Come aumentare i link spam e compromettere la tua reputazione

Ci sono rischi quando fai link building senza una base stabile. E con competenze non allineate con quelle che sono le necessità che oggi devi avere per fare una buona link building.

Uno dei fattori che determinano il successo del tuo blog è la quantità (ma anche e soprattutto la qualità) di link contestualizzati che non sono la cosa più semplice da ottenere. Ecco perché spesso si arriva a incassare una dose importante di link spam.

Evitare i link che diventano spam.

I tutorial ti spiegano come aumentare la link popularity. E spesso suggeriscono come pubblicare comunicati stampa e guest post. Ma hai mai pensato ai danni che potresti fare alla tua reputazione online mentre sei concentrato a spargere link?

Scambio link con tutti i siti che incroci

Se contatti qualsiasi blog ti passi sotto il naso, senza curare minimamente la coerenza tra gli argomenti, personalmente credo che tu stia sbagliando tutto: i risultati saranno minimi e il tuo blogroll nella sidebar sembrerà il primo volume delle pagine gialle.

Poi c’è lo scambio link con trucco. Odioso, senza mezzi termini! Accetti un invito di scambio link, inserisci il collegamento nella tua brava sidebar. Poi, dopo una settimana l’altro blogger ha già rimosso il tuo link. Atteggiamento pessimo, vero?

Beh, inutile dire che la reputazione te la stai giocando sul serio! Lo scambio non funziona più, l’unica cosa che guadagni è una marea di link spam che magari arrivano anche da zone infelici (tipo sitewide) delle pagine web. Come la sidebar e il footer. Senza dimenticare la pagina sponsor!

Da leggere: come fare SEO copywriting e scrivere in ottica SEO

Link sitewide nel footer e nella sidebar

Non tutte le posizioni dei link sono uguali per Google, ci sono dei punti che possono trasformare le sorti di un collegamento ipertestuale. Ad esempio quelle che corrispondono alle zone sitewide di un sito web. Vale a dire:

  • Footer.
  • Sidebar.
  • Blogroll.

La caratteristica base di questi link: sono presenti in zone che si ripetono in ogni pagina, quindi inviano una marea di collegamenti al dominio. Di base, almeno in linea di principio, i link in queste zone non dovrebbero essere per forza spam.

link negativi
Quali sono i link negativi da evitare – Fonte immagine

Di certo hanno un valore minore rispetto a un link contestualizzato, in un contenuto ricco e quindi con una maggiore utilità per il lettore. In ogni caso oggi conviene non rinunciare a priori, ma fare attenzione ai link spam che arrivano da queste aree. Soprattutto se non sono spontanei e arrivano da una qualche attività di link building.

Link da siti hakerati, spam o link farm

Ci sono i siti web che mettono link in modo spontaneo, altri che non lo fanno neanche sotto tortura. E poi ci sono quelli che hanno la peste addosso e decidono di passartela. In che modo? Inserendo dei link spam. I “vicini pericolosi” ci sono sempre e spesso non sanno di esserlo: controlla il profilo dei collegamenti.

E, soprattutto, monitora le fonti che portano link. Di base Google dovrebbe essere in grado di capire quando un’azione è indipendente dal tuo volere, ignorando il link spam. Però è sempre cosa buona monitorare queste attività.

Guest post e articoli di scarsa qualità

Essere guest blogger è un lavoro decisivo, non semplice. A volte pericoloso. Soprattutto se lavori senza una strategia chiara. E se cerchi di fare link popularity a man bassa con questi articoli. Ho sempre considerato i guest post una risorsa fondamentale per la link building, anche superiore a quella dei comunicati stampa.

Il guest blogging diventa spam?

Tutto questo richiede impegno, non provare a spacciare un testo già pubblicato come la tua punta di diamante: farai solo una pessima figura. E Google non è d’accordo con chi vuol far passare l’acquisto di link per un’azione di guest blogging.

Attenzione, il guest blogging non è una pratica spagliata a priori. Lo diventa nel momento in cui usi questi contenuti per giustificare campagne di link acquistati e particolarmente spinti, su siti decontestualizzati e con anchor text selvaggi.

Link nelle firme delle email che mandi

Non è un elemento che può dare problemi con le penalizzazioni di Google Penguin, ma con la reputazione online sì. Usare 30 url nella firma email non è il modo migliore per ispirare professionalità ai tuoi contatti! Un consiglio: punta sulla semplicità.

Siti-satellite, network di blog e PBN

Curare blog per aumentare i link in entrata del tuo spazio web può essere un’arma a doppio taglio. Per curare un solo blog occorrono tempo e dedizione, per curarne 2 l’impegno raddoppia: se non sei disposto a questo sacrificio sarà inutile

Vuoi fare un passo in avanti e creare un PBN, un private blog network? Questo è il sogno di molti, ma ti assicuro che non è semplice. Senza dimenticare che Google non considera questa tecnica come una fonte per ottenere link di qualità.

Link da forum e commenti dei blog

È vero che frequentare i forum può rivelarsi un’ottima strada per inserire link, ma questo deve avvenire in maniera graduale. Ad esempio, in alcuni forum si può inserire una url nella firma solo dopo un certo periodo di frequentazione attiva. Se non ti attieni alle regole vieni bannato, se esageri con la link building anche.

