Ricordo quando ho iniziato. Era il 2009. Ho scritto il mio primo articolo su WordPress.com, poi dopo qualche mese ho cambiato piattaforma e ho continuato il mio percorso su un self hosted.

Ne ho passate tante, sai? Sono stato penalizzato da Google, ho toccato quota 50.000 visite e migliaia di condivisioni in un giorno con un post partorito alle sei di mattina (ricordi il caso Moncler?). E ho conosciuto tante persone in gamba che mi hanno permesso di migliorare il mio modo di fare blogging.

blogging

Questo notavo ieri, in una domenica di primavera ancora troppo invernale. Il mondo del blogging è cambiato, il modo di fare blogging si è evoluto. Ed è giusto che sia così: nel web tutto si muove.

Per ottimizzare le tue risorse devi capire come si muove, in che direzione. Vuoi sapere che rotta ha preso il blogging? Come si sta evolvendo? Io ho la mia idea che per comodità divido in 4 punti.

1. Più concorrenza

Quando ho iniziato a fare blogging era sufficiente scrivere. Tu pubblicavi, Google indicizzava, passavi qualche link sui social e ciao. Le cose andavano così perché c’era poca concorrenza.

Nel 2009, ad esempio, mi ricordo del Tagliaerbe e di Francesco Gavello. Pochi altri scrivevano ogni giorno sul blog. Le persone che investivano in questo strumento si contavano sulle dita di una mano.

Nel corso degli anni la storia è cambiata, ed è aumentata la concorrenza.

Ben inteso, per me è un bene. Avere un maggior numero di colleghi vuol dire moltiplicare le occasioni di interazione. Ma l’attenzione del singolo lettore deve dividersi per un numero maggiore di risorse.

Questo significa che scrivere non basta: devi essere speciale. Devi inventarti qualcosa. Non so cosa. Una rubrica, un libro, un e-book gratuito, una risorsa da scaricare. Oggi non puoi rimanere nella mediocrità dello scrivere e pubblicare. Oggi devi inventarti qualcosa altrimenti non decolli.

Per approfondire: come essere speciale nel mondo del blogging

Più social

Prima bastava scrivere. I social non li curavo molto. C’era ancora quella triste abitudine di postare sulle varie piattaforme in automatico, grazie a delle applicazioni che sfruttavano il feed rss.

Tutta l’attenzione era per Google. Poi l’evoluzione, la consapevolezza che il blogging non è una semplice attività di scrittura. La pubblicazione è il primo step, poi viene il resto. Ovvero l’interazione con gli utenti, la discussione nei commenti, il lavoro di gestione dei social, la diffusione del contenuto.

fare blogging nel 2015

Quattro anni fa non si parlava di comment marketing. Non si parlava di forum e community in chiave strategica. Non si usavano i social per alimentare le conversazioni. Ma soprattutto non era chiaro il peso della relazione. Ovvero quello che oggi – dal mio punto di vista – è il vero valore del blogging.

Pubblicare ogni giorno per me significa fare branding, far girare il mio nome, far conoscere le mie abilità. E trovare clienti. Ma significa soprattutto tessere relazioni virtuose. Questa è una novità rispetto al passato: prima c’era molto individualismo. Pochi progetti comuni. Poca interazione tra blogger.

Per approfondire: nel blogging io punto sulla relazione

Più qualità

In passato i blogger scrivevano male, ma veramente male. Magari non da un punto di vista formale, ma c’era questa maledetta abitudine di voler riprendere i toni enciclopedici che rovinava tutto.

I blogger pontificavano. C’era poca concorrenza, ognuno credeva di dare il proprio contributo alla verità assoluta. Usando toni da docente universitario. Anche io ho dovuto limare qualche aspetto.

Ad esempio ho abbandonato il “voi” e sono passato al “tu”.  La qualità della scrittura è migliorata. La presenza di nuovi blogger, sempre più agguerriti e specializzati, ha alzato il livello medio degli articoli.

Scrivere un post vuol dire curare anche la relazione con il pubblico, creare una sintonia con il lettore e avvicinarsi il più possibile con il destinatario. Ora la scrittura è sinonimo di empatia.

