Nel commento pubblicato ieri su My Social Web ho nominato un personaggio già noto ai professionisti della rete. Un personaggio che ho imparato a evitare. Sto parlando del cliente profeta.

La figura del cliente profeta è circondata da un alone di mistero. Esiste? Non esiste? Come è fatto? Difficile identificarlo con precisione. La riconosci troppo tardi, solo quando il suo piano diabolico è andato in porto.

cliente profeta

Il cliente profeta non vuole risparmiare. Non vuole un lavoro a costo zero. Il cliente profeta cerca una prova per cementificare le sue certezze. Per confermare idee giuste e valide. Almeno dal suo punto di vista.

“Io non ne capisco ma secondo me non funziona”. Ecco il motto del cliente profeta. Un ossimoro che racchiude tutto e il contrario di tutto. Non ne capisci? Non hai voce in capitolo e non devi aggiungere altro.

Però il cliente profeta paga e vuole qualcuno che confermi il suo punto di vista. Vuole che il professionista raggiunga i risultati attraverso i suoi metodi, unica strada per ottenere successi immediati e duraturi.

Se la mandrakata non va in porto la colpa, ovviamente, è del professionista.

Ci sono anche clienti che puntano (inconsciamente) al fallimento per confermare la propria idea: il web non è la strada giusta, i blog sono inutili, Facebook è popolato solo da ragazzini in piena fase ormonale.

Il cliente profeta vive la tua attività come una sfida. Ha un’idea, tu proponi una strada differente, lui ti mette i bastoni fra le ruote. Ogni evento viene letto in chiave negativa, ogni soluzione viene boicottata. Il cliente profeta ha bisogno di una protesi che trasformi in realtà la sua idea.

Come combattere il cliente profeta

Purtroppo l’idea del cliente profeta – nella maggior parte dei casi – è un fiasco. Tu non puoi e non devi assecondarla. Pena l’annichilimento totale del progetto e della tua arte. Della tua professionalità.

Mai visto un dentista che segue le indicazioni del paziente. Mai visto meccanico che lavora insieme al proprietario dell’auto. Perché dovresti fare eccezione? Il cliente paga per ottenere dei risultati, giusto?

freelance
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Per combattere il cliente profeta devi puntare sulla chiarezza. Una chiarezza che deve essere espressa nel preventivo, nel contratto e nella futura descrizione dell’operato. Pianifica delle call su Skype per spiegare la tua strategia e lascia tutto su email per avere delle prove tangibili della comunicazione.

Quando il cliente inizia a profetizzare – a proporre la sua ricetta – come devi reagire? Con calma, ma certificando le tue operazioni con dati tangibili, con documenti capaci di garantire la bontà delle tue scelte.

E per le operazioni circondate dall’incertezza? Impossibile calcolare tutto, in alcuni casi nessuno può dare garanzie. Ora il cliente profeta prende forza e inizia a fare pressione. Inizia a insinuare la paura, la minaccia. Se non funziona – questo è il messaggio che passa – sarà colpa tua.

Colpa tua. Ma sai cosa dico? Questo è il momento di lasciare. Di mollare la presa. Inutile lavorare con una persona che ragiona in questo modo. Tanto qualcosa andrà storto e la colpa, come profetizzato, sarà tua.

E questo non è giusto. Meglio mollare. A meno che non ci sia qualche grossa posta in gioco, ma questa è una valutazione che lascio al singolo. Il mio è un consiglio di massima, di principio.

Secondo te, invece?

Il cliente profeta è un avversario difficile da affrontare. Ma con un po’ di esperienza puoi limitare i danni. Magari perdendo qualche cliente, ma chi lavora come freelance da qualche tempo sa bene che a volte è meglio così. Tu hai già avuto la sfortuna di incontrare il cliente profeta?

Lascia la tua esperienza nei commenti.

 

7 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    che tasto dolente che hai toccato…
    Anche a me è capitato di incontrarli (prima o poi capita a tutti ahimè) e io ne ho preso le distanze. Dico sempre che dare ragione al cliente per portarsi a casa una “fattura facile” ti porterà poi a dei grossi problemi da gestire. Se accetti di gestire un progetto che sai già fin dall’inizio non porterà alcun risultato, sai anche che probabilmente il cliente lo contesterà e non necessariamente ti pagherà.
    Tu sarai sottoposto a continue lamentele del cliente, al recupero crediti disastroso, a un dispendio di energie enorme che avresti potuto invece dedicare a chi crede nelle tue qualità, nel lavoro che gli stai proponendo e che esulterà con te quando ci saranno i risultati.
    Ecco io piuttosto porto a casa un cliente in meno e mi dedico a cercarne uno che realmente comprende il valore aggiunto della mia agenzia.
    Sbaglio?

    • No, non sbagli. Io ho deciso di muovermi in questa direzione: mi contatti? Mi segui. Ti do tutti gli strumenti per decidere e per capire. Ma non voglio più eseguire senza fiatare. Sempre con le dovute eccezioni…

  2. Ciao Riccardo,
    adesso ci tocca pure il cliente profeta? Serve un corso urgente di psicologia fai-da-te per interpretare al volo questi segni di squilibrio. A parte gli scherzi, credo che la soluzione che proponi sia giusta. E aggiungo: bisogna sempre farsi pagare per quello che si fa, non per i risultati indiretti del nostro lavoro. Vuoi che scriva una serie di articoli per il tuo blog, anche se non condivido la strategia che proponi (perché intuisco che ti stai sabotando)? Benissimo, scrivo lo stesso. Ma tu poi paghi gli articoli, non il “risultato” che ovviamente non riesci a raggiungere. Io ad esempio faccio così con i miei lavori di grafica e di progettazione. Le percentuali e gli eventuali vantaggi futuri non mi interessano e, per carità, lasciamo stare il discorso (in)-visibilità.
    Simone

    • Li scrivo lo stesso, sì. Le bollette le dobbiamo pagare. Ma scrivo nero su bianco che non approvo e che non voglio alcuna responsabilità. Neanche il nome sull’articolo.

  3. ciao a tutti ragazzi, anche a me ne sono capitati di clienti di questo genere ma la mia soluzione è stata meno drastica del “lascialo perdere ededicati a clienti migliori” anche perchè di solito questo genere di clienti sono “ottimi pagatori” se presi nella dovuta maniera.
    Quello che faccio è spiegare per filo e per segno, anche tecnicamente, perchè reputo sbagliato la modalità di azione del cliente e propongo una strategia diversa, spesso il “cliente profeta” rifiuta la mia strategia per tutta la serie di motivi che hai appena desctitto ed è in quel momento che la mia strategia cambia e chiedo il pagamento del lavoro anticipato perchè per me lavorare in questo modo “è un rischio”, non potendo garantire il raggiungimento dell’obiettivo con il metodo del “cliente profeta” lo obbligo a prendere sulle sue spalle tutta la responsabilità del potenziale fiasco rigirandogli la frase con “io di strategia di comunicazione ci capisco e per me così non funziona, però se tu sei convinto che vaad e vuoi provare per me va benissimo, lo prenderò come un esperimento, ma mi paghi anticipato perchè non ho tempo da perdere in esperimenti” … spesso il cliente dopo un discorso del genere tende a “ragionare2 e se è davvero convinto dell’esattezza del suo metodo paga in anticipo, a quel punto io mi sento molto più tranquilla sull’esito del lavoro e posso cominciare a lavorare anche non essendo convinta della soluzione positiva del progetto del cliente

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