Anche i commenti possono essere un problema.

Commentare un blog con argomenti solidi e analisi dei contenuti potrebbe portarti qualche reale vantaggio. Essere presente a ogni post con interventi inutili e una firma che porta anchor text con keyword esatte è una pessima idea.

Il comment marketing si fa in modo diverso e professionali, se usi le interazioni solo per avere collegamenti stai solo moltiplicando i link spam. Anche se nofollow.

Fare link baiting con notizie false

A volte il desiderio ottenere il massimo dalle tecniche di Link Baiting può portarti verso contenuti dal sapore sensazionalista e – attenzione – vagamente fasullo. Che si tratti di un episodio doloso o di un fatale errore, dovrai essere veramente in gamba per rimediare all’affermazione menzognera che hai lasciato nel tuo ultimo post.

Anche in questo caso non voglio puntare tanto sulla qualità del link in senso stretto, ma sull’influenza rispetto alla reputazione online. Sarà colpita duramente, se il tuo calendario editoriale continua a sfornare articoli del genere la fine si avvicina.

Il male: l’acquisto di link a pagamento

Beh, questo è un vero e proprio link spam. Soprattutto se non sai come muoverti. Lo dico senza peli sulla lingua: l’acquisto di collegamenti ipertestuali è una realtà che molti professionisti prendono in considerazione in contesti molto competitivi.

Io non sono d’accordo, o meglio: essendo specializzato nella creazione di contenuti di qualità tento sempre la carta del content marketing, del digital PR e blogger outreach. Anche perché Mountain View è molto duro nel colpire:

Acquisto o vendita di link per aumentare la classificazione PageRank. Ciò include lo scambio di denaro in relazione a link o post che contengono link, lo scambio di beni o servizi in relazione a link o l’invio a qualcuno di un prodotto “gratuito” in cambio di una recensione positiva e dell’inclusione di un link.

Scambio di link secondo Google.

I link spam da evitare sono quelli che arrivano da acquisto di servizi legati a queste pratiche, ma anche a recensioni che hanno come contropartita un servizio in omaggio, un regalo, un trattamento di favore. Come fa Google ad accorgersene?

Riconoscendo pattern, comportamenti troppo schematici relativi ad anchor text, tempi, tipi di blog e siti, posizioni dei link e altri elementi difficili da prevedere.

Comunicati stampa e article marketing

Inutile inviare un singolo comunicato stampa a 300 siti diversi. Anzi, puntare ai collegamenti ipertestuali provenienti da queste pratiche ormai obsolete vuol dire rischiare grosso. Un tempo si lavorava molto con i link dei comunicati stampa, oggi conviene andare oltre queste tecniche e usare questi contenuti nel modo giusto.

Ovvero per fare digital PR, coinvolgere professionisti del giornalismo online e offline per avere la giusta attenzione. E puntare verso una link popularity sana. Magari con citazioni che arrivano da blog di settore, quotidiani locali e nazionali.

Inserire in directory di scarsa qualità

Perdere intere giornate per inserire il tuo blog in tutte le directory del web è inutile. Solo Yahoo! Directory, DMOZ e pochi altri servizi possono esserti realmente d’aiuto.

Le directory che funzionano.

Anzi, solo loro potevano fare qualcosa: sono dei servizi morti e sepolti. Non posso dire che lavorare sull’inserimento nelle directory può essere un’attività deleteria sempre e comunque, ma di certo oggi rischi di ritrovarti con qualche link spam.

Per approfondire: come ottimizzare una pagina web

Basta aggiungere link spam: d’accordo?

Io direi di sì, devi fare grande attenzione ai link spam perché il rischio è quello di dover ricorrere alle attenzioni di un SEO expert per disintossicare il tuo sito web.

Oggi ci sono molti strumenti che possono risolvere il problema, uno tra tutti il disavow tool di Google nella Search Console. Ma sono soluzioni che devono essere gestite con attenzione e portano risultati nel tempo. Meglio prevenire, non credi?

Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2019.

18 COMMENTI

  1. Bell’articolo 🙂 oltretutto alcune tecniche che sconsigli sconfinano nel campo del balck hat e sono penazizzate da google 🙂

    Penso che da oggi seguirò i feed del tuo blog ^^

    Ciao alla prossima 🙂

  2. Io invece lo seguo da molto tempo 🙂 Bravo riccardo, come sempre.

    Approfitto però per farti una domanda banale banale (“pane e puparuoli” come si dice dalle mie parti):

    come è possibile legare al miglioramento della reputazione online e della link popularity anche un business?

    O meglio, quale è il modo migliore per convertire la popolarità come blogger in una professione redditizia?

    Pubblicità tipo adsense? Vendita di corsi di vario genere? Commercio elettronico?

    Non ho alcun interesse particolare, non essendo un bravo blogger come te, però mi piacerebbe capire il perchè in tanti si prodigano nello scrivere blog.

