marketing e la comunicazione social… A lungo mi sono occupata di food e in Italia c’è urgente bisogno di percorrere le strade indicate in questo post. Abbiamo tesori e tradizioni enogastronomici che il mondo ci invidia. Purtroppo, a differenenza di altri, sappiamo di possederli ma non sappiamo valorizzarli. Eppure, basterebbe poco… basterebbe seguire almeno parte delle indicazioni di cui sopra. Tutte sarebbe meglio! Siete d’accordo? Anche perché, dietro l’angolo, in tanti sono pronti ad accapparrarsi il meglio del Made in Italy…

    • Ciao Gloria!

      Il tuo commento è perfetto. Abbiamo tanto da offrire e dobbiamo solo trovare la chiave giusta. Una chiave che non si nasconde sotto il semplicistico “apro un e-commerce, mi faccio Facebook e vediamo che succede”. No, c’è bisogno di impegno serio.

  2. Super d’accordo. Il problema è che troppe persone non riconoscono i propri limiti e l’improvvisazione avanza… Così, strategie e social sono in mano ad amici, figli di amici… E poi ci si stupisce se le cose non funzionano. Be’, stiamo pagando caro questo atteggiamento molto italiano e, forse, siamo alla resa dei conti. Nonostante ciò, continuo a vedere il bicchiere mezzo pieno e credo in noi:) Risposta alla domanda di Daniele: mi sono occupata di andare per campi, in Italia e nel mondo. Documentando, racontando, fotografando come nascono, crescono e arrivano a noi tante prelibatezze gastronomiche. Sono stata un inviato a caccia di bontà e sono stati anni meravigliosi!!!
    Il caffè in Brasile, i chiodi di garofano a Zanzibar, il cacao in Madagscar, la macadamia in Kenya, l’anacardo in India… sono una valigia, sempre pronta a partire. Oggi più in rete che nella realtà. Così ho scoperto le straordinarie territorialità e tradizioni italiane. E le ho condivise e sostenute come giornalista.

  3. Gloria, mi affascina la tua esperienza in questo settore.

    So di chiedere troppo, ma mi piacerebbe raccontarla.

    C’è tanto da apprendere e tutto sommato ritengo che i commercianti italiani, quelli che sanno essere rappresentanti di se stessi e del prodotto che vendono, sono molto bravi nel creare valore.

    Il problema delle piccole imprese del settore è derivato da molti fattori, tra cui anche il mancato aggiornamento, ma mi sento di voler spezzare una lancia a favore di chi invece vorrebbe fare, si aggiorna e produce eccellenze ed è ostacolato da lungaggini di ogni tipo.

    Per questo settore, ritengo che il web possa essere un contributo non tanto nel modello commerciale, ma nel modo di far conoscere e interfacciarsi.

    Immaginiamo per un attimo se un’azienda agricola aprisse un canale youtube e veicolasse le pratiche di coltivazione, quelle della raccolta, permettesse agli altri di inviare feedback.

    C’è un gruppo su fb, che vorrei segnalare perchè credo sia una chiave di lettura di ciò che dico.

    Si tratta del gruppo Mulino Marino.

    Le persone connesse al gruppo inviano foto degli impasti e lieviti fatti con la farina. La trovo una cosa davvero straordinaria, senza il web non sarebbe stato possibile questo confronto tra persone e brand te tra acquirenti e acquirenti.

  4. Sono andata anche a curiosare tra le meravigliose farine del Mulino Marino, Daniele… Persone squisite e prodotti eccezionali… la farina di meliga, che meravigliosi e fragranti biscotti si fanno. Vado a curiosare su FB, ci vediamo lì?

  5. Ciao Gloria e ciao Daniele!

    Condivido pienamente le opinioni che vi siete scambiati.

    Concordo con Daniele nel ritenere che il canale web possa facilitare la conoscenza e la diffusione di tutto quello che abbiamo da offrire, è uno strumento in più che oggi abbiamo per sostenere la crescita economica delle nostre aziende e del nostro territorio, se solo tutti capissero davvero come utilizzarli e il potenziale di sviluppo che possono offrire!

    Gloria la tua esperienza credo che possa solo essere d’insegnamento per noi e sarebbe bello poter aver dei saggi ed utili consigli ed input!

  6. Grazie, Mariangela ma… la mia esperienza è soprattutto passione, curiosità, determinazione, credere nei propri sogni. “Cose” che ho messo nel mio essere giornalista ieri, che continuo a mettere nel mio essere blogger e strumento di comunicazione/condivisione digitale oggi… Insegnamenti??? Non è che mi sono espressa troppo e ho dato adito a fraintendimenti? Scherzo! Come posso essere + utile, Mariangela?

    • Ciao Gloria,
      Alcun fraintendimento 🙂 semplicemente credo che le tue esperienze, ciò che hai visto e toccato con mano, ed i tuoi consigli possano essere molto utili per fornire nuovi stimoli e suggerimenti alle nostre aziende.
      Se ne hai voglia possiamo approfondire questa chiacchierata, mi affascina tantissimo poter conoscere meglio la tua esperienza…
      Di seguito ti lascio la mia mail o possiamo contattarci, se vorrài, incontrandoci su fb,Twitter e linkedin
      mail: mari.dimodugno@gmail.com

      Nel corso delle lezioni universitarie i casi pratici sono sempre stati quelli che alla fine mi hanno lasciato più di ogni lezione… 🙂

  7. Salve articolo molto interessante, chiediamo se possiamocondividerlo sul sito di Galatea Web che fornisce un servizio ad 88 euro l’anno, snello, efficiente, carino, un sito e commerce dotato delle piu’ ampie possibilità di gestione e vendita, interamente curato da loro, a questo stupefaciente prezzo, espandibile nel tempo e sempre a piccoli costi, per migliorarsi sempre di piu’, in quello che è il mercato dei prodotti tipici, forse il piu’ promettente del mondo oggi con gli altri mercati sempre piu’ pieni. Insomma se in Sicilia hai che ne so i cannoli, perchè non venderli a new york? http://www.galateaweb.eu

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