Come aumentare i prezzi

Aumentare i prezzi è un problema eclatante per il freelance: come fare? Ma soprattutto mi conviene accettare una somma? Ecco la mia esperienza personale con i prezzi.

Questo è un problema per il freelance: il prezzo. Vale per tutte le professioni, infatti credo che buona parte delle richieste di preventivo arrivi da colleghi mascherati da clienti. Poi il dramma arriva quando vuoi aumentare i prezzi senza perdere i clienti.

Come aumentare i prezzi
Iniziamo a guadagnare di più?

Pochi giorni fa leggevo le polemiche nate intorno alla richiesta di lavoro di Salvatore Aranzulla: 25 euro ad articolo. In base alla mia esperienza è un’offerta di lavoro nella media, c’è chi scrive per molto meno. Molti però hanno criticato la richiesta.

Lo hanno definito sfruttatore. Per me è un’accusa insensata. Può essere un’ottima soluzione per chi vuole arrotondare, e per imparare a scrivere online. Devi farti le ossa, devi fare la gavetta da qualche parte. Questa è una soluzione dove puoi apprendere. Ma soprattutto non si può dare all’imprenditore la colpa.

La ricompensa è bassa? Rifiuta

In un regime di libero mercato ognuno decide la propria paga. Soprattutto se hai una partita IVA devi aumentare i prezzi, e non puoi aspettare che arrivi il benefattore con coccole e regali. Devi essere tu a gestire la trattativa: se mi vuoi questo è il compenso, prendere o lasciare.

Situazione ideale, vero? All’inizio non è così e lo so bene. Però questo è un problema di tempi e di aspettative. Molti guardano in alto e vedono dei riferimenti, dei personaggi da raggiungere. Magari da emulare.

Che, tra l’altro, non fanno cose così difficili. Ad esempio i web writer e i blogger: cosa fanno di così speciale? Scrivono. Da qui il pensiero che ha rovinato ogni cosa: che ci vuole, lo so fare anche io. Se devi gestire un server alzi le mani, ma se devi scrivere un articolo… e che ci vuole. Lo posso fare anche io.

I professionisti viaggiano sui 50/60 euro ad articolo e tu ricevi meno della metà. Perché? Tu non sei speciale. Non riesci a dare quei benefici e quei privilegi che altri professionisti dispensano. E che si fanno pagare bene aumentando i prezzi.

Da leggere: quante visite servono per guadagnare con un blog

Se mi vuoi questo è il preventivo

Non è facile arrivare a questa conclusione. Il punto è che tutti credono di poter scrivere per il web solo perché hanno fatto il dettato a scuola. Che ci vuole, basta saper scrivere. Questo ragionamento appiattisce, porta tutto verso il basso.

Crea risentimenti assistenzialisti. Perché dovrebbe essere l’altro a occuparsi di te? Io lo faccio, io mi prendo cura di chi scrive per me. Chi lo sa può confermare.

Quando c’è un budget risicato lo comunico al cliente, quando l’offerta del web writer è bassa pago qualcosa in più. Per essere tranquillo. Ma non tutti sono così.

Però sei libero di non accettare. Questo è il ragionamento che si trova alla base del lavoro nei campi a 20 euro al giorno? In quel caso le persone sono disperate e senza possibilità. Non possono acquisire gli strumenti per migliorarsi. Tu invece si.

Come aumentare i prezzi

C’è una base di partenza indispensabile per aumentare i prezzi: la specializzazione. L’operaio di base è sostituibile. Sacrificabile subito. Quindi viene pagato poco.

La persona specializzata, invece, non la trovi dietro l’angolo. Così come non trovi ogni giorno quello che ti scrive un articolo in ottica SEO e te lo posiziona – grazie anche al contributo di altri professionisti – per una keyword utile.

Quindi il primo passaggio per alzare i prezzi è la competenza. Però non basta, devi andare oltre. E devi diventare speciale. Questo argomento è stato affrontato anche da Seth Godin: non devi solo saper fare una cosa, devi creare qualcosa di tuo.

Come alzare i prezzi
Come aumentare i prezzi.