Leggi anche: 8 trucchi per scrivere meglio

Più design

Te le ricordi le immagini dei blog qualche anno fa? Erano pessime. Si salvava solo chi aveva qualche abbonamento stock photo. Altrimenti potevi usare quello che passava Flickr Creative Commons.

Oggi invece la quantità di siti con immagini gratis è immensa. Regalare materiale di qualità vuol dire attirare buoni link, e questo ha spinto i fotografi a creare delle risorse incredibili come Unsplash.

Questo cambiamento riguarda l’aspetto generale del blog perché è la cura per il design a essere aumentata. E ad aver abbracciato la crociata responsive. Prima bastava inserire un plugin essere amico degli smartphone, e per farti leggere senza problemi su qualsiasi dispositivo.

mobile friendly

Risultato? Una pallida riproposizione degli articoli. Oggi non devi e non puoi perdere il tuo design: devi avere un tema resposnsive. Altrimenti è lo stesso Google a stigmatizzarti nella serp.

Risorsa utile: le immagini di My Social Web per migliorare i tuoi post

La tua esperienza

Hai appena letto la mia opinione: il blogging ha fatto dei passi in avanti. Tu sei un blogger navigato o una nuova leva? Secondo te è cambiato in meglio il mondo del blogging? C’è più spazio per la qualità? Sono curioso di conoscere il tuo punto di vista perché l’argomento lascia spazio a diverse interpretazioni.

14 COMMENTI

  1. Anche io ho iniziato nel 2009, però con Blogspot ;D, e mi ritrovo con quello che hai scritto il mondo dei Blog si è evoluto. Come già ti avevo scritto oggi non puoi limitarti a scrivere ma devi “sporcarti le mani”.

    Ovvero il blogger si deve occupare anche del lato SEO, Social PR, Grafica e tutto ciò che riguarda la gestione di un blog (anche da un punto puramente tecnico). Questo non vuole dire che deve essere il massimo esperto di tutto (cosa impossibile) però almeno un minimo ne deve sapere.

    • Ne devi sapere un po’ di tutto, certo. Ma sottolineo che devi approfondire soprattutto le conoscenze di usabilità. Puoi portare tutte le persone che vuoi sul tuo blog, ma quando solo tu capisci qual è la pagina più importante del blog – o come si fa a tornare in home page – c’è qualche problema.

  2. Io credo cambi continuamente.
    E’ un mondo veloce che io ho anche visto scontrarsi con i social.
    Quando ho cominciato (2006), di fatto né FB né Twitter erano diffusi come oggi. Poi, è stata una catastrofe, o forse no.
    Perché c’erano i Myspace tutti glitterati e lentissimi da caricare, e cosa sono diventati se non le pagine FB o i diari FB di certe persone? :p
    Insomma, dopo l’atomica social sono sopravvissuti in pochi ma vedo che poco a poco la moda del blogging sta tornando, e ovviamente è come dici: oggi la concorrenza è tanta, tutti sono agguerriti.
    Ma credo che la gente percepisca la semplicità e la sincerità, così presto -immagino- molti altri blog finiranno da soli.

    Moz-

  3. I cambiamenti del blogging, ma più in generale del mondo del web, sono una cosa che mi affascina sempre di più. È un po’ come vedere un pezzo della società che cambia e si evolve, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti.

  4. Internet è un mondo in continua evoluzione..
    e con l’evoluzione arriva di conseguenza la competizione per emergere..
    per distinguersi dagli altri.. per farcela in una società difficile e in crisi come la nostra..
    Questo ha portato e porterà sempre più alla selezione..

    Google con disinvoltura toglie da alcuni per dare ad altri e questo sistema sembra crudele e senz’altro lo è.. ma è ciò che siamo al momento.. torri e regine da spostare in uno scacchiere in cui nessuno è mai il vincitore assoluto..

    • Io sono una nuovissima leva. 30enne arrivato tardi a molti appuntamenti della vita. Myspace mai creato per pigrizia, i blog non li leggevo. Un disastro. Però mi è sempre piaciuto parlare con le persone, di tutto, dalla cretinata al discorso serio, ascoltando tutti e senza mai imporre o farmi imporre un pensiero.
      Da poco ho deciso di intraprendere la strada del blogging. Non so se sono in una posizione favorevole o meno. Però ho deciso di provarci. Fallire non mi spaventa, avrò imparato qualcosa, avrò stretto relazioni e sarò pronto eventualmente a ripartire senza commettere gli stessi errori.