    Sono sicuro che a breve ci scriverai un interessante post!
    ciao e a presto

    • Primo punto: grazie per tutti questi complimenti!

      Cosa spinge a scrivere un blog… e magari a perderci tanto tempo… hai ragione: bidogna scriverci un post perchè in un commento non ce la farei a spiegarlo.

      O meglio, lo potrei spiegare ma ne uscirebbe fuori un post. Tanto vale..

      Per stasera, o massimo domani. Stay Tuned!

      PS Se qualcuno vuole contribuire alla risposta, i suggerimenti sono sempre ben accettati!

  3. Bellissimo argomento ma molto complesso (in quanto ci son diversi tipi di bloggher) Comunque io solitamente per trarre queste considerazioni mi attacco sempre allo schema del CSPR e lo uso per analizzare e interpretare la parte “visibile”e poi proseguo cercando di dedurre dai dati che ricavo l’obbiettivo del singolo (Faccio queste cose solitamente per l’analisi della concorrenza o del mercato).

    esempio: io webvivo non l’ho aperto per guadagnarci direttamente (ci son cotegorie di siti con cui posso guadagnare 1000 volte tanto con pari sforzo) Di conseguneza si deduce che questo sito l’ho fatto per divulgare le mi idee e per ampliare il mio network di conoscenze (che ha un valore economico ma qui si sconfina nelle valutazioni che sono un altro bel argomentone).

    Spero di non aver annoiato e di esser stato utile ^^

  4. Articolo molto interessante, per quanto riguarda le directory hai ragione alcune non servono ad un tubo contano solo le più importanti.
    Idem per gli aggregatori tolto wikio e pochi altri il resto è tempo specato.
    Per la gestione di più blog non sono d’accordo io ne gestisco 2 http://tuttipazziperilgossip.blogspot.com/ e http://gfratello11.blogspot.com/ d’accordo che sul 2° collaborano anche 2 mie amiche ma tutto sommato riesco a gestirli abbastanza bene.

  5. è sempre più difficile ottenere link di qualità verso il proprio sito… sono mesi che ci provo e gli unici risultati che ho ottenuto sono stati grazie alle directory e ai comunicati stampa.

    • Che, tra l’altro, sono una fonte scarsa di link. Meglio guardare altrove, ad esempio ai guest post di qualità.

  6. argomento davvero interessante. Ho provato quasi tutte le strategie da te indicate, però c’è da dire che è difficile riuscire a verificare i risultati in termini di posizionamento. Ho notato che alcuni backlink cominciano a produrre risultati magari dopo mesi, mentre altri nemmeno vengono considerati e forse sono causa di penalizzazione.
    Davvero un mondo complesso quello del SEO, ma allo stesso tempo affascinante.

    Saluti.

    • Ciao!

      Questa fase del lavoro è molto complessa, c’è bisogno di strumenti avanzati (tipo Majestic, Semrush) per individuare i link spam e di tanta esperienza per contattare i webmaster che devono togliere ciò che può danneggiare il tuo sito. In alternativa, a mali estremi, si usa il disavow tool di Google che disconosce i collegamenti malevoli. Ma, ti ripeto, è un lavoro da affidare a professionisti della SEO. Io, ad esempio, non saprei gestire un lavoro del genere.

  7. Buon pomeriggio Riccardo,
    anche a me piace molto scrivere, e fino a poco tempo fa ho gestito una marea (circa una settantina) di blog personali, ciascuno dedicato ad un argomento specifico, senza grandi conoscenze di SEO ed altro perchè comunque lavoravo su piattaforme tipo WordPress o Blogger.
    Se volessi trasformare questa mia passione in un lavoro vero e proprio e diventare anche io una webwriter freelance cosa e come dovrei fare?
    Tu che strada hai percorso? Mille grazie per le dritte che mi vorrai dare. Non possiedo una laurea in giornalismo, ma solo un diploma di ragioneria (ultimo impiego 7 anni fa).

    • Ti direi, in primo luogo, di aprire un blog personale e trasformarlo in un laboratorio di scrittura per fare pratica. Ma anche per farti conoscere dalle persone che potrebbero diventare clienti. Per approfondire https://www.mysocialweb.it/2014/05/05/diventare-un-webwriter/

  8. Ciao Riccardo, ti lascio qui la domanda che ti avevo fatto su twitter. Dove lavoro ci “obbligano” a fare link bulding, cosa che io non amo molto e che ritengo poco utile. Tu che ne pensi del linkare sito web di un ecommerce in forum e notizie? Da utente lo percepisco come spam, o la mia percezione è viziata dal mio lavoro? Grazie!

    • Ciao,

      Il punto è questo: la link building è un lavoro molto delicato. Ma non scherzo, sul serio il rischio è quello di beccare una penalizzazione se non la fai nel modo giusto. Io personalmente lavoro su contenuti e digital PR: si pubblica qualcosa di utile e si contattano le persone per capire se c’è margine per ottenere una menzione naturale. Tu lo percepisci come spam il tuo lavoro, e sai cosa? Forse è così, però non posso giudicare perché non ho mai visto ciò che fai. Posso solo dare un consiglio: tutelati, non improvvisare, attenzione con i link.

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