Un marchio, una firma. Lo so, non è facile. Ma andare oltre il mare dei competitor per nuotare nell’oceano blu è una strategia già nota. E non devi per forza andare verso territori sconosciuti: devi fare qualcosa di diverso, senza copiare o seguire la scia.

Oggi è più pericoloso essere mediocri – dice sempre Seth Godin – che osare. Perché la mediocrità ti porta all’appiattimento e rischi di essere sostituito. Quando sei speciale, invece, puoi dare il prezzo che vuoi. Non ti farebbe piacere tutto questo?

E se la persona di fronte cerca quella cosa che tu puoi dare sarà disposta a pagare il prezzo che hai dato. Senza dimenticare l’aspetto strategico della differenziazione.

Diminuire o aumentare i prezzi, i libri

Punta sulla specializzazione verticale

Il problema è la standardizzazione del servizio. Io mi scrivo, stop. Ragionamento che condivido: devi essere lineare e migliorare il tuo lavoro. Non mi fido di chi sa fare tutto. Però ci sono specializzazioni verticali che possono fare la differenza. Puoi continuare a scrivere per il web, ma puoi fare altro differenziando le entrate.

Ad esempio puoi spiegare alle persone come si scrive, puoi fare formazione. Oppure puoi occuparti dell’aspetto strategico e preparare il dietro le quinte. Puoi occuparti del famoso piano editoriale.

Lo devi saper fare, questo è vero. Diventa difficile improvvisare, per questo puoi specializzarti verticalmente (sempre nello stesso settore) e differenziare l’offerta.

A questo punto puoi aumentare i prezzi non del singolo articolo, ma di un servizio che ti fa guadagnare 10 volte di più. Non è un buon modo di guadagnare online?

Da leggere: quanto si guadagna come blogger?

Vuoi alzare i prezzi dei servizi?

Fallo subito. Però devi avere le carte in regola, rischi di andare fuori mercato. Il prezzo giusto lo decidi tu, nessuno può farlo al posto tuo. Non puoi chiedere ai colleghi di decidere la tua retribuzione, e non puoi accettare salari bassi.

Lo puoi fare all’inizio ed è giusto che sia così. La colpa non è di chi offre un prezzo basso, devi essere tu a fare il prezzo come libero professionista. Soprattutto devi creare il bisogno del tuo servizio. Lo so, non è facile ma non è detto che tutti debbano farcela. Sono troppo duro? Tu come la pensi? Lascia la tua opinione nei commenti.

4 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo! Quante cose vorrei scriverti sotto questo post. Il primo è che io ho scritto per molto meno di 25 euro ad articolo e non credo che Aranzulla abbia proposto qualcosa di inammissibile. Nel giornalismo di oggi poi 25 euro sono per molti un vero lusso. Credo però che il prezzo che accettiamo debba farci lavorare bene e con qualità.
    Faticoso diventare speciali ma gratificante quando avviene. Concordo quindi con tutte le frasi che hai scritto e leggere “Quel pollo di Icaro” di Godin mi ha aiutata molto.

    • Vero, nel giornalismo ci sono delle cifre da far piangere. Secondo me le critiche arrivano da persone che ancora non hanno ben compreso il mondo nel quale ci muoviamo: lamentarsi è inutile, costruire qualcosa di personale è l’unica strada da seguire.

  2. Ciao Riccardo,
    Grazie per il tuo bell’articolo.
    I libri di Seth Godin non li ho ancora letti ma so qualcosa del contenuto.
    Sono d accordo con te 25 euro ad articolo come chiede Aranzulla mi sembrano un buon modo per arrotondare.
    In generale sono d accordo con te. Giusto che tu come libero professionista faccia tu il prezzo. Nel caso quando serve devi anche alzare i prezzi purché in maniera ragionevole: non dovrebbe far sfuggire i clienti.

    • L’elasticità della domanda e dell’offerta fa il suo corso: se l’aumento del prezzo fa andar via un numero di clienti tale da non riuscire con l’aumento a tamponare la perdita vuol dire che qualcosa non va. Se prima guadagnavi 100 con 10 clienti e oggi guadagni 90 con 5 comunque devi rivedere la tua strategia. O comunque usare il tempo che hai risparmiato per fare altro.

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