  5. Io ho iniziato nel 2005, ma secondo me a quel tempo si scriveva meglio di ora, nel senso che era tutto più naturale e lo era ancor più prima, quando nacquero i primi blog.
    Quello che invece io sto notando ora è che si punta sempre più sul post sensazionalistico, si cerca in tutti i modi di attirare i lettori, perché giustamente oggi siamo in troppi a scrivere, ad avere un blog.
    Riguardo alla qualità, io penso sia invece diminuita, proprio perché gli argomenti scarseggiano e i contenuti vengono spesso ricicliati, riplasmati, riconvertiti. Se prima si guardava al contenuto, adesso se ne premia l’autore, a prescindere da cosa scriva.
    Un tempo, leggendo i vari blog, imparavo qualcosa. Da tempo, da anni, non imparo più nulla, nemmeno nei blog USA.
    Solo io vedo il panorama blog così nero?

    • No, è che forse veramente sono finite le cose da dire. Oppure si dovrebbe andare un po’ più a fondo.

    • Daniele,
      forse hai cambiato involontariamente il metodo di apprendere le cose..
      adesso con l’esperienza ti basta un dettaglio.. un particolare per poter mettere insieme una riflessione che ti porterà a scrivere un nuovo post..
      Credo che Riccardo utilizzi un sistema simile 🙂

      Non si smette mai di imparare..
      io stessa leggendo il tuo commento ho imparato qualcosa..
      Con il tuo commento hai parlato della tua esperienza..
      e alcuni dettagli di quella esperienza.. aiuteranno a costruire la mia riguardo il mondo dei blogger..

      Spero di essere riuscita a spiegare cosa intendevo dire 🙂

        • Non sono un blogger, ma un lettore “tecnico” e condivido pienamente la tesi di Daniele.

          La qualità é peggiorata un po ovunque, titoli scritti solo per attirare l’attenzione. Post sui social idem.
          Articoli che non dicono nulla ma sono pieni di parole. Ora si pensa solo a convertire, al web marketing a scrivere “seo friendly”. La maggior parte dei contenuti sono banali e insignificanti. Il livello tecnico é molto basso.

          E le domande in fondo al post solo per far commentare hanno rotto, sembrano (e sono) false, forzate.

          Tutto questo peró é normale … Non si guadagna con quei pochi “esperti” ( piu o meno esperti) ma con la “massa” ignorante (nel settore, qualunque esso sia non in generale) e di conseguenza il livello medio dei contenuti si abbassa drasticamente.

          Ovviamente queste sono mie opinioni e non sto facendo nessun riferimento a my social web. Non commento mai (o quasi) i contenuti che leggo ma son stufo di leggere banalitá

  6. Ciao Riccardo, Io sono una neofita nel mondo dei blogger (2014) quindi ho poco da raccontare. È però interessante conoscere la storia dei blogger “più vecchi”, gli inizi, i successi, i problemi ecc… Io posso solo dire che oggi, è vero, ci sono tanti blog, nascono come funghi, ma poi voglio vedere quanti riescono a portare avanti questo impegno per anni e scrivere articoli interessanti ogni volta. È veramente difficile. Ammiro molto chi come te ha un blog da diverso tempo e lo porta avanti con successo.

  7. Excite, MySpace, Splinder, Tumbrl e ora WordPress: ho avuto tanti blog, solo quest’ultimo con una veste “più seria”.
    Ti dirò che ad oggi, a parte blog come il tuo, fatico a trovarne altri interessanti. Leggo le stesse cose trite e ritrite, spesso scritte bene ma pur sempre trite. Trovo che ci sia una maggiore specializzazione (talvolta solo presunta) sugli argomenti come social e scrittura del web ma che scarseggino blog a più ampio respiro. Non so se si tratti di una divisione in piccole nicchie, se non ci sia più niente da dire o se dicano tutti la stessa cosa!

    • Un professionista, che usa il blog per trovare clienti, non può creare un blog a più ampio respiro. Non servirebbe a nulla. Deve ovviamente scrivere articoli su precisi temi, quelli di cui si occupa per lavoro.

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